{"id":19016,"date":"2018-02-11T00:29:03","date_gmt":"2018-02-11T00:29:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=19016"},"modified":"2023-05-14T19:31:16","modified_gmt":"2023-05-14T17:31:16","slug":"influenza-delle-variazioni-temperatura-dellacqua-mare-sulle-popolazioni-u-studio-efettuato-nelle-acque-artiche-mostra-un-interessante-comportamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/19016","title":{"rendered":"Influenza delle variazioni di temperatura dell&#8217;acqua di mare sulle popolazioni bentoniche. Uno studio effettuato nelle acque artiche mostra un loro interessante comportamento"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-11 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello difficile<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: RICERCA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Antartide<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno <a href=\"http:\/\/www.cell.com\/current-biology\/fulltext\/S0960-9822(17)30952-1\">studio<\/a> di Gail V. Ashton et alii ha rivelato che il riscaldamento di alcune piastre immerse in mare, portate ad una temperatura di un solo grado \u00b0C maggiore di quella circostante, ha comportato una maggiore colonizzazione delle popolazioni animali.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19017\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ashey-gaiton-1.jpg\" alt=\"\" width=\"668\" height=\"668\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ashey-gaiton-1.jpg 375w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ashey-gaiton-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ashey-gaiton-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ashey-gaiton-1-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ashey-gaiton-1-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 668px) 100vw, 668px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli scienziati ritengono che nei prossimi 50 anni, le temperature dei mari dovrebbero aumentare di 1 \u00b0C. Per avere un&#8217;idea di quale potr\u00e0 essere l&#8217;impatto sulle comunit\u00e0 bentoniche marine di questo aumento, un gruppo di ricercatori ricercatori ha posto delle piastre &nbsp;riscaldate nelle fredde acque&nbsp; dell&#8217;oceano artico &#8211; da&nbsp; <a href=\"https:\/\/www.cell.com\/current-biology\/fulltext\/S0960-9822(17)30952-1\">Warming by 1\u00b0C Drives Species and Assemblage Level Responses in Antarctica\u2019s Marine Shallows: Current Biology (cell.com)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste lastre riscaldate, posizionate sul fondo marino riscaldavano costantemente di 1 \u00b0C o 2 \u00b0C la loro superficie fino ad una distanza di pochi centimetri dalle stesse, in pratica simulando l&#8217;aumento di temperature previsto nei prossimi cento anni. Dopo nove mesi di osservazione, l&#8217;equilibrio delle specie che vivevano in quelle aree si \u00e8 notevolmente modificato. Un tipo di verme marino \u00e8 cresciuto in media del 70 percento pi\u00f9 grande del normale nelle condizioni pi\u00f9 calde. Una specie di briozoi, un minuscolo organismo coloniale, ha prosperato al punto di colonizzare altre specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-19021 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gail-ashton.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gail-ashton.jpg 275w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gail-ashton-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gail-ashton-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gail-ashton-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><strong><span style=\"color: #008000;\">Gail Ashton<\/span><\/strong>, una ricercatrice del <strong><span style=\"color: #008000;\">Smithsonian Environmental Research Center, Tiburon, CA<\/span><\/strong>, leader del team che ha pubblicato questo studio, ritiene che sia importante comprendere le implicazioni del riscaldamento dell&#8217;oceano sulle comunit\u00e0 bentoniche marine. Lo studio ha considerato il valore di un grado Celsius riferendosi ad un incremento delle temperature stimato che e&#8217; stato previsto dagli oceanografi e climatologi sulla base dell&#8217;attuale riscaldamento degli oceani, un valore che si prevede sar\u00e0 raggiunto nei prossimi 50 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo studio, che si riassume in questo breve articolo, apre nuove prospettive per determinare l&#8217;impatto biologico ed ecologico negli oceani che, come sappiamo si stanno riscaldando a causa delle variazioni climatiche.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli scienziati hanno effettuato la ricerca nell&#8217;Artico considerando del livello di riscaldamento limitato (uno &#8211; due gradi Celsius) per evitare che variazioni potessero restituire dati ambigue. Una variazione troppo forte delle temperature potrebbe infatti instaurare cambiamento anomali che potrebbero instaurare il dubbio che possano essere causati da uno shock termico piuttosto che dall&#8217;incremento della temperatura assoluta. I ricercatori hanno collocato sul fondo del mare delle piastre riscaldate, poste all&#8217;interno di un blocco di plastica mantenendo costante un riscaldamento delle superfici per ben nove mesi. In sintesi&nbsp;\u00e8 stato osservato un aumento significativo della crescita da parte di organismi sulle piastre riscaldate di&nbsp; un grado \u00b0C mentre in quelle di 2 gradi i risultati apparentemente sono stati statisticamente meno significativi. Sulla base dei cambiamenti osservati in questa impostazione sperimentale, si ritiene che sia difficile estrapolare con sicurezza che cosa possa avvenire con aumenti maggiori delle temperature dell&#8217;impostazione sperimentale. Si potrebbe ipotizzare una crescita maggiore degli organismi viventi sul fondo marino con cambiamenti significativi delle comunit\u00e0, ovviamente con vincitori e perdenti, in particolari in regioni come i poli. In realt\u00e0, riferisce la Ashton, \u00e8 che stiamo gi\u00e0 assistendo ad aumenti delle popolazioni associati al riscaldamento degli oceani. Considerando un intervallo temporale di 50 anni potrebbero per\u00f2 entrare in gioco altri fattori &nbsp;naturali ed antropogenici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/20230509_111622-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230509_111622-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Biofouling, qual \u00e8&nbsp;l&#8217;influenza delle variazioni termiche sulla loro crescita? &#8211; photo credit andrea mucedola<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quale \u00e8 l\u2019importanza di questo studio?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe comunit\u00e0 biologiche presenti sul fondo marino sono una parte vitale degli ecosistemi oceanici; sono la maggior parte della biodiversit\u00e0 negli oceani e forniscono importanti funzioni come il ciclo dei nutrienti, la cattura del carbonio e la fornitura di habitat. Essi forniscono cibo, biodiversit\u00e0, resilienza al cambiamento, e sono influenzati in qualit\u00e0 e quantit\u00e0 dai cambiamenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19018\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-1.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"633\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-1.jpg 1196w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-1-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-1-768x565.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-1-1024x753.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-1-220x161.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 860px) 100vw, 860px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Assemblaggi di pannelli, dopo 9 mesi in situ, che illustrano le comunit\u00e0 visibilmente distinte. Fotografie del punto finale di tutti i pannelli di controllo (in alto), + 1 \u00b0 C (al centro) e + 2 \u00b0 C (in basso). <span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"auto\" data-phrase-index=\"1\">Ogni immagine mostra un&#8217;intera superficie di insediamento sperimentale (9,8 \u00d7 9,8 cm).<\/span> <span class=\"JLqJ4b ChMk0b\" data-language-for-alternatives=\"it\" data-language-to-translate-into=\"auto\" data-phrase-index=\"2\">Notare i due pannelli + 2 \u00b0 C in basso a destra, che appaiono in modo univoco disomogenei&nbsp;<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Risultati<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa previsione delle risposte ai cambiamenti climatici rimane una delle maggiori sfide nell&#8217;ecologia globale. I dati degli effetti sull\u2019ambiente biologico marino sono limitati perch\u00e9 provengono in larga misura da esperimenti che utilizzano un numero limitato di specie, Dei mesocosmi le cui condizioni interne sono innaturali e basati con studi di correlazione a lungo termine su raccolte storiche.<\/p>\n<figure id=\"attachment_43709\" aria-describedby=\"caption-attachment-43709\" style=\"width: 1180px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-43709 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fenestrulina-rugula.jpg\" alt=\"\" width=\"1180\" height=\"1207\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fenestrulina-rugula.jpg 1180w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fenestrulina-rugula-293x300.jpg 293w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fenestrulina-rugula-1001x1024.jpg 1001w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fenestrulina-rugula-768x786.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fenestrulina-rugula-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fenestrulina-rugula-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 1180px) 100vw, 1180px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43709\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fenestrulina rugula<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019osservazione delle modificazioni locali con quasi il raddoppio dei tassi di crescita della vita sul fondale antartico sono molto importanti. Gli aumenti di crescita superano di gran lunga quelli attesi dai rapporti di temperatura biologica stabiliti pi\u00f9 di 100 anni fa da Arrhenius. Questi aumenti di crescita hanno portato a una singola specie pionieristica &#8220;r-strategista&#8221; (il <strong><span style=\"color: #008000;\">briozoo Fenestrulina rugula<\/span><\/strong>) che dominava la copertura spaziale del fondo marino e guidava una riduzione della diversit\u00e0 e dell&#8217;equit\u00e0 generale. Al contrario, a 2 \u00b0C l&#8217;aumento produceva risposte divergenti attraverso la crescita delle specie, risultando in una maggiore variabilit\u00e0 nell&#8217;assemblaggio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19019\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-2.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-2.jpg 1207w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-2-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-2-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-2-1024x685.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 860px) 100vw, 860px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Diverse risposte al tasso di crescita tra le specie sono state osservate nei tre trattamenti: controllo, + 1 \u00b0 C&nbsp; e + 2 \u00b0 C (A) Area coperta dal briozoo spazialmente dominante (Fenestrulina rugula) e spirorbide (Romanchella perrieri) sotto trattamenti di riscaldamento e controllo. I dati mostrano la gamma media e interquartile della superficie del pannello coperta da una singola colonia (in alto) o individuale (in basso). Lettere diverse indicano aree significativamente diverse per et\u00e0 (F (1,9) con p &lt;0,01). (B) Risposta del tasso di crescita di sei specie spazialmente dominanti ai trattamenti di riscaldamento. I dati sono i tassi di crescita individuali (spirorbide policheti) o delle colonie (briozoi) rispetto al campionamento precedente [calcolato come (raggio a T2 &#8211; raggio a T1) \/ (T2 &#8211; T1) mm d \u2212 1]. periodo di analisi stagione estiva 2014\/2015 in Antartide. da studio citato<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo nove mesi in situ, la composizione spaziale delle specie era significativamente diversa con un 1 \u00b0C di riscaldamento rispetto ai controlli. Complessivamente, sono stati identificati 23 taxa sui pannelli, con accumuli di specie dominati da briozoi e policheti spirorbidi, ma anche da ascidie, idroidi e spugne. Otto taxa hanno colonizzato tutti i pannelli. Le specie hanno risposto in modo diverso ai trattamenti nelle metriche di assemblaggio. Ad esempio, le risposte di copertura percentuale incluse aumentano con 1 \u00b0C di riscaldamento ma meno con 2 \u00b0C di riscaldamento. L&#8217;indice pi\u00f9 elevato di valori di dispersione multivariata (IMD) ha rivelato che la distribuzione spaziale sui pannelli utilizzati per l\u2018esperimento erano pi\u00f9 simili tra loro rispetto a quelli di entrambi i trattamenti riscaldati ovvero&nbsp; le distribuzioni in entrambi i trattamenti erano pi\u00f9 variabili.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19020\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-3.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"544\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-3.jpg 1282w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-3-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-3-768x486.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-3-1024x648.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fig-3-320x202.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 860px) 100vw, 860px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">(A) Indici sulla diversit\u00e0 delle comunit\u00e0 del panel di biofouling. I dati mostrano la gamma media e interquartile di tre misure di diversit\u00e0 (ricchezza delle specie, indice di diversit\u00e0 di Simpson e indice di uniformit\u00e0 di Pielou) calcolate usando la percentuale di copertura come abbondanza; i pannelli a destra hanno l&#8217;abbondanza di Fenestrulina rugula esclusa dai calcoli. Le lettere descrivono differenze significative tra i trattamenti quando tutte le specie sono state incluse nelle analisi (p &lt;0,05, Kruskal-Wallis con il post hoc di Tukey); nessuna differenza era significativa quando i dati di F. rugula erano esclusi (p&gt; 0,05). (B) Diagramma di ridimensionamento multidimensionale non metrico (nMDS) che illustra le differenze nella composizione delle specie di assemblaggi che reclutano su pannelli dopo 9 mesi in situ. Gli assemblaggi di biofouling stabiliti su pannelli riscaldati (+ 1 \u00b0 C) erano significativamente diversi da quelli sui pannelli di controllo (p = 0,029), mentre anche gli assemblaggi su pannelli riscaldati di un ulteriore grado (+ 2 \u00b0 C) erano diversi, ma non significativamente (p = 0,057; C). (C) Porzioni di spazio vuoto e tre occupanti dello spazio superiore che contribuiscono alla somiglianza delle composizioni comunitarie all&#8217;interno dei trattamenti. da studio citato<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La percentuale di copertura sui pannelli posti sul fondo variava considerevolmente, tra il 20% e l&#8217;80%. I pannelli di controllo erano pi\u00f9 scarsamente coperti (media = 39%), mentre i pannelli nel trattamento + 1 \u00b0C avevano la copertura pi\u00f9 alta (media = 68%).&nbsp;Considerando il costante l&#8217;aumento delle temperature dei mari queste variazioni possono essere importanti per valutare il futuro delle specie marine bentoniche. <strong><span style=\"color: #008000;\">Si rimanda allo studio originale per maggiori dettagli<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Riferimenti<br \/>\n<\/span><\/strong>Autori: Gail V. Ashton, Simon A. Morley, David K.A. Barnes, Melody S. Clark, Lloyd S. Peck<br \/>\nemail:&nbsp;ashtong@si.edu (G.V.A.), smor@bas.ac.uk (S.A.M.)<br \/>\nAshton et al., 2017, Current Biology 27, 2698\u20132705<br \/>\nSeptember 11, 2017 <a href=\"http:\/\/dx.doi.org\/10.1016\/j.cub.2017.07.04\">Published by Elsevier Ltd.&nbsp;&nbsp;<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: BIOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: RICERCA parole chiave: Antartide &nbsp; Uno studio di Gail V. 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