{"id":18413,"date":"2018-01-12T02:00:51","date_gmt":"2018-01-12T02:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=18413"},"modified":"2023-05-14T11:48:54","modified_gmt":"2023-05-14T09:48:54","slug":"aria-profonda-miscela-insalubre-luca-cicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/18413","title":{"rendered":"Aria profonda, una miscela insalubre"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: aria, miscele<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Aria profonda, una miscela insalubre<\/span><span style=\"color: #008000;\"><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/strong>Da&nbsp;mammiferi terrestri da un paio di milioni di anni ci siamo adattati a respirare quello che avevamo a disposizione sul pianeta Terra, ovvero una miscela che chiamiamo aria costituita pi\u00f9 o meno dal 21% di ossigeno e il 79% tra azoto e tracce di altri inerti, il tutto somministrato alla pressione atmosferica di circa un bar.&nbsp;In altre parole, per la legge di Dalton, respiriamo questi due gas ad una pressione parziale di 0,21 bar per l\u2019ossigeno, e di 0,79 bar per i gas inerti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrerebbe del tutto naturale, e quindi opportuno, scegliere l\u2019aria come miscela da respirare in immersione.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 semplice e naturale di essa?&nbsp; <\/span><\/strong>Ma ci\u00f2 che sembra pi\u00f9 naturale non sempre \u00e8 altrettanto salutare, e respirare aria a pressione maggiore di quella atmosferica rientra pienamente in questa categoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Effetti-Gas-compresssi.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-18438\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Effetti-Gas-compresssi.jpg\" alt=\"Effetti Gas compresssi\" width=\"800\" height=\"505\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019immersione aumenta la pressione dell\u2019aria che respiriamo, e quindi aumentano le pressioni parziali dei gas componenti.&nbsp; &nbsp;In sostanza, \u00e8 il numero di molecole che entrano negli alveoli polmonari ad ogni respiro che aumenta, malgrado esse occupino sempre lo stesso volume. Superate certe soglie di pressione parziale, sia l\u2019ossigeno che l\u2019azoto&nbsp; cominciano a darci dei fastidi, e aumentando ancora la pressione ambiente, iniziano a diventare sempre pi\u00f9 pericolosi. Ci\u00f2&nbsp;significa che l\u2019aria, ma in generale qualunque miscela respiratoria, \u00e8 adatta ad essere respirata solo entro un delimitato intervallo di profondit\u00e0 ovvero di pressione ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/CNS-Clock.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-18437\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/CNS-Clock.png\" alt=\"CNS Clock\" width=\"4116\" height=\"678\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/CNS-Clock.png 4116w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/CNS-Clock-300x49.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/CNS-Clock-1024x169.png 1024w\" sizes=\"(max-width: 4116px) 100vw, 4116px\" \/><\/a>Mentre l\u2019azoto respirato ad elevata pressione ha un effetto narcotico, che si manifesta con soglie di pressione piuttosto sfumate e personali, l\u2019eccesso di ossigeno (<strong><span style=\"color: #008000;\">iperossia<\/span><\/strong>) ha effetto sul Sistema Nervoso Centrale (sindrome di Paul Bert) ed \u00e8 causa indiretta dell\u2019aumento della anidride carbonica nel sangue e, a lungo andare, provoca la tossicit\u00e0 polmonare (sindrome di Lorrain-Smith). Inoltre mentre l\u2019effetto dell\u2019azoto \u00e8 narcotico e graduale, gli effetti dell\u2019eccesso di ossigeno (<strong><span style=\"color: #008000;\">PO2<\/span><\/strong>) sul sistema nervoso centrale sono improvvisi e convulsivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quindi la scelta apparentemente pi\u00f9 naturale, e cio\u00e8 di utilizzare semplice aria per respirare in immersione, diviene sempre meno vantaggiosa e salutare all&#8217;aumentare della profondit\u00e0, &nbsp;fino a rivelarsi decisamente inadatta e infine tossica.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Exp-ossigeno.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-18441\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Exp-ossigeno.png\" alt=\"Exp ossigeno\" width=\"4130\" height=\"718\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Exp-ossigeno.png 4130w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Exp-ossigeno-300x52.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Exp-ossigeno-1024x178.png 1024w\" sizes=\"(max-width: 4130px) 100vw, 4130px\" \/><\/a>Si pu\u00f2 dire che il maggior e forse l&#8217;unico vantaggio dell\u2019uso di aria in immersione \u00e8 quello della sua facile reperibilit\u00e0 e conseguentemente del basso costo di ricarica delle bombole.&nbsp; Poco oltre i 50 metri diviene preferibile usare una miscela respiratoria che contenga una ridotta percentuale sia di azoto che di ossigeno, per limitare gli inconvenienti che ho brevemente descritto.&nbsp; Ci\u00f2 richiede necessariamente l\u2019introduzione di un terzo gas, ad esempio l\u2019elio, che consenta di ridurre al valore desiderato le percentuali di ossigeno e azoto, o eventualmente sostituisca integralmente l\u2019azoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel primo caso si ha una miscela ternaria, il trimix, cos\u00ec chiamata proprio perch\u00e9 costituita da tre gas, mentre nel secondo caso si ottiene una miscela binaria costituita solo da ossigeno ed elio, l\u2019heliox. L\u2019alta profondit\u00e0 \u00e8 quindi il regno di miscele sintetiche, accuratamente progettate in funzione della profondit\u00e0 da raggiungere.&nbsp; L\u2019aria \u00e8 estromessa sistematicamente dalla lista delle scelte possibili per questo tipo di immersioni.&nbsp; &nbsp;Ma esiste una fascia di profondit\u00e0 intermedia piuttosto sfumata, tra i quaranta ed i cinquanta metri, nella quale si sconfina spesso durante le immersioni ricreative, in cui l\u2019aria, pur potendo con opportune cautele essere ancora utilizzata, comporta rischi pi\u00f9 marcati rispetto alle profondit\u00e0 inferiori, legati proprio alla narcosi e alla tossicit\u00e0 dell\u2019ossigeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Attenti a non bere troppo \u2026. azoto<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Come ben sappiamo, l\u2019azoto (N<sub>2<\/sub>) \u00e8 il costituente principale dell\u2019aria, della quale occupa il 78 % in volume.&nbsp;&nbsp; E\u2019 un gas insapore, inodore e incolore, ed \u00e8 un costituente fondamentale di tutti i tessuti viventi, presente ad esempio in numerose molecole,&nbsp; nel DNA e nelle proteine. La sua principale propriet\u00e0, da cui prende anche il nome, sta proprio in ci\u00f2 che questo gas non sa fare: permettere la vita, in quanto non in grado di mantenere la combustione e la respirazione.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo nome deriva dal greco: \u201ca\u201d&nbsp; privativa (cio\u00e8 che esclude) e \u201czoe\u201d, cio\u00e8 vita, ovvero gas non vitale. A pressione ambiente, circa un litro di azoto \u00e8 disciolto nei tessuti del corpo umano, e costituisce la \u201czavorra\u201d di inerte disciolto nell&#8217;organismo all&#8217;inizio di ogni immersione in mare. Malgrado l\u2019azoto presente nell&#8217;aria non contribuisca minimamente alla respirazione, la sua funzione \u00e8 comunque importante ovvero quella di mantenere l\u2019ossigeno respirato ad una pressione parziale \u201cnormale\u201d. E\u2019 quindi un vero e proprio diluente che ci permette di respirare l\u2019ossigeno nella concentrazione fisiologicamente corretta, o meglio, a quella alla quale il nostro organismo \u00e8 adattato. Questa funzione di diluente non \u00e8 esclusiva dell\u2019azoto; come gi\u00e0 osservato altri gas possono sostituirlo parzialmente o totalmente nella miscela ed assolvere analogamente, (o meglio sotto alcuni punti di vista), lo stesso compito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il difetto principale dell\u2019azoto&nbsp; \u00e8 dovuto alle sue propriet\u00e0 anestetiche che possono iniziare a manifestarsi, in soggetti sensibili, gi\u00e0 ad una profondit\u00e0 di circa 28 metri (ad una pressione parziale di circa 3 bar).&nbsp; Per dare un riferimento intuitivo, qualcuno ha paragonato l\u2019effetto dell\u2019azoto respirato a pressione maggiore di quella atmosferica all&#8217;assunzione di alcolici a stomaco vuoto, secondo una cosiddetta <strong><span style=\"color: #008000;\">legge Martini<\/span><\/strong>. Questa legge molto empirica ed aleatoria stabilisce che la narcosi da azoto avrebbe pi\u00f9 o meno gli stessi effetti dell\u2019assunzione a stomaco vuoto di un Martini per ogni 15 metri di&nbsp; profondit\u00e0, (per esempio 45 m = 3 Martini).&nbsp; Per essere pratici, gli effetti pi\u00f9 comuni e frequenti dovuti all&#8217;azoto sono un senso di torpore, euforia immotivata, rallentamento dei riflessi, diminuzione della coordinazione motoria e della capacit\u00e0 di concentrazione ed un eccessivo senso di sicurezza.&nbsp; In molti casi questi sintomi si mantengono comunque molto leggeri, compatibili con la gestione operativa di una immersione entro i 35-40 metri, specialmente in soggetti in piena forma fisica, esperti e capaci di mantenere sempre alta la concentrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non bisogna per\u00f2 fare l\u2019errore opposto, ovvero pensare che rimanere entro questo limite&nbsp; ci dia la garanzia di immunit\u00e0 dagli effetti dell\u2019azoto.&nbsp; Essa costituisce infatti un rischio spesso sopravvalutato e sottovalutato al tempo stesso, cos\u00ec come avviene anche per la malattia da decompressione. Naturalmente, malgrado le soglie restino sfumate e molto personali, il rischio si accentua oltre i 40 metri e bisognerebbe evitare di oltrepassare i 50 senza una miscela a basso tenore di azoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma soprattutto, occorre accedere gradualmente alla fascia di profondit\u00e0 che va da 40 a 50 metri, verificando con attenzione la propria risposta personale.&nbsp; A tal fine pu\u00f2 essere interessante effettuare durante una immersione qualche test, provando a risolvere semplici operazioni aritmetiche, aprire lucchetti a combinazione, avvitare bulloni, fare dei nodi o altro, con l\u2019aiuto di un compagno che misuri il tempo di esecuzione. Questa valutazione, anche se ripetuta, potrebbe dare per lo stesso soggetto, risultati piuttosto variabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Inoltre, potrebbe verificarsi che il controllore subisca prima di voi questi effetti indesiderati &#8230; per cui &#8230; meglio non rischiare.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Lu<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/luca-cicali.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-14915 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/luca-cicali.jpg\" alt=\"luca cicali\" width=\"199\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/luca-cicali.jpg 260w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/luca-cicali-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>ca Cicali&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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