{"id":17524,"date":"2017-12-15T05:00:39","date_gmt":"2017-12-15T05:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=17524"},"modified":"2025-11-27T12:12:05","modified_gmt":"2025-11-27T11:12:05","slug":"e-se-creassimo-una-rete-ecologica-marina-artificiale-utilizzando-le-piattaforme-sommerse-delladriatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17524","title":{"rendered":"&#8230; e se creassimo una rete ecologica marina artificiale utilizzando le piattaforme sommerse dell\u2019Adriatico?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ECOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR ADRIATICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: piattaforme, Ravenna<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1965, dodici miglia a largo dalla costa di Ravenna, la <strong><span style=\"color: #008000;\">piattaforma metanifera off-shore Paguro<\/span> <\/strong>esplose ed affond\u00f2 andando ad adagiarsi interamente sul fondo del mare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piatt-adr-oo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17841\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piatt-adr-oo.jpg\" alt=\"piatt adr oo\" width=\"1273\" height=\"895\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piatt-adr-oo.jpg 1273w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piatt-adr-oo-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piatt-adr-oo-1024x720.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piatt-adr-oo-400x280.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1273px) 100vw, 1273px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relitto, abbandonato a s\u00e9 stesso sul fondo marino fangoso dell\u2019Adriatico, nel giro di pochissimi anni, da ricordo sommerso di una tragedia, si \u00e8 trasformato in una vera e propria oasi biologica sommersa, colonizzata da tantissime diverse creature marine e pesci di ogni tipo. Divenne in breve meta per i subacquei ricreativi, in virt\u00f9 dell\u2019eccezionale ricchezza di vita marina che aveva trovato il modo di svilupparsi in quell&#8217;inedito reef artificiale protetto dalle reti dei pescatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piattafporme-adr-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17840 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piattafporme-adr-2.jpg\" alt=\"piattafporme adr 2\" width=\"255\" height=\"201\" \/><\/a>Il 21 luglio 1995, per il grandissimo valore biologico che il relitto aveva ormai acquisito, il Ministero delle Politiche Agricole, emise un Decreto di istituzione di \u201czona di tutela biologica\u201d, peraltro ulteriormente definita con il successivo Decreto del 05 novembre 1996, per una maggiore estensione di 700.000 metri quadrati. Nella primavera del 1997, grazie alla positiva volont\u00e0 di ENI-Agip, venne poi attuato un primo\u00a0 progetto per il riutilizzo di piattaforme off-shore dismesse al fine di incrementare il \u201creef artificiale\u201d del relitto del Paguro, all\u2019interno della \u201czona di tutela biologica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica vennero\u00a0 cos\u00ec messi in posa sul fondo marino, ad un centinaio di metri dal relitto,\u00a0 cinque tralicci di sostegno off-shore dismessi dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ENI-Agip<\/span><\/strong>\u201d sulla base di un progetto approvato dal tavolo di tutti gli Enti interessati (tra cui la Capitaneria di Porto, la Regione Emilia-Romagna, i vari Ministeri, ecc.). La zona di influenza biologica marina divent\u00f2 cosi\u00a0 ecologicamente pi\u00f9 estesa, e con essa il suo valore di tutela della biodiversit\u00e0 biologica marina ancor pi\u00f9 elevato. A seguire, in data 10 febbraio 2010, con Legge Regionale, l\u2019Emilia-Romagna istitu\u00ec ufficialmente il relitto della piattaforma Paguro come primo SIC (Sito di Importanza Comunitaria) marino regionale all\u2019interno della RETE NATURA 2000. Attualmente, ogni anno, nei soli weekend estivi, vi si effettuano circa 4.000 immersioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piatt-adr-0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-17842 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piatt-adr-0.jpg\" alt=\"piatt adr 0\" width=\"595\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piatt-adr-0.jpg 450w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piatt-adr-0-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/a>E non vi si immergono solo ravennati, bens\u00ec moltissimi subacquei provenienti da tutta la Regione ed anche dall&#8217;estero (in particolare dall&#8217;Austria e dalla Germania) portando un nuovo indotto turistico ed economico alla regione. Ora, partendo dal presupposto che il relitto del Paguro \u00e8 situato a 12 miglia dalla costa ravennate, che si impiega circa un\u2019ora per raggiungerlo con le barche appositamente organizzate e che attualmente di fronte alla costa dell\u2019Emilia-Romagna sono attive circa ottantacinque piattaforme off-shore ENI, nell&#8217;ipotesi di una loro dismissione futura, si potrebbe ipotizzare un loro impiego\u00a0 turistico sul posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste piattaforme marine off-shore nel momento della loro dismissione, anzich\u00e9 essere portate a terra e smantellate come ferrovecchio (con costi decisamente importanti), potrebbero essere bonificate e posate sul fondo marino, in maniera studiata, per creare una vera e propria rete ecologica marina sommersa artificiale. In particolare, potrebbero essere posizionate in aree di mare gi\u00e0 vietate alla pesca, e possibilmente in posizioni pi\u00f9 vicine alla costa (in armonia con tutte le esigenze di sicurezza e tutela della navigazione), al fine di renderle turisticamente pi\u00f9 fruibili e creare un ancor maggiore valore biologico ed ecologico in quanto aree di maggior riproduzione ittica. Al di l\u00e0 delle modalit\u00e0 tecniche del loro posizionamento, il valore Turistico-Biologico-Ecologico di tutta una serie di relitti ben posizionati di fronte alla costa emiliano-romagnola sarebbe enorme:\u00a0 da una parte una vera e propria rete ecologica marina artificiale di tutela della biodiversit\u00e0 e ripopolamento ittico, e dall&#8217;altra un nuovo parco regionale dei relitti sommersi che diverrebbe un\u2019incredibile fonte di &#8220;attrattivit\u00e0&#8221; turistica unica nel suo genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piattaforme-adr.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-17838 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piattaforme-adr.jpg\" alt=\"piattaforme adr\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piattaforme-adr.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/piattaforme-adr-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratterebbe in primis del turismo subacqueo, ovvero di un turismo \u201cricco\u201d, praticato a tutte le et\u00e0,\u00a0 desideroso di servizi, attrezzature, alberghi, ristoranti, bar, ecc..\u00a0 Inoltre, i turisti subacquei, essendoci pi\u00f9 relitti da esplorare potrebbero soggiornare per molti pi\u00f9 giorni, accompagnati dalle proprie famiglie che, nel frattempo, potrebbero godersi tutte le altre attrattive offerte dalla costa emiliano-romagnola. Questo con grandi risparmi economici operativi da parte di ENI per lo smaltimento delle sue piattaforme e da\u00a0 a costo zero per lo Stato, la Regione e gli Enti locali, con un incremento di territorio, naturale e fruibile, sia dal turismo che dalla natura. Uno studio pi\u00f9 approfondito \u00e8 liberamente disponibile su questa\u00a0 <a href=\"https:\/\/youtu.be\/Hikkc0BLh1g\">pagina<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/fototessera_luca_vignoli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17527 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/fototessera_luca_vignoli.jpg\" alt=\"fototessera_luca_vignoli\" width=\"138\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/fototessera_luca_vignoli.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/fototessera_luca_vignoli-264x300.jpg 264w\" sizes=\"auto, (max-width: 138px) 100vw, 138px\" \/><\/a><span style=\"color: #008000;\">Luca Vignoli, classe 1970, laureato in scienze ambientali indirizzo marino e dottorando in pianificazione energetica con il dipartimento di ingegneria ambientale dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, lavora all&#8217;Agenzia Regionale Prevenzione Ambiente e Energia dell&#8217;Emilia-Romagna presso il centro tematico Energia e Valutazioni Ambientali Complesse. Istruttore ed operatore tecnico subacqueo ha lavorato in Mar Rosso e in Italia. E&#8217; autore del sito internet <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.vegetazionecostiera.it\">www.vegetazionecostiera.it<\/a> sulla vegetazione costiera dell&#8217;Emilia-Romagna; ha brevettato lo strumento SLPCS (supporto lombare per cintura subacquea) e pubblicato il libro &#8220;Minavagante&#8221; sulle sue avventure subacquee a Sharm El Sheikh. (<a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.lucavignoli.it\">www.lucavignoli.it<\/a>)\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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