{"id":17077,"date":"2017-11-07T00:05:34","date_gmt":"2017-11-06T23:05:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=17077"},"modified":"2026-07-18T12:33:32","modified_gmt":"2026-07-18T10:33:32","slug":"da-haldane-al-computer-subacqueo-il-lavoro-di-buhlmann-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17077","title":{"rendered":"Da Haldane al computer subacqueo: Il lavoro di B\u00fchlmann &#8211; parte II di Luca Cicali"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: algoritmi decompressivi<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Il lavoro di Buhlmann<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Il professor B\u00fchlmann fece ulteriormente evolvere il lavoro di <strong><span style=\"color: #008000;\">Workman<\/span><\/strong>, generando una versione ancor pi\u00f9 conservativa dei valori M, in particolare per i tessuti intermedi,\u00a0 e rendendoli validi anche per immersioni in altura, e non solo al livello del mare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Buhlmann.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17229 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Buhlmann.jpeg\" alt=\"Buhlmann\" width=\"350\" height=\"531\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Buhlmann.jpeg 872w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Buhlmann-198x300.jpeg 198w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Buhlmann-675x1024.jpeg 675w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">professor Albert Buhlmann da Pressure, newsletter of the Undersea and Hyperbaric Medical Society\u00a0 &#8211; approvata per il rilascio da UHMS. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019originalit\u00e0 e l\u2019importanza del lavoro di <strong><span style=\"color: #008000;\">B\u00fchlmann<\/span><\/strong>\u00a0fu soprattutto nell&#8217;aver fissato dei criteri matematici per la determinazione dei coefficienti\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"> M0<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">\u0394M<\/span><\/strong> una volta stabilito il semiperiodo. Ci\u00f2 consente oggi di progettare agevolmente insiemi nuovi di compartimenti in numero e semi periodo caratteristico, ottenendo un modello decompressivo sempre coerente. Inoltre, esistono apposite formule di passaggio dai parametri di B\u00fchlmann a quelli di Workman e viceversa, che consentono di esprimere agevolmente i nuovi valori M relativi ai compartimenti stabiliti da B\u00fchlmann nella forma di <strong><span style=\"color: #008000;\">Workman<\/span><\/strong>. Il modello messo a punto dal <strong><span style=\"color: #008000;\">professor B\u00fchlmann<\/span><\/strong> riscosse un enorme successo applicativo, ed \u00e8 stato utilizzato nei primi computer subacquei sviluppati e commercializzati fin dagli anni ottanta, e nella maggior parte di quelli oggi esistenti. <strong><span style=\"color: #008000;\">A lui ed ai suoi successori dobbiamo la sicurezza garantita dai nostri computer subacquei durante le immersioni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Nota storica:<\/span>\u00a0<span style=\"font-size: 16px;\"><em>Quando nel 1959, Hannes Keller si interess\u00f2 a immersioni profonde e svilupp\u00f2 tavole per la decompressione, B\u00fchlmann si incurios\u00ec dal progetto e sugger\u00ec delle miscele di respirazione che Keller test\u00f2 con successo nel lago di Zurigo, dove raggiunse una profondit\u00e0 di oltre 130 metri e poi nel lago Maggiore, dove ha raggiunto una profondit\u00e0 di circa 222 metri. In seguito B\u00fchlmann progett\u00f2 studi per stabilire i tempi pi\u00f9 lunghi di azoto e elio. Questi studi furono confermati dalla Shell in una campagna di esperimenti\u00a0 nel Mar Mediterraneo nel 1966. I suoi algoritmi sono definiti da un bi-lettera ZH (per Zurigo) seguita da una L (Limiti) e dal numero di compartimenti tissutali o set di valori M utilizzati. Quindi nel caso del ZH &#8211; L 16 se ne considerano 16. Le tabelle sviluppate furono adottate dall&#8217;esercito svizzero nel 1972. Una spedizione al Lago Titicaca a 3800 metri sul livello del mare nel 1987 ne dimostr\u00f2 la validit\u00e0 anche in quota usando l&#8217;algoritmo ZH-L16 di B\u00fchlmann.\u00a0<\/em><\/span><\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #008000; font-size: 16px;\"><em><strong>Il suo libro, pubblicato nel 1983 in tedesco e poi ristampato in inglese nel 1984,\u00a0 Decompression Sickness \u00e8 considerato il riferimento pi\u00f9 completo sui calcoli di decompressione e fu utilizzato subito dopo negli algoritmi di computer di immersione. Due libri di follow-up sono stati pubblicati nel 1992 e nel 1995.\u00a0 Nel 1987 fu sviluppato il sistema SAA B\u00fchlmann per effettuare immersioni in sicurezza rimanendo al di sotto del loro limite di non decompressione. Le tabelle sono ancora oggi utilizzate e molto popolari; molti computer di immersione utilizzano ancora l&#8217;algoritmo ZHL-8 e molte tavole sono basate sull&#8217;algoritmo ZHL-16.<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Qual \u00e8 il segreto di tanta popolarit\u00e0 visto che, rispetto all&#8217;impostazione di Haldane, questo modello non presenta cambiamenti radicali? Perch\u00e9 una diffusione cos\u00ec rapida e capillare dell\u2019algoritmo di B\u00fchlmann al polso di tanti subacquei nei mari di tutto il mondo?\u00a0\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\nLa chiave del successo \u00e8 contenuta in un libro, pubblicato per la prima volta in lingua tedesca nel 1983, con il titolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Decompression-Sickness-Buhlmann\/dp\/0387133089\"><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Decompression Sikness<\/span><\/em><\/strong><\/a>\u201d.\u00a0Il testo riporta la descrizione dettagliata delle basi teoriche del modello decompressivo, rappresentando un vero e proprio un vero e proprio manuale operativo. Il modello risult\u00f2 determinante per il rapido\u00a0 sviluppo dei computer subacquei, vista la relativa semplicit\u00e0 di implementazione dell\u2019algoritmo decompressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Buehlmann_701-2500.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-17230 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Buehlmann_701-2500.jpg\" alt=\"Buehlmann_701-2500\" width=\"1067\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Buehlmann_701-2500.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Buehlmann_701-2500-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1067px) 100vw, 1067px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; sufficiente definire il numero di compartimenti ed i loro semiperiodi, e le formule messe a punto da B\u00fchlmann forniscono direttamente i parametri generatori dei valori di sovrasaturazione massima, (i parametri <strong><span style=\"color: #008000;\">M0<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">\u0394M<\/span><\/strong>). Occasione troppo ghiotta per non sfruttarla industrialmente e sviluppare velocemente il mercato dei computer subacquei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ocen-festival-2017-roma1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-16926\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ocen-festival-2017-roma1.jpg\" alt=\"ocen festival 2017 roma\" width=\"2048\" height=\"1325\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ocen-festival-2017-roma1.jpg 2048w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ocen-festival-2017-roma1-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ocen-festival-2017-roma1-1024x663.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">L\u2019immersione sul piano tensione-profondit\u00e0<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>E\u2019 possibile e utile suddividere in varie zone il piano profondit\u00e0-tensione utilizzato per tracciare le rette che rappresentano i valori M, al fine di caratterizzare adeguatamente le varie situazioni operative.\u00a0\u00a0A titolo di esempio, utilizziamo la retta di M del compartimento n. 4 di B\u00fchlmann, che ha un semiperiodo di 18,5 minuti. Riportiamo sul grafico anche la cosiddetta retta di saturazione, che rappresenta, per ogni profondit\u00e0, il livello di tensione del compartimento una volta giunto alla saturazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Fig-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17066 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Fig-2.jpg\" alt=\"Fig 2\" width=\"1070\" height=\"851\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Fig-2.jpg 879w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Fig-2-300x239.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1070px) 100vw, 1070px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u201cAree\u201d e \u201cZone\u201d in riferimento alla Profondit\u00e0 e Tensione di Inerte<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziamo identificando la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">zona di sotto-saturazione<\/span><\/strong>\u201d, costituita dal triangolo di colore celeste al di sotto della retta di saturazione tratteggiata. All\u2019interno di questa zona\u00a0 la tensione di inerte nei tessuti \u00e8 sempre inferiore alla saturazione, quindi i tessuti sono \u201csotto saturi\u201d e la loro tensione \u00e8 in fase crescente.\u00a0 Questa \u00e8 la zona nella quale inizia sempre una immersione non ripetitiva, e nella quale ci si mantiene fino a quando la tensione di inerte \u00e8 inferiore alla pressione ambiente di inerte, e quindi \u00e8 in fase di crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte di piano di colore bianco compresa tra la retta di saturazione e la retta (in rosso) del valore <strong><span style=\"color: #008000;\">M<\/span><\/strong> del compartimento, (nel nostro esempio il quarto, <strong><span style=\"color: #008000;\">C4<\/span><\/strong>), \u00e8 la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">zona di sovrasaturazione<\/span><\/strong>\u201d, nella quale la tensione di inerte nei tessuti \u00e8 maggiore della pressione ambiente di inerte, e quindi tende a decrescere.\u00a0 In questa zona i tessuti sono sempre in fase di desaturazione, mentre la tensione dell\u2019inerte in essi disciolto resta al di sotto del limite M di sicurezza. Questa zona rappresenta lo spazio di desaturazione \u201cutile\u201d, un corridoio di sicurezza entro il quale debbono restare confinate sia le immersioni entro curva che quelle con decompressione, per non infrangere il criterio imposto dai valori <strong><span style=\"color: #008000;\">M<\/span><\/strong>. Infine abbiamo la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">zona proibita<\/span><\/strong>\u201d, nella quale ovviamente non ci si deve mai trovare, perch\u00e9 all\u2019interno di essa la tensione di inerte nei tessuti, pur decrescendo, supera il massimo valore <strong><span style=\"color: #008000;\">M<\/span><\/strong> ammesso per il compartimento considerato, e quindi \u00e8 tale da causare teoricamente la patologia da decompressione.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Fig-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-17066\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Fig-2.jpg\" alt=\"Fig 2\" width=\"1071\" height=\"852\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Fig-2.jpg 879w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Fig-2-300x239.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1071px) 100vw, 1071px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se tracciamo una retta verticale, (detta T=M<sub>0<\/sub>)<sub>, <\/sub>che parte dal valore <strong><span style=\"color: #008000;\">M<sub>0 <\/sub><\/span><\/strong>del compartimento considerato otteniamo due diverse aree: \u00a0la prima \u00e8 l&#8217;area &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">NO-DECO<\/span><\/strong>\u201d, a sinistra, e l\u2019altra \u00e8 l&#8217;area &#8220;<strong><span style=\"color: #ff0000;\">DECO<\/span><\/strong>\u201d, a destra. Queste due parti del piano rappresentano aree nelle quali ricadono immersioni entro curva, senza quindi obbligo di effettuare tappe decompressive, oppure fuori curva, con obbligo di effettuare soste \u00a0prima di raggiungere la superficie.\u00a0 Se la retta verticale <strong><span style=\"color: #008000;\">T=M<sub>0 <\/sub><\/span><\/strong>viene attraversata da sinistra a destra l\u2019immersione diviene \u201ccon decompressione\u201d, mentre l\u2019attraversamento da destra a sinistra comporta il rientro entro curva. Fatte queste considerazioni, \u00e8 possibile riportare sul piano tensione-profondit\u00e0 la corrispondenza tra tensione di azoto nei tessuti e profondit\u00e0 durante una immersione, e identificare la situazione operativa in base alla zona o area in cui il punto corrispondente si trova.<strong>\u00a0<span style=\"color: #008000;\">Ci\u00f2 consente di determinare, se si \u00e8 in fase di saturazione o di desaturazione, se l\u2019immersione \u00e8 entro o fuori curva, e se stiamo effettuando una decompressione.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Cicali<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17058\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17077\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .. ARGOMENTO: SUBACQUEA PERIODO: XX SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: algoritmi decompressivi . Il lavoro di Buhlmann Il professor B\u00fchlmann fece ulteriormente evolvere il lavoro di Workman, generando una versione ancor pi\u00f9 conservativa dei valori M, in particolare per i tessuti intermedi,\u00a0 e rendendoli validi anche per immersioni in altura, e non solo al [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2350,"featured_media":11952,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2288],"tags":[2228,2227,1857,1733],"class_list":["post-17077","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-subacquea","tag-buhlmann","tag-computer-subacqueo","tag-haldane","tag-luca-cicali"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Da Haldane al computer subacqueo: Il lavoro di B\u00fchlmann - parte II di Luca Cicali &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/17077\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Da Haldane al computer subacqueo: Il lavoro di B\u00fchlmann - parte II di Luca Cicali &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il lavoro di Buhlmann Il professor B\u00fchlmann fece ulteriormente evolvere il lavoro di Workman, generando una versione ancor pi\u00f9 conservativa dei valori M, in particolare per i tessuti intermedi,\u00a0 e rendendoli validi anche per immersioni in altura, e non solo al livello del mare. 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