{"id":15700,"date":"2017-10-07T00:21:28","date_gmt":"2017-10-06T22:21:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=15700"},"modified":"2026-06-13T10:14:05","modified_gmt":"2026-06-13T08:14:05","slug":"15700","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/15700","title":{"rendered":"1999 Bombe in Adriatico: l&#8217;anno della svolta &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: marina militare, operazioni di cacciamine, Kossovo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ebbe inizio la mattina del <strong><span style=\"color: #008000;\">13 maggio 1999<\/span><\/strong>, con tre unit\u00e0 della 54 Squadriglia alla fonda davanti all&#8217;isola di Tavolara, Sardegna, in una splendida e calda giornata di sole, con mare calmo ed una leggera brezza marina da nord.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1200px-Tavolara_from_South-e1504361079137.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15722 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1200px-Tavolara_from_South-e1504361079137.jpg\" alt=\"1200px-Tavolara_from_South\" width=\"542\" height=\"407\" \/><\/a><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">isola di Tavolara &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia che racconto oggi \u00e8 quella di un evento recente che pu\u00f2 essere considerato il pi\u00f9 importante, in ordine di magnitudine, dopo la grande bonifica dei porti italiani al termine della seconda guerra mondiale. Fu un evento importante perch\u00e9 rappresent\u00f2 l&#8217;anno della svolta per le forze di contromisure mine italiane che si proiettarono in una dimensione operativa totalmente nuova alle soglie del 3 millennio. Racconter\u00f2 la bonifica nel Mar Adriatico delle bombe, rilasciate in emergenza in acque internazionali, dagli aerei della NATO in ritorno dalle missioni nei Balcani\u00a0 durante il conflitto del Kosovo; un evento che all&#8217;epoca caus\u00f2, dal punto di vista mediatico e politico, non pochi imbarazzi e speculazioni. Non toccher\u00f2 pi\u00f9 di tanto questi aspetti ma mi soffermer\u00f2 su quelli tecnici e di impiego delle Forze di CMM italiane e, successivamente, anche della NATO, in una missione decisamente atipica. Avendo vissuto questa missione in prima persona cercher\u00f2 di riassumere l&#8217;operazione, denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">Profeta<\/span><\/strong>, che vide coinvolti oltre mille uomini in un&#8217;attivit\u00e0 rischiosa per oltre 60 giorni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54-squadriglia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15715 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54-squadriglia.jpg\" alt=\"54 squadriglia\" width=\"364\" height=\"318\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">crest 54^ squadriglia anno 1999 &#8211; photo credit andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tutto inizi\u00f2 in una giornata di sole<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn qualit\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante della 54\u00a0Squadriglia cacciamine<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">COMSQUADRAG 54<\/span><\/strong>) mi trovavo con tre delle otto unit\u00e0 cacciamine a me assegnate alla fonda dopo appena terminato un&#8217;impegnativa settimana di esercitazione multinazionale alla quale avevano partecipato anche unit\u00e0 francesi, spagnole e statunitensi, ed eravamo in attesa di trasferirci a Cagliari per una attivit\u00e0 di routine addestrativa con le unit\u00e0 maggiori della squadra. Viste le favorevoli condizioni meteorologiche ordinai un&#8217;esercitazione di ricerca speditiva di ordigni, impiegando tutti i team subacquei disponibili a rotazione. Invece di attendere a bordo il loro ritorno, decisi di seguire gli operatori in immersione. Come avevo appreso dai miei comandanti precedenti non c\u2019\u00e8 fattore pi\u00f9 motivante che un comandante che \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">si sporca le mani<\/span><\/strong>\u201d condividendo con i suoi uomini fatiche e dolori. Sebbene l&#8217;attivit\u00e0 fosse tutto sommato piacevole, venivamo tutti da una settimana piena che ci aveva impegnato giorno e notte, ma lo spirito di corpo degli equipaggi di contromisure mine, come quello di tutte le componenti speciali e specialistiche della Marina Militare, faceva dimenticare tutte le fatiche. Dopo una mezzora, fui chiamato via radio dal comandante di nave Alghero, il <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Mattesi<\/span><\/strong>, che mi inform\u00f2 di un messaggio urgentissimo da parte del nostro Comando operativo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54esima.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15710 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54esima.jpg\" alt=\"54esima\" width=\"2905\" height=\"922\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54esima.jpg 2905w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54esima-300x95.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54esima-1024x325.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 2905px) 100vw, 2905px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">unit\u00e0 della 54^ squadriglia in formazione, 1999, foto MMI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raggiunsi la radio e mi fu ordinato di dirigere immediatamente con le tre navi a Messina, sbarcare al volo con il mio staff e fare rientro immediatamente a La Spezia in aereo. L\u2019ordine ricevuto era quanto meno bizzarro in quanto difficilmente al Comandante di una Squadriglia viene ordinato di lasciare le sue navi stando in mare. Ci trasferimmo alla massima velocit\u00e0, arrivando a mezzanotte a Messina. Come disposto firmai l&#8217;ordine per le tre navi di raggiungere l\u2019Adriatico in attesa di ordini successivi e lasciai, sebbene a malincuore le tre unit\u00e0 proseguire verso l&#8217;Adriatico. Come premesso, eravamo nella primavera del 1999, in <strong><span style=\"color: #008000;\">piena situazione di crisi nel Kosovo<\/span><\/strong>. Le Forze Armate italiane erano pienamente coinvolte sul terreno, ed un importante componente di altura, composta da fregate e rifornitrici, pattugliava l&#8217;Adriatico. Immaginai che quell&#8217;ordine fosse legato alla scorta in acque ristrette delle nostre unit\u00e0 maggiori, un compito delicato nel quale i cacciamine avrebbero dovuto guidare con altissima precisione le sorelle maggiori fra le isole di quella che era un tempo stata la Jugoslavia. Ciononostante, l&#8217;ordine ricevuto di sbarcare in piena notte, non era un procedura usuale ed il mistero si infittiva. Con il primo volo del mattino imbarcai con il mio staff per raggiungere l&#8217;aeroporto di Pisa dove ci attendeva un mezzo per tornare a La Spezia. All&#8217;arrivo mi recai nell&#8217;ufficio del <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICODRAG<\/span><\/strong>, ovvero del comandante delle Forze di Contro Misure Mine, il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Mauro Fedel<\/span><\/strong>. Ufficiale specialista CMM di grande esperienza, che mi ordin\u00f2, in maniera laconica, di raggiungere immediatamente la sede della Squadra Navale a Roma e presentarmi al Comandante in Capo della Squadra Navale per assumere la direzione della Cellula di Guerra di contro misure mine (mai attivata dopo la seconda guerra mondiale); altri dettagli mi sarebbero stati forniti in seguito. La situazione era senza ombra di dubbio misteriosa per cui compresi che sarebbe stato inutile insistere. Nel tardo pomeriggio arrivai a Roma e mi presentai dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Sottocapo alle Operazioni della Squadra Navale<\/span><\/strong>, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Maurizio Gemignani<\/span><\/strong>, che mi port\u00f2 finalmente al corrente della situazione. Un peschereccio italiano, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Profeta<\/span><\/strong>, pescando in acque internazionali, aveva raccolto nella rete delle <strong><span style=\"color: #008000;\">sub munizioni<\/span><\/strong> presumibilmente appartenenti a delle bombe di aereo della NATO. La situazione era politicamente piuttosto delicata, riguardando una &#8220;minaccia&#8221; che era scaturita da un&#8217;azione di mezzi della NATO, seppur legittima ed approvata dall&#8217;allora Governo D&#8217;Alema. C&#8217;era quindi la necessit\u00e0 di bonificare degli ordigni di quantit\u00e0 e tipologia sconosciuta, in un&#8217;area circoscritta dell&#8217;Adriatico posta in acque internazionali, dove per\u00f2 i nostri pescherecci erano usi pescare a strascico; tutto questo per ridurre il rischio per le attivit\u00e0 pescherecce locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un brutto incidente<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nVenni quindi a conoscenza degli eventi dei giorni precedenti. Il giorno 10 maggio un peschereccio di Chioggia, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Profeta<\/span><\/strong>, mentre era intento a pescare in acque internazionali, aveva raccolto nel sacco della sua rete uno strano oggetto metallico cilindrico. In fase di recupero, il cilindretto era \u201cesploso\u201d, ferendo in maniera grave alcuni membri dell&#8217;equipaggio e facendo anche danni alla fiancata del peschereccio. Il peschereccio, uno dei pi\u00f9 grandi della marineria di Chioggia, si trovava a circa quaranta chilometri dalla costa, in un&#8217;area fangosa frequentata da pescherecci di tutte le nazionalit\u00e0. A bordo del peschereccio oltre al comandante, <strong><span style=\"color: #008000;\">Gimmy Zennaro<\/span><\/strong>, si trovavano i marinai <strong><span style=\"color: #008000;\">Gino Ballarin, Vanni Bellemo, Roberto Nordio<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Johnny Lombardo<\/span><\/strong>. L&#8217;eco dell&#8217;esplosione era stata sentita dagli altri pescherecci in zona che probabilmente avevano dato l&#8217;allarme. In un primo momento si ipotizz\u00f2 fosse stata causata dall&#8217;esplosione accidentale di uno dei tanti ordigni bellici della I e II guerra mondiale, accidentalmente raccolto nelle reti, la cui presenza in zona era nota e ben segnalata nelle carte nautiche dell&#8217;Istituto Idrografico della Marina. Dopo un primo intervento degli artificieri dell&#8217;Esercito, intervenuti al rientro del peschereccio a Chioggia, emerse il sospetto che si trattasse invece di un ordigno a frammentazione decisamente pi\u00f9 moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non avendo alcuna foto dell&#8217;ordigno ma solo una sommaria descrizione ed alcune testimonianze di altri pescatori, deducemmo che potesse trattarsi di una <strong><span style=\"color: #008000;\">cluster bomb<\/span><\/strong>, un tipo di sub-munizionamento contenuto all&#8217;interno di alcune bombe di aereo alleate, le <strong><span style=\"color: #008000;\">CBU 87<\/span><\/strong>,\u00a0 che allora venivano impiegate da alcuni paesi NATO nelle operazioni di bombardamento in Kosovo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/cbu-87.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16487 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/cbu-87.jpg\" alt=\"cbu 87\" width=\"679\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/cbu-87.jpg 540w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/cbu-87-300x211.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 679px) 100vw, 679px\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">funzionamento del sistema CBU &#8211; credit Textron<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo tipo di bombe erano in dotazione a molte aeronautiche e venivano impiegate per demolire infrastrutture aeroportuali e bunker per mezzo di quelle sub-munizioni che, quando rilasciate in aria, si disperdono nell&#8217;area , frenate da un paracadute, atterrando nei pressi dei loro bersagli esplodendo o incendiandoli. Nessuno, fino ad allora, si era mai posto la domanda di come bonificare in mare le cluster bomb; un evento nuovo che poneva quindi due problemi: la loro indubbia pericolosit\u00e0 e la difficolt\u00e0 di scoprirle al sonar in quanto di dimensioni molto piccole. Con molti dubbi mi presentai nell&#8217;Ufficio dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Paolo Giardini<\/span><\/strong>, Comandante della Squadra Navale italiana, che mi accolse con grande cordialit\u00e0. L\u2019ammiraglio di Squadra Giardini era noto per il suo estremo pragmatismo e mi fece subito una domanda: &#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Di che cosa ha bisogno per effettuare questa operazione?<\/span><\/strong><\/em>&#8221; Non nascondo che fosse una domanda da un milione di euro.\u00a0Si trattava di minaccia nuova, sconosciuta ai nostri EOD, mai affrontata con i cacciamine o con i sommozzatori dello SDAI (ovvero del Servizio\/Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) con cui spesso lavoravamo in sinergia. L&#8217;emergenza richiedeva di operare con decisione e rapidit\u00e0 ma anche con ponderatezza per ridurre i rischi per il personale ed i mezzi. Risposi con franchezza che come esperto di settore avevo bisogno di maggiori informazioni sulla minaccia, incominciando da subito a predisporre l&#8217;organizzazione dell&#8217;operazione. Il mio pensiero and\u00f2 subito i miei tre comandanti in mare con i quai avrei preferito condividere le difficolt\u00e0 della missione, ma non c&#8217;era tempo da perdere.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/congedo-giardini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15711\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/congedo-giardini.jpg\" alt=\"congedo giardini\" width=\"1101\" height=\"734\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/congedo-giardini.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/congedo-giardini-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1101px) 100vw, 1101px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">a destra, l&#8217;ammiraglio di Squadra Paolo Giardini, al momento del suo congedo, con il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso giorno fu attivata la <strong><span style=\"color: #008000;\">cellula di guerra<\/span><\/strong> composta, oltre che dal sottoscritto, da un ufficiale di mia estrema fiducia, l\u2019allora <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di corvetta Piegaja<\/span><\/strong>, e l&#8217;eccellente <strong><span style=\"color: #008000;\">capo segnalatore Cirillo<\/span><\/strong>. Immediatamente ci coordinammo con le unit\u00e0 in mare, assegnandogli compiti esplorativi centrati sulla posizione geografica dell&#8217;incidente, un area circolare di pericolo di circa cinque miglia di raggio. Avremmo poi allargato l&#8217;area di ricerca, che si presentava piuttosto vasta, in funzione delle necessit\u00e0. Ora bisognava incominciare a raccogliere e filtrare le informazioni provenienti dai comandi NATO per poter pianificare in maniera ottimale l&#8217;intervento. Il Comando NATO delle Forze aeree di Aviano ci forn\u00ec una prima lista delle bombe rilasciate in emergenza dagli aerei alleati nelle differenti <strong><span style=\"color: #008000;\">jettison area<\/span><\/strong> locate in Adriatico in acque internazionali. Queste aree circolari, previste dal diritto internazionale, vengono impiegate per scaricare gli ordigni che, per qualche motivo, non sono stati lanciati sui loro obiettivi, per consentire il successivo atterraggio nelle basi operative. Le Jettison area, usate anche dagli aerei civili per scaricare il carburante in emergenza, erano state stabilite lungo la mezzeria del mare Adriatico, dalle foci del Po fino a Santa Maria di Leuca.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/gianni_rivera.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15712 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/gianni_rivera.jpg\" alt=\"gianni_rivera\" width=\"436\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/gianni_rivera.jpg 700w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/gianni_rivera-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;allora Sotto Segretario alla Difesa Gianni Rivera<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo si scaten\u00f2 una aggressione mediatica tra coloro che desideravano utilizzare l&#8217;incidente per fini politici ed il Governo. Vi fu anche un&#8217;interrogazione parlamentare alla quale rispose prontamente l&#8217;allora <strong><span style=\"color: #008000;\">Sotto Segretario alla Difesa Gianni Rivera<\/span><\/strong>. Tra i documenti ufficiali di quel tormentato e confuso periodo voglio riportare alcuni punti della <a href=\"https:\/\/legislature.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/stenografici\/sed543\/s240.htm#Rivera%20Giovanni%2032%2033\">risposta data dal Sottosegretario<\/a> nella Assemblea della Seduta n. 543 del 27\/5\/1999 in merito agli <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Ordigni sganciati nel mare Adriatico da aerei della NATO<\/span><\/em><\/strong><i>:\u00a0 <\/i><em><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/em><br \/>\n&#8211; <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Sin dall&#8217;avvio delle operazioni militari nei Balcani erano state individuate sei aree circolari in <\/span><\/strong><\/em><em><strong><span style=\"color: #008000;\">acque internazionali per consentire lo sgancio in sicurezza dei carichi esterni dei velivoli che si venissero a trovare in condizioni di emergenza, le cosiddette\u00a0jettison areas.<br \/>\n&#8211; Gli ordigni rilasciati in mare sono inerti e non rappresentano in generale un pericolo, anche se non si pu\u00f2 escludere in assoluto il rischio di un&#8217;attivazione per cause connesse a rimozioni o manipolazioni accidentali, come \u00e8 purtroppo accaduto il 10 maggio scorso.<br \/>\n&#8211; Le autorit\u00e0 nazionali NON\u00a0erano a conoscenza di informazioni specifiche su avvenuti sganci di ordigni esplosivi che richiedessero l&#8217;emanazione di avvisi preventivi di pericolosit\u00e0 alla navigazione. Detti avvisi sono stati emessi, invece, successivamente al ritrovamento di ordigni nella zona di mare dell&#8217;area del golfo di Venezia il 10 maggio scorso. <\/span><\/strong><\/em><em><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/BNS_Godetia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15741 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/BNS_Godetia.jpg\" alt=\"BNS_Godetia\" width=\"578\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/BNS_Godetia.jpg 688w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/BNS_Godetia-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">BNS Godetia nave comando della SNMCMG1, una delle due forze navali NATO cooperanti durante l&#8217;operazione PROFETA sotto egida dell&#8217;operazione NATO HARVEST &#8211; autore Jin Scott &#8211; da <a href=\"https:\/\/www.jimscott.co.uk\/Ships\/Warships\/\">https:\/\/www.jimscott.co.uk\/Ships\/Warships\/<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><b><i>&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>si \u00e8 provveduto ad acquisire presso i comandi NATO informazioni aggiornate sulle jettison areas nel corso del tempo; a diffondere a tutti gli enti competenti interessati, ed in particolare ai comandi militari marittimi e alle capitanerie di porto dell&#8217;Adriatico, le informazioni relative alle aree di sgancio; ad acquisire presso i comandi alleati competenti le informazioni specifiche relative agli ordigni sganciati nell&#8217;ambito delle operazioni aeree sui Balcani.<\/em><\/span><\/strong><\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><b><i><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>&#8211;<\/em><\/span><\/strong><\/i><\/b><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>\u00a0gli ordigni rilasciati sono stati neutralizzati prima dello sgancio e risultano composti da materiali ed esplosivi di tipo convenzionale che non dovrebbe configurare problemi specifici di tossicit\u00e0 ambientale.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0 <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Il loro numero rappresenta meno dell&#8217;1% rispetto agli ordigni utilizzati dai velivoli nel corso della campagna aerea. Il dettaglio delle posizioni di sgancio \u00e8 stato reso noto dalle autorit\u00e0 alleate e, attraverso i comandi militari marittimi dell&#8217;alto Adriatico, del basso Adriatico e dello Ionio e le dipendenti capitanerie di porto, sono stati emessi gli avvisi ai naviganti di pericolosit\u00e0 delle zone interessate. <\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>&#8211; Detti avvisi, essendo relativi a zone di mare poste in acque internazionali, hanno funzione di informativa e di allarme ma non valore di obbligatoriet\u00e0 per gli operatori marittimi; \u00e8 stato disposto l&#8217;invio di 5 unit\u00e0 cacciamine della marina militare per esplorare la zona di mare di ritrovamento degli ordigni e di quelle interessate allo sgancio, sulla base delle informazioni fornite dalle autorit\u00e0 militari NATO ed in relazione ai fondali che possono costituire pericolo alle attivit\u00e0 marittime.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>&#8211; I cacciamine stanno operando nell&#8217;area del golfo di Venezia gi\u00e0 dal 17 maggio, con buoni risultati, essendo gi\u00e0 stati localizzati ed identificati 8 ordigni nella zona dell&#8217;incidente del moto pesca Profeta dove, come ho gi\u00e0 detto, risultano rilasciate 17 bombe;<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>&#8211; E&#8217; stato richiesto alle competenti autorit\u00e0 della NATO di inviare una task Force dell&#8217;alleanza costituita da unit\u00e0 cacciamine che si affiancheranno alle unit\u00e0 della marina militare gi\u00e0 operanti in Adriatico per le operazioni di bonifica. Tale forza \u00e8 previsto che arrivi in Adriatico entro la prima settimana di giugno.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><em>&#8211;\u00a0 <\/em><\/strong><\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Gli oneri finanziari derivanti dall&#8217;impiego di queste forze navali sono a carico dei paesi che forniscono le navi e comunque essi sarebbero stati sostenuti, ancorch\u00e9 in zone di mare diverse e\/o per altre finalit\u00e0, poich\u00e9 i mezzi navali, come quelli aerei, comportano oneri per il fatto stesso di essere operativi. Inoltre, per quanto concerne l&#8217;Italia, la presenza di nostre navi, oltre che doverosa nell&#8217;interesse del paese per la sicurezza delle attivit\u00e0 marittime in Adriatico, \u00e8 anche indispensabile per la conoscenza che ha la nostra marina militare delle aree interessate all&#8217;attivit\u00e0.<br \/>\n<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>&#8211;\u00a0 <\/em><\/strong><\/span><em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Per quanto concerne l&#8217;impatto sulle attivit\u00e0 economiche della zona, il Governo ha avviato immediatamente incontri con le autorit\u00e0 politiche e le amministrazioni locali. <\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Reazioni della stampa<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente lo scontro con le opposizioni fu violentissimo; i giornali si suddivisero tra quelli che volevano sfruttare l&#8217;evento per attaccare la politica della NATO e quella del Governo ed altri che legittimavano le decisioni del Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em><strong><span style=\"color: #008000;\">cattiva informazione<\/span><\/strong><\/em>, oggi potremmo chiamarla l&#8217;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">insieme delle fake news<\/span><\/em><\/strong>,\u00a0 regn\u00f2 sovrana. Niente di nuovo ma nel mezzo, come spesso accade, vi erano oltre 1.000 militari che si apprestavano ad iniziare una complessa bonifica che li avrebbe impegnati per quasi due mesi; per alcuni anche a rischio della propria incolumit\u00e0. Nel prossimo articolo descriver\u00f2 l&#8217;operazione a onore di coloro che rischiarono la loro vita in mare in quei caldi giorni d&#8217;Estate.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>se non diversamente citato &#8211; immagini di propriet\u00e0 dell&#8217;autore &#8211; in anteprima immagine generata con AI che mostra l&#8217;esplosione circoscritta di una mina navale &#8211; l&#8217;altezza ed ampiezza della colonna dipende da molti fattori per cui l&#8217;immagine \u00e8 solo rappresentativa<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/15700\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/15719\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: marina militare, operazioni di cacciamine, Kossovo . 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