{"id":16336,"date":"2017-10-24T00:33:18","date_gmt":"2017-10-24T00:33:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=16336"},"modified":"2022-01-12T17:37:46","modified_gmt":"2022-01-12T16:37:46","slug":"quando-le-navi-si-fanno-fette-una-tecnologia-geniale-di-antonio-bottiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16336","title":{"rendered":"Quando le navi si fanno a fette &#8230; una tecnologia geniale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: TECNICA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: BRASILE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: recuperi navali<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era l&#8217;8 gennaio 1974, quando un incendio distrusse la nave da carico <strong><span style=\"color: #008000;\">Ais Giorgis<\/span><\/strong>, attraccata al porto di Santos, Brasile. Esattamente sei mesi dopo, l\u20198 luglio, la violenza di una tempesta invest\u00ec il relitto gi\u00e0 danneggiato e ruppe gli ormeggi.&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_16348\" aria-describedby=\"caption-attachment-16348\" style=\"width: 583px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/download3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16348\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/download3.jpg\" alt=\"M\/N Ais Giorgis 7860 tonnellate - dimensioni 138,7 mt x 17,7 x 11,6 costruita nel 1951 affond\u00f2 per uno scoppio nel 1974 davanti al porto di Santos\" width=\"583\" height=\"459\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16348\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">M\/N Ais Giorgis 7860 tonnellate &#8211; dimensioni 138,7 mt x 17,7 x 11,6 costruita nel 1951 affond\u00f2 per uno scoppio nel 1974 davanti al porto di Santos<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave venne spinta quasi al centro del canale navigabile del porto ed affond\u00f2. Negli anni successivi furono compiuti vari tentativi per poter ridurre le ingombranti dimensioni del relitto affondato ma la maggior parte delle strutture della nave rimasero sul fondo del canale impedendo l&#8217;espansione delle attivit\u00e0 portuarie.&nbsp;Nel settembre del 2011, la <strong><span style=\"color: #008000;\">CUT (Cutting Underwater Technologies)<\/span><\/strong>, impresa leader di tagli sottomarini a mezzo di cavo diamantato, fu chiamata per tagliare il relitto sommerso in &#8220;fette&#8221; affinch\u00e9 potesse essere definitivamente rimosso.&nbsp;Venne quindi deciso di progettare una macchina ad hoc dividendo le attivit\u00e0 di studio e progettazione tra gli uffici della TS Tecnospamec di Genova e l\u2019ufficio della CUT do Brasil di Rio de Janeiro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/11.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16346\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/11.jpg\" alt=\"cutting\" width=\"750\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/11.jpg 995w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/11-300x112.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;arco di tre settimane di &nbsp;intenso lavoro venne preparato un progetto di massima di come avrebbe dovuto essere la macchina; &nbsp;i disegni preliminari iniziarono a essere prodotti e la macchina cominci\u00f2 a prendere forma sugli schermi degli elaboratori. In seguito a sopralluoghi a Santos e di sondaggi sul relitto venne riscontrato che lo stesso giaceva arenato su un fondale con una profondit\u00e0 variabile dai 5 ai 12 metri con una parte dello scafo affondata nel sedimento fangoso per circa 1,5 metri. La macchina avrebbe quindi dovuto tagliare non solo la parte di struttura affondata e sporgente dal fondo ma anche quella infangata. Un opera complessa in cui la tecnologia \u2018<strong><span style=\"color: #008000;\">Sub Bottom Cutter<\/span><\/strong>\u2019 sviluppata dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">TS Tecnospamec<\/span><\/strong> fu fondamentale per rispondere a questa ulteriore sfida. Va detto che la TS Tecnospamec \/ CUT Group gestisce un &#8220;Quality Management System&#8221; (QMS) aziendale in conformit\u00e0 agli standard ISO 9001: 2008, al fine di raggiungere la massima eccellenza operativa. La Top Management della Societ\u00e0 \u00e8 pienamente impegnata nell&#8217;attuazione del QMS e nel miglioramento continuo della sua efficacia,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;operazione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSezionare&nbsp;&nbsp;una nave di quasi 140 metri &nbsp;a fette non fu&nbsp;un impresa da poco. La soluzione scelta dalla CUT Group fu quella di costruire una grande macchina &#8220;affettatrice&#8221; a portale, una specie di ghigliottina con una luce di 25 metri di larghezza, alta 24 metri e in cui la \u2018lama\u2019 era un cavo di acciaio diamantato. Le &nbsp;colonne di supporto furono munite di un sistema di scavo\/dragaggio in maniera da poter portare il cavo a tagliare anche sotto il sedimento. Tutto il sistema di controllo elettrico ed elettronico venne sviluppato nel laboratorio di Rio de Janeiro mentre &nbsp;la progettazione della macchina e i disegni furono preparati in Italia a Genova. Infine la macchina fu costruita a Rio de Janeiro da una societ\u00e0 locale (Soc. Zinque). Il primo pezzo costruito fu una parte delle colonne con cui vennero studiate e ottimizzate le migliori soluzioni per la realizzazione della struttura; &nbsp;successivamente venne realizzato il traliccio centrale con &nbsp;il sistema di tensionamento e di controllo di taglio, recupero e trascinamento del cavo ed il sistema di controllo elettronico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ais-giorgis-2.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-16345\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ais-giorgis-2.png\" alt=\"ais giorgis 2\" width=\"644\" height=\"471\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ais-giorgis-2.png 644w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ais-giorgis-2-300x219.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ais-giorgis-2-220x161.png 220w\" sizes=\"(max-width: 644px) 100vw, 644px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ai-giorgis-CUT.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-16342\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ai-giorgis-CUT.png\" alt=\"ai giorgis CUT\" width=\"656\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ai-giorgis-CUT.png 656w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ai-giorgis-CUT-300x220.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ai-giorgis-CUT-220x161.png 220w\" sizes=\"(max-width: 656px) 100vw, 656px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ais-giorgis-3.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-16343\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ais-giorgis-3.png\" alt=\"ais giorgis 3\" width=\"656\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ais-giorgis-3.png 656w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/ais-giorgis-3-300x214.png 300w\" sizes=\"(max-width: 656px) 100vw, 656px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle immagini in alto potete vedere le varie fasi dell&#8217;operazione. Quando i pezzi della macchina furono pronti, vennero caricati &nbsp;su tre&nbsp;camion e inviati al porto di Santos per venire montati presso una banchina del porto adibita a cantiere di allestimento dove la macchina sarebbe stata preparata. Pochi giorni dopo l&#8217;arrivo dei pezzi, la macchina fu montata ed eseguiti i test funzionali &nbsp;per essere certi del corretto funzionamento delle varie parti ed arrivare al momento critico e pi\u00f9 difficile del progetto ovvero posizionare la macchina sul relitto per il primo taglio. L&#8217;operazione ebbe un assoluto successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/giorgis.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16351\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/giorgis.jpg\" alt=\"giorgis\" width=\"750\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/giorgis.jpg 368w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/giorgis-300x112.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inutile dire che una&nbsp; macchina di quelle dimensioni deve garantire solidit\u00e0 e assicurare la possibilit\u00e0 di eseguire la manutenzione programmata regolarmente. La macchina si dimostr\u00f2 perfettamente adeguata allo scopo e tutto funzion\u00f2 perfettamente. In pochi mesi l&#8217;equipe cosmopolita &nbsp;della CUT Group aveva ideato, progettato, costruito e posto in opera un&#8217;imponente e inedita macchina di taglio che potr\u00e0 essere ancora utilizzata per altre operazioni di taglio di relitti affondati operando nel rispetto dell\u2019ambiente marino e dei suoi abitanti. <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/dswc.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-16352 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/dswc.jpg\" alt=\"dswc\" width=\"368\" height=\"275\"><\/a>Va considerato che la tecnologia del cavo diamantato (Diamond Wire Cutting System, in breve DWCS)&nbsp; non rilascia nell&#8217;ambiente altro che piccole quantit\u00e0 di polvere residua (limatura) che in breve tempo scompare. Inoltre da vari anni la<strong> <span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.cut-group.com\/about.aspx?az=1\">CUT (Cutting Underwater Technologies)<\/a> <\/span><\/strong>utilizza sulle centraline dei fluidi biodegradabili che, in caso di sversamento accidentale, vengono smaltiti da microrganismi e non \u00e8 quindi necessario l\u2019intervento dei mezzi di pulizia portuali contro gli&nbsp;idrocarburi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/antonio-Bottiani.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-16355 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/antonio-Bottiani.jpg\" alt=\"antonio Bottiani\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/antonio-Bottiani.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/antonio-Bottiani-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/antonio-Bottiani-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/antonio-Bottiani-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><span style=\"color: #000000;\">dott. Antonio Bottiani<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">ha pi\u00f9 di 20 anni di esperienza all&#8217;estero: Svizzera, Germania, Norvegia, Medio Oriente, Regno Unito e infine Singapore dove \u00e8 arrivato nel 2002. Ufficiale della Marina Militare Italiana in congedo, si \u00e8 laureato presso l&#8217;Accademia Navale di Livorno (Corso Tempeste&nbsp;1973-77)&nbsp;e Universit\u00e0 di Pisa. E&#8217; attualmente il <strong><span style=\"color: #008000;\">Direttore Generale di CUT Asia Pacific<\/span><\/strong>, una societ\u00e0 specializzata in servizi subacquei per l&#8217;industria petrolifera e del gas offshore e progetti speciali per impianti petrolchimici&nbsp;e&nbsp;lavori subacquei di taglio di strutture con il Sistema brevettato da <strong><span style=\"color: #008000;\">TS Tecnospamec<\/span><\/strong> denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">Diamond Wire Cutting System<\/span><\/strong>.&nbsp;Trascorre il suo tempo libero a fare jogging, andare in bicicletta, cucinare, viaggiare, leggere.<br \/>\ne-mail: <a style=\"color: #000000;\" href=\"mailto:antonio.bottiani@cut-ap.com\">antonio.bottiani@cut-ap.com<\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: TECNICA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: BRASILE parole chiave: recuperi navali . . Era l&#8217;8 gennaio 1974, quando un incendio distrusse la nave da carico Ais Giorgis, attraccata al porto di Santos, Brasile. 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