{"id":16646,"date":"2020-08-24T00:15:11","date_gmt":"2020-08-23T22:15:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=16646"},"modified":"2026-05-04T15:00:14","modified_gmt":"2026-05-04T13:00:14","slug":"la-compagnia-di-nostro-signora-del-soccorso-iniziativa-privata-e-potere-pubblico-di-fronte-allemergenza-barbaresca-nella-genova-del-settecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646","title":{"rendered":"La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all&#8217;emergenza barbaresca nella Genova del Settecento"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 13<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI &#8211; XVIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Guerra di corsa, corsari, Genova<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/beri-nostro-signora-soccorso.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16647\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/beri-nostro-signora-soccorso.jpg\" alt=\"una barca, bastimento mercantile a tre alberi armati con vele latine o quadre, tipico delle marinerie liguri. Barche, pinchi, sciabecchi e galeotte furono tra i bastimenti pi\u00f9 presenti tra quelli armati in corso dalla Compagnia\" width=\"937\" height=\"718\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/beri-nostro-signora-soccorso.jpg 2048w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/beri-nostro-signora-soccorso-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/beri-nostro-signora-soccorso-1024x786.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/beri-nostro-signora-soccorso-180x138.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 937px) 100vw, 937px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">una barca, bastimento mercantile a tre alberi armati con vele latine o quadre, tipico delle marinerie liguri. Barche, pinchi, sciabecchi e galeotte furono tra i bastimenti pi\u00f9 presenti tra quelli armati in corso dalla Compagnia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Introduzione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa corsa barbaresca fu per gran parte dell\u2019et\u00e0 moderna il principale problema che Genova dovette affrontare lungo le sue estesissime frontiere marittime (ovvero lungo le due Riviere liguri, le coste della Corsica e negli spazi marittimi compresi in quel triangolo rovesciato che ha i propri vertici in Monaco a ovest, Portovenere a est e Bonifacio a sud). Tale problema si configur\u00f2 secondo modalit\u00e0 diverse fra XVI e XVIII secolo, determinando forme di reazione differenti da parte della Repubblica e delle popolazioni dei suoi domini. Sul versante di terra Genova port\u00f2 avanti nei secoli dell\u2019et\u00e0 moderna una politica che individuava nell&#8217;isolamento una garanzia di sicurezza. Da ci\u00f2 deriv\u00f2 una strategia di difesa incentrata sulla riduzione all&#8217;essenziale delle direttrici utilizzabili da un esercito invasore per varcare gli Appennini. Inutile dire che tale politica non era applicabile sul versante marittimo; il mare per sua stessa natura \u00e8 uno spazio aperto, una via di comunicazione con pochi passaggi obbligati, difficile da controllare e quasi impossibile da chiudere, soprattutto quando \u00e8 circondato da litorali ricchi di approdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Il Cinquecento: difesa statica e galee doriane<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Il controllo e la difesa delle coste del Dominio, della Corsica e del Mar Ligure fu gestito attraverso strumenti complessi e articolati, principalmente di natura militare, sviluppati e coordinati dallo Stato ma spesso frutto dell\u2019iniziativa privata o comunque resi possibili grazie alla convergenza di interessi e obiettivi con i poteri locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/galea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16648\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/galea.jpg\" alt=\"galea\" width=\"932\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/galea.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/galea-300x131.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Cinquecento Genova rispose all&#8217;attivit\u00e0 corsara e alle frequenti razzie condotte sulla terraferma dai barbareschi in primo luogo fortificando massicciamente i litorali della Liguria e della Corsica e in secondo luogo delegando il controllo del mare alle galee dei Doria e degli altri assentisti al servizio della Spagna, senza sviluppare una propria forza navale che non fosse puramente simbolica. Fortezze, borghi murati, fortilizi e torri sono ancora adesso un tratto caratteristico del paesaggio costiero ligure e soprattutto di quello c\u00f2rso, vestigia di quello che Marco Lenci ha definito come \u00abl\u2019imponente complesso di difesa facente capo alla Repubblica di Genova\u00bb. Un sistema fortificatorio che \u00e8 stato oggetto di studi approfonditi nel caso della Corsica \u2013 e mi riferisco ai lavori del qui presente Antoine Marie Graziani e di Antoine Laurent Serpentini \u2013 ma meno conosciuto in una prospettiva d\u2019insieme per quanto riguarda la Liguria. Nell&#8217;isola, antemurale del mar Ligure alla cui difesa Genova dedic\u00f2 tante e particolari attenzioni, il programma di costruzione di 62 torri avviato nell&#8217;ultimo quarto del Cinquecento port\u00f2 a pi\u00f9 di 100 il numero totale dei presidi che cingevano l\u2019isola nel secolo successivo. Un cordone fortificatorio continuo \u2013 finanziato e mantenuto in gran parte a spese delle comunit\u00e0 locali \u2013 che univa le citt\u00e0, i borghi murati e i forti costieri, ossia i siti in cui erano stanziate le guarnigioni di fanteria regolare e le piccole unit\u00e0 di cavalleggeri destinate ad intervenire rapidamente sul territorio in caso di bisogno.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DSC_4967M-e1507210419529.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16652 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DSC_4967M-e1507210419529.jpg\" alt=\"Portovenere photo credit andrea mucedola\" width=\"936\" height=\"622\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Portovenere, ultimo avamposto genovese nel mar Ligure &#8211; photo credit Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema di difesa ligure era del tutto speculare a quello c\u00f2rso, con struttura e caratteristiche similari, se si eccettua l\u2019assenza (tranne che a Sarzana) di reparti di cavalleria. Si trattava anche in questo caso di un cordone di installazioni che collegava senza soluzione di continuit\u00e0 le citt\u00e0, i borghi e le fortezze costiere. I costi di presidio e di manutenzione ricadevano sulle comunit\u00e0 e lo stato di efficienza spesso non era dei migliori, come \u00e8 stato evidenziato da Paolo Calcagno, ad esempio, per le fortificazioni di Celle Ligure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Seicento: vascelli, convogli e galee di libert\u00e0<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Nel Seicento, soprattutto a partire dalla met\u00e0 del secolo, in conseguenza di un progressivo parziale ridimensionamento dell\u2019alleanza con gli Austrias, prese corpo una linea d\u2019azione pi\u00f9 incisiva.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/andrea-doria-e1507209941191.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16649 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/andrea-doria-e1507209941191.jpg\" alt=\"andrea doria\" width=\"938\" height=\"528\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;ammiraglio Andrea Doria &#8211; olio di Sebastiano del Piombo (1485-1547)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica navale del Cinquecento e del primo Seicento \u2013 caratterizzata dalla rinuncia a dotarsi di una costosa forza navale propria e dalla delega del controllo del Mar Ligure alla galee di Andrea, Gian Andrea e Carlo Doria \u2013 fu accantonata \u2013 non senza resistenze \u2013 e lasci\u00f2 il posto ad un programma di rafforzamento della flotta statale. Una nuova impostazione quindi, pi\u00f9 intraprendente e meno ibero-centrica, determinata: dal progressivo venir meno \u2013 nella seconda met\u00e0 del secolo \u2013 di quel ruolo di tutela che i Doria avevano esercitato, in nome della Spagna, su Genova e sul suo mare; dalle novit\u00e0 connesse al mutato quadro internazionale (con una sempre maggiore presenza di corsari europei nel Mar Ligure); infine, dai differenti connotati che and\u00f2 ad assumere la minaccia barbaresca. Nel Seicento le incursioni condotte a terra dai corsari nordafricani si fecero sempre pi\u00f9 rade, anche a causa dell\u2019efficacia del sistema di difesa costiero, soprattutto sotto il profilo dell\u2019avvistamento e della relativa trasmissione di informazioni (l\u2019ultima grande razzie sulle coste liguri \u00e8 quella di Ceriale del 1637). La minaccia si allontan\u00f2 dai litorali liguri e tese a concentrarsi principalmente nei mari di Corsica e nell\u2019alto Tirreno, configurandosi quasi esclusivamente come attivit\u00e0 corsara propriamente detta, ossia come attivit\u00e0 predatrice verso la navigazione mercantile, anche se finalizzata principalmente, come le razzie a terra, al reperimento di schiavi piuttosto che di merce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rafforzamento della flotta statale non si concretizz\u00f2 attraverso il mero incremento dello stuolo di galee pubbliche, ma assunse diverse forme: l\u2019allestimento di una squadra di navi di linea, destinati alla scorta di convogli pianificati dallo Stato; l\u2019esperimento delle galee di libert\u00e0 e il sempre maggior ricorso, in casi di necessit\u00e0, all&#8217;armamento privato. L\u2019incremento dello stuolo pubblico fu relativamente contenuto, raggiungendo un massimo di sette-otto unit\u00e0. L\u2019allestimento di una squadra di navi di linea (oscillante fra le due e le quattro unit\u00e0, da 40 a 60 e pi\u00f9 cannoni) si verific\u00f2, seguendo stimoli di matrice nordica, in relazione all&#8217;adozione di una strategia di protezione della navigazione mercantile che aveva il suo fulcro nella pianificazione di convogli diretti principalmente verso la Spagna, per far fronte alla cospicua presenza di navi di linea nella marina corsara algerina (presenza meno consistente, ma non per questo assente, nelle squadre tunisine, tripoline e salettine). L\u2019esperimento delle galee di libert\u00e0, avviato nel 1636, prese origine da un\u2019iniziativa privata e dall&#8217;idea di armare galee ciurmate con soli rematori liberi reclutati fra le comunit\u00e0 delle Riviere attraverso un sistema di leva marittima. Si trattava di armamenti straordinari \u2013 sostenuti da diverse fonti di finanziamento, per lo pi\u00f9 private ma in parte anche pubbliche \u2013 la cui consistenza numerica vari\u00f2 di anno in anno in relazioni a fattori contingenti. Dopo le prime favorevoli esperienze il numero di queste unit\u00e0 crebbe, raggiungendo il massimo di nove alla met\u00e0 del secolo. Ma gi\u00e0 nel 1658, pochi anni dopo il periodo di maggior fortuna, l\u2019esperimento fu accantonato. Il ricorso all\u2019armamento privato, ossia al noleggio temporaneo di mercantili per il servizio militare, era normalmente osteggiato dagli organi di governo per questioni di costi e per problematiche di ordine diplomatico (ovvero per il rischio che bastimenti militari improvvisati potessero creare incidenti internazionali). Tuttavia era tenuto in notevole considerazione come risorsa d\u2019emergenza, costituendo una sorta di riserva strategica di pronto impiego. Non a caso la Repubblica incentiv\u00f2 la costruzione di navi mercantili di grandi dimensioni e disciplin\u00f2 i bastimenti civili attraverso una precisa normativa di carattere pressoch\u00e9 militare relativa all\u2019equipaggio e alla dotazioni di cannoni, armi individuali ed equipaggiamento, in modo da renderli immediatamente disponibili per l\u2019inquadramento nella flotta da guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Il secolo del Settecento: armamenti privati e coordinamento pubblico<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>L\u2019impulso al rafforzamento della flotta, tuttavia, and\u00f2 esaurendosi nel breve volgere di circa mezzo secolo. Tra la fine del Seicento e l\u2019inizio del Settecento si deline\u00f2, soprattutto per motivi di ordine finanziario, un arretramento della presenza statale sul mare: l\u2019esperimento delle galee di libert\u00e0 fu accantonato, la squadra di navi di linea disarmata e lo stuolo di galee ridimensionato. Agli esordi del Settecento la forza navale genovese era nuovamente ridotta al solo stuolo ordinario, composto in quel momento da sei unit\u00e0, e destinato peraltro a dimezzarsi nel corso dei novant\u2019anni anni successivi. Il tutto in un quadro caratterizzato dalla persistenza della minaccia barbaresca, dalla recrudescenza periodica della corsa intraeuropea e da nuove problematiche, la principale e pi\u00f9 traumatica delle quali fu senza alcun dubbio la sollevazione della Corsica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strategia adottata dalla Repubblica fu quella di puntare, con molta pi\u00f9 decisione rispetto al passato, sull\u2019armamento straordinario di bastimenti mercantili, noleggiati stagionalmente nelle Riviere liguri. Non si trattava, come ho gi\u00e0 accennato, di una novit\u00e0: oltre a costituire quella sorta di riserva strategica di cui ho gi\u00e0 detto, il ricorso all\u2019armamento privato era una forma molto diffusa di reazione spontanea alla corsa nordafricana, ossia di auto protezione locale (bastimenti mercantili venivano armati su iniziativa delle marinerie di una o pi\u00f9 comunit\u00e0 costiere ottenendo la patente di corsa o dal governo centrale o, se lo stato di necessit\u00e0 imponeva tempi pi\u00f9 ristretti, dal giusdicente locale). <strong><span style=\"color: #008000;\">Inoltre, l\u2019utilizzo di legni mercantili armati era praticato normalmente dalla Repubblica per pattugliare le coste durante le epidemie, come ha sottolineato Giovanni Assereto nel suo volume sui controlli di Sanit\u00e0; e, grazie a Paolo Calcagno, sappiamo che a piccoli mercantili presi a noleggio \u2013 per lo pi\u00f9 feluche e britangine \u2013 ricorreva anche la Casa di San Giorgio per la lotta al contrabbando.<\/span> <\/strong>La novit\u00e0, rispetto ai due secoli precedenti, sta nelle dimensioni che tale strumento assunse nel Settecento e nella frequenza con cui fu utilizzato sia nella contro corsa anti-barbaresca che nelle operazioni navali contro i ribelli c\u00f2rsi che, tanto da essere, in quest\u2019ultimo caso, istituzionalizzato, attraverso la costituzione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Deputazione del Nuovo Armamento contro i Corsari Barbareschi<\/span> <\/strong>e di una sua diretta emanazione, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Compagnia di Nostra Signora del Soccorso<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Compagnia e la Deputazione<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/barbareschi-e1507212220755.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16658\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/barbareschi-e1507212220755.jpg\" alt=\"barbareschi\" width=\"935\" height=\"1352\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">corsari barbareschi\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1735, alcuni esponenti dell&#8217;ambiente armatoriale ligure sottoposero ai Serenissimi Collegi (il massimo organo del governo genovese) un progetto per tenere armati in permanenza \u2013 non quindi per brevi periodi o al massimo stagionalmente, come accedeva di solito \u2013 alcuni bastimenti a vela o a remi destinati al corso contro i Barbareschi, impegnandosi a sostenere le relative spese, a condizione che il governo mettesse a disposizione l&#8217;artiglieria. La proposta venne accolta e gi\u00e0 in luglio salp\u00f2 da Genova la barca (una tipologia di veliero di medie dimensioni tipica delle marinerie liguri) da corso Nostra Signora Assunta e San Francesco. Alla luce del buon esito di questa prima esperienza il Magistrato delle Galee \u2013 l\u2019organo a cui competeva la gestione dello stuolo pubblico \u2013 propose di utilizzare la barca anche nei mesi invernali, quando le galee restavano in darsena, coprendo le spese con i proventi delle prede e con un contributo pari allo 0,5 per cento del valore delle merci trasportate da ciascun bastimento che si fosse avvalso del servizio di scorta prestato dall&#8217;unit\u00e0. I risultati furono tuttavia insoddisfacenti dal punto di vista economico, poich\u00e9 i proventi delle prede erano scarsi: e tali proventi rappresentavano la voce principale attraverso cui i promotori dell\u2019iniziativa avevano previsto di autofinanziarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;iniziativa privata lasci\u00f2 cos\u00ec il posto all&#8217;intervento statale e, <strong><span style=\"color: #008000;\">nel marzo 1741, i Serenissimi Collegi istituirono la Deputazione del Nuovo Armamento contro i Corsari Barbareschi<\/span><\/strong>. La Deputazione fu creata appositamente per armare bastimenti diversi dalle galee per dare la caccia ai corsari barbareschi e scortare la navigazione mercantile; era composta da sei soggetti eletti dai Collegi: tre nobili e tre, non ascritti alla nobilt\u00e0, scelti fra i principali esponenti degli ambienti mercantili e armatoriali genovesi. Nelle intenzioni del governo doveva raccogliere i fondi necessari al finanziamento dei bastimenti da corso tra i mercanti, gli armatori e gli altri soggetti interessati al commercio marittimo, ma gi\u00e0 nel corso del primo anno di attivit\u00e0 si constat\u00f2 che le somme cos\u00ec raccolte non bastavano a far fronte alle spese. Con una soluzione alquanto originale, i Collegi si rivolsero alla Santa Sede, chiedendo di \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">dar loro facult\u00e0 di erigere una compagnia, o confraternita<\/span><\/em><\/strong>\u00bb e di concederle qualche particolare privilegio, capace di spingere le persone a farsi ascrivere in essa impegnandosi a versare un&#8217;elemosina annuale a vantaggio della lotta contro i corsari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Compagnia di Nostra Signora del Soccorso contro gli infedeli<\/span><\/strong> fu approvata da papa Benedetto XIV con la bolla <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Attendentes universo Gregi<\/em><\/span><\/strong> del 16 marzo 1742. <span style=\"color: #008000;\"><strong>La bolla accordava, come richiesto dal governo genovese, diversi privilegi agli ascritti, anche di non poco conto, come il permesso di mangiare uova e latticini durante la Quaresima<\/strong>.<\/span> Gli ascritti alla compagnia, oltre al compimento di alcune pratiche devozionali, si impegnavano al versamento di una somma annua, il cui importo variava a seconda delle condizioni economiche. I parroci erano inviati a curare che il numero degli ascritti non diminuisse ed a mettere nelle chiese cassette per le offerte; chi avesse devoluto a scopo diverso le somme raccolte sarebbe incorso nella scomunica. Nel 1761, per aumentare il flusso dei finanziamenti, fu raccomandata nelle parrocchie una colletta da farsi un giorno alla settimana. La direzione della Compagnia era affidata completamente alla Deputazione, senza alcuna partecipazione degli ascritti. Si trattava quindi una confraternita sui generis, priva di gerarchia interna, vita associativa e luoghi di culto propri: per esservi ammessi bastava rivolgersi ad un qualsiasi parroco e pagare la somma corrispondente al proprio censo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">I bastimenti della Compagnia<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>\u00c8 importante sottolineare che la Compagnia non era un\u2019istituzione privata a cui la Repubblica deleg\u00f2 la protezione della navigazione mercantile, ma rappresentava una originale soluzione per racimolare denaro da investire nell&#8217;armamento in corso. Denaro che era gestito dallo Stato attraverso la Deputazione \u2013 unitamente ad altri cespiti che andavano ad integrare le entrate della Compagnia \u2013 e che permetteva di allestire annualmente armamenti composti da una, due o, raramente, tre unit\u00e0. Alla Deputazione competeva la gestione dei bastimenti, il reclutamento degli equipaggi e la direzione delle operazioni navali. Era un organo dello Stato subordinato ai Collegi, i quali, tuttavia, potevano disporre limitatamente dei bastimenti della Deputazione. La bolla di Benedetto XIV, come abbiamo gi\u00e0 accennato, prevedeva la scomunica per chi avesse destinato ad altri scopi i fondi raccolti dalla Compagnia. Per questo motivo i bastimenti della Deputazione dovevano teoricamente essere utilizzati solo per il corso contro i barbareschi, e non per operazioni navali di altra natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1759, ad esempio, i Collegi consegnarono al capitano Cesare Lomellino \u2013 comandante dei due bastimenti della Compagnia armati quell&#8217;anno \u2013 istruzioni segrete con le quali gli veniva ordinato di portarsi a Bastia e di partecipare alle operazioni navali contro i contrabbandieri che alimentavano lo sforzo bellico dei ribelli c\u00f2rsi. La Deputazione, informata tempestivamente del fatto, protest\u00f2 vibratamente per l\u2019utilizzo improprio dei fondi della Compagnia: di conseguenza Lomellino fu rimosso dal comando e i Collegi dovettero rifondere le spese sostenute per il viaggio e per la permanenza a Bastia. Questo episodio, sebbene rappresenti un caso eccezionale, da la misura di come si cercasse di far rispettare i dettami della bolla papale, sebbene nella documentazione relativa all&#8217;attivit\u00e0 dei bastimenti della Compagnia emergono pi\u00f9 di una volta \u2013 come, ad esempio, durante la guerra di Successione austriaca \u2013 operazioni che esulano dalla corsa contro i barbareschi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/feluca.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16654\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/feluca.jpg\" alt=\"feluca\" width=\"939\" height=\"761\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/feluca.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/feluca-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/feluca-1024x830.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 939px) 100vw, 939px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Brulotto e Feluca<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il teatro operativo in cui potevano agire i bastimenti della Deputazione era alquanto vasto. Le istruzioni impartite ai capitani li lasciavano liberi di effettuare il corso nell\u2019area di mare compresa tra il capo Santa Maria di Leuca (nell&#8217;estremo sud della Puglia) e l&#8217;isola di Ibiza. Tuttavia si raccomandava loro di incrociare soprattutto nel Tirreno, lungo le coste della Corsica, della Sardegna, della Toscana, dello Stato Pontificio e dei regni di Napoli e Sicilia, ossia lungo le principali direttrici di traffico della marina mercantile genovese. La Deputazione operava come una qualsiasi compagnia armatoriale, utilizzando sia bastimenti mercantili presi a noleggio sia unit\u00e0 militari proprie. Queste ultime che venivano costruiti nell&#8217;Arsenale di Genova, ed erano in realt\u00e0 di propriet\u00e0 statale; la Deputazione ne aveva soltanto la gestione, con l&#8217;obbligo di porle a disposizione dei Collegi quando richiesto (e si tratta, insieme a due mezze galee, delle uniche unit\u00e0 militari costruite nell\u2019Arsenale diverse dalle galee).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/pinco-genovese-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16655\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/pinco-genovese-2.jpg\" alt=\"pinco genovese 2\" width=\"929\" height=\"824\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/pinco-genovese-2.jpg 540w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/pinco-genovese-2-300x266.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 929px) 100vw, 929px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pinco genovese<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In circa mezzo secolo di attivit\u00e0, la Compagnia impieg\u00f2 diversi tipi di battelli: barche, pinchi, sciabecchi, galeotte, feluconi e feluche (i legni pi\u00f9 piccoli \u2013 ossia le galeotte, i feluconi e le feluche \u2013 solitamente servivano come unit\u00e0 di conserva dei velieri, in una sorta di binomio fra nave madre e unit\u00e0 cacciatrice). Si trattava, in generale, di bastimenti pi\u00f9 adatti delle galee per fare il corso contro i legni utilizzati dai barbareschi. L\u2019unica eccezione a questa linea di tendenza impostata sull&#8217;impiego di battelli di dimensioni contenute (solitamente con non pi\u00f9 di 20 cannoni) \u00e8 rappresentata da una fregata mercantile inglese da 46 cannoni noleggiata nel 1789. Ma si tratta di un caso isolato, e relativamente tardo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/corsari-mediterranei-e1507212853365.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16659\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/corsari-mediterranei-e1507212853365.jpg\" alt=\"corsari mediterranei\" width=\"935\" height=\"425\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">scontri con i corsari <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su queste imbarcazioni, come sugli armamenti straordinari in genere, non servivano equipaggi in servizio militare permanente. La Deputazione non aveva alle proprie dipendenze un personale fisso. I marinai venivano arruolati solo per la durata della spedizione, e sebbene vi fosse la possibilit\u00e0 di ricorrere sovente agli stessi soggetti \u2013 per sfruttarne l\u2019esperienza maturata nella navigazione con un determinato bastimento \u2013 tale pratica non era formalizzata. I comandanti dei bastimenti erano nominati dalla Deputazione per elezione, e confermati dai Collegi. Si trattava solitamente di soggetti che avevano gi\u00e0 maturato esperienza nella conduzione di bastimenti armati in corso sia contro i barbareschi che nell&#8217;ambito delle operazioni navali contro i ribelli c\u00f2rsi, o che provenivano dalle file dell\u2019ufficialit\u00e0 dello stuolo di galee. Nel caso di noleggio di legni mercantili il comandante civile rimaneva spesso a bordo come ufficiale in seconda, e si occupava della conduzione del bastimento, in forza della conoscenza di quella che era la sua nave. Questo perch\u00e9 nella civilt\u00e0 del legno \u2013 ed \u00e8 bene sottolinearlo \u2013 il naviglio (particolarmente quello mercantile e di dimensioni medio-piccole) era un prodotto artigianale non standardizzato, peraltro facile da modificare, e ogni unit\u00e0 possedeva caratteristiche nautiche sue proprie, che si potevano padroneggiare soltanto con l\u2019esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Conclusioni<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Concludendo, si deve sottolineare come in questo caso-studio le necessit\u00e0 pubbliche e l\u2019iniziativa privata convergano dando una connotazione particolare ad un modello \u2013 quello dell\u2019utilizzo dei bastimenti mercantili armati \u2013 che caratterizza la politica navale genovese del Settecento, un modello valido non solo per la contro corsa anti barbaresca ma anche per far fronte ad altre necessit\u00e0. Tale modello, tipico delle marine cinquecentesche e seicentesche, a Genova trov\u00f2 paradossalmente una pi\u00f9 larga diffusione nel Settecento rispetto a quanto non accadde nei due secoli precedenti. Nella sua versione anti barbaresca venne istituzionalizzato, assumendo forma permanente, dando vita non ad una moderna marina statale, come avvenne nelle grandi potenze europee, ma ad un organismo alquanto singolare qual era, appunto, la Compagnia di Nostra Signora del Soccorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Essa costitu\u00ec la principale forma di risposta della Repubblica all&#8217;emergenza barbaresca settecentesca, emergenza determinata non dalla recrudescenza della corsa nordafricana (che, al contrario, nel XVIII secolo perde intensit\u00e0 e vigore) ma dall&#8217;arretramento dell\u2019impegno diretto dello Stato sul mare, esplicato dal notevole ridimensionamento delle forze navali genovesi nell&#8217;ultimo quarto del Seicento.<\/span> <\/strong>La necessit\u00e0 di compensare il disimpegno statale stimol\u00f2 tuttavia l\u2019iniziativa privata che, a sua volta, chiam\u00f2 nuovamente in causa lo Stato, questa volta con funzioni di coordinamento e direzione, ma non di finanziamento. La componente pi\u00f9 onerosa della contro corsa \u2013 quella finanziaria che, in sostanza, aveva determinato l\u2019arretramento di fine Seicento \u2013 venne infatti demandata a questo insolito istituto creato appositamente per convogliare finanziamenti privati nell&#8217;attivit\u00e0 anti corsara. Un prodotto originale e, alla prova dei fatti, particolarmente efficace, generato dalla necessit\u00e0 di rispondere a uno stato di emergenza in termini di controllo degli spazi marittimi e protezione della navigazione mercantile, emergenza a cui il potere pubblico non pot\u00e9 far adeguatamente fronte senza il concorso, soprattutto economico, del privato.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15781 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri.jpg\" alt=\"emiliano beri\" width=\"193\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/emiliano-beri-65x65.jpg 65w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a>Prof. Emiliano Beri<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">NavLab \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Laboratorio-di-Storia-marittima-e-navale-Universit%C3%A0-di-Genova-268697916628235\/\">Laboratorio di Storia marittima e navale<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">CEPOC \u2013 Centro interuniversitario di studi \u201cLe Polizie e il Controllo del Territorio\u201d\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">DAFiSt \u2013 Dipartimento di Antichit\u00e0, Filosofia e Storia Universit\u00e0 degli studi di Genova Via Balbi 6 &#8211; 16126 Genova<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Emiliano.Beri@unige.it<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Testo della relazione presentata dal professor Emiliano Beri al convegno internazionale \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Per una ricognizione degli stati d\u2019eccezione. Emergenze, ordine pubblico e apparati di polizia in Europa: le esperienze nazionali (secc. XVII-XX)<\/span><\/strong>\u201d. Centro interuniversitario di studi \u201cLe Polizie e il Controllo del Territorio\u201d (Cepoc), Universit\u00e0 degli studi di Messina, Messina, 15-17 luglio 2013; da questa relazione ha preso forma un breve saggio pubblicato nel 2016: E. Beri, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La Compagnia di Nostra Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all&#8217;emergenza barbaresca nella Genova del Settecento<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, in &#8220;Per una ricognizione degli stati d\u2019eccezione. Emergenze, ordine pubblico e apparati di polizia in Europa: le esperienze nazionali (secc. XVII-XX)&#8221;, a cura di E. PELLERITI, Rubbettino, Soveria Mannelli 2016, pp. 151-162 (ISBN 9788849847376<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 13<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVI &#8211; XVIII SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Guerra di corsa, corsari, Genova &nbsp; una barca, bastimento mercantile a tre alberi armati con vele latine o quadre, tipico delle marinerie liguri. Barche, pinchi, sciabecchi e galeotte furono tra i bastimenti pi\u00f9 presenti tra quelli armati in corso dalla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2351,"featured_media":90210,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[1831,1748,1830,1834,1833,1832],"class_list":["post-16646","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-pirateria","tag-compagnia-nostra-signora-del-soccorso","tag-corsari-barbareschi","tag-emiliano-beri","tag-feluche","tag-galea","tag-pinco"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all&#039;emergenza barbaresca nella Genova del Settecento &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all&#039;emergenza barbaresca nella Genova del Settecento &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  13 minuti, . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVI &#8211; XVIII SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Guerra di corsa, corsari, Genova &nbsp; una barca, bastimento mercantile a tre alberi armati con vele latine o quadre, tipico delle marinerie liguri. Barche, pinchi, sciabecchi e galeotte furono tra i bastimenti pi\u00f9 presenti tra quelli armati in corso dalla [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-08-23T22:15:11+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-05-04T13:00:14+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/NAVI-SCIABECCO-XIV-XVII-SECOLO-Chebec_espagnol_en_1826-WIKIPEDIA.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1024\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"798\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Emiliano Beri\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Emiliano Beri\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"21 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646\"},\"author\":{\"name\":\"Emiliano Beri\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/781583c5da04e27397a84aa8179c39b4\"},\"headline\":\"La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all&#8217;emergenza barbaresca nella Genova del Settecento\",\"datePublished\":\"2020-08-23T22:15:11+00:00\",\"dateModified\":\"2026-05-04T13:00:14+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646\"},\"wordCount\":3555,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/NAVI-SCIABECCO-XIV-XVII-SECOLO-Chebec_espagnol_en_1826-WIKIPEDIA.jpg\",\"keywords\":[\"Compagnia Nostra Signora del Soccorso\",\"corsari barbareschi\",\"Emiliano Beri\",\"Feluche\",\"Galea\",\"Pinco\"],\"articleSection\":[\"Pirateria\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646\",\"name\":\"La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all'emergenza barbaresca nella Genova del Settecento &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/NAVI-SCIABECCO-XIV-XVII-SECOLO-Chebec_espagnol_en_1826-WIKIPEDIA.jpg\",\"datePublished\":\"2020-08-23T22:15:11+00:00\",\"dateModified\":\"2026-05-04T13:00:14+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/NAVI-SCIABECCO-XIV-XVII-SECOLO-Chebec_espagnol_en_1826-WIKIPEDIA.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/03\\\/NAVI-SCIABECCO-XIV-XVII-SECOLO-Chebec_espagnol_en_1826-WIKIPEDIA.jpg\",\"width\":1024,\"height\":798},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/16646#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all&#8217;emergenza barbaresca nella Genova del Settecento\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/781583c5da04e27397a84aa8179c39b4\",\"name\":\"Emiliano Beri\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8fc6a18bf2f7c144695ff5e8c53788326be3a0392d4247dab507705e5001cbd6?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8fc6a18bf2f7c144695ff5e8c53788326be3a0392d4247dab507705e5001cbd6?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8fc6a18bf2f7c144695ff5e8c53788326be3a0392d4247dab507705e5001cbd6?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Emiliano Beri\"},\"description\":\"Emiliano Beri si \u00e8 laureato con lode in Storia presso la Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. Nel 2011 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia, discutendo una tesi sulle guerre di Corsica del medio Settecento. Dal 2012 al 2016 \u00e8 stato assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Antichit\u00e0, Filosofia, Storia e Geografia dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. \u00a0Negli anni accademici 2016-17 e 2017-18 ha insegnato Storia sociale nel corso di Laurea triennale in Storia e Storia militare nel corso di Laurea magistrale in Scienze Storiche della Scuola di Scienze Umanistiche dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. Per l\u2019anno accademico 2018-19 \u00e8 stato docente aggregato di Storia militare nel corso di Laurea magistrale in Scienze storiche della stessa Scuola. A partire dall\u2019anno accademico 2019-20 \u00e8 docente aggregato sia di Storia militare che di Storia sociale.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.ocean4future.org\\\/savetheocean\\\/archives\\\/author\\\/emiliano-beri\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all'emergenza barbaresca nella Genova del Settecento &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all'emergenza barbaresca nella Genova del Settecento &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  13 minuti, . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVI &#8211; XVIII SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Guerra di corsa, corsari, Genova &nbsp; una barca, bastimento mercantile a tre alberi armati con vele latine o quadre, tipico delle marinerie liguri. Barche, pinchi, sciabecchi e galeotte furono tra i bastimenti pi\u00f9 presenti tra quelli armati in corso dalla [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2020-08-23T22:15:11+00:00","article_modified_time":"2026-05-04T13:00:14+00:00","og_image":[{"width":1024,"height":798,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/NAVI-SCIABECCO-XIV-XVII-SECOLO-Chebec_espagnol_en_1826-WIKIPEDIA.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Emiliano Beri","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Emiliano Beri","Tempo di lettura stimato":"21 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646"},"author":{"name":"Emiliano Beri","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/781583c5da04e27397a84aa8179c39b4"},"headline":"La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all&#8217;emergenza barbaresca nella Genova del Settecento","datePublished":"2020-08-23T22:15:11+00:00","dateModified":"2026-05-04T13:00:14+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646"},"wordCount":3555,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/NAVI-SCIABECCO-XIV-XVII-SECOLO-Chebec_espagnol_en_1826-WIKIPEDIA.jpg","keywords":["Compagnia Nostra Signora del Soccorso","corsari barbareschi","Emiliano Beri","Feluche","Galea","Pinco"],"articleSection":["Pirateria"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646","name":"La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all'emergenza barbaresca nella Genova del Settecento &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/NAVI-SCIABECCO-XIV-XVII-SECOLO-Chebec_espagnol_en_1826-WIKIPEDIA.jpg","datePublished":"2020-08-23T22:15:11+00:00","dateModified":"2026-05-04T13:00:14+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/NAVI-SCIABECCO-XIV-XVII-SECOLO-Chebec_espagnol_en_1826-WIKIPEDIA.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/NAVI-SCIABECCO-XIV-XVII-SECOLO-Chebec_espagnol_en_1826-WIKIPEDIA.jpg","width":1024,"height":798},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16646#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La Compagnia di Nostro Signora del Soccorso: iniziativa privata e potere pubblico di fronte all&#8217;emergenza barbaresca nella Genova del Settecento"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/781583c5da04e27397a84aa8179c39b4","name":"Emiliano Beri","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8fc6a18bf2f7c144695ff5e8c53788326be3a0392d4247dab507705e5001cbd6?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8fc6a18bf2f7c144695ff5e8c53788326be3a0392d4247dab507705e5001cbd6?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8fc6a18bf2f7c144695ff5e8c53788326be3a0392d4247dab507705e5001cbd6?s=96&d=mm&r=g","caption":"Emiliano Beri"},"description":"Emiliano Beri si \u00e8 laureato con lode in Storia presso la Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. Nel 2011 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia, discutendo una tesi sulle guerre di Corsica del medio Settecento. Dal 2012 al 2016 \u00e8 stato assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Antichit\u00e0, Filosofia, Storia e Geografia dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. \u00a0Negli anni accademici 2016-17 e 2017-18 ha insegnato Storia sociale nel corso di Laurea triennale in Storia e Storia militare nel corso di Laurea magistrale in Scienze Storiche della Scuola di Scienze Umanistiche dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. Per l\u2019anno accademico 2018-19 \u00e8 stato docente aggregato di Storia militare nel corso di Laurea magistrale in Scienze storiche della stessa Scuola. A partire dall\u2019anno accademico 2019-20 \u00e8 docente aggregato sia di Storia militare che di Storia sociale.","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/emiliano-beri"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16646","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2351"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16646"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16646\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":128413,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16646\/revisions\/128413"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90210"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16646"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16646"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16646"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}