{"id":17580,"date":"2017-12-19T00:02:20","date_gmt":"2017-12-18T23:02:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=17580"},"modified":"2026-05-04T15:11:08","modified_gmt":"2026-05-04T13:11:08","slug":"una-nuova-spedizione-sul-dogger-bank-expedition-dogger-bank-2015-tra-archeologia-e-biologia-alla-scoperta-del-mare-del-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580","title":{"rendered":"Una nuova spedizione sul Dogger Bank &#8211; Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a04 settembre 2015, una spedizione scientifica subacquea si \u00e8 svolta sul Dogger Bank; una come tante ma con uno scopo in pi\u00f9: attirare l&#8217;attenzione sullo stato di salute del Mare del Nord.\u00a0La spedizione, chiamata Dogger Bank 2015 si \u00e8 concentrata in tre aree interessanti aree marine: la Dogger Bank, la Cleaver Bank, e il Frisian Front.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Doggerland.jpg\"><br \/>\n<\/a><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Doggerland.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17586 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Doggerland.jpg\" alt=\"Doggerland\" width=\"930\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Doggerland.jpg 760w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Doggerland-300x109.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 930px) 100vw, 930px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa spedizione ci da la possibilit\u00e0 di parlare oggi del Dogger bank, un grande banco sabbioso del Mare del Nord, posto a\u00a0circa 100\u00a0km al largo della costa del Regno Unito, con un&#8217;estensione di circa 17.600\u00a0km\u00b2. Le profondit\u00e0 delle acque variano tra i 15 ai 36 metri, circa 20\u00a0m meno profonde del mare\u00a0circostante. Da un punto di vista geologico si tratta di una antica morena\u00a0formatasi durante l&#8217;ultima glaciazione. Il banco \u00e8 ci\u00f2 che rimane di un grande territorio conosciuto come Doggerland collegato alle isole britanniche ed al continente europeo, sui fondali del quale sono stati ritrovati dai pescatori ossa di mammuth e artefatti dei popoli che vi vivevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;ultima ricerca, cronologicamente parlando, sul banco di Dogger \u00e8 considerata importante per molti aspetti: archeologico e storico, per l&#8217;abbondanza dei relitti che vi riposano e biologico per valutare l&#8217;impatto umano e studiare le specie presenti che anno un forte impatto economico sui paesi rivieraschi. In particolare, i membri della spedizione hanno effettuato numerose ricerche sulla biodiversit\u00e0 animale e vegetale presente sui relitti e sul fondale marino circostante. L&#8217;occasione ha permesso di ripulirli dalle reti, lenze ed attrezzature da pesca. La novit\u00e0 in questa spedizione \u00e8 stata la ricerca di batteri per poter sviluppare nuovi antibiotici e sostanze antifungine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Un mare tormentato<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/dogger-battle.jpg\"><br \/>\n<\/a><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/dogger-battle.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17594 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/dogger-battle.jpg\" alt=\"dogger battle\" width=\"937\" height=\"647\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/dogger-battle.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/dogger-battle-300x207.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 937px) 100vw, 937px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da sempre i bassi fondali, le frequenti nebbie e le tempeste hanno reso il Mare del Nord infido e difficile per i naviganti. Ma non solo, egli ha subito e subisce da sempre un forte impatto antropico a causa dell&#8217;inquinamento, della pesca eccessiva con pesanti reti a strascico e, non ultimo, dell&#8217;estrazione minerarie di sabbia. Questo impatto ha ridotto al minimo la biodiversit\u00e0 marina del banco se non in alcuni spot caratterizzati da relitti di diversa natura. Per questo motivo sono state create, nel giugno 2015, le aree protette del Cleaver Bank e del Dogger Bank che rappresentano ora delle zone di ricerca preferenziali. Sebbene la protezione di quelle zone\u00a0 marine sia all\u2019ordine del giorno, sfortunatamente non sono state ancora prese in considerazione soluzioni contro la pesca a strascico, come l&#8217;impiego di barriere artificiali con dissuasori posti sul fondo, i relitti di navi o di vecchie piattaforme e pale eoliche, che potrebbero rappresentare importanti vivai e rifugi per la vita marina.\u00a0I biologi hanno calcolato che oltre trecento diverse specie animali e vegetali hanno trovati un loro habitat proprio nei relitti.\u00a0&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">I relitti non sono solo patrimonio storico-culturale, sono anche viaggi artistici e hotspot per la biodiversit\u00e0<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, afferma Ben Stiefelhagen di <strong><span style=\"color: #008000;\">Dive clean the North Sea<\/span><\/strong>.\u00a0&#8220;<em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Essi agiscono come<\/strong> <strong>mini-aree naturali e possono aiutare a ripristinare la ricchezza di specie animali e vegetali<\/strong><\/span><\/em>&#8220;. Questo \u00e8 il motivo per cui subacquei e ricercatori sono da anni alla ricerca di nuove specie animali come nudibranchi, pesci, molluschi e coralli per identificare e meglio comprendere il loro adattamento.\u00a0Ci sono buone possibilit\u00e0 che nuove specie si trovino in alcuni punti della Dogger Bank, dove praticamente nessuna immersione \u00e8 ancora stata effettuata.\u00a0Nelle missioni passate i biologi hanno trovato nella Dogger Bank dozzine di nuove e rare specie per le acque olandesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\">I segreti dei relitti<\/span><\/strong><br \/>\nNel rapporto finale della spedizione sono stati identificati vari relitti nella zona. Ad esempio, grazie ad immagini side scan sonar fu indicata la possibile presenza di un possibile relitto di un sommergibile della prima guerra mondiale; inizialmente si pensava che fosse un sommergibile della I guerra mondiale ma successive immersioni sul relitto da parte dei ricercatori hanno rilevato si tratta dei resti di una plancia di comando di una grande nave a vapore, la cui identit\u00e0 \u00e8 ancora sconosciuta, con una elica ed timone ben riconoscibili.Non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi. Scontri in quelle acque avvennero in tutte le epoche. Non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi. Le grandi Marine si scontrarono per secoli in quelle acque insidiose lasciando sui fondali vite umane e miseri resti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i tanti scontri che avvennero sul Dogger bank, ne voglio ricordare tre: il primo\u00a0 avvenuto il 5 agosto 1781 durante la quarta guerra anglo-olandese e due nella I guerra mondiale. Nel dicembre 1780, la Gran Bretagna dichiar\u00f2 guerra alla Repubblica Olandese, attirandola militarmente nella Guerra d&#8217;Indipendenza americana perch\u00e9 gli olandesi rifornivano gli americani. Fu un incontro sanguinoso tra uno squadrone britannico sotto il vice ammiraglio Sir Hyde Parker, ed uno squadrone olandese sotto il vice ammiraglio Johan Zoutman. L&#8217;apertura delle ostilit\u00e0 con gli olandesi aveva una forte valenza politico economica, in quanto il commercio di legname della Gran Bretagna con i paesi del Mar Baltico era potenzialmente a rischio e che gli inglesi dovevano aumentare la protezione delle loro spedizioni nel Mare del Nord. Per realizzare ci\u00f2, gli inglesi iniziarono a bloccare la costa olandese, per monitorare e intercettare qualsiasi tentativo significativo di inviare navi da e verso i porti olandesi, e cominci\u00f2 a proteggere i convogli marittimi mercantili con navi armate.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17588\" aria-describedby=\"caption-attachment-17588\" style=\"width: 292px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/220px-Cornelis_van_Cuylenburg_II_-_Johan_Arnold_Zoutman.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17588\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/220px-Cornelis_van_Cuylenburg_II_-_Johan_Arnold_Zoutman.jpg\" alt=\"220px-Cornelis_van_Cuylenburg_(II)_-_Johan_Arnold_Zoutman\" width=\"292\" height=\"380\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17588\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">Johan Arnold Zoutman<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Olandesi non erano in grado di organizzare alcun tipo di azione efficace contro gli inglesi ma alla fine decisero di varare una potente flotta mercantile. Il 1 agosto del 1781, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Johan Zoutman<\/span><\/strong> guid\u00f2 una flotta composta da circa settanta mercantili, protetti da sette navi della linea di battaglia, oltre ad un certo numero di fregate e navi armate minori. Nel contempo l&#8217;ammiraglio Hyde Parker stava accompagnando un convoglio di navi dal Baltico quando incontr\u00f2 la flotta olandese al\u00a0mattino del 5 agosto. Immediatamente rimand\u00f2 il suo convoglio verso la costa inglese e ordin\u00f2 alle sue unita&#8217; di dare la caccia piuttosto che prepararsi per la battaglia. Zoutman, le cui navi erano state intervallate dai mercantili, ordin\u00f2 alle sue navi da guerra di interporsi tra le navi inglesi ed i mercantili olandesi. Sebbene con mare calmo e una brezza da nord-est, Zoutman manovr\u00f2 in direzione est-sud-est, ed attese Parker. Quando Parker alz\u00f2 la bandiera di battaglia sorprendentemente le navi olandesi non spararono un colpo mentre gli inglesi si avvicinavano a distanza di tiro di fucile. La battaglia infuri\u00f2 e le perdite da entrambe le parti furono altissime.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17589\" aria-describedby=\"caption-attachment-17589\" style=\"width: 263px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Hyde_Parker_-_Project_Gutenberg_eText_16914.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17589\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Hyde_Parker_-_Project_Gutenberg_eText_16914.jpg\" alt=\"Hyde_Parker_-_Project_Gutenberg_eText_16914\" width=\"263\" height=\"403\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17589\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">Admiral Hyde Parker<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Hollandia affond\u00f2 la stessa notte. Verso la met\u00e0 del mattino i mercanti olandesi si allontanarono dall&#8217;azione e tornarono sul Texel. Parker diede il segnale per riportare in formazione le navi da battaglia ma cadde sottovento e si trov\u00f2 lontano dagli Olandesi. Sebbene gli Olandesi celebrarono la battaglia come una vittoria, la loro flotta non lasci\u00f2 pi\u00f9 il porto durante la guerra ed il loro commercio mercantile rimase paralizzato. Parker, da parte sua, pur rivendicando la vittoria, si rese conto dell&#8217;impreparazione dei suoi equipaggi e diede le dimissioni dal suo comando. Gli scontri con gli Olandesi sul banco non terminarono nei secoli seguenti ma un altro antagonista apparve presto all&#8217;orizzonte, l&#8217;impero del Kaiser con le sue potenti navi guidati da comandanti capaci e coraggiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriviamo alla I guerra mondiale; era il 23 gennaio 1915 quando una squadra di quattro incrociatori\u00a0tedeschi da battaglia\u00a0della\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Prima Divisione Esploratori<\/i>\u00a0<\/span><\/strong>diretti dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Franz von Hipper<\/span><\/strong>, appoggiati da un cacciatorpediniere, da un incrociatore leggero e da un dirigibile, scesero in mare partirono\u00a0per attaccare i porti e la flotta da pesca britannica. L&#8217;ammiraglio David Beatty decise di affrontare il nemico presso il Banco di Dogger nel mare del Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 24 gennaio in una fredda mattinata d&#8217;inverno, con mare calmo e buona visibilit\u00e0, Beatty e Hipper si scontrarono. Hipper, sorpreso dai britannici e rendendosi conto di essere in inferiorit\u00e0, tent\u00f2 la fuga ordinando il ritiro verso sud est, credendo che la flotta britannica fosse pi\u00f9 lenta della sua, ma Beatty lo raggiunse alla velocit\u00e0 di 26 nodi e apr\u00ec il fuoco concentrandosi sulla nave\u00a0avanzata di von Hipper, la\u00a0<i>Seydlitz<\/i>\u00a0e quella di coda, la\u00a0<i>Bl\u00fccher<\/i>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17587\" aria-describedby=\"caption-attachment-17587\" style=\"width: 399px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/bluecher.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17587\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/bluecher.jpg\" alt=\"bluecher\" width=\"399\" height=\"302\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17587\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">l&#8217;affondamento del Blucher<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0<i>Seydlitz<\/i>\u00a0venne colpita a sua volta dalla\u00a0<i>Lion<\/i>\u00a0che mise fuori combattimento le due\u00a0torrette posteriori, uccidendo 160 uomini. Solo la rapida azione dell&#8217;ufficiale comandante, che allag\u00f2 i depositi munizioni, salv\u00f2 la nave da una massiccia esplosione che l&#8217;avrebbe completamente distrutta. Anche il potente\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Bl\u00fccher<\/i><\/span><\/strong>\u00a0fu fortemente danneggiato e l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Beatty<\/span><\/strong>\u00a0\u00a0diede ordine al <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS\u00a0<i>Indomitable<\/i><\/span><\/strong>\u00a0di intercettarlo. Poco dopo il\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Derfflinger<\/i><\/span><\/strong>\u00a0colp\u00ec il\u00a0<i>Lion<\/i>, la nave guida britannica,\u00a0che\u00a0\u00a0fu costretta a ridurre la velocit\u00e0 ed a dirigersi\u00a0verso Scape Flow.\u00a0Hipper, dal canto suo, decise di abbandonare la\u00a0<i>Bl\u00fccher<\/i>\u00a0alla sua sorte e di\u00a0rientrare alla base\u00a0con le tre navi restanti. Beatty con l&#8217;<i>Indomitable<\/i>\u00a0diede il colpo di grazia alla\u00a0<i>Bl\u00fccher<\/i>\u00a0e si mise all&#8217;inseguimento di Hipper,\u00a0ma un errore di comunicazione assicur\u00f2 la salvezza dei tedeschi. L&#8217;inseguimento della flotta tedesca fall\u00ec ed i Britannici, accerchiata la\u00a0<i>Bl\u00fccher<\/i>, l&#8217;affondarono causando la morte di 782 uomini. Sebbene quella battaglia\u00a0navale mise provvisoriamente fine agli attacchi navali tedeschi contro il Regno Unito, mise in evidenza le lacune della Royal Navy\u00a0 flotta navale inglese, ed in particolare della loro capacit\u00e0 offensiva e nel campo del comando, controllo e di comunicazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17593\" aria-describedby=\"caption-attachment-17593\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/blucher.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17593\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/blucher.jpg\" alt=\"blucher\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/blucher.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/blucher-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/blucher-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17593\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">il relitto del Blucher<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelle stesse acque furono teatro, il 10 febbraio 1916, di una seconda battaglia navale. Tre flottiglie di cacciatorpediniere tedesche uscirono in mare per intercettare le navi inglesi. Le uniche navi britanniche in zona appartenevano alla X flottiglia dragamine, tra cui l\u2019HMS Arabis, Poppy, Buttercup e Alyssum. Si trattava di \u201csloop of war\u201d, ovvero navi da guerra minori non classificate secondo il sistema inglese di classificazione delle navi della Royal Navy (dal primo al sesto ordine) perch\u00e9 equipaggiate con meno di 18 cannoni. Erano tutte appartenenti alla classe Arabes. Questa classe di sloop da 1.270 tonnellate era armata con due cannoni da 4,7 pollici (120 mm) Mk IV e due cannoni antiaerei di piccolo calibro (chiamati da 3 libbre) ed erano decisamente inferiori, come capacit\u00e0 offensiva, ai cacciatorpediniere tedeschi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17597\" aria-describedby=\"caption-attachment-17597\" style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/hmslupinmpl2532.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17597 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/hmslupinmpl2532.jpg\" alt=\"hmslupinmpl2532\" width=\"400\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/hmslupinmpl2532.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/hmslupinmpl2532-300x185.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17597\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">uno sloop classe HMS Arabis<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Arabis<\/span><\/strong>, insieme ad altri tre sloop, era impegnato a dragare un canale ad est di Dogger Bank quando furono avvistate le torpediniere tedesche. Sebbene le navi britanniche furono scambiate dai tedeschi per incrociatori (ovvero con un armamento maggiore), essi decisero di attaccare poich\u00e9 erano in numero maggiore. Dopo essere stati attaccati, gli inglesi tentarono di fuggire verso la costa ma l\u2019Arabis fu ingaggiato da sei torpediniere tedesche e catturato ed affondato con i siluri.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17599\" aria-describedby=\"caption-attachment-17599\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/220px-HMS_Arethusa_1913_mined.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17599 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/220px-HMS_Arethusa_1913_mined.jpg\" alt=\"220px-HMS_Arethusa_(1913)_mined\" width=\"220\" height=\"286\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17599\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">HMS Arethusa colpito da una mina preso Felixstone tenta il rientro<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In risposta all&#8217;azione di Dogger Bank, la flotta di incrociatori di Rosyth, la Harwich Force, la 5a Divisione Cruiser e altri unit\u00e0 diressero verso sud per intercettare i tedeschi che, nel frattempo erano gi\u00e0 rientrati alla base. \u00a0Sula via del ritorno l&#8217;incrociatore leggero HMS Arethusa colp\u00ec una miniera tedesca, posata nel canale di Sledway vicino alla boa di North Cutler la sera prima, dal sottomarino <strong><span style=\"color: #008000;\">SM UC-7<\/span><\/strong>. Sei uomini morirono nell&#8217;esplosione e la nave inizi\u00f2 ad affondare; diversi tentativi di rimorchiare la nave fallirono a causa del mare grosso e l\u2019HMS Arethusa fu spinta sulla secca del Cutler dove si spezz\u00f2 in due. Non fu il primo e nemmeno l\u2019ultimo degli affondamenti nelle basse ed insidiose acque del mare del Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Storia e Biologia: una miniera da esplorare<\/span><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_17601\" aria-describedby=\"caption-attachment-17601\" style=\"width: 927px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17601\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg\" alt=\"Cor-Kuyvenhoven-4643-sized\" width=\"927\" height=\"617\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 927px) 100vw, 927px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17601\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">reti da pesca sui relitti del Mare del Nord da <a href=\"http:\/\/www.ghostfishing.org\/divers-remove-ghost-nets-from-100-different-shipwrecks\/\">Ghost fishing\u00a0<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche durante questa spedizione sono stati ritrovati nuovi relitti ancora sconosciuti. Non c\u2019\u00e8 quindi da meravigliarsi perch\u00e9 queste aree di mare sono state per secoli crocevia di traffico navale militare e commerciale, le cui navi erano spesso vittime di scontri e tempeste. Un grande aiuto proviene dai pescatori che riportano alle autorit\u00e0 la presenza di ostruzioni sul fondo, non sempre presenti sulle carte nautiche, che vengono poi investigate per stabilirne la pericolosit\u00e0. Purtroppo la pesca estensiva con reti a strascico ha distrutto la biodiversit\u00e0 generale che sembra essersi preservata sui relitti. Ci\u00f2 nonostante le reti rimaste impigliate su di essi continuano a seminare morte. I subacquei di supporto del team di spedizione hanno liberato molti animali, alcuni ancora in vita, e ripulito i relitti da queste pericolose reti da pesca. Non bisogna dimenticare che queste trappole possono essere mortali anche per i subacquei ricreativi che immergendosi su questo artefatti, spesso in condizioni di visibilit\u00e0 bassissime, possono restare imprigionati all\u2019interno con conseguenze fatali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_wlMq5Mx2miw\"><div id=\"lyte_wlMq5Mx2miw\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/wlMq5Mx2miw\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wlMq5Mx2miw\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/wlMq5Mx2miw\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Dogger Bank Expedition 2015<\/span><\/strong> \u00e8 stata un&#8217;iniziativa della Stichting Duik del Mare del Nord in collaborazione con il World Wildlife Fund (WWF) e Sodexo, ed \u00e8 giunta ormai alla sua ottava spedizione.\u00a0Il team di ricercatori \u00e8 multidisciplinare ed ha compreso 29 subacquei, tra cui biologi, archeologi, ambientalisti, fotografi, cineasti e subacquei di supporto. Una ricerca non facile a causa delle difficili condizioni meteo marine. Queste immersioni possono essere infatti eseguite solo da subacquei molto esperti. Le temperature fredde, le forti correnti (che richiedono l\u2019effettuazione delle immersioni solo nei momenti di stanca), la bassa visibilit\u00e0 (che varia tra zero fino 25 metri), con in gioco profondit\u00e0 comprese tra i 25 a 45 metri, sono limitazioni che richiedono pianificazioni ed un addestramento adeguato. Un passo in avanti per valutare lo stato di salute di quel freddo mare le cui acque sono fonte di sopravvivenza economica da secoli per il Nord Europa ma che riservano ancora, come in uno scrigno, tesori della storia di quei mari.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; Il\u00a04 settembre 2015, una spedizione scientifica subacquea si \u00e8 svolta sul Dogger Bank; una come tante ma con uno scopo in pi\u00f9: attirare l&#8217;attenzione sullo stato di salute del Mare del Nord.\u00a0La spedizione, chiamata Dogger Bank 2015 si \u00e8 concentrata in tre aree interessanti aree marine: la Dogger Bank, la Cleaver Bank, e il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":17601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[1892,1893],"class_list":["post-17580","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-oceanografia","tag-dogger-bank","tag-doggerland"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Una nuova spedizione sul Dogger Bank - Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Una nuova spedizione sul Dogger Bank - Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  9 minuti&nbsp; Il\u00a04 settembre 2015, una spedizione scientifica subacquea si \u00e8 svolta sul Dogger Bank; una come tante ma con uno scopo in pi\u00f9: attirare l&#8217;attenzione sullo stato di salute del Mare del Nord.\u00a0La spedizione, chiamata Dogger Bank 2015 si \u00e8 concentrata in tre aree interessanti aree marine: la Dogger Bank, la Cleaver Bank, e il [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-12-18T23:02:20+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-05-04T13:11:08+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1024\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"681\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Andrea Mucedola\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Andrea Mucedola\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"15 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580\"},\"author\":{\"name\":\"Andrea Mucedola\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13\"},\"headline\":\"Una nuova spedizione sul Dogger Bank &#8211; Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord\",\"datePublished\":\"2017-12-18T23:02:20+00:00\",\"dateModified\":\"2026-05-04T13:11:08+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580\"},\"wordCount\":2346,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/12\\\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg\",\"keywords\":[\"Dogger bank\",\"Doggerland\"],\"articleSection\":[\"Oceanografia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580\",\"name\":\"Una nuova spedizione sul Dogger Bank - Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/12\\\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg\",\"datePublished\":\"2017-12-18T23:02:20+00:00\",\"dateModified\":\"2026-05-04T13:11:08+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/12\\\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/12\\\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg\",\"width\":1024,\"height\":681},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/17580#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Una nuova spedizione sul Dogger Bank &#8211; Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13\",\"name\":\"Andrea Mucedola\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Andrea Mucedola\"},\"description\":\"ammiraglio della Marina Militare Italiana (riserva), \u00e8 laureato in Scienze Marittime della Difesa presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa ed in Scienze Politiche cum laude all\u2019Universit\u00e0 di Trieste. Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD - AIOSS).\",\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.ocean4future.org\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/andrea-mucedola\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Una nuova spedizione sul Dogger Bank - Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Una nuova spedizione sul Dogger Bank - Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  9 minuti&nbsp; Il\u00a04 settembre 2015, una spedizione scientifica subacquea si \u00e8 svolta sul Dogger Bank; una come tante ma con uno scopo in pi\u00f9: attirare l&#8217;attenzione sullo stato di salute del Mare del Nord.\u00a0La spedizione, chiamata Dogger Bank 2015 si \u00e8 concentrata in tre aree interessanti aree marine: la Dogger Bank, la Cleaver Bank, e il [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2017-12-18T23:02:20+00:00","article_modified_time":"2026-05-04T13:11:08+00:00","og_image":[{"width":1024,"height":681,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Andrea Mucedola","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Andrea Mucedola","Tempo di lettura stimato":"15 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580"},"author":{"name":"Andrea Mucedola","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13"},"headline":"Una nuova spedizione sul Dogger Bank &#8211; Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord","datePublished":"2017-12-18T23:02:20+00:00","dateModified":"2026-05-04T13:11:08+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580"},"wordCount":2346,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg","keywords":["Dogger bank","Doggerland"],"articleSection":["Oceanografia"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580","name":"Una nuova spedizione sul Dogger Bank - Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg","datePublished":"2017-12-18T23:02:20+00:00","dateModified":"2026-05-04T13:11:08+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Cor-Kuyvenhoven-4643-sized.jpg","width":1024,"height":681},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17580#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Una nuova spedizione sul Dogger Bank &#8211; Expedition Dogger Bank 2015, tra archeologia e biologia alla scoperta del Mare del Nord"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13","name":"Andrea Mucedola","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","caption":"Andrea Mucedola"},"description":"ammiraglio della Marina Militare Italiana (riserva), \u00e8 laureato in Scienze Marittime della Difesa presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa ed in Scienze Politiche cum laude all\u2019Universit\u00e0 di Trieste. Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD - AIOSS).","sameAs":["http:\/\/www.ocean4future.org"],"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/andrea-mucedola"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17580","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2380"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17580"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17580\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":128416,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17580\/revisions\/128416"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17580"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17580"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17580"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}