{"id":19132,"date":"2018-02-24T01:12:40","date_gmt":"2018-02-24T01:12:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=19132"},"modified":"2023-05-14T21:47:53","modified_gmt":"2023-05-14T19:47:53","slug":"la-pirateria-somalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19132","title":{"rendered":"La pirateria, un male antico da combattere alle origini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: pirateria<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;articolo precedente abbiamo descritto alcune delle cause che comportano fenomeni di instabilit\u00e0 politica e le loro conseguenze sull&#8217;ambiente marittimo. Tra le attivit\u00e0 illegali in mare, la pirateria \u00e8 fiorita in aree caratterizzate da mancanza di controllo da parte dello stato, perpetuandosi con azioni non solo contro navi di piccolo tonnellaggio ma estese a petroliere e gasiere, facilmente catturabili da piccoli nuclei armati. Il riscatto degli equipaggi e delle navi ha consentito grandi guadagni ai pirati, sufficienti per far vivere per anni le loro famiglie e per sovvenzionare nuove attivit\u00e0 illegali. L&#8217;area pi\u00f9 colpita fu quella prospiciente le coste somale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ma chi sono i pirati?&nbsp;<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Nelle regioni in cui si spezzett\u00f2 la Somalia, dopo il suo crollo politico, si formarono gruppi criminali appartenenti ai <strong><span style=\"color: #008000;\">signori della guerra<\/span><\/strong>, dediti a rapimenti a scopo di riscatto ed al traffico di esseri umani, armi e droga. Lungo la costa, i pescatori locali furono reclutati e sovvenzionati da parte di soggetti esterni non bene identificati con lo scopo di creare dei gruppi dediti alla pirateria. Questi pescatori furono armati con armi provenienti dal mercato nero, per lo pi\u00f9 di costruzione sovietica. Fu cos\u00ec che degli umili pescatori divennero in breve tempo una minaccia reale e costante alla sicurezza della libera navigazione, con bottini di milioni di euro per nave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un p\u00f2 troppo per dei semplici pescatori? L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Interpol<\/span><\/strong> fu in grado di identificare nel tempo i collegamenti dei clan di pirati con le organizzazioni criminali internazionali. In particolare, seguendo il flusso dei riscatti, scoprirono che solo una minima parte era distribuita al clan mentre il resto prendeva differenti strade, arrivando in paradisi fiscali. In alcuni casi il denaro era utilizzato per ottenere delle &#8220;patenti di immunit\u00e0&#8221; da elementi corrotti delle istituzioni somale. Noto il caso di <strong><span style=\"color: #008000;\">Mohamed Abdi Hassan &#8220;Afweyne&#8221;<\/span><\/strong> che, in cambio di una non ben quantificata somma di denaro,&nbsp; ricevette un passaporto diplomatico per ritirarsi tranquillamente a vita privata. Al di l\u00e0 di queste forme di corruzione interna, l&#8217;Interpol scopr\u00ec che una percentuale tra il 40 e il 60 percento del riscatto veniva riciclato all&#8217;estero, in particolare nel mercato immobiliare del Kenya e degli Emirati Arabi Uniti. Un grande business in ogni senso che fece ipotizzare che dietro queste attivit\u00e0 criminali esisteva una regia che andava ben oltre i confini somali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In uno <strong><em><span style=\"color: #008000;\">stato fallito<\/span><\/em><\/strong> come la Somalia, la connivenza di autorit\u00e0 locali e clan criminali venne inizialmente giustificata con la grave crisi che il Paese stava subendo.&nbsp;I pirati erano considerati in <strong><span style=\"color: #008000;\">Somaliland<\/span><\/strong>&nbsp;dei combattenti per la protezione del loro paese. Nel 2012, in una riunione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Shared Awareness and Deconfliction (SHADE)<\/span><\/strong> a Al Manama, Bahrein, fu riferito che secondo un sito web somalo, il &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Wardher News<\/span><\/strong>&#8220;, il 70% della popolazione somala sosteneva la pirateria come <strong><span style=\"color: #008000;\">forma di difesa delle acque territoriali del paese<\/span><\/strong>. Curiosamente, il termine somalo pi\u00f9 vicino al significato di &#8220;pirata&#8221; \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">badeed burcad<\/span><\/strong> (cio\u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">ladro del mare<\/span><\/strong>), ma i pirati somali preferiscono essere chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">badaadinta Badah<\/span><\/strong> o &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">salvatori del mare<\/span><\/strong>&#8220;, sostenendo che le loro azioni hanno lo scopo di difendere la sovranit\u00e0 somala nelle&nbsp; proprie acque territoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ma come si arriv\u00f2 a questa situazione?<\/span><br \/>\n<\/span> <\/strong>Tutto ebbe inizio nel 1990 con il crollo del governo somalo, corrotto ed incapace di reagire alla carestia che attanagliava le province. La deriva totale delle istituzioni, assegn\u00f2 gradualmente il controllo del paese ai clan locali dei &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">signori della guerra<\/span><\/strong>&#8220;.&nbsp;Questa situazione divenne tragica in seguito al collasso delle economie locali; gli abitanti delle zone costiere, per lo pi\u00f9 pescatori, affamati dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">overfishing<\/span> <\/strong>da parte delle grandi compagnie di pesca internazionali, crearono dei gruppi irregolari di &#8220;guardie costiere&#8221; per contrastare i pescherecci. Il passo verso un&#8217;attivit\u00e0 pi\u00f9 redditizia, <strong><span style=\"color: #008000;\">la pirateria<\/span><\/strong>, fu breve. I clan criminali arruolarono giovani senza speranza, promettendo grandi guadagni con pochi sacrifici. Tenendo conto del reddito medio somalo (meno di $ 30 al mese) un membro di un gruppo di pirati poteva cos\u00ec ottenere per ogni sequestro di mercantile una ricompensa in denaro sufficiente per pi\u00f9 di un anno per tutta la famiglia. Dopo il primo sequestro di una nave mercantile, la risposta internazionale fu immediata, anche se operativamente poco efficace. Diversi gruppi navali nazionali furono inviati a protezione del proprio traffico mercantile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19155 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/CMF.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/CMF.jpg 1999w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/CMF-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/CMF-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/CMF-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/CMF-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/CMF-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/CMF-65x65.jpg 65w\" sizes=\"auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/>Le difficolt\u00e0 operative nel coordinamento di gruppi navali militari di diversa nazionalit\u00e0 e, soprattutto, i loro costi di gestione portarono a ricercare accordi multilaterali per ottimizzarne l&#8217;impiego e ridurre le spese. Un passo importante fu la creazione di una <strong><span style=\"color: #008000;\">partnership internazionale<\/span><\/strong> guidata dagli Stati Uniti, la <strong><span style=\"color: #008000;\">CMF (Combined Maritime Forces)<\/span><\/strong> con sede a Al Manama, Bahrain, per promuovere la sicurezza, stabilit\u00e0 e prosperit\u00e0 nell&#8217;area dell&#8217;oceano indiano e nel golfo persico (arabico). Il CMF ebbe un successo immediato ed ancora coordina&nbsp; tre gruppi navali composti da due\/tre navi militari) con compiti&nbsp; di polizia marittima e protezione del traffico internazionale. Oltre al contrasto della pirateria, essi combattono il traffico illecito in alto mare (contrabbando di armi, droga e esseri umani) con l&#8217;ausilio di aerei, droni e navi.&nbsp;Un&#8217;interessante organizzazione multinazionale con connotazioni politico-militari, complessa ed innovativa nel suo genere, dove le forze aeronavali sono condivise per un fine comune senza avere di fatto una ratifica ufficiale. Dal 2012, il CMF controlla l&#8217;area marittima del golfo arabico e tra Bab al Mandeb, il Corno d&#8217;Africa, le Seychelles e lo Stretto di Hormuz. Il loro concorso unito a quello dei gruppi navali internazionali e nazionali hanno comportato una riduzione sensibile degli attacchi. Il concetto di impiego \u00e8 quello della protezione dei convogli instradati in corridoi prestabiliti. Anche se il CMF si \u00e8 dimostrato uno strumento efficace, esistono ancora molti problemi relativi a questioni legali. Le leggi internazionali differiscono in modo significativo tra i vari stati partecipanti e limitano sia l&#8217;impiego delle forze sia le successive azioni giudiziarie sui pirati. Ci\u00f2 ha comportato la necessit\u00e0 di richiedere l&#8217;assistenza di paesi terzi come il Kenya e le Seychelles per poter processare i pirati quando catturati. Purtroppo i crimini in mare sono in costante aumento in Sud America, nelle acque dell&#8217;Indonesia e della Malesia, e nell&#8217;Africa occidentale. Le dimensioni delle aree marittime sono tali che un controllo puntuale \u00e8 praticamente impossibile con mezzi tradizionali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19156\" aria-describedby=\"caption-attachment-19156\" style=\"width: 880px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19156 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1433433271-0-bloccata-nel-mare-di-fronte-trapani-una-nave-con-12-tonnellate-di-droga.jpg\" alt=\"\" width=\"880\" height=\"660\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1433433271-0-bloccata-nel-mare-di-fronte-trapani-una-nave-con-12-tonnellate-di-droga.jpg 880w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1433433271-0-bloccata-nel-mare-di-fronte-trapani-una-nave-con-12-tonnellate-di-droga-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1433433271-0-bloccata-nel-mare-di-fronte-trapani-una-nave-con-12-tonnellate-di-droga-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 880px) 100vw, 880px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19156\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"; color: #008000;\">I crimini in mare avvengono in tutti i bacini del mondo. Questa foto mostra il sequestro da parte delle motovedette e degli elicotteri della Guardia di finanza al largo di Trapani di 12 tonnellate di hashish<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attivit\u00e0 criminali in mare sono state riportate anche nel Mediterraneo, in particolare contro le imbarcazioni da diporto. Dal 2002, oltre mille imbarcazioni sono state rubate nel sud della Francia e in Corsica, compresi 32 yacht di lusso, catturati da gruppi criminali presumibilmente provenienti dall&#8217;Europa orientale.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Stabilizzazione delle aree marittime&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa prosperit\u00e0 degli Stati non pu\u00f2 esistere senza stabilit\u00e0. Fenomeni come la pirateria e le attivit\u00e0 illegali in mare (contrabbando, crimini in mare) non possono essere risolti singolarmente ma richiedono un intervento condiviso. Gli interventi possono essere di due tipi: <strong><span style=\"color: #008000;\">sociali\/economici<\/span><\/strong> e di <strong><span style=\"color: #008000;\">polizia internazionale<\/span><\/strong>. Nel primo caso devono essere identificate aree in cui la scarsit\u00e0 di risorse di base, come cibo o acqua, devono essere assicurate con missioni scevre da interessi nazionali, al fine di evitare il proliferare di attivit\u00e0 criminose.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-19157\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pirateria-2014.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pirateria-2014.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pirateria-2014-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pirateria-2014-768x384.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 860px) 100vw, 860px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sto parlando di semplice solidariet\u00e0 ma di progetti politici coordinati ed armonizzati. Gli interventi devono consolidare i governi, ove esistenti, se necessario anche con l&#8217;uso della forza, con operazioni di <strong><span style=\"color: #008000;\">Force Keeping<\/span><\/strong>. Per quanto costose, devono essere considerate un assicurazione per il nostro futuro. Un piano mondiale per stabilire condizioni accettabili di vita per i locali evitando che il loro disagio si trasformi in fenomeni criminali o in migrazioni incontrollabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo caso, bisogna capire che non potremo mai risolvere il problema con l&#8217;invio di navi e mezzi. \u00c8 un onere troppo costoso che produce effetti sociali di breve durata. Una soluzione potrebbe essere quella stabilire un controllo internazionale delle rotte marittime, potenziando&nbsp; i sistemi di tracking del traffico con satelliti dedicati. Un instradamento del traffico intelligente potrebbe fornire soluzioni concordate con corridoi stabiliti internazionalmente per controllare i convogli con un numero pi\u00f9 limitato di risorse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;instradamento nelle acque internazionali prossime alla Somalia si \u00e8 dimostrato vincente e potrebbe essere replicato in tutte le aree sensibili.&nbsp; Facile a dirsi&nbsp; ma difficile da realizzare a causa degli interessi commerciali delle compagnie di navigazione, restie a comunicare i propri movimenti ad altri (per motivi di concorrenza di mercato). Inoltre ci sono gli interessi internazionali che vedono le nuove superpotenze esercitare politiche aggressive al fine di assicurarsi il dominio delle rotte strategiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il numero di risorse disponibili e spendibili \u00e8 un fattore importante: le navi militari sono strumenti piuttosto costosi. A fronte delle elevate spese di esercizio (un pattugliatore di altura costa oltre 80000 euro al giorno) le aree geografiche pattugliate sono limitate. Le navi necessitano un continuo supporto logistico (per il rifornimento in mare e le manutenzioni) ed hanno una velocit\u00e0 di intervento bassa (velocit\u00e0 ed autonomia sono in antitesi). Si rende quindi necessario adottare mezzi di supporto innovativi che aumentino il range di intervento con bassi costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni moltiplicatori&nbsp; di forza interessanti sono&nbsp; gli&nbsp; <strong><span style=\"color: #008000;\">AUV\/UAS (veicoli autonomi senza pilota, noti anche come droni)<\/span><\/strong>, che possono essere impiegati sia in ruolo tattico che strategico. Nel tempo i droni potrebbero sostituire i costosi aerei da pattugliamento marittimo e supportare la fase esecutiva di intervento delle&nbsp; forze speciali&nbsp; con immagini dettagliare degli obbiettivi. I sistemi autonomi senza equipaggio hanno costi&nbsp; inferiori,&nbsp; possono controllare vaste aree e richiedono requisiti logistici minori. Non ultimo possono lavorare in sciami e in collaborazione con altri mezzi autonomi di superficie.&nbsp;Un interessante sviluppo \u00e8 il binomio satelliti e droni che in un prossimo futuro consentir\u00e0 di ottenere una sinergia sempre maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fantascienza?<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span> Non proprio. Dal 18 dicembre 2019 \u00e8 entrato in orbita il primo satellite della seconda generazione <strong><span style=\"color: #008000;\">COSMOSKYMED<\/span><\/strong>, capace di restituire immagini SAR Scan di aree marittime con una definizione inferiore al metro. Questi nuovi satelliti integreranno l&#8217;attuale costellazione omonima, composta da quattro satelliti, con funzioni di monitoraggio della situazione marittima.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-19160\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/droni-satelliti.jpg\" alt=\"\" width=\"865\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/droni-satelliti.jpg 1325w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/droni-satelliti-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/droni-satelliti-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/droni-satelliti-1024x591.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 865px) 100vw, 865px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, grazie al rapido sviluppo tecnologico di questi mezzi, impiegati anche nel campo civile, essi possono essere integrati nei sistemi di sorveglianza marittima, e fornire, grazie alla loro modularit\u00e0, capacit\u00e0 di sorveglianza e scoperta a minor costo dei dispositivi tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conclusioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn un mondo in rapida crescita demografica, l&#8217;oceano \u00e8 ancora un attore importante per la sopravvivenza della nostra specie. La prosperit\u00e0 dei popoli, come sempre, dipende dalla sicurezza che sapremo mantenere lungo le rotte commerciali marittime.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte di una crescente instabilit\u00e0 politica ed economica, fenomeni criminali come la pirateria, il contrabbando di droga ed armi e la tratta di esseri umani, aumenteranno nelle aree pi\u00f9 depresse. Essi richiederanno il dislocamento, per lungo tempo ed in zone molto lontane, di forze navali con compiti di polizia dell&#8217;alto mare, con costi non gestibili da una singola nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene la cooperazione navale internazionale sia&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>conditio sine qua non<\/em><\/span><\/strong> per poter sostenere uno sforzo marittimo prolungato, essa non \u00e8 sufficiente a fronte della vastit\u00e0 degli spazi marittimi. L&#8217;uso combinato di forze navali e sistemi di supporto tecnologico, come satelliti e droni, sar\u00e0 necessario per ottimizzare il controllo delle rotte. <strong><span style=\"color: #008000;\">Come sempre il mare sar\u00e0 la chiave delle nostro futuro.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/p>\n<p><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In anteprima operazione antipirateria effettuata dal RFA Victoria in acque somale &#8211; autore LA(Phot) Dave Jenkins &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Personnel_from_RFA_Fort_Victoria_Board_a_Boat_Suspected_of_Use_by_Pirates_Near_Somalia_MOD_45153434.jpg\">Personnel from RFA Fort Victoria Board a Boat Suspected of Use by Pirates Near Somalia MOD 45153434.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANI parole chiave: pirateria . Nell&#8217;articolo precedente abbiamo descritto alcune delle cause che comportano fenomeni di instabilit\u00e0 politica e le loro conseguenze sull&#8217;ambiente marittimo. 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