{"id":17378,"date":"2017-11-29T00:10:41","date_gmt":"2017-11-29T00:10:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=17378"},"modified":"2023-05-12T09:06:39","modified_gmt":"2023-05-12T07:06:39","slug":"radioactive-cloud-across-europe-baffled-scientists-may-come-previously-unknown-nuclear-accident-russia-kazakhstan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17378","title":{"rendered":"L&#8217;emissione di una nube radioattiva proveniente dall&#8217;Est \u00e8 stata rivelata da valori anomali in alcune specie di funghi commestibili"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">&nbsp;.<\/span><br \/>\n<\/strong><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: NORD EUROPA \u2013 SCANDINAVIA \u2013 RUSSIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: radioisotopi, radiazioni, fughe radioattive, centrali nucleari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alti valori di radioattivit\u00e0 misurati nell&#8217;Europa orientale indicano che un incidente nucleare \u00e8 avvenuto nell&#8217;ultima settimana di settembre in un impianto nucleare in Russia o in Kazakistan. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Ministero dell&#8217;Ambiente austriaco<\/span><\/strong> rilev\u00f2, marted\u00ec 3 ottobre 2017, piccole quantit\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">rutenio,<\/span><\/strong> non&nbsp; preoccupanti per l&#8217;ambiente e la salute. Questa segnalazione fu confermata dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Autorit\u00e0 norvegese per la sicurezza nucleare (NRPA)<\/span><\/strong>. L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ufficio federale svizzero della sanit\u00e0 pubblica (FOPH)<\/span><\/strong> forn\u00ec quindi&nbsp; i primi risultati delle misurazioni che indicavano bassi livelli di radioattivit\u00e0 nell&#8217;aria, con tracce di <strong><span style=\"color: #008000;\">rutenio-106<\/span> <\/strong>in aerosol prelevati nella regione del Ticino, tra il 25 settembre e il 2 ottobre 2017.&nbsp;In particolare, la concentrazione di <strong><span style=\"color: #008000;\">rutenio 106<\/span><\/strong> era circa 40 micro-Bq\/m\u00b3, 17.000 volte inferiore al limite fissato per questo radionuclide nell&#8217;ordinanza di protezione dalle radiazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Da dove proveniva?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSecondo l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">IRSN, un istituto di sicurezza nucleare francese<\/span><\/strong>, l&#8217;emissione di questa nube radioattiva era scaturita in un impianto nucleare in Russia o in Kazakistan, probabilmente nell&#8217;ultima settimana di settembre. In Italia le stazioni dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Arpa<\/span><\/strong> e dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/news\/presenza-di-tracce-di-radioattivita-in-aria-in-concentrazioni-non-rilevanti-dal-punto-di-vista-radiologico.-aggiornamento-del-10-ottobre-2017\">Ispra<\/a>&nbsp;(Istituto superiore per la protezione e la ricerca amb<\/span><span style=\"color: #008000;\">ientale)<\/span><\/strong> rilevarono che i valori di rutenio-106 non destavano allarme. Le tracce erano state rilevate dai sensori la sua rete di monitoraggio della radioattivit\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/admin.isprambiente.gov.it\/files2017\/notizie\/tabella_dati_ITALIA_Ru_106.pdf\">Resorad<\/a><\/span><\/strong>&nbsp;in Friuli, Lombardia, Emilia, Piemonte ed in Toscana. Per fare un raffronto, nel 1986, la nube radioattiva di <strong><span style=\"color: #008000;\">Chernobyl<\/span><\/strong> provoc\u00f2 un innalzamento dei livelli di radiazione <strong><span style=\"color: #008000;\">decine di migliaia di becquerel al metro quadro<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/radiazioni.jpg\"><br \/>\n<\/a><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/radiazioni.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-17382\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/radiazioni.jpg\" alt=\"radiazioni\" width=\"800\" height=\"511\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/radiazioni.jpg 654w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/radiazioni-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/radiazioni-460x295.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scienziati escludono un incidente ad un reattore nucleare in quanto ci\u00f2 avrebbe portato alla contaminazione della nube con altri radionuclidi; ritengono invece che possa esserci stata una perdita in un sito di trattamento del combustibile nucleare o un centro di medicina nucleare. Ha anche escluso che derivi dal rientro di un satellite alimentato al rutenio, dato che nessun satellite contenente rutenio \u00e8 caduto sulla terra durante questo periodo. Inoltre, le misurazioni delle stazioni europee hanno mostrato all&#8217;inizio di ottobre dei livelli anomali di rutenio 106 nell&#8217;atmosfera con una costante diminuzione delle dosi dal 6 ottobre in poi. Sulla base dei modelli di circolazione delle masse d&#8217;aria atmosferiche, la zona pi\u00f9 plausibile dell&#8217;incidente si troverebbe a sud delle montagne Ural, tra gli Urali e il fiume Volga.<\/p>\n<div>\n<div class=\"artSplitter mol-img-group\">\n<div class=\"mol-img\">\n<div class=\"image-wrap fff-pic\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" id=\"i-798c46c540c22485\" class=\"blkBorder img-share b-loaded\" src=\"http:\/\/i.dailymail.co.uk\/i\/pix\/2017\/11\/10\/15\/4635031B00000578-5067243-image-a-20_1510327585924.jpg\" alt=\"\" width=\"740\" height=\"607\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fortuna non sembra esserci alcun pericolo sulla salute umana o sull&#8217;ambiente in Europa, ha dichiarato l&#8217;IRSN. &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Le autorit\u00e0 russe hanno dichiarato di non essere a conoscenza di un incidente sul loro territorio<\/span><\/strong>&#8220;, ha detto il <strong><span style=\"color: #008000;\">direttore dell&#8217;IRSN Jean-Marc Peres<\/span><\/strong> alla Reuters&#8221;. Inoltre, ha aggiunto che l&#8217;istituto non aveva ancora potuto raggiungere le autorit\u00e0 del Kazakistan o dell&#8217;ambasciata kazaka a Mosca. Il mistero sulla sua origine quindi permane.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"mol-b528ee00-ae73-11e7-a53d-4920431228f7\" class=\"art-ins mol-factbox floatRHS sciencetech\" style=\"text-align: justify;\" data-version=\"2\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"background-color: #f2f531; border-color: #e8f229;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/ru.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-17388 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/ru.jpg\" alt=\"ru\" width=\"185\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/ru.jpg 712w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/ru-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/ru-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/ru-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/ru-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/ru-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/a><span style=\"font-size: 14pt;\">Il rutenio, sebbene fosse stato scoperto nel 1808 per la prima volta dal chimico polacco Jedrzej Sniadecki, fu isolato da Karl Ernst Claus&nbsp;nel 1844.&nbsp;&nbsp;Claus dimostr\u00f2 che l&#8217;ossido di rutenio conteneva un nuovo elemento ed ottenne sei grammi di rutenio metallico dal platino&nbsp;grezzo.&nbsp; In natura si trova nei minerali del platino, in lega con esso. E&#8217; un metallo duro e di colore argenteo biancastro, con una superficie lucida. Il suo punto di fusione \u00e8 di circa 2.300 a 2.450 \u00b0 C (da 4.200 a 4.400 \u00b0 F). Il rutenio \u00e8 impiegato nelle leghe metalliche e come catalizzatore per i processi industriali. La fuga radioattiva misurata all&#8217;inizio di ottobre 2017 \u00e8 riferita al&nbsp; rutenio 106, un suo isotopo radioattivo con un diverso numero di neutroni nel suo nucleo, usato per la radioterapia nel trattamento dei tumori agli occhi. A causa della sua breve emivita (di circa un anno) il rutenio 106 viene infatti utilizzato comunemente nella medicina nucleare. Altri impieghi si hanno nei generatori termoelettrici a radioisotopi che vengono utilizzati per alimentare i satelliti. Nel caso specifico nessun rientro anomalo di satelliti in quella zona \u00e8 stato registrato.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Peres<\/span><\/strong> ha affermato che nelle ultime settimane l&#8217;IRSN e diversi altri istituti di sicurezza nucleare in Europa hanno misurato livelli elevati di rutenio 106, un nuclide radioattivo che \u00e8 il prodotto degli atomi di separazione che si generano in un reattore nucleare. La&nbsp;quantit\u00e0 di rilascio di rutenio 106 all&#8217;origine \u00e8 stata&nbsp; stimata tra i 100 e 300 teraBecquerel.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma non \u00e8 la prima volta<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuest&#8217;anno, non \u00e8 la prima volta che sostanze radioattive vengono rilevate nell&#8217;aria di tutta Europa. <span style=\"font-size: 14pt;\">Le stazioni di qualit\u00e0 dell&#8217;aria in tutto il continente hanno infatti segnalato tracce di iodio radioattivo 131 anche nel mese di gennaio 2017. L&#8217;isotopo iodio-131 pu\u00f2 causare danni perch\u00e9 ha una emivita molto breve, di soli otto giorni, rendendolo quindi molto pericoloso. Il modello di movimento delle particelle radioattive suggerisce che anch&#8217;esse possono essere state originate in Europa orientale. I pericoli vanno agli alimenti che fanno da vettore verso il nostro organismo nella catena alimentare. Gli scienziati francesi ritengono che la probabilit\u00e0 di importazione in Francia di prodotti alimentari, in particolare funghi, contaminati dal rutenio 106, raccolti in prossimit\u00e0 del sito dell&#8217;incidente e poi commercializzati sia estremamente bassa.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Ci sono pericoli in Italia?<\/span><\/strong><br \/>\nSin dal 1986, anno del terribile&nbsp; incidente della centrale di Chernobyl, \u00e8 stato predisposto un monitoraggio nazionale della radioattivit\u00e0 ambientale. Tra i diversi alimenti che vengono periodicamente analizzati vi sono proprio i funghi che hanno forti caratteristiche ipercaptanti&nbsp;per le sostanze radioattive. Ancor oggi, alcune specie, tra cui i boleti (della famiglia dei porcini)&nbsp;presentano<span class=\"nero\">&nbsp;ancor oggi livelli significativi di radioattivit\u00e0<\/span>&nbsp;di Cesio 137.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\">La scoperta, fatta nell&#8217;ambito delle ricerche iniziate dopo il gravissimo incidente di Cernobyl, ha evidenziato la&nbsp;capacit\u00e0 di alcuni funghi&nbsp; di assorbire il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cesio 137<\/span><\/strong>, fattore che causerebbe un possibile rischio per l&#8217;alimentazione umana. Tra di essi si ritrova uno dei funghi pi\u00f9 diffusi&nbsp; in Italia, il&nbsp;&#8216;porcino rosso&#8217; che conterrebbe un pigmento che&nbsp;assorbe il Cesio 137 bonificando i terreni circostanti. Tra i funghi potenzialmente pi\u00f9 &#8220;pericolosi&#8221;, il <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Rozites caperatus<\/span><\/em><\/strong>, meglio conosciuto come&nbsp;Foliota grinzosa,&nbsp;e lo&nbsp;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Xerocomus badius<\/span><\/em><\/strong>, comunemente chiamato &#8220;castagnino&#8221;, due funghi commestibili che hanno presentato in certe zone del nostro Paese una radioattivit\u00e0 elevata.&nbsp;Esse sono di per s\u00e9 specie ipercaptanti di sostanze radioattive che suscitano molto interesse da parte della comunit\u00e0 scientifica anche riguardo la loro possibilit\u00e0 di togliere dall&#8217;ambiente la radioattivit\u00e0 e quindi bonificare aree inquinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, alcuni&nbsp;scienziati dell&#8217;universit\u00e0&nbsp; Louis Pasteur&nbsp;di Strasburgo, guidati dalla ricercatrice <strong><span style=\"color: #008000;\">Anne-Marie Albrecht-Gary<\/span><\/strong>, hanno recentemente identificato una molecola, il Normadione A, che sembra essere direttamente coinvolta nel processo di fissazione del Cesio 137. Si tratta della stessa molecola che produce la colorazione tipica al cappello del porcino; essa sarebbe quindi responsabile dell&#8217;assimilazione del Cesio 137&nbsp;che &#8220;preleva&#8221; non solo nel terreno ma anche dall&#8217;atmosfera. Una buona notizia per l&#8217;ambiente ma pessima per gli amanti dei porcini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene ci sia necessit\u00e0 di effettuare ancora molti studi a riguardo, la buona notizia&nbsp;potrebbe essere&nbsp;che il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cesio 137<\/span><\/strong> ha un tempo di dimezzamento di circa 30 anni; questo significa che i funghi assimilano ormai una quantit\u00e0 di sostanza radioattiva&nbsp;relativamente&nbsp;bassa. Il fatto che alcuni funghi abbiano ancora livelli alti fa pensare che l&#8217;azione purificatrice da parte dei funghi, per fortuna non commestibili,&nbsp; sia ancora da studiare.&nbsp;Stime cautelative fatte in diversi studi scientifici hanno portato a valutare che il consumo di questi funghi non&nbsp;faccia superare il valore di dose di 10 \u00b5Sv che rappresenta la soglia per la non rilevanza radiologica, stabilita dal Decreto del Lavoro 230\/95. Un pericolo non ancora ben definito o sottovalutato?<\/p>\n<div id=\"adv-Bottom\"><span style=\"font-size: 12pt;\">&nbsp;fonte della notizia la&nbsp;<a class=\"author\" href=\"http:\/\/www.dailymail.co.uk\/home\/search.html?s=&amp;authornamef=Reuters\" rel=\"nofollow\">Reuters<\/a>&nbsp;ed il&nbsp;<a class=\"author\" href=\"http:\/\/www.dailymail.co.uk\/home\/search.html?s=&amp;authornamef=Phoebe+Weston+For+Mailonline\" rel=\"nofollow\">Phoebe Weston For Mailonline<\/a><\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp;. . 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