{"id":19184,"date":"2018-02-22T01:00:22","date_gmt":"2018-02-22T01:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=19184"},"modified":"2023-07-07T22:45:11","modified_gmt":"2023-07-07T20:45:11","slug":"parliamo-pesca-battisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19184","title":{"rendered":"Parliamo di pesca by catch e reti derivanti"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: white;\">.<\/span><br><strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif; color: green;\">ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI<br>PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif;\"><br><strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif; color: green;\">AREA: OCEANI<br><\/span><\/strong>parole chiave: Pesca non sostenibile<br>&nbsp;<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Abbiamo spesso lanciato un grido di allarme verso due fenomeni preoccupanti che riguardano la pesca. Oggi Nicola Di Battista, Presidente di CARE THE OCEANS, ci parla del by catch e delle reti derivanti.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il by catch<\/span><\/strong><\/span><br>Circa il 40% del pescato mondiale \u00e8 catturato in modo non intenzionale e una parte di esso \u00e8 rigettata in mare, morta o moribonda. Il pesce che finisce nei piatti ha un passato inquietante: spesso non vengono catturate solo le specie desiderate, bens\u00ec altri pesci e animali.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta del <strong><span style=\"color: #008000;\">by catch<\/span><\/strong>, la cattura accidentale, accessoria e involontaria di organismi marini (pesci, crostacei, molluschi, echinodermi ed altri invertebrati) che vengono catturati assieme alla specie ricercata (specie target) durante l&#8217;attivit\u00e0 di pesca sia professionale che sportiva; essa \u00e8 una delle principali minacce per la biodiversit\u00e0 marina di tutto il mondo. Il termine pu\u00f2 essere applicato anche ad individui della specie oggetto dell&#8217;attivit\u00e0 di pesca ma troppo rovinati, di taglia troppo piccola (soprattutto se esiste una misura minima legale per quella specie) o troppo grande per essere commercializzati.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/overfishing-Mountain_of_dogfish.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 overfishing-Mountain_of_dogfish.jpg\" width=\"640\" height=\"480\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">overfishing &#8211; John Wallace, NOAA\/NMFS\/NWFSC\/FRAMD<br><\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Mountain_of_dogfish.jpg\">File:Mountain of dogfish.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">by catch<\/span><\/strong> suscita particolare preoccupazione anche per le specie rare come uccelli marini, cetacei e tartarughe marine &#8211; i quali in genere muoiono per annegamento quando vengono intrappolati nelle reti o restano allamati ad un palamito &#8211; oppure gli squali. Uno degli esempi pi\u00f9 ampiamente drammatici di by&nbsp; catch si \u00e8 verificato nel corso del 1970, quando migliaia di delfini sono morti nelle reti di cattura per il tonno, con reti a circuizione nell&#8217;Oceano Pacifico. Da allora ad oggi, \u00e8 ancora un problema diffuso in tutte le attivit\u00e0 di pesca e in tutti i mari, che non risparmia nessun gruppo di animali, dai piccoli coralli alle grandi balene. Esso \u00e8 il risultato dell\u2019utilizzo di attrezzi meno selettivi e pi\u00f9 intrusivi nell&#8217;habitat marino, come reti da posta, palangari (sui quali sono inseriti ganci e possono estendersi fino 93 chilometri) o reti a strascico. Tali attrezzi attraggono tutto ci\u00f2 che nuota, come gli squali e le tartarughe marine, mentre le reti a strascico trascinano le reti in tutto il fondale marino, catturando di tutto nei loro percorsi. Al contrario, gli attrezzi da pesca come gli <span style=\"color: #008000;\">hook-and-line<\/span> possono limitare le catture accidentali perch\u00e9 i pescatori possono rilasciare rapidamente il pescato indesiderato dai loro ganci.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 del 15 per cento delle specie di squalo sono minacciate di estinzione, in parte come il risultato dell\u2019essere&nbsp; catturati accidentalmente da palangari e reti da traino.&nbsp; Centinaia di migliaia di tartarughe marine, uccelli e mammiferi marini, tra cui balene, delfini e focene, muoiono nelle catture accessorie. Ben 200.000 tartarughe marine Caretta caretta e 50.000 tartarughe marine liuto vengono catturate ogni anno. Tale pratica uccide anche centinaia di migliaia di uccelli marini quando restano impigliati nelle reti da posta o rimangono catturati dagli ami dei palangari o interagiscono con reti da traino. Ogni anno, almeno 7,3 milioni di tonnellate di vita marina sono catturate accidentalmente. In alcuni tipi di pesca, la percentuale delle catture accessorie supera di gran lunga la quantit\u00e0 del pescato da destinare al commercio.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio, per ogni chilo di gamberetti catturati dalle reti a strascico nel Golfo del Messico, oltre quattro volte il suo peso \u00e8 cattura accidentale. Ci sono molti casi che illustrano l&#8217;impatto devastante delle catture accessorie. Nel 2007, nel Golfo di California, in Messico, la popolazione di Vaquita (focena) \u00e8 stata ridotta a solo alcune centinaia di animali, a causa delle reti da posta che li hanno impigliati e soppressi, e ci\u00f2 ne uccide ancora molti ogni anno.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le catture accessorie comportano gravi conseguenze, quali:<\/span><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">1) uno spreco di risorse per la societ\u00e0;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">2) una diminuzione immediata della biomassa riproduttiva in caso di prelievo di esemplari adulti;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">3) ripercussioni negative sull&#8217;ecosistema marino e sulla biodiversit\u00e0. Gran parte di questi animali viene rigettata in mare morta, moribonda o gravemente ferita, come immondizia, oppure smaltita sulla terra ferma. Ci\u00f2 sta portando intere specie sempre pi\u00f9 vicino all&#8217;estinzione, minacciando il delicato habitat marino.<\/p>\r\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_AWd52fx-UwY\"><div id=\"lyte_AWd52fx-UwY\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/AWd52fx-UwY\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AWd52fx-UwY\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/AWd52fx-UwY\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Come ridurre l&#8217;incidenza del by catch sul totale del pescato<\/span><\/strong><br>Adottare sistemi che riducano l&#8217;impatto del by catch \u00e8 importante da un punto di vista ecologico; i dispositivi in grado di far diminuire le catture accessorie vengono denominati <strong><span style=\"color: #008000;\">BRD (<em>By catch Reducer Devices <\/em>&#8211; meccanismi per la riduzione del by catch)<\/span><\/strong>. I BRD sono molto diversificati in base alla tecnica di pesca a cui vengono applicati; variano dal divieto di utilizzare reti con maglia inferiore a una certa misura a delle griglie di selezione che impediscono ad individui pi\u00f9 piccoli o pi\u00f9 grandi di una determinata taglia di finire nel sacco di una rete a strascico fino ad ami per palamiti studiati per non essere inghiottiti dalle tartarughe o a dissuasori acustici che allontanano i cetacei dalle reti da posta.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conseguenze ecologiche delle catture accessorie della pesca possono avere effetti diretti su una singola specie che incidentalmente \u00e8 catturata da un particolare tipo di ingranaggio, ma pu\u00f2 anche portare a cambiamenti in una comunit\u00e0 o a livello di ecosistema. Le conseguenze pi\u00f9 evidenti di catture accessorie della pesca sono la diminuzione della popolazione. Esistono molti metodi intelligenti in grado di ridurre la cattura accessoria in modo significativo: reti con aperture da cui le tartarughe possono uscire, ami particolari per evitare la cattura accessoria di tartarughe, l\u2019utilizzo di odori per allontanare gli squali dall&#8217;esca dei palangari, reti di colore rosso che vengono evitate e riconosciute dal loro colore dalle balene e delfini.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Reti derivanti<\/span><br><\/strong>Altri sistemi seminatori di morti inutili sono le <strong><span style=\"color: #008000;\">reti derivanti<\/span><\/strong>. Per \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">rete da posta derivante<\/span><\/strong>\u201d si intende qualsiasi rete da imbrocco mantenuta in superficie o ad una certa distanza da essa per mezzo di galleggianti, lasciata alla deriva sotto l\u2019azione delle correnti, liberamente o insieme all&#8217;imbarcazione a cui pu\u00f2 essere fissata. Pu\u00f2 essere munita di dispositivi volti a stabilizzare la rete e\/o a limitarne la deriva. L\u2019uso di reti da posta derivanti per la cattura di grandi pelagici \u00e8 illegale, perch\u00e9 rappresenta una minaccia per la conservazione di varie specie di cetacei, tartarughe marine e squali. Le prime misure contro l\u2019uso di questo attrezzo da pesca sono state adottate dalle Nazioni Unite pi\u00f9 di 15 anni fa; ciononostante queste reti, denominate comunemente \u201cmuri della morte\u201d, continuano ad essere utilizzate in diverse parti del mondo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La pesca con reti da posta derivanti \u00e8 praticata con reti aventi lunghezza limitata e apertura di maglia relativamente contenuta per catturare varie specie pelagiche di piccole e medie dimensioni presenti per lo pi\u00f9 nelle zone costiere o in transito attraverso di esse. Problemi significativi apparvero verso la fine degli anni &#8217;70 e &#8217;80, quando cominciarono ad essere utilizzate reti di questo tipo a maglie larghe e di varie decine di chilometri di lunghezza.&nbsp;L&#8217;uso di tali attrezzi ha prodotto un aumento significativo dei tassi di mortalit\u00e0 accidentale di specie protette, tra cui, in particolare, cetacei, tartarughe marine e squali, destando preoccupazione nei consessi internazionali quanto al loro impatto ambientale. La detenzione a bordo e l&#8217;uso di reti da posta derivanti di lunghezza superiore a 2,5 km sono vietati nell&#8217;UE dal giugno 1992. Dal 2002 \u00e8 vietato l&#8217;utilizzo di reti da posta derivanti, a prescindere dalla dimensione, per la cattura di specie elencate nell&#8217;allegato VIII del regolamento (CE) n. 894\/97 del Consiglio (specie non autorizzate).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La legislazione europea <strong><span style=\"color: #008000;\">vieta<\/span><\/strong> espressamente le reti da posta derivanti considerando tra l&#8217;altro che &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">le attivit\u00e0 di pesca con reti da posta derivanti praticate per catturare tonno, pesce spada e talune altre specie presentano un difetto di selettivit\u00e0, sicch\u00e9 comportano catture accessorie e rischi per le popolazioni di specie diverse da quelle bersaglio<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In anteprima: un salmon shark (<i>Lamna ditropis<\/i>) catturato by catch da una rete a strascico &#8211; foto di SST Kathy Hough &#8211; fonte&nbsp;<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/www.moc.noaa.gov\/od\/visitor\/Photo%20Gallery\/Life%20at%20Sea\/photos-d\/photos-d.html\">http:\/\/www.moc.noaa.gov\/od\/visitor\/&#8230;\/photos-d\/photos-d.html<\/a>&nbsp; <br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Salmon_shark_oscar_dyson.jpg\">Salmon shark oscar dyson.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10.0pt;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/span><\/p>\r\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">&nbsp;<\/span><\/p>\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"background-color: #eef51b; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Due problemi del mare che non dovrebbero esistere e possono essere risolti solo con la vigilanza di tutti. Non abbiate paura, il futuro ce lo dobbiamo meritare.&nbsp; N.d.R.<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nicola Di Battista<\/span><\/strong>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>Contatti: Pagina <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/caretheoceansODV\">Facebook <\/a><br>Indirizzo di posta elettronica: <strong><span style=\"color: #008000;\">caretheoceans@gmail.com<\/span><\/strong> &#8211; <br>Skype e Telegram: <strong><span style=\"color: #008000;\">Care The Oceans &#8211;<\/span><\/strong> Instagram: <strong><span style=\"color: #008000;\">Care The Oceans<\/span><\/strong> &#8211; <br>Numero telefonico e Whats App: <strong><span style=\"color: #008000;\">327\/5941319<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">CARE THE OCEANS<\/span><\/strong><br>L&#8217;organizzazione di Volontariato <em><span style=\"color: #008000;\">Care The Oceans<\/span><\/em> nasce per difesa della flora e fauna acquatica dei mari dei fiumi e dei laghi, promuovendo pulizie coste e fondali, formazione sensibilizzazione per grandi e piccini, progetti educativi nelle scuole, programmi di ricerca e di integrazione e sensibilizzazione per persone in svantaggio bio &#8211; psico \u2013 sociale, attraverso il coinvolgerli nelle nostre attivit\u00e0 e presentandogli in nostro operato. Non ultimo utilizza audio \u2013 interviste, il Braille, la Lingua Italiana dei Segni (LIS)\/Dattilologia e la Comunicazione Aumentativa Alternativa per sensibilizzare al rispetto sia della flora e fauna acquatica e che della biodiversit\u00e0 quante pi\u00f9 persone possibili, adattandoci, noi, alle loro modalit\u00e0 comunicative. Collabora con Comuni, Enti nazionali, Enti locali, Associazioni, Didattiche subacquee, Diving Center, Scuole pubbliche e private, Agenzie di Promozione Sociale e Circoli subacquei. Potete contattarli per unirvi alle loro attivit\u00e0 per la difesa diretta della flora e fauna acquatica su caretheoceans@gmail.com.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; .ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALIPERIODO: XXI SECOLOAREA: OCEANIparole chiave: Pesca non sostenibile&nbsp; Abbiamo spesso lanciato un grido di allarme verso due fenomeni preoccupanti che riguardano la pesca. 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