{"id":16377,"date":"2017-10-21T08:09:34","date_gmt":"2017-10-21T06:09:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=16377"},"modified":"2025-08-14T19:45:22","modified_gmt":"2025-08-14T17:45:22","slug":"16377","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16377","title":{"rendered":"La vera storia del U.S.S. Indianapolis"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: storia contemporanea<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno avr\u00e0 visto nelle sale cinematografiche\u00a0il film \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">USS Indianapolis: men of courage<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Da ufficiale di marina sono sempre dubbioso quando vedo questi film, apparentemente girati pi\u00f9 per accontentare un pubblico alla ricerca di sensazioni ed emozioni forti che per raccontare la vera storia. Siamo abituati ai film storici americani in cui la storia viene spesso modificata per motivi che ancora devo capire. Ricorderete Troy, lo spettacolare film che doveva raccontare l\u2019Iliade, e che terminava in maniera assolutamente diversa da quella scritta da Omero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Indianapolis<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl film centra la storia sui momenti drammatici a seguito dell&#8217;affondamento della nave, presentando per\u00f2 alcune inesattezze storiche e, a mio avviso, non dando sufficiente attenzione al processo che dovette poi subire il suo comandante. Sinceramente, nella ricerca della storia del USS Indianapolis nelle \u201climitate\u201d fonti su internet ho avuto la sensazione che la storia avrebbe meritato \u00a0un adattamento cinematografico pi\u00f9 vicino alla realt\u00e0, approfondendo le fasi del processo ed il dramma interiore del Comandante.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Indianapolis-bell.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16388 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Indianapolis-bell.jpg\" alt=\"Indianapolis bell\" width=\"1072\" height=\"603\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Indianapolis-bell.jpg 1072w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Indianapolis-bell-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Indianapolis-bell-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1072px) 100vw, 1072px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la campana della USS Indianapolis giace ad oltre 5500 metri sul fondo dell&#8217;Oceano &#8211; photo credit Paul G. Allen<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/uss-indianapolis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16382\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/uss-indianapolis.jpg\" alt=\"uss indianapolis\" width=\"750\" height=\"307\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/uss-indianapolis.jpg 978w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/uss-indianapolis-300x123.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Photograph from Bureau of Ships Collection in the U.S. National Archives<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Un cold file di oltre 70 anni<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Sono passati molti anni da quando l&#8217;U.S.S. Indianapolis affond\u00f2, pochi giorni prima della fine della seconda guerra mondiale, nell&#8217;Oceano Pacifico. <strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Un team di ricercatori guidato dal co-fondatore di Microsoft, <strong><span style=\"color: #008000;\">Paul Allen<\/span><\/strong>, ha scoperto il relitto dell&#8217;incrociatore sul fondo dell&#8217;Oceano Pacifico, a circa 18.000 piedi (5500 metri) sotto la superficie. La scoperta del sito, le cui coordinate sono segrete, richiama uno dei pi\u00f9 tragici disastri della storia navale statunitense. In passato altri ricercatori avevano cercato di ritrovare la nave. Nel 2016 \u00e8 iniziata una nuova ricerca in un\u2019area ad ovest della posizione presunta, basata su dei documenti ritrovati da Richard Hulver, uno storico navale, e dell\u2019Heritage Command. Il carteggio \u00e8 la testimonianza scritta estratta dal diario di bordo di una nave militare americana che aveva avvistato l\u2019U.S.S. Indianapolis poche ore prima che venisse affondato, segnandone la posizione. Queste informazioni hanno portato il team di ricerca a concentrare le attivit\u00e0 su quest&#8217;ultima, permettendo la scoperta del relitto della nave.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ancora-uss-indianapolis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16387\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ancora-uss-indianapolis.jpg\" alt=\"ancora uss indianapolis\" width=\"850\" height=\"479\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ancora-uss-indianapolis.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ancora-uss-indianapolis-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit Paul G. Allen<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il U.S.S. Indianapolis \u00e8 stato cos\u00ec localizzato dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Research Vessel Petrel<\/span><\/strong>, che abbiamo spesso citato nei nostri articoli. La Petrel \u00e8 una nave da ricerca di circa ottanta metri di lunghezza, dotata di modernissime attrezzature tecnologiche per la ricerca oceanografica che le consentono di effettuare ricerche sofisticate a profondit\u00e0 di 6.000 metri. Utilizza per la ricerca dei relitti dei sonar avanzatissimi che vengono ispezionati tramite un AUV Remus 6000 della Hydroid. Il team, composto da tredici ricercatori, ha in programma di continuare le ricerche per ricercare maggiori informazioni che potrebbero far luce sull&#8217;evento, ma sempre nel rispetto della sua sacralit\u00e0 di cimitero di guerra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/cte-indianapolis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16381\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/cte-indianapolis.jpg\" alt=\"cte indianapolis\" width=\"631\" height=\"709\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto del Comandante Charles B. McVay, che rilasci\u00f2 una memoria sui drammatici fatti dopo l&#8217;affondamento della nave. credit USNI News<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa successe veramente<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTorniamo alla storia della nave. Alla fine di luglio 1945, la <strong><span style=\"color: #008000;\">U.S.S. Indianapolis<\/span><\/strong> aveva effettuato una missione segreta, trasportando parti della prima bomba atomica all&#8217;isola di Tinian, sita nell&#8217;oceano Pacifico, che ospitava una base dei bombardieri statunitensi B-29. Probabilmente nessuno a bordo si rese conto di ci\u00f2 che era stato trasportato. Dopo lo sbarco del materiale segreto la nave, con il suo equipaggio di 1.197 uomini, si diresse alla volta di Leyte nelle Filippine ma, in quella tragica notte incontr\u00f2 la sua fine, silurata da un sottomarino giapponese. Era\u00a0 il 30 luglio del 1945, circa due settimane prima della fine della guerra. Leggendo la sua storia ci si rende conto che al Fato non ci si pu\u00f2 opporre. L&#8217;incrociatore era stato consegnato alla Marina statunitense al Philadelphia Navy Yard il 15 novembre 1932 ed apparteneva alla classe Portland, incrociatori pesanti sviluppati e costruiti per la United States Navy nei anni trenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne furono costruiti due esemplari, il capoclasse <strong><span style=\"color: #008000;\">U.S.S. Portland<\/span><\/strong> e l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">U.S.S. Indianapolis<\/span><\/strong>. Aveva una lunghezza di ben 186 metri con un dislocamento di 9800 tonnellate; grazie alle sue otto caldaie, con motori che producevano una potenza complessiva di 107,000 shp, poteva raggiungere la notevole velocit\u00e0 di oltre 32 nodi. \u00a0Il suo armamento era imponente con nove cannoni da 8&#8243; (203 mm)\/55, otto cannoni da 5&#8243; (127 mm)\/25 ed otto mitragliere calibro .50 (12.7 mm). Inoltre, poteva trasportare due idrovolanti OS2U Kingfisher.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/INIUSS-Indianapolis-survivor.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16389\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/INIUSS-Indianapolis-survivor.jpg\" alt=\"INIUSS Indianapolis survivor\" width=\"750\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/INIUSS-Indianapolis-survivor.jpg 1600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/INIUSS-Indianapolis-survivor-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/INIUSS-Indianapolis-survivor-1024x512.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">the crew, photo credit USN <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">U.S.S. Indianapolis<\/span><\/strong> era scampata all&#8217;attacco giapponese a Pearl Harbor perch\u00e9 quel drammatico 7 dicembre del 1941 era intenta in un\u2019esercitazione nei pressi di Johnston Island. Aveva poi combattuto durante la guerra nel Pacifico nelle principali azioni navali diventando anche sede del comando della V flotta. Nel luglio del 1945, gli fu assegnata l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione Bronx Shipment<\/span><\/strong> ovvero il trasporto del meccanismo di innesco della prima bomba atomica e dell&#8217;uranio 235. Quest&#8217;ultimo era stato posto in un contenitore foderato di piombo e conservato, anonimamente, nella cabina che era riservata all&#8217;ammiraglio quando presente a bordo. Consegnato il suo carico speciale la nave ripart\u00ec dal porto di Tinian verso Leyte, nelle Filippine, per riunirsi alla <strong><span style=\"color: #008000;\">task force 95.7<\/span><\/strong> dell&#8217;ammiraglio McCormick. Il fato volle che sulla rotta incontr\u00f2 un sommergibile giapponese, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">I-58<\/span><\/strong>, che la silur\u00f2 affondandola.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IJN_SS_I-58II_on_trial_run_in_1944.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16392\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IJN_SS_I-58II_on_trial_run_in_1944.jpg\" alt=\"IJN_SS_I-58(II)_on_trial_run_in_1944\" width=\"750\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IJN_SS_I-58II_on_trial_run_in_1944.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/IJN_SS_I-58II_on_trial_run_in_1944-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I-58 \u6d77\u8ecd\u5354\u4f1a (The Navy Association of Japan) &#8211; The Japanese book &#8220;\u8ecd\u8266\u5199\u771f\u5e16&#8221; (pictures of warships) a revised edition<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo comandante, <strong><span style=\"color: #008000;\">Mochitsura Hashimoto<\/span><\/strong>, nonostante avesse a disposizione un Kaiten (un siluro che poteva essere pilotato in maniera attiva da un pilota suicida) decise di lanciare due siluri convenzionali che centrarono la fiancata dell&#8217;Indianapolis, causando l&#8217;interruzione dell&#8217;energia elettrica e l&#8217;allagamento della nave che, dopo pochissimo, inizi\u00f2\u00a0 a sbandare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/captain-i58.jpg\" alt=\"captain i58\" width=\"635\" height=\"555\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mochitsura Hashimoto, comandante del sommergibile giapponese I &#8211; 58<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione a bordo apparve da subito senza speranza; la nave incominci\u00f2 ad imbarcare acqua e nemmeno la chiusura dei portelloni fu sufficiente a mantenere il galleggiamento. Inizi\u00f2 cosi una dramma del mare che cost\u00f2 la vita alla maggior parte dell&#8217;equipaggio. I racconti dei sopravvissuti, pubblicati dal Naval Historical Center of the U.S. Department of the Navy, descrivono quei momenti drammatici che seguirono l\u2019affondamento. Di particolare interesse \u00e8 il racconto del comandante della nave, il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Charles B. McVay<\/span><\/strong> (di cui ho preferito lasciare il testo in inglese per rispetto):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 <em><span style=\"color: #008000;\">On Sunday night, the 29th of July &#8230;<\/span> <span style=\"color: #008000;\">approximately five minutes after midnight [on 30 July], I was thrown from my emergency cabin bunk on the bridge by a very violent explosion followed shortly thereafter by another explosion.<\/span> <span style=\"color: #008000;\">I went to the bridge and noticed, in my emergency cabin and charthouse, that there was quite a bit of acrid white smoke. I couldn&#8217;t see anything &#8230;<\/span> <span style=\"color: #008000;\">I asked the Officer of the Deck [senior officer on duty] if he had had any reports. He said &#8216;No, Sir. I have lost all communications &#8230;<\/span><\/em>&#8220;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u201c \u2026 <em><span style=\"color: #008000;\">Within another two or three minutes the executive officer [second in command on the ship] came up \u2026 and said, &#8216;We are definitely going down and I suggest that we abandon ship.&#8217;\u2026 As I had this word passed, I turned to the Officer of the Deck &#8230;<\/span> <span style=\"color: #008000;\">and said, \u2018I have been unable to determine whether the distress message, which I told the Navigator to check on has ever gotten out<\/span><\/em>.\u2019&#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">\u201c<strong><em> \u2026 <span style=\"color: #008000;\">I was sucked off into the water by what I believe was a wave caused by the bow going down rather rapidly<\/span> &#8230; <span style=\"color: #008000;\">Within a few seconds, I felt hot oil and water brush over the back of my neck and looked around and heard a swish and the ship was gone<\/span> &#8230;<span style=\"color: #008000;\">We could still see nothing.<\/span> <span style=\"color: #008000;\">It was still dark and I could hear people yelling for help<\/span> <span style=\"color: #008000;\">&#8230; Most people had been sucked down by the ship or were full of fuel oil and salt water and were violently ill or else so exhausted that they lay more or less in a stupor \u2026 their eyes were filled with fuel oil and consequently, they spent a very uncomfortable 36 to 48 hours trying to get the fuel oil out. &#8230;<\/span> <span style=\"color: #008000;\">The first night, the first day, Monday, and Tuesday night, were, as I say, very uncomfortable. We then had two days of almost no wind and a glassy [calm] sea. However, the sea still contained those long rolling swells which did not permit you to see very far ..<\/span><\/em><em>.<\/em><\/strong>\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei giorni a seguire molti naufraghi impazzirono sotto il sole dopo aver bevuto acqua di mare, altri perirono \u00a0per le ferite. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti centinaia di squali circondarono i poveri superstiti, attaccandoli in una mattanza senza fine. Cosa comprensibile in quanto molti di loro erano morti o feriti e gli squali potevano percepire il sangue nell&#8217;acqua. Lo stato di disperazione colp\u00ec la maggior parte dei superstiti che si sentirono sempre pi\u00f9 abbandonati sotto quel sole implacabile. Solo 316 sopravvissero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma torniamo alla parte finale della dichiarazione del Captain McVay:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">To give some explanation as to how we were picked up and when, I talked to the aviator, Lt. Wilbur C. Gwinn &#8230; who was piloting &#8230; a (PV-1) patrol bomber &#8230; He &#8230; was on a regular routine reconnaissance and search from Palau when he &#8230; went back to take a Loran [navigational] fix &#8230; and happened to glance down towards the water and saw a large oil slick. He then decreased his altitude and followed the oil slick for a number of miles when he sighted the group of what he thought were about 30 survivors. He did not know that they were survivors from the Indianapolis. He did not know the Indianapolis was missing.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 un punto interessante \u2026 il pilota non sapeva che la nave era mancante. Non solo, in seguito nei rapporti emerse che l\u2019aereo che li aveva avvistati, a causa di una grande macchia di olio in superficie, aveva pensato si trattasse di un sommergibile giapponese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019inchiesta<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDalle dichiarazioni dei sopravvissuti, il segnale di soccorso fu immediatamente inviato ma ben tre stazioni riceventi lo ignorarono con motivazioni &#8230; decisamente vaghe. Ad esempio una stazione lo ignor\u00f2\u00a0 deliberatamente perch\u00e9 il comandante della stazione radio in quel momento era ubriaco, un&#8217;altra perch\u00e9 il comandate aveva ordinato ai suoi uomini di non essere disturbato e la terza perch\u00e9 il segnale fu considerato un falso, inviato dai giapponesi. Altro fattore inconcepibile fu che il mancato arrivo della nave, previsto il 31 luglio, fu ignorato per due giorni dal controllo del traffico militare di Leyte. Un insieme di sfortunati eventi che fanno pensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_9uumYacz4do\"><div id=\"lyte_9uumYacz4do\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/9uumYacz4do\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9uumYacz4do\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/9uumYacz4do\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel novembre del 1945, il <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante McVay<\/span><\/strong> venne sottoposto alla corte marziale, unico tra i settecento comandanti di navi statunitensi affondate durante il conflitto, e giudicato colpevole di aver &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">messo a rischio la nave rinunciando a zigzagare<\/span><\/strong>&#8220;. Questo nonostante il comandante giapponese avesse testimoniato che la cosa non avrebbe fatto alcuna differenza. Una situazione paradossale. Esistevano di fatto numerose prove che discolpavano il Comandante da ogni responsabilit\u00e0. Con il senno del poi ci possiamo domandare perch\u00e9:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; nonostante il Comandante avesse richiesto una scorta navale gli era stata negata, <\/span><span style=\"color: #008000;\">unica unit\u00e0 maggiore inviata da Guam verso le Filippine senza un appoggio;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; un cacciatorpediniere era stato affondato solo 24 ore prima della partenza della U.S.S. Indianapolis da Guam ma il Comandante McVay non era stato nemmeno informato del possibile pericolo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine del processo, la U.S.N.\u00a0 condann\u00f2 il comandante, accanendosi inspiegabilmente contro l&#8217;Ufficiale. Solo in seguito l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Chester Nimitz<\/span><\/strong> prosciolse McVay rimettendolo in servizio attivo. Sebbene molti superstiti non attribuirono alcuna responsabilit\u00e0 al comandante, i familiari delle vittime crearono un amaro clima di linciaggio morale che port\u00f2 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante McVay<\/span><\/strong> al suicidio nel novembre 1968.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Perch\u00e9 la nave non fu avvisata della presenza di un sommergibile?\u00a0<\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Nel 1990, fu rivelato che la Marina Statunitense, tramite intercettazioni di Ultra, erano in realt\u00e0 a conoscenza della presenza di un sommergibile giapponese operante nell&#8217;area di transito dell\u2019Indianapolis. La non assegnazione di una scorta fu quindi solo una incredibile svista ed una cattiva valutazione della minaccia. Nell&#8217;ottobre 2000 il Congresso degli Stati Uniti pose definitivamente fine alla triste storia, approvando che sullo stato di servizio di McVay dovesse essere riportato la sua <strong><span style=\"color: #008000;\">assoluta non responsabilit\u00e0 nell\u2019evento<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una triste storia che ho voluto raccontare, ricercando tra le rare fonti di quel tragico evento, per portare rispetto a quel Comandante ed i suoi uomini che furono vittime della guerra e dell&#8217;ignavia e incapacit\u00e0 di alcuni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: storia contemporanea . 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