{"id":19423,"date":"2018-03-22T00:21:07","date_gmt":"2018-03-22T00:21:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=19423"},"modified":"2023-05-15T12:25:45","modified_gmt":"2023-05-15T10:25:45","slug":"19423","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19423","title":{"rendered":"Nuovi agguati a Bab el Mandeb, una minaccia alla maritime security?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO INDIANO<\/span><\/strong><br \/>\nparole: Hormuz, Aden,&nbsp; terrorismo in mare<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il controllo degli stretti ha un&#8217;importanza strategica ed economica per tutti i paesi che necessitano un flusso continuo delle risorse necessarie alla loro sopravvivenza. Tra gli stretti strategicamente pi\u00f9 sensibili al mondo abbiamo Suez, Hormuz, Panama ma anche Malacca e Bab al Mandeb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi parliamo di quest&#8217;ultimo che ha subito, da un anno a questa parte, una crescente attenzione da parte di gruppi armati intenzionati ad ostacolare con l&#8217;uso delle armi il traffico mercantile internazionale. Un recente <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/israel-news\/iranian-armed-rebels-threaten-one-of-world-s-busiest-shipping-route-1.5790427\">articolo<\/a>&nbsp;<\/span><\/strong>(pubblicato su <strong><span style=\"color: #008000;\">Haaretz<\/span><\/strong>) ha riportato la dichiarazione di un alto funzionario della marina israeliana in merito alla minaccia crescente da parte degli Houthi dello Yemen che&nbsp; stanno acquisendo armi tattiche in grado di minacciare una delle rotte marittime pi\u00f9 trafficate e sensibili del mondo, lo stretto di Bab el Mandeb.&nbsp;<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"background-color: #e7fa19;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Gli Houthi, ufficialmente chiamati Ansar Allah (i sostenitori di Allah) sono membri di un movimento religioso-politico-islamico armato originatosi negli anni &#8217;90 a Sa Dah nel nord dello Yemen. Gli Houthi fanno parte dei Zaidis e sono prevalentemente sciiti, anche se sembra che il movimento comprenda anche elementi sunniti. La tensione tra gli Houthi ed il Governo centrale yemenita crebbe costantemente negli anni &#8217;90 fino alla guerra scoppiata nel 2004 contro il fondatore del gruppo, Hussein Badreddin al-Houthi (da cui il nome), che port\u00f2 alla ribellione contro il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh. Alla fine del 2014 gli Houthi hanno preso il controllo della capitale e gran parte del nord del Paese. A partire dal 2017 il gruppo \u00e8 guidato da Abdul-Malik al-Houthi, fratello del primo leader, apparentemente ucciso dalle forze dell&#8217;esercito yemenita Saleh nel 2004.&nbsp; Come molti gruppi filo iraniani, appoggiati dagli&nbsp; Hezbollah, il movimento Houthi attrae i suoi seguaci Zaidi-sciiti in Yemen con slogan contro il rapporto USA-Israele e la collusione dei Paesi arabi con gli stessi. Nel tempo, i combattimenti hanno causato la morte di&nbsp; almeno 10.000 persone, creando una crisi umanitaria di otto milioni di persone sull&#8217;orlo della carestia. Migliaia di altri soffrono di malnutrizione e malattie, incluso il colera.<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Uno stretto marittimo strategico per il traffico internazionale<\/span><br \/>\n<\/span><span style=\"color: #008000;\">B\u0101b al-Mandab<\/span><\/strong>&nbsp;(<span class=\"arabo\" dir=\"rtl\" lang=\"ar\">\ufe91\ufe8e\ufe8f \ufe8d\ufedf\ufee4\ufee8\ufeaa\ufe8f<\/span>\u200e,&nbsp;<i>B\u0101b al-Mandab)&nbsp;<\/i>\u00e8 lo stretto marittimo che congiunge il Mar Rosso con il Golfo di Aden e quindi con le rotte dell&#8217;oceano Indiano. Ai due lati delle sue sponde si fronteggiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Gibuti<\/span><\/strong>, sulla costa africana, e lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Yemen<\/span><\/strong>, estremo Paese della penisola arabica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19429\" aria-describedby=\"caption-attachment-19429\" style=\"width: 859px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19429\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Bab_el_Mandeb_NASA_with_description.jpg\" alt=\"\" width=\"859\" height=\"589\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Bab_el_Mandeb_NASA_with_description.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Bab_el_Mandeb_NASA_with_description-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Bab_el_Mandeb_NASA_with_description-768x527.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 859px) 100vw, 859px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19429\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine satellitare NASA<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bab_el_Mandeb_NASA_with_description.jpg\">File:Bab el Mandeb NASA with description.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel punto pi\u00f9 stretto il Bab el-Mandeb ha una larghezza complessiva di circa 30&nbsp;km. Nello stretto si trova l&#8217;isola di Perim che divide il canale in due sezioni di ampiezza notevolmente differente. Il canale pi\u00f9 piccolo, orientale, \u00e8 detto Bab Iskander ed \u00e8 largo solo tre chilometri con una profondit\u00e0 massima di 30 metri. Il pi\u00f9 largo, quello occidentale, viene utilizzato dal traffico mercantile per il transito delle navi; viene chiamato <i>Daqqat al-M\u0101yy\u016bn<\/i>&nbsp;ed ha una larghezza di circa 25&nbsp;km con una profondit\u00e0 massima di 310 metri. Ho inserito questi dati non a caso. Essi rappresentano distanze che consentono spostamenti rapidi, anche con mezzi leggeri, dalla costa yemenita per scopi offensivi militari. Inoltre le basse profondit\u00e0 potrebbero essere usate per la dissemina di ordigni subacquei di sbarramento.<\/p>\n<figure style=\"width: 712px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/AIS-DATA-BAB-EL-MANDEB-.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 AIS-DATA-BAB-EL-MANDEB-.png\" width=\"712\" height=\"451\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine istantanea del traffico mercantile su base dati AIS da sito <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.marinetraffic.com\/\">https:\/\/www.marinetraffic.com\/ <\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dimentichiamoci che tutta l&#8217;area presenta una grave instabilit\u00e0 politica e fenomeni illegali come la pirateria e contrabbando. Se confermato, il radicamento iraniano in Yemen con il trasferimento di armi alle forze Houthi costituisce una grave minaccia per le navi mercantili in rotta verso il Mar Mediterraneo attraverso lo stretto di Bab al-Mandab. Le autorit\u00e0 saudite hanno recentemente affermano che gli Houthi stanno usando i corridoi umanitari per ricevere i missili iraniani, creando &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">una minaccia per la sicurezza regionale e internazionale<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Alla fine di gennaio, i separatisti del sud dello Yemen stanno cercando di sottrarre la citt\u00e0 al controllo delle forze dell\u2019ex presidente Abdel Rabbo Monsour Hadi, alleato dell&#8217;Arabia Saudita e degli Emirati Arabi, i due grandi sponsor dell\u2019operazione militare scattata nel 2015 che sta cercando di riconquistare la fascia settentrionale del paese dal controllo degli Houthi. Il portavoce israeliano rivela che sistemi avanzati non vengono trasferiti solo agli Houthis [nello Yemen] ma anche agli Hezbollah [in Libano], e questa \u00e8 una minaccia per le navi mercantili e le piattaforme petrolifere israeliane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Golfo Persico ed i paesi della penisola arabica tornano quindi al centro dell&#8217;attenzione internazionale ed a fianco di Riad si schierano gli Stati Uniti e Israele. Teheran smentisce che quel missile provenisse da un suo arsenale ma Washington ritiene che questi armamenti siano stati dati dall&#8217;Iran ai miliziani Houthi, come affermato con veemenza dall&#8217;ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Nikki Haley. La decisa dichiarazione della rappresentante statunitense \u00e8 stata appoggiata dall&#8217;ambasciatore d&#8217;Israele Danny Danon che ha sottolineato che la minaccia missilistica iraniana si estende dal Golfo Persico allo Yemen, alla Siria, al Libano e a Gaza. Le Nazioni Unite \u2013 conclude il diplomatico israeliano \u2013 dovrebbero agire immediatamente per contrastare questa minaccia.&nbsp;Di fatto la coalizione guidata dall&#8217;Arabia Saudita ha deciso di chiudere temporaneamente tutti i porti marittimi, aerei e terrestri del paese, dopo che un missile balistico lanciato dagli Houthi era stato intercettato il 4 novembre dalle forze militari dell&#8217;Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello specifico, la chiusura si applica ai porti sotto il controllo dei ribelli Houthi, ovvero i porti del Mar Rosso di Hodeidah e Saleef mentre il porto di Aden \u00e8 stato escluso dalla chiusura temporanea perch\u00e9 \u00e8 ancora sotto il controllo yemenita supportato dalla coalizione guidata dai sauditi.&nbsp; In risposta a questa crescente minaccia nel Mar Rosso meridionale e a Bab al-Mandeb, <strong><span style=\"color: #008000;\">la BIMCO<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">International Chamber of Shipping and INTERTANKO<\/span><\/strong> hanno pubblicato <a href=\"http:\/\/www.ics-shipping.org\/docs\/default-source\/Piracy-Docs\/1---interim-guidance-on-maritime-security-in-the-southern-red-sea-and-bab-al-mandeb.pdf?sfvrsn=0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">delle linee guida<\/a>&nbsp;per la sicurezza marittima nell&#8217;area.&nbsp;Angus Frew,&nbsp; Secretary General e CEO della BIMCO ha dichiarato che&nbsp;<em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">We\u2019ve been advised that these threats are real, and therefore decided to provide guidance for ships operating in the area. We have seen two incidents in January, and we want to make sure owners and operators are aware and advise their crews accordingly, Company security officers and ship Masters need to be informed of the threats, as the patterns and mitigating measures differ from the more familiar regional threat of piracy ..<\/span>.<\/strong><\/em>&#8220;.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non si tratta di una preoccupazione eccessiva<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl 25 ottobre 2016, una petroliera mercantile di bandiera spagnola, il Galicia Spirit, fu colpita da un razzo (RPG) sparato da un piccolo motoscafo che aveva interdetto la nave. La petroliera fu poi attaccata con armi leggere. La nave mercantile riusc\u00ec comunque a sfuggire all&#8217;attacco e continuare il suo viaggio in avanti. Tuttavia, solo due giorni dopo, una petroliera LNG, la Melati Satu, fu&nbsp; attaccata nella stessa area. L&#8217;equipaggio di Melati Satu, battente bandiera di Tuvalu, invi\u00f2 una chiamata di soccorso, raccolta da una nave della marina saudita e successivamente fu scortata in salvo. Entrambe le navi avevano attraversato lo stretto di Bab el-Mandeb tra lo Yemen sud-occidentale e il Gibuti nord-orientale. Altri episodi simili si sono ripetuti fino ad oggi confermando la pericolosit\u00e0 dello stretto. Sebbene gli attacchi non furono rivendicati, non \u00e8 importante che si sia trattato di pirati o fazioni politiche, la gravit\u00e0 dell&#8217;evento non cambia. A febbraio 2017, l&#8217;amministrazione marittima degli Stati Uniti ha comunicato che le milizie di Houthi erano sospettate di aver piazzato mine navali nelle vicinanze del porto di Mokha. A marzo 2017 l&#8217;ufficio di intelligence navale degli Stati Uniti (<strong><span style=\"color: #008000;\">ONI<\/span><\/strong>) aveva avvertito le navi mercantili del pericolo di mine navali a Bab Al Mandeb, vicino all&#8217;ingresso del porto. Nei giorni scorsi, gli Houthi hanno attaccato le truppe degli Emirati Arabi Uniti nella zona di Mokka ed hanno annunciato di aver lanciato un missile, uno Scud modificato <strong><span style=\"color: #008000;\">Burkan-2<\/span><\/strong>, con gittata teorica di 1400 chilometri, verso Dubai, con obiettivo una centrale nucleare. Questa notizia non \u00e8 per\u00f2 stata confermata dagli Emirati. Gli Houthi hanno ribadito che se il blocco dei porti dello Yemen, imposto dalle monarchie del Golfo, non sar\u00e0 cancellato, l\u2019Arabia Saudita ed i suoi paesi alleati saranno colpiti dai loro missili. A quel punto la guerra arriverebbe sulla rotta di Suez creando una crisi internazionale pari a quella delle mine libiche dell&#8217;estate del 1984.&nbsp;<span style=\"text-align: justify;\">Una situazione esplosiva che potrebbe causare una crisi economica e politica difficilmente gestibile se non con un intervento politico militare dell&#8217;ONU o di una coalizione internazionale.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima immagine satellitare dello stretto di Bab al Mandeb (la porta delle lacrime) &#8211; photo credit NASA<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bab_el_Mandeb_NASA_with_description-ar.jpg\">Bab el Mandeb NASA with description-ar.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO INDIANO parole: Hormuz, Aden,&nbsp; terrorismo in mare . 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