{"id":18756,"date":"2018-02-05T00:10:05","date_gmt":"2018-02-04T23:10:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=18756"},"modified":"2026-05-23T18:35:09","modified_gmt":"2026-05-23T16:35:09","slug":"dai-gamma-agli-arditi-incursori-la-rinascita-la-guerra-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/18756","title":{"rendered":"Metamorfosi di un&#8217;eccellenza: dagli arditi incursori agli uomini del COMSUBIN &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEI MILITARI<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: incursori<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Metamorfosi di un eccellenza<\/span><\/em><\/strong> deriva da un libretto scritto dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Natale Proto<\/span><\/strong>, uno dei protagonisti del cambiamento, che voglio ricordare all&#8217;inizio di questo piccolo contributo storico di quel periodo in cui i sopravvissuti alla guerra seppero ricostruire con umilt\u00e0 e tenacia questa componente gloriosa della nostra Marina.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le prime esercitazioni nell&#8217;ambito dell&#8217;Alleanza NATO<\/span><\/strong><\/span><br \/>Alla fine del 1952 i primi team di Arditi incursori incominciarono ad operare al di fuori delle aree di addestramento classiche.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18781\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/assemblea-massarini-con-i-primi-arditi-incursori.jpg\" alt=\"\" width=\"928\" height=\"595\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/assemblea-massarini-con-i-primi-arditi-incursori.jpg 360w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/assemblea-massarini-con-i-primi-arditi-incursori-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 928px) 100vw, 928px\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il CC Aldo Massarini con i primi arditi incursori, Varignano anni &#8217;50 &#8211; @ANAIM<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la prima partecipazione all&#8217;esercitazione <strong><span style=\"color: #008000;\">DITEX &#8220;Leone di San Marco&#8221;<\/span><\/strong> diedero prova di aver raggiunto il livello operativo necessario. I team, tramite due MAS con cinque operatori l&#8217;uno, si trasferirono via terra fino a Barletta ed effettuarono un attacco a nuoto contro l&#8217;incrociatore Garibaldi (di allora) ed alle infrastrutture portuali di Bari, sotto l&#8217;occhio attento del <strong><span style=\"color: #008000;\">Contrammiraglio Mimbelli<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">M.O.V.M.<\/span><\/strong>, che comandava la III Divisione Navale a Brindisi. Nell&#8217;ottobre del 1952 parteciparono alla prima esercitazione NATO, <strong><span style=\"color: #008000;\">LONG STEEP<\/span>, <\/strong>a Dogan Bey, in Turchia, confrontandosi con successo con gli analoghi reparti stranieri.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18782\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1952-1953-incursori.jpg\" alt=\"corsi 1952 -193 - estratto da &quot;Profilo di una metamorfosi 1952-1953&quot; dell'ammiraglio di divisione Natale Proto\" width=\"820\" height=\"1115\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1952-1953-incursori.jpg 492w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1952-1953-incursori-221x300.jpg 221w\" sizes=\"auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">corsi 1952 -1953 &#8211; estratto da &#8220;<em>Profilo di una metamorfosi 1952-1953<\/em>&#8221; dell&#8217;ammiraglio di divisione Natale Proto &#8211; errata corrige la famiglia dell&#8217;ammiraglio Gianluigi Botti ci ha segnalato che il nome riportato al 1\u00b0 Corso Guastatori MM Bitti non \u00e8 corretto &#8230; per cui va letto come BOTTI non BITTI<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nascita degli Arditi Incursori<\/span><\/strong><\/span><br \/>Nel frattempo questa nuova specialit\u00e0 fu denominata <span style=\"color: #008000;\">Arditi Incursori<\/span> ed il suo iter formativo comprendeva una prima fase alla scuola del genio Pionieri della Cecchignola, Roma, dedicata al combattimento terrestre\u00a0 ed all&#8217;uso degli esplosivi, seguita da una seconda al Varignano per l&#8217;addestramento anfibio, basato soprattutto su nuoto su lunghe distanze, impiego di canoe e gommoni e sbarco clandestino.\u00a0 Due sottufficiali del primo corso\u00a0 furono inviati alla scuola militare alpina ad Aosta per conseguire il brevetto dii rocciatore guida. Questi due apripista, che in seguito iniziarono generazioni di incursori all&#8217;arrampicata in roccia, erano il <strong><span style=\"color: #008000;\">2 Capo Teppati<\/span> <\/strong>ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sc Kalan<\/span><\/strong>. In ultimo, la terza fase prevedeva un campo organizzato a Bocca di Magra, nella pineta di villa Fabricotti dove tra nuotate notturne, arrampicate sulle falesie vicine ed esplosioni a Punta Bianca, si concludeva il corso.\u00a0 Quegli uomini del I e II corso, nel 1953 costituirono il primo Gruppo Arditi Incursori.<\/p>\r\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_SsBrTjtsNO8\"><div id=\"lyte_SsBrTjtsNO8\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/SsBrTjtsNO8\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SsBrTjtsNO8\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/SsBrTjtsNO8\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">MARICENTRARDIN<\/span><br \/><\/span><\/strong>Nello stesso anno era stato costituito un nuovo Comando alle dirette dipendenze dello Stato Maggiore della Marina, il <span style=\"color: #008000;\"><b>MARICENTRARDIN<\/b> <\/span>al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di Corvetta Aldo Massarini<\/span><\/strong>. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo Scuole<\/span><\/strong>, responsabile dell&#8217;addestramento, era stato assegnato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Tenente di vascello Antonio Benedetti<\/span><\/strong> mentre al <strong><span style=\"color: #008000;\">Tenente di vascello Natale Proto<\/span><\/strong> quello del <strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo Arditi Incursori<\/span><\/strong>.<\/p>\r\n<figure style=\"width: 936px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gamma.jpg\" alt=\"\" width=\"936\" height=\"806\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Corso gamma @ ANAIM<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: inherit;\">Le attivit\u00e0 operative si moltiplicarono sia in campo nazionale sia in quello NATO. Le abilit\u00e0 degli <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Arditi Incursori<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"> di infiltrarsi con facilit\u00e0 in qualsiasi teatro operativo li rese popolari, a volte con un senso di invidia per quegli uomini in grado di stare a mollo una notte intera, pagaiare sui battelli pneumatici anche su lunghe distanze, e poi marciare per otto chilometri per raggiungere il loro obiettivo. D&#8217;altronde erano gli eredi di coloro che avevano umiliato la Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale, ora alleati in un mondo che stava entrando in pieno nella guerra fredda. In quegli anni eroici, in quel manipolo di uomini nacque lo spirito di corpo che ancor distingue questa importante componente della Marina Militare Italiana.<\/span><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18785 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Antonio_Scialdone.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"547\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio M.O.V.M. Antonio Scialdone &#8211; Ufficio Storico della Marina<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;esercitazione <strong><span style=\"color: #008000;\">DELFINO BIANCO<\/span><\/strong>, nel settembre 1954, agli Arditi Incursori furono assegnati degli obbiettivi lungo la fascia costiera adriatica. Per evitare di essere scorti dalla sorveglianza costiera, gli operatori arrivarono a nuoto, rilasciati a due miglia dalla spiaggia da dei battelli pneumatici, rilasciati dal largo dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">nave Daino<\/span> <\/strong>comandata dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">M.O.V.M. TV Antonio Scialdone<\/span><\/strong>. Il Daino aveva proceduto a lentissimo moto simulando di essere uno dei tanti pescherecci intenti alla sciabica. Cito questo episodio perch\u00e9, come raccont\u00f2 l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Natale Proto<\/span><\/strong> nel suo libro &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Profilo di una metamorfosi<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, come tutte le nuove esercitazioni fu fonte di lezioni acquisite. A causa del malore ad un operatore, a causa del freddo, i colleghi furono costretti ad aiutarlo a spogliarsi &#8230; il problema era che la sottomuta dell&#8217;epoca consisteva in un unico pezzo di lana bianca, decisamente visibile al buio e poco idoneo per operatori occulti. L&#8217;odierno sottomuta in due pezzi verde oliva fu concepito proprio in quella buia e fredda notte. Questo forse fu il segreto di questi uomini straordinari: <strong><span style=\"color: #008000;\">sperimentare e migliorarsi continuamente alla ricerca dell&#8217;eccellenza<\/span><\/strong>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Varignano negli anni &#8217;50<\/span><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18786 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/birindelli.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"475\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio M.O.V.M. Gino Birindelli &#8211; Ufficio Storico della Marina<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENTROSUB<\/span><\/strong> era stato assegnato a <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di Vascello M.O.V.M. Gino Birindelli<\/span><\/strong> al quale era stata assegnata anche la direzione del <strong><span style=\"color: #008000;\">Centro Arditi Incursori<\/span><\/strong>, fino allora gestita dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Giorgini<\/span><\/strong>, primo comandate dei mezzi di assalto di superficie all&#8217;inizio del secondo conflitto mondiale. Nel 1953, nell&#8217;antico comprensorio del Varignano, sede antica di un Lazzaretto, trovarono ospitalit\u00e0 tre Comandi diversi: il <strong><span style=\"color: #008000;\">MARIDIFE<\/span><\/strong>, al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">CV Vannutelli, MARICENTROSUB, <\/span><\/strong>dal<strong><span style=\"color: #008000;\"> CF VESCO e MARICENTRARDI<\/span><span style=\"color: #008000;\">N<\/span><\/strong> dal <strong><span style=\"color: #008000;\">CC Massarini<\/span> <\/strong>a cui era stata assegnata, per vari motivi, la vecchia batteria ristrutturata del forte di Santa Maria, posta ad un&#8217;estremit\u00e0 del seno del Varignano. A parte una brevissima parentesi, in cui era stato creato il <strong><span style=\"color: #008000;\">MARISUBARDIN<\/span><\/strong>, su proposta di Birindelli, il 21 gennaio del 1956 avvenne la fusione tra <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENTROSUB<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENTRARDIN<\/span><\/strong> in un nuovo comando chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENSUBIN,<\/span><\/strong> nel quale confluirono gli operatori Gamma del <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENTROSUB<\/span><\/strong> e gli Arditi Incursori.\u00a0<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/cprsp-cecchignol-1954-1024x723.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cprsp-cecchignol-1954-1024x723.jpg\" width=\"1024\" height=\"723\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Corso 1954 &#8211; @ ANAIM<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto il 1956 vide, dopo tre anni in cui erano stati brevettati 18 Ufficiali e 200 Sottufficiali, la chiusura del capitolo <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Arditi Incursori<\/span><\/em><\/strong>. Nel 1957 fu incorporata anche la <strong><span style=\"color: #008000;\">Sezione Tecnica Autonoma<\/span><\/strong> di Bacoli, riunendo cosi in un unico Comando tutte le risorse operative pi\u00f9 pregiate.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18775\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gamma-dopo.jpg\" alt=\"\" width=\"921\" height=\"1092\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gamma-dopo.jpg 350w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/gamma-dopo-253x300.jpg 253w\" sizes=\"auto, (max-width: 921px) 100vw, 921px\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">tenuta degli incursori navali, ex gamma &#8211; foto di famiglia<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Document_20231021_0007-854x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Document_20231021_0007-854x1024.jpg\" width=\"921\" height=\"1104\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il primo nucleo istruttori che oper\u00f2 prima (e molti anche dopo) alla formazione integrativa dei Gamma (fase terrestre) e degli arditi incursori (fase navale) che avrebbe portato all&#8217;unificazione del corso incursori. Al centro il Comandante Proto circondato da personaggi che passarono alla storia del dopoguerra, primo fra tutti Capo Feroldi MAVM (primo in seconda fila da sinistra) &#8211; foto di famiglia<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">1956 &#8211; La nascita del Gruppo Incursori<\/span><br \/><\/span><\/strong>La componente operativa assunse la denominazione di\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">GRUPPO INCURSORI<\/span><\/strong>, suddivisa in due aliquote di <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Incursori Navali<\/span><\/em><\/strong> e <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Incursori Costieri<\/span><\/em><\/strong>. Questo comport\u00f2 che gli operatori Gamma dovettero completare il loro tipico addestramento di guastatori\u00a0 ed incursori navali apprendendo le tecniche di combattimento terrestre, mentre gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Arditi Incursori<\/span><\/strong>, fino allora addestrati ad operare in un teatro pi\u00f9 terrestre, dovettero apprendere le tecniche di combattimento ed assalto subacquee, tipiche dei <strong><span style=\"color: #008000;\">sommozzatori Gamma<\/span><\/strong>.\u00a0Questi giovani uomini non potevano avere istruttori migliori, in quanto molte delle\u00a0 medaglie al valore erano presenti al Comando, trasferendo con fermezza ma anche con grande umanit\u00e0 e semplicit\u00e0 la loro esperienza ai nuovi allievi.\u00a0 Alcuni di loro li ricordo ancora quando da ragazzo, quando frequentavo il Varignano come tanti figli di questa grande piccola famiglia, intenti a sistemare in banchina le loro attrezzature, intrecciare cordami, rassettare le loro cale. Non c&#8217;era autorit\u00e0 nei loro occhi ma grande autorevolezza.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-19083 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/010316-comsubin-il-GOI-nel-1965.jpg\" alt=\"\" width=\"935\" height=\"387\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il GOI nel 1965 @ ANAIM<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La nascita del corso ordinario incursori<\/span><\/strong><\/span><br \/>Questo cambiamento epocale comport\u00f2 molte difficolt\u00e0 dal punto di vista dei criteri di arruolamento, dell&#8217;iter formativo, della scelta dei nuovi materiali. Nell&#8217;agosto del 1956 fu approvato l&#8217;uso del basco verde ancor oggi in dotazione agli incursori della Marina Militare.\u00a0I<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-18776 alignright\" style=\"margin: 4px 0px 12px 24px; height: 221px; text-align: justify; color: #444444; text-transform: none; line-height: 1.5; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline; white-space: normal; max-width: 640px; orphans: 2; float: right; -webkit-text-stroke-width: 0px;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/basco-verde-incursori.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"314\" \/>l <strong><span style=\"color: #008000;\">corso ordinario incursori<\/span><\/strong> fu distribuito nell&#8217;arco dell&#8217;anno in tre fasi: la <strong><span style=\"color: #008000;\">fase terrestre<\/span><\/strong> (su dodici settimane) ora realizzata interamente al Varignano, la <strong><span style=\"color: #008000;\">fase acquatica<\/span><\/strong> e la fase <strong><span style=\"color: #008000;\">anfibia<\/span><\/strong>. Fu in quel periodo che si decise anche di creare le specializzazioni <strong><span style=\"color: #008000;\">IEF<\/span><\/strong> (Istruttori Educazione Fisica) e <strong><span style=\"color: #008000;\">SO<\/span><\/strong> (Servizio Ordine) per gli operatori pi\u00f9 anziani al fine di consentire a tale personale un impiego in componente, o comunque di prestigio, anche al termine della vita operativa nel Gruppo Incursori. Questi sottufficiali anziani venivano addestrati con corsi aggiuntivi anche presso altre Scuole militari. Gli SO, ad esempio, seguivano un lungo corso alla Scuola Sottufficiali del Carabinieri di Firenze, specializzandosi in materie giuridiche e di investigazione. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-18773 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fregioinc.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fregioinc.jpg 334w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fregioinc-286x300.jpg 286w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/>Le attivit\u00e0 operative degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Incursori<\/span><\/strong> prevedevano intensi allenamenti durante la settimana che culminavano con la massacrante notturna del venerd\u00ec sera. Il sabato mattina era riservato alle visite mediche ed alle pratiche personali. Le esercitazioni complesse del Gruppo incursori prevedevano anche sei-sette ore in mare, respirando dai loro ARO durante la fase di\u00a0 avvicinamento agli obbiettivi navali. A volte gli obiettivi prevedevano un avvicinamento dal mare, la scalata di ripide pareti di roccia, bivacchi in occultamento in prossimit\u00e0 degli obiettivi e l&#8217;attacco finale in condizioni meteorologiche estreme. Al termine avveniva il recupero degli operatori con i battelli pneumatici in corsa.\u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo periodo di intensa crescita professionale, avvenne un ultimo cambiamento; nel 1961, il <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENSUBIN<\/span><\/strong> venne rinominato <strong><span style=\"color: #008000;\">COMSUBIN<\/span><\/strong>, attuale indirizzo telegrafico del Raggruppamento Subacquei ed Incursori Teseo Tesei. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">COMSUBIN<\/span><\/strong> permise di fare un nuovo passo in avanti portando gli operatori a specializzarsi con corsi avanzati tenuti da un <strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo Addestramento Avanzato<\/span><\/strong>, di fatto un corso integrativo per trasmettere ai nuovi brevettati la loro esperienza e fargli acquisire altre capacit\u00e0 come l&#8217;abilitazione all&#8217;aviolancio con paracadute ottenuta presso la caserma <strong><span style=\"color: #008000;\">SMIPAR<\/span><\/strong> di Pisa.\u00a0Un&#8217;ultima curiosit\u00e0 di quegli anni. Il primo lancio fu effettuato al piccolo aeroporto di Tassignano, nei pressi di Lucca, era il luglio del 1962.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tutto ci\u00f2 che segue \u00e8 storia moderna &#8230; ma il loro spirito, nato tra le dune del Serchio, continua.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/14099\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/18756\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: SUBACQUEI MILITARIPERIODO: XX SECOLOAREA: MAR MEDITERRANEOparole chiave: incursori &nbsp; 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