{"id":16045,"date":"2017-10-13T05:03:00","date_gmt":"2017-10-13T05:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=16045"},"modified":"2022-01-28T20:46:27","modified_gmt":"2022-01-28T19:46:27","slug":"rischio-geomorfologico-indotto-da-elevato-carico-turistico-il-caso-della-spiaggia-dei-conigli-di-lampedusa-di-luigi-e-michele-motta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16045","title":{"rendered":"Uno studio sul rischio geomorfologico indotto da elevato carico turistico: il caso della spiaggia dei conigli di Lampedusa di Luigi e Michele Motta"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: spiaggia dei conigli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un interessante&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/268011682_RISCHIO_GEOMORFOLOGICO_INDOTTO_DA_ELEVATO_CARICO_TURISTICO_IL_CASO_DELLA_SPIAGGIA_DEI_CONIGLI_ISOLA_DI_LAMPEDUSA\">studio<\/a>, effettuato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Motta e Michele Motta dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra<\/span><\/strong>, fornisce una valutazione del rischio geomorfologico della spiaggia dei Conigli, la principale risorsa turistica di Lampedusa ed un ecosistema particolarmente delicato. &nbsp;Lo studio che riassumeremo nelle sue linee generali ci consente di presentare questa spiaggia che \u00e8 stata considerata la pi\u00f9 bella spiaggia del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curiosa \u00e8 l&#8217;origine del nome della baia. In una carta dell\u2019ammiraglio britannico Smith (1824) viene riportato&nbsp;\u201cRabit Island\u201d.&nbsp;Nelle cartografie successive tale toponimo venne impropriamente trascritto come Rabbit (dall\u2019inglese da cui l&#8217;attuale coniglio), mentre appare pi\u00f9 verosimile la sua derivazione dal termine arabo \u201cRabit\u201d, che pu\u00f2 essere tradotto in legame (o che lega, che collega) suggerendo un plausibile riferimento all\u2019istmo che si forma di rado tra l\u2019isolotto e la costa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Psadrommus-alg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16065 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Psadrommus-alg.jpg\" alt=\"Psadrommus alg\" width=\"588\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Psadrommus-alg.jpg 480w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Psadrommus-alg-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><\/a>Sul prospiciente isolotto nidifica felicemente&nbsp;il gabbiano reale con una popolazione di circa cento coppie; inoltre vi vive esclusivamente una particolare specie di lucertola, la <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Psammodromus algirus<\/span><\/em><\/strong> di origini africane. Su questa meravigliosa spiaggia troviamo insieme ad una delicata vegetazione costiera, che risente del clima africano, e l\u2019attivit\u00e0 di deposizione delle uova da parte delle tartarughe <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Caretta caretta<\/span><\/em><\/strong>, anche un elevatissimo numero di bagnanti che raggiunge una media mensile di 2400 accessi al giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo studio<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLo scopo dello <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/268011682_RISCHIO_GEOMORFOLOGICO_INDOTTO_DA_ELEVATO_CARICO_TURISTICO_IL_CASO_DELLA_SPIAGGIA_DEI_CONIGLI_ISOLA_DI_LAMPEDUSA\">studio<\/a>&nbsp;dei Motta, che riassumiamo in questo articolo, \u00e8 stato di effettuare una valutazione del rischio geomorfologico che questo impatto ambientale provoca alla spiaggia attraverso l\u2019erosione accelerata del versante soprastante e delle vie di accesso. L\u2019erosione \u00e8 un fattore importante &nbsp;che comporta un apporto alla spiaggia di sedimenti diversi rappresentati da pietre e accumuli di muddy debris flow che peggiorano le sue caratteristiche sedimentologiche. Queste modifiche ambientali comportano un aumento del rischio per i possibili incidenti ai bagnanti e la perdita di valore turistico dell\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Una spiaggia da sogno<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/vista-sulla-spiaggia-dei-conigli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-16058\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/vista-sulla-spiaggia-dei-conigli.jpg\" alt=\"vista-sulla-spiaggia-dei-conigli\" width=\"745\" height=\"483\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/vista-sulla-spiaggia-dei-conigli.jpg 745w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/vista-sulla-spiaggia-dei-conigli-300x194.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 745px) 100vw, 745px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spiaggia dei Conigli, principale attrattiva turistica dell&#8217;isola di Lampedusa, \u00e8 particolarmente frequentata dai turisti. Nonostante sia relativamente distante dal centro abitato (circa 5 km), e la via carrabile sia percorribile solo con autobus di linea o mezzi noleggiati, la spiaggia attrae i bagnanti per la finezza della sabbia; l\u2019abbondanza di bioclasti calcarei crea uno spettacolare contrasto tra il bianco della spiaggia emersa, il verde turchese dei bassi fondali antistanti, il blu scuro dei fondali a Posidonia, il verde e l\u2019arancione delle colline rocciose circostanti. L\u2019area ha inoltre un grande valore naturalistico, per la vegetazione, con piante di tipo africano, e perch\u00e9 area di deposizione delle uova di tartaruga (Caretta caretta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/tartaruga-Caretta-caretta-450x270.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-16057\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/tartaruga-Caretta-caretta-450x270.jpg\" alt=\"tartaruga-Caretta-caretta-450x270\" width=\"850\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/tartaruga-Caretta-caretta-450x270.jpg 450w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/tartaruga-Caretta-caretta-450x270-300x180.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a>Purtroppo l\u2019elevato afflusso turistico causa il degrado o addirittura la distruzione della copertura di suolo, il danneggiamento della copertura vegetale, il trasporto di sassi dal versante verso la spiaggia, il trasporto di sabbia dalla spiaggia al sentiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spiaggia dei Conigli fa parte della Zona A della Riserva Naturale Orientata \u201cIsola di Lampedusa\u201d, istituita nel 1995 (G.U.R.S. n. 4 del 20.01.1996), che si trova all\u2019interno della Zona di Protezione Speciale \u201cIsola di Lampedusa e Lampione\u201d (Nicolini, 2001).<\/p>\n<figure id=\"attachment_16049\" aria-describedby=\"caption-attachment-16049\" style=\"width: 1041px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conigli-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16049 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conigli-1.jpg\" alt=\"spiaggia dei conigli 1\" width=\"1041\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conigli-1.jpg 658w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conigli-1-300x120.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1041px) 100vw, 1041px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16049\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">rapporto bagnanti per metro quadro nelle spiagge di Lampedusa<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;e&#8217; da dire che Legambiente, ente gestore della riserva, si batte da anni per contrastare i comportamenti illegali o scorretti che provocano questa forte erosione, attuando una serie di iniziative, fra cui:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; l\u2019effettivo divieto di accesso alla spiaggia con mezzi fuoristrada o motorizzati;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la delimitazione dei sentieri esistenti ed opera di educazione dei bagnanti per indurli a non abbandonare i sentieri segnalati, consentendo cos\u00ec la ripresa della vegetazione spontanea;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il rimboschimento di alcune parti dell\u2019isola;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la sistemazione del sentiero principale di accesso alla spiaggia, con posa di una trincea drenante che ne segua approssimativamente la mezzeria, e posa di una pavimentazione rustica in pietra locale nei punti di maggiore degrado;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la parziale colmatura dei solchi d\u2019erosione con pietra locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Criteri e metodi di analisi applicati<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Lo studio di &nbsp;Luigi e Michele Motta ha compreso l\u2019individuazione dei processi geomorfologici in atto attraverso il rilevamento della distribuzione delle forme d\u2019erosione indicatrici dei processi di versante in atto. Un timore presente nella direzione della Riserva Naturale, \u00e8 che l\u2019elevato numero di accessi causi un\u2019erosione importante della spiaggia, per adesione della sabbia alle scarpe o agli asciugamani. La presenza di questa forma di trasporto antropico \u00e8 suggerita dall&#8217;aspetto della parte del sentiero d\u2019accesso pi\u00f9 prossima alla spiaggia e dell\u2019area presso la fermata dell\u2019autobus, decisamente pi\u00f9 sabbiose del terreno circostante. Calcolando un massimo di 50 g asportabili da ciascun turista per il numero di accessi, gli autori hanno stimato una quantit\u00e0 di sabbia&nbsp; di 4,37 t\/anno, corrispondente a pochi metri cubi, un valore se vogliamo comunque modesto rispetto ai processi di erosione e sedimentazione naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Risultati<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019entroterra della spiaggia dei Conigli si trova al limite fra la costa settentrionale-occidentale dell\u2019isola, caratterizzata da imponenti falesie, terrazzi marini e grotte, e la costa a rias sudorientale, pi\u00f9 dolce e ricca di insenature con spiagge sabbiose. La dinamica attuale ha mostrato un\u2019erosione accelerata, conseguente principalmente alla deforestazione seguita alla colonizzazione pastorale di questa parte dell\u2019isola promossa dai Borboni dal 1843. I naturalisti che visitarono Lampedusa nel XVIII secolo, la descrissero ricoperta da una fitta e diversificata macchia mediterranea, con l\u2019aspetto di una macchia mediterranea, dominata da euforbia arborescente, lentisco e ginepro fenicio, nei versanti pi\u00f9 esposti ai venti (come quelli lungo cui si snoda l\u2019accesso alla spiaggia), e di una bassa boscaglia a pino d\u2019Aleppo, melograno, oleastro, carrubo e lentisco nei valloni. Purtroppo la situazione \u00e8 cambiata. Il disboscamento ha portato all&#8217;erosione di gran parte del suolo, conferendo al paesaggio un aspetto simile a quello delle aree predesertiche nordafricane.<\/p>\n<p>I valloni meridionali sono simili nell\u2019aspetto e nella dinamica agli uadi nordafricani e, sebbene talvolta ritenuti inattivi (Barbagallo, 2003), durante il periodo umido (autunno \u2013 inverno) sono talvolta percorsi da corsi d\u2019acqua effimeri e debris flow, che lasciano accumuli di sedimenti sabbioso \u2013 argillosi rossastri.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16061\" aria-describedby=\"caption-attachment-16061\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Termoclastismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16061 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Termoclastismo.jpg\" alt=\"L azione di frantumazione delle rocce pu\u00f2 anche essere dovuta alle ripetute dilatazioni e contrazioni che una roccia subisce durante il riscaldamento e il raffreddamento; si ha cos\u00ec il fenomeno del termoclastismo, tipico delle zone desertiche, dove pi\u00f9 marcate sono le escursioni termiche giornaliere.\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Termoclastismo.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Termoclastismo-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16061\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;azione di frantumazione delle rocce pu\u00f2 anche essere dovuta alle ripetute dilatazioni e contrazioni che una roccia subisce durante il riscaldamento e il raffreddamento; si ha cos\u00ec il fenomeno del termoclastismo, tipico delle zone desertiche, dove pi\u00f9 marcate sono le escursioni termiche giornaliere.<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_16062\" aria-describedby=\"caption-attachment-16062\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Aloclastismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16062 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Aloclastismo.jpg\" alt=\"Anche le acque salate che penetrano nelle fessure delle rocce esercitano un azione di fratturazione; infatti l evaporazione dell acqua provoca il deposito e la cristallizzazione dei sali che esercitano una pressione in grado di ampliare la porosit\u00e0 e la fessurazione della roccia. Questo fenomeno \u00e8 particolarmente presente nelle zone costiere (vaschette di erosione).\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Aloclastismo.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Aloclastismo-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16062\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Anche le acque salate che penetrano nelle fessure delle rocce esercitano un azione di fratturazione; infatti l evaporazione dell acqua provoca il deposito e la cristallizzazione dei sali che esercitano una pressione in grado di ampliare la porosit\u00e0 e la fessurazione della roccia. Questo fenomeno \u00e8 particolarmente presente nelle zone costiere (vaschette di erosione).<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I principali processi agenti in continuit\u00e0 sono la progressiva erosione della copertura di suolo, che ha mantenuto un certo spessore solo in tasche contenute nelle microforme a conca dell\u2019antico carso coperto, e il degrado superficiale delle rocce affioranti, a opera di <strong><span style=\"color: #008000;\">aloclastismo<\/span><\/strong> (ovvero a causa del processo di disgregazione delle rocce causato dall&#8217;azione fisica delle soluzioni sature che cristallizzano allargando le fessure nelle rocce) e del <strong><span style=\"color: #008000;\">termoclastismo<\/span><\/strong> (causato dall&#8217;azione di frantumazione delle rocce per ripetute dilatazioni e contrazioni che la porzione superficiale di una roccia subisce durante il riscaldamento e il raffreddamento successivo). Entrambi i processi causano la produzione di abbondante detrito minuto, che \u00e8 preso in carico stagionalmente (autunno \u2013 inverno) da processi gravitativi (crolli, debris flow). Il deflusso idrico naturale \u00e8 estremamente modesto, limitato dal carsismo, dalla permeabilit\u00e0 del terreno e dalla fitta vegetazione; si ha invece gully erosion dove il transito pedonale &nbsp;compatta il suolo e elimina la vegetazione arbustiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Carbonati<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conogli-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16066 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conogli-3.jpg\" alt=\"spiaggia dei conogli 3\" width=\"583\" height=\"437\"><\/a>La percentuale di carbonati nei campioni analizzati \u00e8 risultata sempre alta, tra il 60 e il 100%, per la composizione delle sorgenti naturali di questi sedimenti. La successione geologica dell\u2019isola, interamente compresa nel Miocene medio-superiore, mostra dal basso verso l\u2019alto calcareniti e calciruditi, calcilutiti, calcari marnosi e marne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I sedimenti della Spiaggia dei Conigli possono avere tre origini:<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>l\u2019erosione della scarpata a monte, che apporta sia clasti calcarei, sia clasti insolubili derivanti in gran parte dai suoli, costituiti da una miscela di residui insolubili , e dalla corrosione carsica delle rocce calcaree, e sabbie sahariane apportate dai venti sciroccali;<\/li>\n<li>l\u2019erosione delle falesie a lato della spiaggia (quasi esclusivamente clasti calcarei) con una minima quantit\u00e0 accessoria di clasti marnosi;<\/li>\n<li>la disgregazione dei gusci degli organismi marini attuali (quasi interamente calcitici e aragonitici).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La percentuale di calcare totale \u00e8 normalmente compresa fra l\u201985% e il 100%, percentuali talmente elevate da classificare questi sedimenti fra le sabbie calcaree. Fra 30 e 40 centimetri di profondit\u00e0, si nota un netto abbassamento della percentuale carbonatica, che rivela la presenza di sedimenti di natura diversa. La dinamica della spiaggia pu\u00f2 essere schematizzata come un\u2019alternanza di ripascimenti di materiale terrigeno ad opera dei processi geomorfologici agenti sui versanti soprastanti, e di erosione e\/o ridistribuzione dei sedimenti ad opera delle mareggiate, durante le quali si depongono strati pi\u00f9 ricchi di frammenti di gusci di organismi attuali. La composizione dei sedimenti della Spiaggia dei Conigli risente dei muddy debris flow segnalati in diversi inverni durante i periodi di forti piogge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/toptenspiaggia-315098.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16059 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/toptenspiaggia-315098.jpg\" alt=\"toptenspiaggia-315098\" width=\"581\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/toptenspiaggia-315098.jpg 605w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/toptenspiaggia-315098-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/a>Dal confronto dei dati granulometrici, compresi quelli del sito di nidificazione della spiaggia di Linosa (sabbia grossolana vulcanica, mal classata), si trae l\u2019impressione che le tartarughe non abbiano particolari esigenze per la nidificazione, salvo situazioni che rendano difficile lo scavo (ad esempio un aumento della frazione fine che favorisce la cementazione precoce, forte pietrosit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spiaggia sommersa \u00e8 costituita da sabbia grossolana, calcarea, mediamente classata (in prossimit\u00e0 della riva; a ridosso dell\u2019isola dei Conigli prevalgono fondali sassosi e fondi duri secondari). Le sabbie di apporto torrentizio sono egualmente grossolane, calcaree e mediamente classate. Nei gully, &nbsp;solchi fortemente incisi, con profilo trasversale a V e andamento da rettilineo a debolmente sinuoso, affiora ghiaia non classata, ricca di materiale fine.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Si possono distinguere i sedimenti di spiaggia in due gruppi:<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; sabbie grossolane, da mediamente a mal classate, affioranti in superficie a ridosso del vallone nella spiaggia sottostante i solchi d\u2019erosione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; sabbie medie da bene a mediamente classate, affioranti in superficie nei siti pi\u00f9 vicini al mare e presenti anche, a profondit\u00e0 oltre i 40 cm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La migliore classazione delle sabbie del secondo gruppo \u00e8 con ogni probabilit\u00e0 dovuta all\u2019azione di rielaborazione delle mareggiate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Distribuzione del rischio geomorfologico<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>In base ai risultati del rilevamento geomorfologico, dell\u2019analisi sedimentologica e della distribuzione della vulnerabilit\u00e0, \u00e8 possibile determinare il rischio associato. Si pu\u00f2 cos\u00ec suddividere l\u2019area in classi di rischio, comprendenti sia il rischio conseguente i pericoli che minacciano i frequentatori, sia il rischio conseguente la perdita di valore dell\u2019area, intesa come risorsa turistica dell\u2019isola.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16048\" aria-describedby=\"caption-attachment-16048\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conigli-rischio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16048\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conigli-rischio.jpg\" alt=\"spiaggia dei conigli rischio\" width=\"700\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conigli-rischio.jpg 528w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conigli-rischio-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/spiaggia-dei-conigli-rischio-320x202.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16048\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">analisi del rischio della spiaggia dei conigli <\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La carta del rischio geomorfologico evidenzia una distribuzione del rischio molto disomogenea, con:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"color: #008000;\">aree di basso rischio<\/span>, conseguente una bassa frequentazione e una minore esposizione al degrado ambientale (parte alta del versante);<\/li>\n<li><span style=\"color: #ff9900;\">aree di medio rischio<\/span>, conseguente una forte esposizione a pericoli geomorfologici associata a una bassa frequentazione (ad esempio, il fondo del vallone a monte della spiaggia);<\/li>\n<li><span style=\"color: #ff9900;\">aree di medio rischio<\/span>, conseguente una scarsa esposizione a pericoli geomorfologici associata a un\u2019altissima frequentazione (sentiero d\u2019accesso);<\/li>\n<li>aree di medio rischio, conseguente una scarsa esposizione a pericoli geomorfologici associata a un elevato valore turistico e ambientale (parte della spiaggia non a ridosso del versante);<\/li>\n<li><span style=\"color: #ff0000;\">aree di alto rischio<\/span>, conseguente una media o elevata esposizione a pericoli geomorfologici associata a un\u2019altissima frequentazione (sentiero d\u2019accesso e scorciatoie)<\/li>\n<li><span style=\"color: #ff0000;\">aree di alto rischio<\/span>, conseguente una media o elevata esposizione a pericoli geomorfologici associata a un\u2019alta frequentazione e un elevato valore turistico (parte della spiaggia a ridosso del versante).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Conclusioni<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/sentiero-spiaggia-conigli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16053 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/sentiero-spiaggia-conigli.jpg\" alt=\"sentiero-spiaggia-conigli\" width=\"580\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/sentiero-spiaggia-conigli.jpg 320w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/sentiero-spiaggia-conigli-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a>La sinergia fra metodi geomorfologici, geologici e statistici appare essenziale per un\u2019attendibile cartografia del rischio in aree a elevata frequentazione turistica. I risultati dello studio, evidenziano la fondatezza dei timori della direzione della Riserva Naturale, in particolare sul rischio di degrado ambientale e perdita di valore naturalistico dell\u2019area; costituiscono altres\u00ec un utile documento per valutare in futuro l\u2019efficacia delle misure di attenuazione del rischio in atto e in progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Analizzando i risultati, si evidenzia che i danni al valore naturalistico dell\u2019area evidenziati non derivano direttamente dall&#8217;afflusso di turisti, ma dalle sue conseguenze secondarie di degrado dell\u2019ambiente. Queste ultime possono essere in massima parte attenuate o eliminate, ad esempio con i seguenti interventi:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;&nbsp;delimitazione del sentiero in modo da limitare i danni alla vegetazione circostante nella parte alta del versante, e l\u2019accesso diretto alla spiaggia lungo scorciatoie nella parte bassa; ci\u00f2 pu\u00f2 essere praticato mediante semplici cordoni di limitazione, associati a cartelli che spieghino lo scopo della limitazione, &nbsp;come praticato con successo, ad esempio, nel Parco Nazionale del Teide (Tenerife, Canarie), avente problematiche simili;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;&nbsp;opere di contrasto della gully erosion analoghe a quelle gi\u00e0 sperimentate dal personale della riserva (riempimento dei solchi, drenaggio del sentiero, ecc.);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;&nbsp;interventi di ricostituzione della macchia mediterranea, i soli che possano dare risultati durevoli a lungo termine;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;&nbsp;contrasto della pratica di fissare gli ombrelloni con pietre;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;&nbsp;eventuale eliminazione o frantumazione dei depositi di muddy debris flow, sulla base dell\u2019analisi dell\u2019evoluzione futura dell\u2019area di frantumazione sperimentale del fragipan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Tali azioni dovrebbero essere sufficienti &nbsp;a riportare il versante soprastante la spiaggia in condizioni di moderata erosione, rendendo cos\u00ec sostenibile l\u2019attuale sfruttamento turistico dell\u2019area, senza danneggiarne la resa economica.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Michele_Motta21.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-16055 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Michele_Motta21.png\" alt=\"Michele_Motta2\" width=\"219\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Michele_Motta21.png 180w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Michele_Motta21-150x150.png 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Michele_Motta21-144x144.png 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Michele_Motta21-50x50.png 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Michele_Motta21-65x65.png 65w\" sizes=\"auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><\/a><strong>estratto dallo<a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/268011682_RISCHIO_GEOMORFOLOGICO_INDOTTO_DA_ELEVATO_CARICO_TURISTICO_IL_CASO_DELLA_SPIAGGIA_DEI_CONIGLI_ISOLA_DI_LAMPEDUSA\"> studio<\/a>&nbsp;di Luigi e Michele Motta&nbsp;<\/strong><br \/>\n<strong>Universit\u00e0 di&nbsp;Torino<\/strong><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: spiaggia dei conigli &nbsp; Un interessante&nbsp;studio, effettuato da Luigi Motta e Michele Motta dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra, fornisce una valutazione del rischio geomorfologico della spiaggia dei Conigli, la principale risorsa turistica di Lampedusa ed un ecosistema particolarmente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":16052,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[1772,1771],"class_list":["post-16045","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geologia-marina","tag-lampedusa","tag-spiaggia-dei-conigli"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Uno studio sul rischio geomorfologico indotto da elevato carico turistico: il caso della spiaggia dei conigli di Lampedusa di Luigi e Michele Motta &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/16045\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Uno studio sul rischio geomorfologico indotto da elevato carico turistico: il caso della spiaggia dei conigli di Lampedusa di Luigi e Michele Motta &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  9 minuti. . 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