{"id":15626,"date":"2017-09-24T00:06:06","date_gmt":"2017-09-23T22:06:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=15626"},"modified":"2026-08-24T17:49:14","modified_gmt":"2026-08-24T15:49:14","slug":"scapa-flow-una-storia-da-raccontare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/15626","title":{"rendered":"Scapa Flow, una storia da raccontare di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><strong><br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: guerra, flotta tedesca<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raccontiamo oggi un episodio forse poco noto alla maggior parte degli amanti del mare: la storia dell&#8217;autoaffondamento della flotta tedesca nei pressi della base della Royal Navy britannica di <strong><span style=\"color: #008000;\">Scapa Flow<\/span><\/strong>, in Scozia, in seguito alla conclusione della prima guerra mondiale. Come vedremo il loro gesto fu un estremo atto di dignit\u00e0 per non soggiacere alle dure regole che gli erano state imposte al termine della guerra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/scapa-flow-historic-map2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16416 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/scapa-flow-historic-map2.jpg\" alt=\"scapa-flow-historic-map2\" width=\"1114\" height=\"722\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/scapa-flow-historic-map2.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/scapa-flow-historic-map2-300x194.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1114px) 100vw, 1114px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mappa della baia di Scapa Flow<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlare di questo evento storico ci da anche l&#8217;occasione per raccontare la storia dello sviluppo delle <strong><span style=\"color: #008000;\">Dreadnought<\/span><\/strong>, unit\u00e0 da battaglie che furono sviluppate su un progetto di un ingegnere italiano, <strong><span style=\"color: #008000;\">Vittorio Cuniberti<\/span><\/strong>. Oggi Scapa Flow conserva ancora un certo numero di relitti ed \u00e8 forse uno dei cimiteri di navi maggiori del pianeta. Per questo motivo \u00e8 divenuto un ricercato sito di immersioni che offre ai subacquei relitti di grande interesse storico. Ma andiamo con ordine, incominciando con la fine della I guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La fine di una dolorosa guerra<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa notizia dell&#8217;abdicazione del Kaiser e della firma dell&#8217;armistizio sorpresero la <strong><span style=\"color: #008000;\">Hochseeflotte<\/span><\/strong> (Flotta d&#8217;alto mare) nei porti di Kiel e di Wilhelmshaven.\u00a0Il piano dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Von Hipper<\/span> <\/strong>di sfidare la flotta inglese era stato vanificato pochi giorni prima dall&#8217;ammutinamento degli equipaggi nella base di Kiel che si erano rifiutati di eseguire l&#8217;ordine di salpare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/von-hipper-admiral.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16419 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/von-hipper-admiral.jpg\" alt=\"von hipper admiral\" width=\"404\" height=\"638\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/von-hipper-admiral.jpg 367w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/von-hipper-admiral-190x300.jpg 190w\" sizes=\"auto, (max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Von Hipper<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le trattative di pace erano ormai in corso da alcune settimane ed il piano di Von Hipper non era il desiderio di un ultimo scontro ma la ricerca di alleggerire, in vista dell&#8217;imminente fine del conflitto, la posizione dell&#8217;esercito sul fronte occidentale, al fine di ottenere condizioni pi\u00f9 favorevoli. Il piano era geniale, attirare la flotta britannica verso sud, facendola finire\u00a0 tra i campi minati della barriera del Nord dove gli U-boot tedeschi avrebbero potuto infliggere pesanti perdite, offrendo cos\u00ec \u00a0alla flotta germanica, praticamente intatta\u00a0 la possibilit\u00e0 di attaccare la flotta inglese\u00a0 in condizioni di relativa superiorit\u00e0. La flotta tedesca era al massimo dell\u2019efficienza con ufficiali preparati e navi efficienti. D\u2019altra parte gli equipaggi erano stanchi e desiderosi di ultimare quella lunga guerra. \u00a0Il 31 ottobre 1918, fu dato l&#8217;ordine di muovere per attaccar e la flotta nemica fare vapore per andare incontro alla flotta nemica. La rivolta scoppi\u00f2 a Kiel. Il 4 novembre i marinai avevano preso d&#8217;assalto gli arsenali e avevano assunto il controllo del porto. Ci fu una fuga generale, partendo dal principe Enrico, fratello del Kaiser, che comandava la base navale, ai vari generali che, in cor loro, speravano in un ultima battaglia. L&#8217;ammutinamento dei marinai di Kiel, imitato da quelli delle altre basi (Wilhelmshaven e gli altri porti del Baltico) non era stato diretto contro il governo che perseguiva una politica di pace ma contro l&#8217;ostinazione degli ufficiali. \u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Noske<\/span> <\/strong>era riuscito a ristabilire un certo ordine senza spargimenti di sangue. Ma si trattava di una calma apparente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ammutinamento-di-kiel-1918.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16420 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ammutinamento-di-kiel-1918.jpg\" alt=\"Zentralbild\/IML Novemberrevolution in Deutschland Mit dem Aufstand der Matrosen und Arbeiter am 3.11.1918 in Kiel beginnt die November-revolution. Am 6. November greift die revolution\u00e4re Bewegung auf Wilhelmshaven \u00fcber. UBz. den Soldatenrat des Linienschiffes &quot;Prinzregent Luitpold&quot;.\" width=\"673\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ammutinamento-di-kiel-1918.jpg 798w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ammutinamento-di-kiel-1918-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 673px) 100vw, 673px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;ammutinamento di Kiel, 1918 Zentralbild\/IML <strong><span style=\"color: #008000;\">Novemberrevolution in Deutschland <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Mit dem Aufstand der Matrosen und Arbeiter am 3.11.1918 in Kiel beginnt die November-revolution. Am 6. November greift die revolution\u00e4re Bewegung auf Wilhelmshaven \u00fcber. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">UBz. den Soldatenrat des Linienschiffes &#8220;Prinzregent Luitpold&#8221;.<\/span><\/strong><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le illusioni che questa rivolta trovasse anche in Francia ed in Inghilterra analoga risposta furono freddate dalle condizioni durissime ed umilianti degli Alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Le clausole navali furono ancora pi\u00f9 pesanti<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Gli Alleati mantennero intatto il blocco navale grazie all&#8217;accesso al Baltico ormai non pi\u00f9 pattugliato dalla flotta tedesca. Anche\u00a0 l&#8217;impegno previsto dai trattati di rifornire di derrate alimentari la Germania durante il periodo armistiziale rimase solo sulla carta almeno fino alla fine di marzo del 1919. Inoltre, l&#8217;articolo 23 dell&#8217;ancora <span style=\"text-decoration: underline;\">non firmato<\/span> armistizio obbligava i Tedeschi al disarmo delle navi da guerra della flotta tedesca d&#8217;alto mare \u00a0ed il loro internamento \u00a0in porti neutrali o in porti delle potenze alleate. Ci\u00f2\u00a0 riguardava sei incrociatori, dieci corazzate, otto incrociatori leggeri (di cui due posamine), 50 cacciatorpediniere di ultimo tipo. Praticamente il nocciolo della flotta doveva\u00a0 lasciare i porti tedeschi disarmato entro sette giorni dalla firma del trattato di armistizio. La rivolta contro gli ufficiali fu messa a tacere e la disciplina ristabilita, anche per ottemperare alla pretesa britannica che il comando della flotta tedesca, destinata all&#8217;internamento nei porti inglesi, \u00a0fosse affidato a un ammiraglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Ludwig_von_Reuter_1869-1943.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16421 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Ludwig_von_Reuter_1869-1943.jpg\" alt=\"Ludwig_von_Reuter_(1869-1943)\" width=\"243\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Ludwig_von_Reuter_1869-1943.jpg 382w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Ludwig_von_Reuter_1869-1943-191x300.jpg 191w\" sizes=\"auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/a>L\u2019ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Ludwig Von Reuter <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">(1869-1943)<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">,<\/span><\/strong> ex comandante dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore Derfflinger<\/span><\/strong> che aveva combattuto alla battaglia di <strong><span style=\"color: #008000;\">Dogger Bank<\/span><\/strong> nel 1915 e combattuto in numerose battaglie con valore, assunse il comando di tutte le forze d&#8217;esplorazione della Flotta d\u2019alto mare. Alle prime ore del 21 novembre 1918 la flotta tedesca, incontr\u00f2 quella inglese al largo del <strong><span style=\"color: #008000;\">Firth of Forth<\/span><\/strong>, la profonda insenatura creata nella costa orientale della Scozia. La commissione di controllo sal\u00ec a bordo delle navi per verificare scrupolosamente che le disposizioni del disarmo fossero state eseguite quindi l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Beatty<\/span><\/strong> ordin\u00f2 che dall&#8217;indomani la bandiera di guerra tedesca non fosse pi\u00f9 issata. Questo non era previsto e a nulla valsero le proteste di Von Reuter. Inoltre i Britannici ordinarono che la flotta tedesca raggiungesse Scapa Flow, una base navale presso le isole Orcadi, al largo della Scozia. Una soluzione umiliante per la flotta tedesca,\u00a0 che era stata ottenuta faticosamente dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Alfred Von Tirpitz<\/span><\/strong>, segretario di stato per la marina, in un regime politico militare decisamente land centric.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una resa umiliante<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Reflec125-1-.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16414 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Reflec125-1-.gif\" alt=\"Reflec125-1-\" width=\"475\" height=\"273\" \/><\/a>Il 23 novembre 1918, allo spuntare dell&#8217;alba le navi del Kaiser entrarono nella rada di Scapa Flow. \u00a0L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Beatty<\/span><\/strong> sottopose la flotta tedesca ad umiliazioni continue, non previste dall\u2019armistizio, negando alla flotta tedesca ogni aiuto alimentare, limitando la fornitura di nafta e di carbone minima indispensabile e vietando categoricamente agli equipaggi, ufficiali compresi di mettere piede a terra. Gli equipaggi tedeschi, guidati dall&#8217;esempio dell&#8217;ammiraglio Von Reuter, reagirono con disciplina e senso del dovere anche quando i viveri cominciarono a scarseggiare. I Britannici non rifornivano le navi tedesche che per poter sopravvivere erano costrette a basarsi sui scarsi rifornimenti dalla Germania o dalla pesca delle aringhe. I marinai con ami di fortuna e carne in scatola come esca, riuscivano a pescare in abbondanza, in alternativa c\u2019erano sempre i gabbiani. Il freddo arriv\u00f2 presto e le scarse dotazioni di carbone non consentiva di potersi riscaldare. Insomma un\u00a0 inferno mentre le diplomazie erano ancora \u00a0intente a trovare un accordo di pace. Von Reuter rendendosi conto che la flotta tedesca non aveva futuro decise, con il pieno appoggio dei suoi ufficiali e degli equipaggi, di strappare la flotta tedesca dalle mani del nemico, auto affondandola. Il 17 giugno <strong><span style=\"color: #008000;\">Von Reuter<\/span><\/strong> diram\u00f2 ai suoi ufficiali le procedure \u00a0di autoaffondamento e la mattina del 21 giungo 1919, nel momento in cui le navi inglesi lasciarono il porto di Scapa Flow per un&#8217;esercitazione, diede l\u2019ordine issando sull&#8217;albero dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore Emden il guidone Z<\/span> <\/strong>ovvero via libera per il combattimento. In altre parole non essendo in possesso di armi e munizioni, quell&#8217;ordine era da intendersi auto affondarsi. Le navi inglesi di sorveglianza, assistendo \u00a0al simultaneo affondamento delle navi tedesche aprirono il fuoco sulle scialuppe tedesche che issavano la bandiera bianca, uccidendo otto marinai e ferendone una ventina. Tra le 12 e le 17 del 21 giugno tutta la flotta tedesca si inabiss\u00f2. L&#8217;ultimo a scomparire fu l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore da battaglia<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Hindemburg<\/span><\/strong> che affond\u00f2 senza capovolgersi, mostrando cos\u00ec sino all&#8217;ultimo istante la bandiera di combattimento. Delle 74 unit\u00e0 navali tedesche internate a Scapa Flow, 15 delle 16 navi principali, 5 degli 8 incrociatori e 32 dei 50 cacciatorpediniere affondarono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-133331\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Surrendering-German-sailors-1.webp\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Surrendering-German-sailors-1.webp 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Surrendering-German-sailors-1-300x180.webp 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Surrendering-German-sailors-1-768x461.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il resto delle navi non riusc\u00ec nell&#8217;autoaffondamento e venne fatto arenare dalle unit\u00e0 britanniche presenti. L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Von Reuter<\/span><\/strong> fu tratto in arresto e considerato alla stregua di un prigioniero di guerra, come d&#8217;altronde il resto degli equipaggi. Ma le minacce inglesi di processare tutti gli ufficiali affondarono allo stesso modo e gli ufficiali tedeschi poterono ritornare in patria acclamati come eroi. <strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019onore della Flotta fu salvo e Scapa Flow divenne il cimitero di navi pi\u00f9 grande dell\u2019Atlantico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Immergersi a Scapa Flow<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Nei fondali della baia di Scapa Flow oggi giacciono ancora molte navi: il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kronprinz Wilhelm, il Markgraf, il K\u00f6nig Albert riposano insieme agli incrociatori leggeri K\u00f6ln, Karlsruhe e Brummer<\/span><\/strong>. Altre furono recuperate da imprese private nel corso degli anni Venti e Trenta per recuperarne il prezioso acciaio. Le profondit\u00e0 oscure di Scapa Flow nascondono ancora \u00a0i resti di molte delle navi del Kaiser al largo delle flotte della prima guerra mondiale. Tre enormi navi da battaglia <strong><span style=\"color: #008000;\">classe K\u00f6nig<\/span> <\/strong>di 26.000 tonnellate, lunghe 575 piedi, attendono l&#8217;esplorazione da parte dei subacquei mostrando i loro cannoni che combatterono nella battaglia dello Jutland. Quattro Incrociatori leggeri da 5,000 tonnellate, lunghi 500 piedi, <strong><span style=\"color: #008000;\">Brummer, K\u00f6ln, Dresden e Karlsruhe<\/span><\/strong> si trovano ora ancora adagiati sul fondo con il fasciame squarciato a seguito della pi\u00f9 grande attivit\u00e0 di recupero subacqueo che abbia mai avuto luogo. Inoltre, sono presenti i relitti di un U-boot, di un peschereccio islandese, di un certo numero di drifters, navi della Seconda Guerra Mondiale impiegate per bloccare gli accessi di Scapa Flow durante la prima e la seconda guerra mondiale che offrono ai subacquei immersioni indimenticabili. Fra i relitti della zona vi sono anche dei sacrari di guerra come la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Royal Oak<\/span><\/strong>, silurata all&#8217;inizio della Seconda Guerra Mondiale, ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Vanguard<\/span><\/strong>, che affond\u00f2 con una catastrofica esplosione nel 1917, o l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Hampshire<\/span><\/strong>, vittima di una mina tedesca ed affondato il 5 giugno 1916 a nord-ovest di Orkney con Lord Kitchener e il suo personale mentre erano in una segreta missione diplomatica in Russia, Queste navi sono oggi off limits per\u00a0 i subacquei ma le loro storie vengono raccontate per preservare la memoria di coloro che persero la vita in quelle fredde acque. Immergiamoci ora con questo video. Buona visione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_scwJ-QTgqNs\"><div id=\"lyte_scwJ-QTgqNs\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/scwJ-QTgqNs\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><button tabindex=\"0\" class=\"play\"><\/button><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/scwJ-QTgqNs\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/scwJ-QTgqNs\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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