{"id":17853,"date":"2018-01-08T00:38:07","date_gmt":"2018-01-08T00:38:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=17853"},"modified":"2023-05-14T11:03:38","modified_gmt":"2023-05-14T09:03:38","slug":"17853","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17853","title":{"rendered":"L&#8217;Atlas Nouveau des Cartes Marine di Alexis Hubert Jaillot: un portolano di successo del XVII secolo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: CARTOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: NAUTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Portolani, carte<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;editoria cartografica francese crebbe lentamente e in modo esitante dal 1470&nbsp;fino all&#8217;inizio del 1600.&nbsp;I tentativi di pubblicare mappe erano rari a fronte di altri paesi. Ma il mondo stava cambiando e la necessit\u00e0 per la Francia di nuove mappe per i suoi capitani divent\u00f2 impellente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;opera di Alexis Hubert Jaillot<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel 1650, un&#8217;attivit\u00e0 relativamente prospera e concentrata esisteva a Parigi, animata da una piccola rete di geografi specializzati ed editori che avevano gli strumenti e competenze necessari per pubblicare mappe.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Alexis_Hubert_Jaillot_AGE_V10_1802.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-17856\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Alexis_Hubert_Jaillot_AGE_V10_1802.jpg\" alt=\"Alexis_Hubert_Jaillot_AGE_V10_1802\" width=\"588\" height=\"753\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Alexis_Hubert_Jaillot_AGE_V10_1802.jpg 260w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Alexis_Hubert_Jaillot_AGE_V10_1802-234x300.jpg 234w\" sizes=\"(max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alexis Hubert Jaillot, incisione Konrad Westermayr, 1802 &#8211; fonte: A.C. Gaspari, C. G. Reichard (1802) Allgemeine geographische Ephemeriden, Band 2010<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Alexis_Hubert_Jaillot_AGE_V10_1802.jpg\">Alexis Hubert Jaillot &#8230;1802.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel periodo si affacci\u00f2 sul mercato <strong><span style=\"color: #008000;\">Alexis Hubert Jaillot<\/span><\/strong>, un abile uomo d&#8217;affari nato verso il 1632 ad Avignon-l\u00e8s-Saint-Claude, che dall&#8217;infanzia aveva mostrato un buon talento per l&#8217;arte e il design, apprendendo dal fratello Pierre-Sim\u00f3n anche la scultura.&nbsp;A seguito dei conflitti franco-spagnoli, la loro citt\u00e0 natale fu devastata e i due fratelli si trasferirono a Parigi nel 1657. L\u00ec acquisirono presto una certa reputazione ed il prestigioso titolo di Sculpteur du Roy. Nel 1665, Jaillot si spos\u00f2 con Jeanne Berey, figlia del famoso incisore ed editore di carte geografiche <strong><span style=\"color: #008000;\">Nicolas I Berey<\/span> <\/strong>(1610-1665).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Berey<\/span><\/strong>, nel 1644, insieme con un altro tipografo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Antoine de Fer<\/span><\/strong>, acquist\u00f2 per 3500 lire le lastre di rame del grande cartografo <strong><span style=\"color: #008000;\">Christophe Tassin<\/span><\/strong>, conosciuto per i suoi atlanti della France, della Spagna, della Germania e della Svizzera.&nbsp; L&#8217;inventario delle carte in possesso di Berey, redatto dopo la sua morte, indica la natura del suo stock che comprendeva diversi libri illustrati (geografia, prospetti, architettura e fortificazioni), e in particolare un insieme di mappe e viste topografiche. I soggetti geografici costituivano la parte principale degli inventari: mappe e viste topografiche (lastre e stampe), atlanti di Tassin, Beaulieu, Sanson e autori olandesi come Ortelieus, Mercator, Braun e Hogenberg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la morte di suo cognato <strong><span style=\"color: #008000;\">Nicolas II Berey<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Jaillot<\/span><\/strong> acquist\u00f2 la collezione di carte di Berey, in pratica ottenendo un catalogo di materiale cartografico che poteva essere venduto immediatamente in tutta Europa, senza aver mai di fatto disegnato una sua mappa.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Le_neptune_francois_04-1024x740.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Le_neptune_francois_04-1024x740.jpg\" width=\"1024\" height=\"740\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">da Le Neptune Francois &#8230; una bella immagine del Bucintoro di Venezia<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Le_neptune_fran%C3%A7ois_04.jpg\">File:Le neptune fran\u00e7ois 04.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La fortuna di Jaillot fu di entrare nel mondo degli stampatori di carte in un momento particolarmente favorevole<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>All&#8217;inizio del 1668, sotto Luigi XIV, la Francia inizi\u00f2 un periodo particolarmente fecondo; la Francia espandeva costantemente il suo territorio e c&#8217;era una grande richiesta di mappe che rappresentassero i trionfi francesi e le nuove frontiere, cos\u00ec come i prossimi piani di espansione. La collezione di<strong><span style=\"color: #008000;\"> Jaillot<\/span> <\/strong>comprendeva anche i piani nautici realizzati da <strong><span style=\"color: #008000;\">Pierre Duval<\/span><\/strong> (1619-1683) che erano stati venduti originariamente a Nicolas Berey. Dopo la morte di Berey nacque una disputa feroce con Duval ma, nel 1670, Jaillot vinse la causa grazie all&#8217;aiuto dei figli di <strong><span style=\"color: #008000;\">Nicolas Sanson<\/span><\/strong> (un altro famoso cartografo dell&#8217;epoca) che, in cambio del supporto, divennero produttori di carte e soci in affari con Jaillot. Grazie a loro, fu in grado di commercializzare nuove carte con il prestigioso nome <strong><span style=\"color: #008000;\">Sansons<\/span><\/strong>. Il suo Atlante del 1681, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Atlas Nouveau<\/span><\/strong>, divenne un tale successo commerciale che fu anche copiato illegalmente da altri editori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene Jaillot non possa essere annoverato tra i cartografi dell\u2019epoca come i Sanson ed Duval fu per\u00f2 un abile uomo di affari ed incisore che seppe intelligentemente sfruttare le risorse che aveva ereditato facendone delle opere mirabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua fama crebbe al punto che fu nominato, il 20 luglio 1686, <strong><span style=\"color: #008000;\">G\u00e9ographe du Roy<\/span> <\/strong>e gli fu assegnata una pensione annuale cospicua. Questo titolo gli permise di difendersi con successo contro i suoi numerosi plagiatori. Dall&#8217;inizio del diciottesimo secolo Jaillot diminu\u00ec la produzione di carte. Mappe sempre pi\u00f9 aggiornate erano richieste e lui era sempre meno in grado di reagire alle richieste del mercato. Daltronde i concorrenti pi\u00f9 giovani erano geografi del calibro di Guillaume Delisle, che poteva disegnare lui stesso le mappe. Nel tempo, Jaillot cedette quindi la prospera azienda a suo figlio Bernard Jean-Hyacinthe.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/atals-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-17857\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/atals-1.jpg\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"729\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/atals-1.jpg 482w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/atals-1-239x300.jpg 239w\" sizes=\"(max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Frontespizio inciso in rame pubblicato nel 1693 da Hubert Jaillot, Parigi per &#8220;Le Neptune Francois, ou Atlas Nouveau des Cartes Marines&#8221; con illustrazione incisa di una nave a vela francese. formato: 24.5 x 20 inch (63 x 51cm) &#8211; fonte: www.raremaps.com\/gallery\/detail\/ vedi il<\/span> <span style=\"color: #008000;\">seguente<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/www.raremaps.com\/gallery\/detail\/14795\/title-page-le-neptune-francois-ou-atlas-nouveau-des-cartes-jaillot https:\/\/www.crouchrarebooks.com\/atlases\/view\/jaillot-alexis-hubert-and-mortier-pieter-le-neptune-francois1 https:\/\/www.lotsearch.net\/lot\/jaillot-hubert-pub-1693-title-page-to-le-neptune-francois-engraved-14297971 https:\/\/www.the-saleroom.com\/en-gb\/auction-catalogues\/albion-auctions\/catalogue-id-sralb10012\/lot-cb48bc3f-eeb4-426d-8e29-a55900d07957  http:\/\/purl.pt\/23069\/3\/#\/0\" data-wplink-url-error=\"true\">link<\/a><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Title_Page_Le_Neptune_Francois_ou_Atlas_Nouveau.jpg\">Le Neptune Francois ou Atlas Nouveau.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle sue opere pi\u00f9 belle fu <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Le Neptune Francois, ou Atlas Nouveau des Cartes Marines. Levees et Gravees par ordre expres du Roy. Pour l&#8217;usage de ses armees de Mer<\/span><\/em><\/strong>. L\u2019opera era suddivisa in tre parti contenute in un volume di grande formato (625 x 505 mm). La prima parte riporta 19 tavole di navi, numerati 1-18 e una piastra non ombreggiata), 12 tavole di bandiere e 30 doppie pagine colorate a mano dell&#8217;Europa settentrionale e occidentale (soprattutto le coste francesi e comprendente la mappa del mondo in proiezione di Mercatore &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Carte generale de toutes les Costes du Monde<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, nella seconda parte si ritrovano le mappe marine per l&#8217;uso delle armate reali della Gran Bretagna con 9 grafici incisi, di cui 5 in doppia pagina, delle coste francesi e del canale della Manica ed un disegno pieghevole del Mar Mediterraneo.&nbsp;Nella terza parte, si ritrova un inciso della bussola dei venti, 33 carte (21 doppie e una pagina pieghevole) di Africa, Asia e nelle Americhe (10 grafici, tra cui l&#8217;Atlantico con le coste nord-orientali del Sud America e Africa, l&#8217;America centrale, il Nord America, la costa orientale da Hudson a Labrador e il Canada).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1751, Rouill\u00e9, ministro della Marina, acquist\u00f2 le tavole del &#8220;Nettuno&#8221; che erano rimaste per quasi quarant&#8217;anni &#8220;sepolte tra gli effetti di una successione&#8221;. Li fece depositare presso il Deposito dei piani e dei piani navali, in modo che potessero essere riacquisiti, corretti e completati per la ristampa. Le due carte mancanti, &#8220;Ingressi della Mosa e della Schelda&#8221; e della &#8220;costa occidentale dell&#8217;Irlanda&#8221; furono ricostruite sui modelli precedenti.<\/p>\n<figure style=\"width: 968px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Pavillons_de_diverse_nations-neptune-francois-wikipedia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Pavillons_de_diverse_nations-neptune-francois-wikipedia.jpg\" width=\"968\" height=\"899\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">estratto da Le Neptune Francois, ou Atlas Nouveau des Cartes Marines. Levees et Gravees par ordre expres du Roy. Pour l&#8217;usage de ses armees de Mer<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Pavillons_de_diverse_nations.jpg\">File:Pavillons de diverse nations.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La correzione principale delle mappe riguardava la graduazione della longitudine. Le longitudini dell&#8217;edizione originale erano state calcolate sul meridiano di Fer, come previsto dalla ordinanza di Luigi XIII del 1634.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019istituto idrografico della Marina francese scelse di riferirsi alle coordinate del meridiano di Parigi, mentre mostrava i meridiani di Londra, l&#8217;isola di Fer, il picco di Tenerife e Cape L\u00e9zard. Questa nuova edizione fu accompagnata da una &#8220;recensione critica&#8221; scritta dal famoso idrografo Jacques-Nicolas Bellin e approvata dall&#8217;Accademia della Marina. Alexis Hubert Jaillot mor\u00ec il 2 novembre 1712 a Parigi, all&#8217;et\u00e0 di 80 anni, e fu sepolto nel Convent des Grands-Augustins. L&#8217;opera che pubblic\u00f2,&nbsp;gli <em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Atlas Nouveau des Cartes Marine<\/strong>,<\/span><\/em> pass\u00f2 alla storia del tempo per la sua raffinatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Migliaia di navigatori usarono quelle carte per navigare nell&#8217;oceano e nel Mediterraneo e ne fu fatto, nel 1700, anche un seguito, in cui possiamo ammirare una descrizione esatta di tutte le coste del mondo conosciuto, lo Stretto di Gibilterra, il Mare dell&#8217;Oceano Meridionale, l&#8217;Etiopia, il Mare delle Indie, dei mari Orientali e Occidentali. In esso si ritrovano belle immagini di navi dell&#8217;epoca e e mappe che riportano le&nbsp; rotte da mantenere, i banchi di sabbia, rocce e le profondit\u00e0 dell&#8217;acqua, in pratica dei splendidi portolani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per gli amanti della nautica e delle mappe antiche, questi atlanti sono opere rare e costose ma .., ci possiamo accontentare di osservarle scaricandole tramite questi&nbsp;<span class=\"text_exposed_show\">link dell&#8217;<a href=\"http:\/\/purl.pt\/23069\">opera principale<\/a>.<\/span><\/p>\n<div class=\"text_exposed_show\">\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Le_neptune_francois_02.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Le_neptune_francois_02.jpg\" width=\"640\" height=\"524\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dal Neptune Francois<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Le_neptune_fran%C3%A7ois_02.jpg\">File:Le neptune fran\u00e7ois 02.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . 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