{"id":18112,"date":"2018-01-19T01:15:25","date_gmt":"2018-01-19T00:15:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=18112"},"modified":"2023-05-14T14:35:00","modified_gmt":"2023-05-14T12:35:00","slug":"immergersi-inverno-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/18112","title":{"rendered":"Immergersi sott&#8217;acqua in inverno &#8211; parte I di Giorgio Caramanna"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: white;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif; color: green;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif;\"><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif; color: green;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: 'Georgia',serif; color: green;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Immersioni in acque fredde<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019inizio della stagione invernale il mare inizia a perdere il calore immagazzinato durante l\u2019estate, divenendo progressivamente pi\u00f9 freddo. In questo articolo vedremo cosa accade al nostro corpo ed alla nostra attrezzatura subacquea quando la temperatura \u00e8&nbsp; bassa e come possiamo prepararci al meglio per immergersi in sicurezza in acque fredde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Produzione di calore<\/span><\/strong><\/span><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong>Il nostro corpo \u00e8 \u201cprogettato\u201d per funzionare entro un ristretto intervallo termico attorno ai&nbsp; 37 <sup>o<\/sup>C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/lowbody2.png\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-18132 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/lowbody2.png\" alt=\"lowbody2\" width=\"636\" height=\"511\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/lowbody2.png 366w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/lowbody2-300x241.png 300w\" sizes=\"(max-width: 636px) 100vw, 636px\" \/><\/a>Per mantenere questa temperatura dobbiamo continuamente generare calore attraverso il metabolismo. Durante l\u2019attivit\u00e0 fisica circa l\u201980% dell\u2019energia usata \u00e8 convertita in calore. Il glucosio \u00e8&nbsp; la fonte principale per l\u2019energia metabolica; la maggioranza del glucosio nel nostro corpo \u00e8 accumulato nel fegato sotto forma di <strong><span style=\"color: #008000;\">glicogeno<\/span><\/strong>. In ambienti freddi il consumo di glucosio \u00e8 molto elevato e l\u2019unico modo per evitare di divenire ipotermici \u00e8 di compensare il consumo con una dieta adeguata che permetta di ingerire un sostanziale numero di calorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per riscaldarci, oltre al glucosio, abbiamo bisogno di ossigeno; esperimenti hanno dimostrato che un individuo a riposo aumenta il consumo di ossigeno da 0.28 l\/minuto a 1.02 l\/minuto quando la temperatura centrale del corpo diminuisce di 0.6 <span style=\"color: #008000;\"><sup>o<\/sup>C.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perdita di calore in acqua<\/span><\/strong><\/span><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong>Il calore viene trasferito secondo quattro processi:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">irraggiamento<\/span><\/strong> (ad esempio quando siamo esposti al sole);<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">conduzione<\/span> <\/strong>( &#8230; quando siamo a contatto con una superficie calda);<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">convezione<\/span><\/strong> ( &#8230; quando usiamo l\u2019aria condizionata);<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">evaporazione<\/span><\/strong> ( &#8230; quando sudiamo).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-18130 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/image001.jpg\" alt=\"image001\" width=\"632\" height=\"529\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/image001.jpg 426w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/image001-300x251.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 632px) 100vw, 632px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il subacqueo in immersione le principali modalit\u00e0 di perdita di calore sono la conduzione e convezione. La componente evaporativa invece diviene importante una volta emersi, ovvero quando siamo bagnati ed esposti al vento. Un grammo di acqua che evapora dalla superficie della pelle estrae circa 580 calorie dai tessuti sottostanti. Questa perdita di calore \u00e8&nbsp; sufficiente a ridurre la temperatura di un litro di acqua di circa 0.56 <sup>o<\/sup>C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dai primi corsi sub abbiamo imparato che l\u2019acqua non solo \u00e8 pi\u00f9 densa dell\u2019aria ma che conduce il calore circa 23 volte pi\u00f9 efficacemente dell\u2019aria; la conseguenza \u00e8 che il nostro corpo immerso in acqua perde calore 4-5 volte pi\u00f9 rapidamente che quando esposto alla stessa temperatura in aria.&nbsp; Per essere pi\u00f9 precisi il coefficiente di trasferimento termico dell\u2019acqua (espresso in W\/m<sup>2<\/sup>\/<sup>o<\/sup>C) \u00e8 44 mentre quello dell\u2019aria \u00e8 2.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ice_diving_in_Tunaicha_Lake_March_2015-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Ice_diving_in_Tunaicha_Lake_March_2015-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> Ice diving in Tunaicha Lake March 2015 &#8211; autore Sakhalinio<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ice_diving_in_Tunaicha_Lake_March_2015.jpg\">File:Ice diving in Tunaicha Lake March 2015.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo valore aumenta se l\u2019acqua attorno al nostro corpo \u00e8&nbsp; in movimento arrivando fino a 400 quando nuotiamo perch\u00e9 la perdita di calore per convezione \u00e8&nbsp; aumentata. Per questo stesso motivo a parit\u00e0 di temperatura l\u2019acqua \u00e8 percepita pi\u00f9 fredda dell\u2019aria; infatti la temperatura definita \u201cneutra\u201d (ossia quella alla quale il calore prodotto dal metabolismo e quello assorbito dall&#8217;ambiente sono in equilibrio) \u00e8 di 26 <sup>o<\/sup>C in aria ma sale a 35 <sup>o<\/sup>C in acqua. Se non si usano protezioni termiche la perdita di calore associata con l\u2019immersione in acqua a 20 <sup>o<\/sup>C supera la capacit\u00e0 di produzione di calore metabolico portando progressivamente ad una situazione di ipotermia.<\/p>\n<figure style=\"width: 591px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Screenshot-2023-05-14-143102.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-05-14-143102.png\" width=\"591\" height=\"378\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tabella 1 Fattore di raffreddamento in funzione della temperatura dell\u2019acqua<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una fonte di perdita di calore da non trascurare \u00e8&nbsp;quella dovuta alla respirazione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn superficie circa 8-10% del calore prodotto dal nostro corpo viene perduto per l\u2019evaporazione dai polmoni e dalle vie aeree; questo valore aumenta considerevolmente durante un\u2019immersione perch\u00e9 il gas respirato diviene progressivamente pi\u00f9 denso e la componente di perdita di calore per conduzione aumenta.&nbsp;Ad esempio un subacqueo che respira un gas a 4 <sup>o<\/sup>C alla pressione di 30 atmosfere perder\u00e0 rapidamente tutto il suo calore metabolico attraverso il sistema respiratorio. Per questo motivo i subacquei professionisti che lavorano in saturazione ad alta profondit\u00e0 usano speciali mute ad acqua calda e spesso respirano miscele riscaldate. Nella seconda parte di questo articolo, che pubblicheremo&nbsp; a breve,&nbsp; vedremo l&#8217;impatto del freddo sui subacqueo e sulle loro attrezzature.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p>disegni e diagrammi dell&#8217;autore<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Caramanna<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/18112\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/18116\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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In possesso di una notevole esperienza in idrogeologia e geochimica ed oltre quindici anni di esperienza come subacqueo scientifico in una variet\u00e0 di ambienti ha condotto diverse attivit\u00e0 di ricerca ed \u00e8 sttao delegato del gruppo europeo di immersioni scientifiche. Ha lavorato come ricercatore presso molte istituzioni internazionali operando in ambienti multidisciplinari con diverse universit\u00e0. \u00c8 autore di pi\u00f9 di cinquanta articoli ed \u00e8 revisore di riviste internazionali. Attualmente lavora negli Stati Uniti collaborando come consulente al Woods Hole Oceanographic Institution. Nel 2018 ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche subacquee. 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