{"id":19721,"date":"2018-03-19T01:37:49","date_gmt":"2018-03-19T00:37:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=19721"},"modified":"2023-05-15T11:42:09","modified_gmt":"2023-05-15T09:42:09","slug":"lavventura-del-cinema-sottacqua-la-seconda-guerra-mondiale-la-rivoluzione-dellerogatore-cousteau-gagnan-parte-ii-marina-cappabianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19721","title":{"rendered":"L&#8217;avventura del cinema sott&#8217;acqua, la seconda guerra mondiale e la rivoluzione dell&#8217;erogatore Cousteau-Gagnan &#8211; parte II di Marina Cappabianca"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA DELLA SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: FILMOGRAFIA SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: cinematografia, underwater filming<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni della II Guerra Mondiale, <strong><span style=\"color: #008000;\">Jacques Cousteau<\/span><\/strong> realizza il secondo film, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u00c9paves<\/span><\/em><\/strong> (Relitti), utilizzando nelle immersioni i nuovi erogatori. Li cita anche nei titoli di testa \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">scafandri autonomi \u2018Air Liquide\u2019 \u2013 sistema Cousteau<\/span><\/em><\/strong>\u201d. E l&#8217;amico Gagnan, viene da chiedersi? Sebbene vada fiero tutta la vita della sua equipe, Cousteau \u00e8 indubbiamente un ottimo manager di se stesso: in copertina ci sta lui. A lui l\u2019onere di trovare finanziatori, a lui l\u2019onore della prima pagina. Succeder\u00e0 anche con il libro <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Le monde du silence<\/span><\/em> <\/strong>pubblicato nel 1953 insieme a Fr\u00e9d\u00e9ric Dumas, dei cui diari riporta testualmente ampi brani. Nelle edizioni successive, il nome di Dumas sparir\u00e0 dalle copertine, relegato in una pagina interna come \u201ccollaborazione di\u201d.&nbsp; Succeder\u00e0 ancora con l\u2019omonimo film, Premio Oscar come Miglior Documentario e Palma d\u2019Oro a Cannes nel 1956, che rester\u00e0 nella storia come \u201cun film di Jacques Cousteau\u201d, dimenticando la co-regia di un giovane e promettente <strong><span style=\"color: #008000;\">Louis Malle.&nbsp;<\/span><\/strong>Nei titoli di testa del film <em><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c9paves<\/span><\/strong>,<\/em> \u00e8 scritto anche, con evidente orgoglio, che il film \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u00e8 stato girato nel Mediterraneo nel corso di immersioni libere fino a 62 metri di profondit\u00e0<\/span><\/em><\/strong>\u201d. E con quel \u201clibere\u201d si vuole sottolineare la novit\u00e0 di un sistema svincolato dalla superficie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo, mostrare per la prima volta il relitto di una nave sott&#8217;acqua ha un impatto emotivo paragonabile a quello de \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat<\/span><\/strong>\u201d dei fratelli Lumi\u00e8re: qualcosa di impressionante che non si era mai visto. Se gli abissi marini hanno sempre suscitato timori di mostri, non parliamo di un gigante d\u2019acciaio, emblema di potenza, che evoca dolore e tragedie quando giace trasfigurato su un oscuro fondale. E per la prima volta, uomini in grado di respirare sott&#8217;acqua si muovono agili e senza peso attraverso un relitto, portando in superficie le immagini della sua nuova vita tra moltitudini di pesci indisturbati \u2026 indisturbati finch\u00e9 Dumas non cede alla tentazione, come lo stesso commento di Cousteau sottolinea, di imbracciare il suo fucile subacqueo.&nbsp;Nelle sue prime opere c\u2019\u00e8 sempre questo crescendo di tensione che culmina nelle scene di caccia. Il film ci introduce alla vita marina tra folti banchi di pesci che nuotano lenti e armoniosi: non \u00e8 un mare di mostri, \u00e8 natura ordinata e organizzata; ma poi il ritmo si sconvolge nei combattimenti quasi corpo a corpo tra Dumas e gigantesche cernie. Anche se il soggetto del film sono i relitti, il vero protagonista \u00e8 l\u2019uomo che conquista i mari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un periodo difficile<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNon ci si deve scordare le condizioni e i tempi in cui questi film sono stati realizzati. Dal giugno del \u201840 buona parte della Francia del nord era occupata dalle truppe tedesche. Nel novembre del \u201942, Hitler decide di invadere anche il sud \u2013 rimasto fino allora zona libera sotto un Governo con sede a Vichy \u2013 e impossessarsi della flotta. La Marina Militare francese ordina allora, come <em>extrema ratio<\/em>, l\u2019autoaffondamento nella base navale di Tolone. Un duro colpo per Cousteau e i suoi compagni ufficiali, che da un giorno all&#8217;altro si ritrovano senza una nave. Ben presto, per\u00f2, la tragedia si trasforma nell&#8217;occasione per affrontare un tema molto sentito, soprattutto tra le popolazioni costiere e in particolare a Tolone dove diverse navi sabotate e semi affondate restano sotto gli occhi di tutti in una visione quasi spettrale. Grazie al successo del suo primo film, Cousteau ottiene dal Governo di Vichy un permesso speciale per realizzare altre riprese cinematografiche. Sceglie come base il faro dell\u2019isola di Planier, al largo di Marsiglia, nelle cui acque, nel 1928, \u00e8 affondata la nave a vapore inglese Dalton. E\u2019 uno scenario ideale per realizzare immagini di forte impatto emotivo e un ottimo terreno per testare le nuove attrezzature, descritte in dettaglio all\u2019inizio del film.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/CINEMA-Kinamo-N25_5415.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 CINEMA-Kinamo-N25_5415.jpg\" width=\"600\" height=\"900\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Zeiss Ikon Kinamo N25&nbsp; &#8211; Fonte\/Autore Tom\u00e1\u0161 Rasl<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:KinamoN25_5415.jpg\">KinamoN25 5415.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla <strong><span style=\"color: #008000;\">cinepresa Kinamo<\/span><\/strong>, usata fino allora, affianca una nuova macchina, una Lebl\u00e9 35 mm che user\u00e0 fino al 1955. A differenza della Kinamo, che montava rulli da 16 metri, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Lebl\u00e8<\/span><\/strong> monta quelli da 30 che consentono un tempo di ripresa doppio, prima di dover risalire per cambiare pellicola e ricaricare il motore a molla. Entrambe le macchine sono fissate su un\u2019asta che deve essere impugnata come un fucile, consentendo movimenti in panoramica pi\u00f9 fluidi: rester\u00e0 questa una caratteristica di tutte le sue cineprese subacquee. Per compensare la pressione in profondit\u00e0, la custodia \u00e8 messa in leggera sovrappressione mediante una valvola e una piccola bombola d\u2019aria compressa.&nbsp;Il permesso gli consente anche di ottenere delle pellicole, un vantaggio non da poco in tempi di guerra. In varie occasioni, per sopperire alla mancanza di pellicole cinematografiche, Jacques e Simone avevano dovuto fare incetta di rullini fotografici e giuntarli, in una camera oscura improvvisata sotto le coperte, fino a comporre un rullo per la cinepresa. Il film viene girato nell&#8217;arco di 5 mesi e in 110 ore di immersione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relitto del Dalton occupa una buona parte dei ventotto minuti montati, ma non mancano anche scene di affondamento, immagini delle navi sabotate a Tolone (tra queste anche il <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Mars<\/span><\/em><\/strong> di <strong><span style=\"color: #008000;\">V\u00e8che<\/span><\/strong>) e altre nelle quali i palombari recuperano da relitti parti metalliche che saranno in seguito riutilizzate nell&#8217;industria pesante. La vita di una nave continua, insomma, per gli organismi che la colonizzeranno sul fondo del mare oppure generando nuovi strumenti per l\u2019uomo. Il film, che uscir\u00e0 alla fine della guerra, resta una pietra miliare nella produzione cinematografica subacquea, anche se oggi \u00e8 difficile non essere infastiditi dai tanti animali uccisi, dalla disinvoltura con cui si segano e si asportano pezzi dal relitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sempre, bisogna saperlo vedere con gli occhi di quei tempi: un gruppo di visionari capaci di condurci oltre una frontiera ritenuta fino allora invalicabile. Grazie al successo del film, <strong><span style=\"color: #008000;\">Cousteau, Tailliez e Dumas<\/span><\/strong> riceveranno dalla Marina l\u2019incarico di fondare un <strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo di Ricerche Subacquee<\/span> <span style=\"color: #008000;\">(GRS)<\/span><\/strong> con il quale intraprenderanno nuove esplorazioni, sminamenti subacquei per conto della Marina francese, missioni archeologiche, ricerche ed esperimenti tecnici e fisiologici\u2026 una variet\u00e0 di nuovi ambiti di studi che ispireranno intere generazioni. In un\u2019intervista Cousteau dichiarer\u00e0 di aver capito il potere delle immagini dopo aver proiettato <strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u00c9paves<\/span><\/em><\/strong> al suo Stato Maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1950, lasciata la Marina Militare francese, Cousteau sceglie definitivamente la sua strada e incomincia l\u2019avventura con la Calypso, il tassello che gli mancava per completare la sua visione: una barca da ricerca non solo sotto il suo comando, ma di sua propriet\u00e0. Ancora una scelta parallela a quella di Hans Hass che nel 1951, dopo aver vinto il Premio come Miglior Documentario al Festival di Venezia con il film \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Abenteuer im Roten Meer<\/span><\/em><\/strong>\u201d (Avventura in Mar Rosso), acquista a Copenhagen lo scafo d\u2019acciaio di un veliero del 1927 dal quale costruir\u00e0 la sua nave oceanografica, la Xarifa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cousteau ritiene che i nuovi pionieri del mare debbano essere ricercatori scientifici dotati di strumenti d\u2019avanguardia. E vuole che la Calypso, equipaggiata con la migliore tecnologia del momento, sia uno strumento a loro disposizione. Un progetto ambizioso e dispendioso, nel quale lui e Simone impegnano i loro averi e che lo costringer\u00e0 ad accettare molti compromessi. Sulla Calypso, Cousteau crea una vera e propria squadra di lavoro, con la quale continua a migliorare gli aspetti tecnici dell\u2019immersione, ma anche e soprattutto \u2013 anzi direi in funzione di \u2013 tutto quello che riguarda la cinematografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un progetto che far\u00e0 di lui il Comandante Cousteau che conosciamo, l\u2019esploratore, il navigatore, il documentarista che a partire dagli anni \u201950 contagia un\u2019orda di emuli in una vera e propria sindrome di Cousteau. Ma questa \u00e8 ancora un\u2019altra storia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 12pt; color: #008000;\">Marina Cappabianca<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-9403 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Marina-Cappabianca.jpeg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"209\">Marina Cappabianca<br \/>\n<\/span><\/strong>Dopo aver frequentato il corso di laurea in Lingue e Letterature Straniere all&#8217;Universit\u00e0 di Torino e conseguito il Diploma di Interprete Parlamentare alla Scuola Superiore Interpreti e Traduttori di Firenze, Marina raccoglie una lunga esperienza nel campo dei viaggi e della comunicazione. Dal 1987 lavora nella produzione di documentari naturalistici, scientifici e sociali in qualit\u00e0 di produttore e regista. Ha partecipato alla realizzazione di documentari per il mercato nazionale ed internazionale negli Stati Uniti, in Canada, America Latina, Vietnam, Africa e in gran parte dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong class=\"network_color\">Credits:&nbsp;<br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.italiandoc.it\/area\/public\/wid\/DONC\/video.htm\">Ritratti di Natura<\/a>&nbsp;(30&#8242; x 5 serie) (2013):&nbsp;<strong>Autore<br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.italiandoc.it\/area\/public\/wid\/EZ\/video.htm\">L&#8217; enigma del polluce<\/a>&nbsp;(52&#8242;) (2006):&nbsp;<strong>Produce<br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.italiandoc.it\/area\/public\/wid\/SO\/video.htm\">L&#8217; eldorado dei faraoni<\/a>&nbsp;(47&#8242;) (2004):&nbsp;<strong>Producer<br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.italiandoc.it\/area\/public\/wid\/CDO\/video.htm\">Pescatori del nord<\/a>&nbsp;(52&#8242;) (2004):&nbsp;<strong>Autore<br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.italiandoc.it\/area\/public\/wid\/OT\/video.htm\">L&#8217; oro dei faraoni<\/a>&nbsp;(52&#8242;) (2003):&nbsp;<strong>Producer<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19716\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19721\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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