{"id":18150,"date":"2017-12-13T00:03:52","date_gmt":"2017-12-13T00:03:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=18150"},"modified":"2023-05-12T09:18:24","modified_gmt":"2023-05-12T07:18:24","slug":"18150","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/18150","title":{"rendered":"Ritornano alla luce i resti costieri della antica Neapolis, distrutta da un grande tsunami del passato al largo della Tunisia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: IV SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Neapolis, Tunisia, maremoto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un vasto insediamento romano risalente a circa&nbsp;1600 anni fa \u00e8 stato scoperto al largo della costa tunisina, dopo diversi anni di esplorazioni archeologiche alla ricerca dell&#8217;antica citt\u00e0 di Neapolis. Si ritiene che si tratti di <strong><span style=\"color: #008000;\">Neapolis<\/span><\/strong>, un antico insediamento greco, sommerso a seguito del maremoto che il 21 luglio del 365 dopo Cristo distrusse la maggior parte della costa nordafricana, come riportato dello storico romano <strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiano Marcellino<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/2e8ff-uno-tsunami-nel-mediterraneo-l-v00rbi.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-18161\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/2e8ff-uno-tsunami-nel-mediterraneo-l-v00rbi.jpeg\" alt=\"2e8ff-uno-tsunami-nel-mediterraneo-l-v00rbi\" width=\"800\" height=\"655\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/2e8ff-uno-tsunami-nel-mediterraneo-l-v00rbi.jpeg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/2e8ff-uno-tsunami-nel-mediterraneo-l-v00rbi-300x246.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo racconto distinse chiaramente le tre fasi principali dell&#8217;evento, ovvero il terremoto iniziale, a Creta, e l&#8217;improvvisa ritirata del mare che fu seguita da un&#8217;onda gigantesca che si scaten\u00f2 violentissima sull&#8217;entroterra costiero del Nord Africa, della Magna Grecia e della Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vale la pena di leggere questo resoconto drammatico di Marcellino, che richiama alla memoria il terribile tsunami del 2004 che colp\u00ec l&#8217;Indo Pacifico seminando morte e distruzione. <strong><span style=\"color: #008000;\">Marcellino<\/span><\/strong> descrisse, nel XXVI libro del Res Gestae, con drammatica accuratezza, potremmo dire giornalistica, gli sconvolgenti avvenimenti di quelle ore:<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">estratto dal XXVI libro<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Libera traduzione:<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #008000;\">[16]\u201d Paulo enim post lucis exortum densitate praevia fulgorum acrius vibratorum tremefacta concutitur omnis terreni stabilitas ponderis mareque dispulsum retro fluctibus evolutis abscessit, ut retecta voragine profundorum species natantium multiformes limo cernebantur haerentes valliumque vastitates et montium tunc, ut opinari dabatur, suspicerent radios solis, quos primigenia rerum sub immensis gurgitibus amendavit.<\/span><\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\">Poco dopo l&#8217;alba, annunciata da una fitta successione di fulmini ferocemente scossi, tutta la terra trem\u00f2 ed il mare fu scacciato, le sue onde furono rotolate indietro, ed il mare scomparve, cos\u00ec che fondali furono scoperti e si osservarono numerose variet\u00e0 di creature marine bloccate nel fango; si osservarono le &nbsp;grandi distese come vallate e montagne, che la stessa creazione aveva nascosto sotto i vasti gorghi \u2026<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #008000;\">[17] Multis igitur navibus velut arida humo conexis et licenter per exiguas undarum reliquias palantibus plurimis, ut pisces manibus colligerent et similia, marini fremitus velut gravati repulsam versa vice consurgunt perque vada ferventia insulis et continentis terrae porrectis spatiis violenter illisi innumera quaedam in civitatibus et ubi reperta sunt aedificia complanarunt; proinde ut elementorum furente discordia involuta facies mundi miraculorum species ostendebat. &#8230;<\/span><\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\">Molte navi, quindi, furono arenate come se fossero sulla terraferma, e la gente vag\u00f2 a suo piacimento sui miseri resti delle acque per raccogliere pesci e simili con le loro mani; poi il mare ruggente, come se fosse insultato dal suo rifiuto, si alz\u00f2 a sua volta, e attraverso i banchi brulicanti si gett\u00f2 violentemente su isole e estesi tratti della terraferma, e spianando innumerevoli edifici nelle citt\u00e0 o ovunque fossero trovati.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #008000;\">[18] Relapsa enim aequorum magnitudo, cum minime speraretur, milia multa necavit hominum et submersit recurrentiumque aestuum incitata vertigine quaedam naves, postquam umentis substantiae consenuit tumor, pessumdatae visae sunt exanimataque naufragiis corpora supina iacebant aut prona. &#8230;<\/span><\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec nel conflitto furioso degli elementi, la faccia della terra cambi\u00f2 per rivelare cose meravigliose ma la massa d\u2019acqua che ritorn\u00f2&nbsp;quando meno si aspettavano uccise molte migliaia di persone annegandole, e le alte onde distrussero alcune navi &#8230;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #008000;\">[19] Ingentes aliae naves extrusae rabidis flatibus culminibus insidere tectorum, ut Alexandriae contigit, et ad secundum lapidem fere procul a litore contortae sunt aliquae, ut Laconicam prope Mothonen oppidum nos transeundo conspeximus diuturna carie fatiscentem.\u201d<\/span><\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\">Altre grandi navi furono spinte sui tetti delle case, come accadde ad Alessandria, e altre furono scaraventate a circa due miglia dalla riva, come la nave laconica vicino alla citt\u00e0 di Metone \u2026<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disastro naturale danneggi\u00f2 gravemente anche Alessandria d&#8217;Egitto. I geologi hanno stimato che il terremoto, di una magnitudo da 8,0 a 8,5, ebbe come epicentro Creta, e fu originato dallo scontro tra placca africana ed euroasiatica nella porzione orientale del Mare Nostrum.<br \/>\nL&#8217;isola si sollev\u00f2 fino a&nbsp;dieci metri sopra il livello del mare, e conserva ancora resti di formazioni coralline sulle colline che sono state datate nello stesso periodo del terremoto. Il sisma innesc\u00f2 un enorme tsunami che colpi la regione meridionale del Mediterraneo, comprese le coste della Sicilia, dell&#8217;Egitto, della Libia, della Grecia, della Spagna e della costa orientale adriatica.&nbsp;I massimi danni, anche in termini di vite umane, si verificarono per\u00f2 ad Alessandria d\u2019Egitto dove il mare,, come a Neapolis, si ritir\u00f2 per alcune decine di metri e poi torn\u00f2 sulla terraferma con inaudita violenza, trascinando le navi fino a due km nell&#8217;interno della costa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Neapolis<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nMolto poco \u00e8 conosciuto sulla storia antica di questa citt\u00e0 di chiara origine greca. Si pensa che questa mancanza di notizie sia dovuta al fatto che Neapolis, a causa della vicinanza geografica, si era schierata con Cartagine contro Roma durante la Terza Guerra Punica nel 149-146 a.C., guerra che port\u00f2 alla completa distruzione dei Cartaginesi con il successivo dominio romano incontrastato di tutta la region e del Mediterraneo.&nbsp;Essa sub\u00ec quindi una&nbsp;specie di &#8220;<em><span style=\"color: #008000;\">damnatio memoriae<\/span><\/em>&#8221; per molti anni, come citt\u00e0 indesiderata e fu semplicemente ignorata dai cronisti dell&#8217;epoca. Eppure la citt\u00e0 era molto vasta, raggiungendo una grandezza di oltre 20 ettari, ed era un centro importante per i commerci marittimi durante l&#8217;impero romano. Il solo a parlarne fu Marcellino, raccontando il terribile tsunami che la colp\u00ec nel IV secolo&nbsp;dopo Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una missione archeologica tunisina-italiana \u00e8 alla ricerca di Neapolis dal 2010. I ricercatori, fra cui gli studenti della Scuola di specializzazione archeologica di Oristano e dell\u2019Universit\u00e0 di Sassari, finalmente hanno rinvenuto nell&#8217;estate 2017, resti di strade, edifici e monumenti caratteristici della citt\u00e0 costiera.&nbsp; Il loro lavoro \u00e8 stato ricompensato grazie alle buone condizioni climatiche estive che hanno permesso agli archeologi subacquei di Nabeul di scorgere per la prima volta dopo tanti secoli questo antico sito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/vestiges.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-18157\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/vestiges.jpg\" alt=\"vestiges\" width=\"800\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/vestiges.jpg 678w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/vestiges-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u00c8 una scoperta importante<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, ha dichiarato il capo della missione Mounir Fantar, che conferma la teoria di Marcellino sul tragico destino della citt\u00e0. Il tessuto urbano costiero fu letteralmente strappato dall&#8217;onda di tsunami che trasport\u00f2 al largo parte della citt\u00e0. Il team di archeologi subacquei non ha trovato solo resti di strade e monumenti, che mostrano la raffinatezza e la ricchezza della citt\u00e0, ma anche 100 cisterne che erano usate per conservare il garum, un condimento fermentato a base di pesce, che era considerato una prelibatezza nell&#8217;antico mondo romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Oristano-Consorzio-Uno-Fantar.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18160 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Oristano-Consorzio-Uno-Fantar.png\" alt=\"Oristano-Consorzio-Uno-Fantar\" width=\"222\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Oristano-Consorzio-Uno-Fantar.png 268w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Oristano-Consorzio-Uno-Fantar-249x300.png 249w\" sizes=\"auto, (max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/a>&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Questa scoperta ci ha permesso di stabilire con certezza che Neapolis era un importante centro per la produzione di garum e pesce salato, probabilmente il pi\u00f9 grande centro del mondo romano<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, ha aggiunto Fantar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente gli abitanti di Neapolis dovevano la loro fortuna proprio a questo condimento.&nbsp;Il&nbsp;garum viene descritto dai Latini come&nbsp;una salsa&nbsp;ricavata dalle interiora di pesce; sembra che&nbsp;i Romani ne andassero pazzi, e la&nbsp;aggiungessero come condimento a molti piatti&nbsp; La sua origine \u00e8 incerta ma&nbsp;salse simili erano gi\u00e0 usate dai greci. Una ipotesi \u00e8 che il suo nome derivi dal nome greco&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>garos<\/i>&nbsp;o&nbsp;<i>garon<\/i>&nbsp;(\u03b3\u03ac\u03c1\u03bf\u03bd)<\/span><\/strong>, che era il nome del pesce i cui intestini venivano usati originariamente nella produzione dei condimenti. Non e&#8217; nemmeno noto come venisse prodotta. Forse poteva essere simile all&#8217;odierna pasta di acciughe o alla celebre colatura di pesce, chiamata colatura,&nbsp; prodotta nella costiera amalfitana, in particolare a Cetara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/ahandoutpict.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-18152\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/ahandoutpict.jpg\" alt=\"ahandoutpict\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/ahandoutpict.jpg 512w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/ahandoutpict-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta degli archeologi fa dell&#8217;antica Neapolis uno dei centri principali di produzione, e sicuramente il mare restituir\u00e0 nuove sorprese. Per chi volesse recarsi sul posto, oggi&nbsp;Nabeul \u00e8 una citt\u00e0 turistica, dove, in prossimit\u00e0 del centro si possono visitare i resti del successivo insediamento romano ed un interessante museo archeologico con preziose collezioni di oggetti in ceramica e statue di origine punica oltre che mosaici romani provenienti dalla regione di Cap Bon.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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