{"id":15506,"date":"2019-04-01T00:05:01","date_gmt":"2019-04-01T00:05:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=15506"},"modified":"2025-12-07T17:56:35","modified_gmt":"2025-12-07T16:56:35","slug":"mostri-dellaria-cicloni-tropicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/15506","title":{"rendered":"Mostri dell&#8217;aria, i cicloni tropicali"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: METEOROLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: cicloni, uragani, tempeste<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"entry-title\" style=\"text-align: justify;\">Nel 2108 <strong><span style=\"color: #008000;\">Harvey<\/span> <\/strong>ha continuato la stagione degli uragani nei Caraibi. Gli effetti, come abbiamo visto nelle news, sono stati devastanti con un&#8217;importante caduta di pioggia che ha causato allagamenti in tutto il Texas. Oceanografi e meteorologi del NOAA temono che possa essere la peggiore stagione di uragani degli ultimi dieci anni, a causa dell\u2019assenza del Ni\u00f1o ed il caldo anomalo nei Caraibi. Nel 2017, scrive la <strong><span style=\"color: #008000;\">NOAA<\/span><\/strong>, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">solo nelle prime nove settimane della stagione, ci sono state sei tempeste tropicali, met\u00e0\u00a0di quelle che si verificano in una normale stagione di sei mesi e il doppio di quelle che si verificano entro met\u00e0 agosto&#8221;<\/span><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/harvey-2017.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-15531\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/harvey-2017.jpg\" alt=\"harvey 2017\" width=\"750\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/harvey-2017.jpg 950w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/harvey-2017-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Harvey &#8211; Fonte NOAA<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"entry-title\" style=\"text-align: justify;\">Se si pensa che la media stagionale di\u00a0tempeste tropicali \u00e8 di dodici di cui statisticamente la met\u00e0 evolve in uragani,\u00a0Harvey\u00a0\u00e8 il terzo ciclone tropicale della stagione 2018. Prima abbiamo visto Franklin, dal 9 al 10 agosto, e\u00a0Gert, dal 14 al 17 agosto di importanza minore \u2026 insomma una stagione piuttosto vivace. E il 2019? Dipender\u00e0 dal riscaldamento delle superfici del mare \u2026 che \u00e8 legato al riscaldamento globale \u2026 per quanto si dica che non esiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma come si formano gli Uragani?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli uragani sono le tempeste pi\u00f9 violente della Terra. Vengono chiamati con molti nomi, come tifoni o cicloni, a seconda dell\u2019area geografica dove avvengono. In realt\u00e0 il termine scientifico per tutte queste tempeste \u00e8 ciclone tropicale. Solo i cicloni tropicali che si formano sopra l&#8217;Oceano Atlantico o l&#8217;Oceano Pacifico Orientale sono chiamati &#8220;uragani&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/cyclone_map_thumb1-e1503828791242.gif\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-15557\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/cyclone_map_thumb1-e1503828791242.gif\" alt=\"cyclone_map_thumb\" width=\"700\" height=\"368\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I cicloni tropicali sono conosciuti con molti nomi, tra cui uragani (Nord America), cicloni (India) e tifoni (Giappone e Asia orientale). Si verificano tutti in una fascia che si trova all&#8217;incirca tra i tropici del Cancro e del Capricorno e nonostante le diverse velocit\u00e0 del vento sono tempeste feroci. Fonte: scijinks.jpl.nasa.gov<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualunque sia la loro denominazione, i cicloni tropicali hanno un comportamento molto simile. Possiamo immaginarceli \u00a0come degli enormi motori che utilizzano l\u2019aria calda e umida delle zone tropicali come combustibile. L&#8217;aria calda e umida sopra l&#8217;oceano sale verso l&#8217;alto dalla superficie del mare. Poich\u00e9 questa aria si sposta verso l&#8217;alto allontanandosi dalla superficie causando una zona di pressione inferiore dell&#8217;aria sottostante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;aria proveniente dalle aree circostanti che hanno \u00a0una pressione dell&#8217;aria pi\u00f9 alta, si spinge quindi verso l&#8217;area di bassa pressione e diventa calda e umida continuando a salire. Mentre l&#8217;aria calda continua a salire, l&#8217;aria circostante diviene sempre pi\u00f9 \u00a0turbolenta per prendere posto di quella che sale. In pratica una turbina naturale che alimentandosi con le are di alta pressione circostanti genera turbolenze sempre maggiori. \u00a0Quando l&#8217;aria calda e umida si alza tender\u00e0 a raffreddarsi \u00a0formando le nuvole. L&#8217;intero sistema di nuvole e vento generato comincia a muoversi ed a crescere, alimentato dal calore dell&#8217;oceano e dall&#8217;acqua che evapora dalla superficie. Il ciclone tropicale ruota sempre pi\u00f9 velocemente e si forma al suo centro un grande occhio. Dove la situazione meteorologica \u00e8 molto calma con cieli puliti con assenza di nuvole. E\u2019 un area in cui la pressione dell&#8217;aria molto bassa. L&#8217;aria di pressione superiore scende dall&#8217;occhio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo ingrediente per un ciclone tropicale \u00e8 il vento. Nel caso degli uragani che si formano nell&#8217;Oceano Atlantico, il vento che soffia ad ovest verso l&#8217;Atlantico dall&#8217;Africa fornisce l&#8217;ingrediente necessario. Quando il vento passa sopra la superficie dell&#8217;oceano, l&#8217;acqua evapora (si trasforma in vapore acqueo) e si alza. Quando si alza, il vapore acqueo si raffredda e si condensa nuovamente in grandi gocce d&#8217;acqua, formando grandi nubi di cumulonembi. Queste nuvole sono solo l&#8217;inizio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_15519\" aria-describedby=\"caption-attachment-15519\" style=\"width: 674px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/hurricane_diagram_thumb1.gif\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-15519\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/hurricane_diagram_thumb1.gif\" alt=\"hurricane_diagram_thumb\" width=\"674\" height=\"635\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15519\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonte https:\/\/scijinks.gov\/hurricane\/<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il vapore acqueo dell&#8217;oceano caldo si condensa a formare nuvole, rilascia il suo calore all&#8217;aria. L&#8217;aria calda sale e viene risucchiata nella colonna di nuvole. L&#8217;evaporazione e la condensazione continuano, costruendo colonne di nuvole sempre pi\u00f9 alte e pi\u00f9 grandi. Per poterlo visualizzare pensate ad un lavandino con l&#8217;acqua che scende vorticosamente nello scarico. Il vento vuota vorticosamente intorno al centro formando l\u2019uragano. Come la colonna di aria incontra pi\u00f9 nuvole crea un cluster di nuvole di temporali che viene chiamato <span style=\"color: #008000;\"><strong>disturbo tropicale<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la prima fase nella formazione dei\u00a0 cicloni tropicali. Quando il temporale cresce pi\u00f9 in alto, l&#8217;aria in cima alla colonna della nube si raffredda e diventa instabile. Mentre l&#8217;energia termica viene rilasciata dal vapore d&#8217;acqua di raffreddamento, l&#8217;aria in cima delle nuvole diventa pi\u00f9 calda, rendendo la pressione dell&#8217;aria pi\u00f9 alta e causando i venti a spostarsi verso l&#8217;esterno dall&#8217;area ad alta pressione. Questo movimento ed il riscaldamento causano una caduta di pressione sulla superficie. Poi l&#8217;aria in superficie si sposta verso l&#8217;area di pressione pi\u00f9 bassa, si alza e crea sempre pi\u00f9 cellule temporalesche. I venti nella colonna della nube di tempesta ruotano sempre pi\u00f9 velocemente in un movimento circolare. Quando i venti raggiungono tra i 25 ed i 38 mph, la tempesta \u00e8 chiamata <span style=\"color: #008000;\">depressione tropicale<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la velocit\u00e0 del vento raggiunge i 39 mph, la depressione tropicale viene definita <strong><span style=\"color: #008000;\">tempesta tropicale<\/span><\/strong>. Questo \u00e8 anche quando la tempesta ottiene il nome che sentite sui media. La direzione del vento \u00e8 in senso antiorario (da ovest a est) nell&#8217;emisfero settentrionale e in senso orario (da est a ovest) nell&#8217;emisfero meridionale. Questo fenomeno \u00e8 dovuto all&#8217;effetto Coriolis. In pratica le tempeste che si formano a nord dell&#8217;equatore ruotano\u00a0 in senso antiorario mentre quelle dell\u2019emisfero meridionale in senso orario. Questa differenza \u00e8 dovuta alla rotazione della Terra sul suo asse.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/hurricane_slice.en_.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-15509\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/hurricane_slice.en_.jpg\" alt=\"hurricane_slice.en\" width=\"610\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/hurricane_slice.en_.jpg 450w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/hurricane_slice.en_-300x167.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sezione trasversale del ciclone tropicale. Se potessimo sezionare \u00a0un ciclone tropicale sembrerebbe qualcosa di simile. Le piccole frecce rosse mostrano un&#8217;aria calda e umida che sorge dalla superficie dell&#8217;oceano e forma nuvole in bande intorno all&#8217;occhio. Le frecce blu mostrano come l&#8217;aria fresca e asciutta scompare nell&#8217;occhio e tra le fasce di nuvole. Le grandi frecce rosse mostrano la rotazione delle fasce crescenti delle nuvole. <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/spaceplace.nasa.gov\/hurricanes\/en\/\">NASA<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la velocit\u00e0 del vento raggiunge i 74 miglia per ora, la tempesta viene definita un\u00a0<span style=\"color: #008000;\">ciclone tropicale<\/span>. In quel momento il mostro \u00e8 alto almeno 50.000 piedi ed ha un raggio di circa 125 miglia di distanza dall&#8217;occhio del ciclone che ha una larghezza da 5 a 30 miglia. In quel momento i venti e la bassa pressione dell&#8217;aria causano un enorme accumulo di acque oceaniche che possono abbattersi in maniera disastrosa sulla linea costiera. Un epilogo tragico che causa morte e distruzione. I cicloni tropicali di solito si indeboliscono quando raggiungono la terra ferma, scaricando tutta la loro violenza su infrastrutture e abitazioni. La loro forza scema velocemente perch\u00e9 non vengono pi\u00f9 &#8220;alimentati&#8221; dall&#8217;energia fornita dalle acque calde dell&#8217;oceano. Tuttavia, spesso si muovono lontano nell&#8217;entroterra, scaricando molti centimetri di pioggia e causando un sacco di danni al vento prima di esaurirsi completamente.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Categorie del ciclone tropicale<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\"><strong>Categoria<\/strong><\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\"><strong>Velocit\u00e0 del Vento in miglia per ora (mph)<\/strong><\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\"><strong>Danno in terra ferma<\/strong><\/span><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">1<\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">74-95<\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">Minimale<\/span><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">2<\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">96-110<\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">Moderato<\/span><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">3<\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">111-129<\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">Ampia<\/span><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">4<\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">130-156<\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">Estrema<\/span><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">5<\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">157 o superiore<\/span><\/td>\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\">Catastrofico<\/span><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Occhi dallo spazio<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli Stati Uniti possiedono quattro satelliti geostazionari, denominati <strong><span style=\"color: #008000;\">GOES<\/span><\/strong>, acronimo per <strong><span style=\"color: #008000;\">Geostationary Operational Environmental Satellites<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 12pt;\">,<\/span> responsabili di mantenere sotto controllo l&#8217;evoluzione nel tempo degli uragani. Questi satelliti, costruiti dalla NASA ma\u00a0gestiti dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Amministrazione Nazionale Oceanografica ed Atmosferica (NOAA)<\/span><\/strong>, salvano ogni anno molte vite umane aiutando i meteorologi a prevedere e avvisare in tempo le persone su dove e quando queste tempeste gravi colpiranno la terra ferma.\u00a0 l satellite ha la forma di un parallelepipedo sul quale si innestano le celle solari per la ricarica delle batterie di bordo ed il radiometro per la ripresa delle immagini. Quest&#8217;ultimo possiede un dispositivo a cinque scansioni che vanno dal visibile (con una risoluzione di circa un chilometro \u00a0al centro di ogni immagine) all&#8217;infrarosso fino al vapore acqueo. Attualmente sono in orbita quattro satelliti:<\/p>\n<p align=\"left\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><u><span style=\"font-family: Verdana;\">GOES 10<\/span><\/u><span style=\"font-family: Verdana;\"> per il Sud America e operativo dal 07 luglio 1998<br \/>\n<\/span><u><span style=\"font-family: Verdana;\">GOES 11<\/span><\/u><span style=\"font-family: Verdana;\"> per l&#8217;area Ovest degli Stati Uniti operativo dal 21 giugno 2006<br \/>\n<\/span><u><span style=\"font-family: Verdana;\">GOES 12<\/span><\/u><span style=\"font-family: Verdana;\"> per l&#8217;area Est degli Stati Uniti operativo dal 04 gennaio 2003<br \/>\n<\/span><u><span style=\"font-family: Verdana;\">GOES 13<\/span><\/u><span style=\"font-family: Verdana;\"> attualmente come riserva e lanciato in orbita il 24 maggio 2006<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dieci anni dopo che il tristemente famoso uragano <strong><span style=\"color: #008000;\">Katrina<\/span><\/strong> si form\u00f2 nell&#8217;Oceano Atlantico, fu avviata la costruzione di una nuova serie di satelliti oceanografici e meteorologici della NASA, responsabili tra le molte cose \u00a0del controllo dell&#8217;evoluzione dei cicloni tropicali. La missione della <strong><span style=\"color: #008000;\">NASA Cyclone Global Satellite Navigation System (CYGNSS)<\/span><\/strong>, una costellazione di otto microsatelliti, ha lo scopo di migliorare la previsione meteorologica dei loro spostamenti effettuando misure dei venti superficiali sull&#8217;oceano e nei pressi \u00a0degli occhi dei cicloni tropici per tutto il loro ciclo di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/15-173a.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-15508\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/15-173a.jpeg\" alt=\"15-173a\" width=\"1041\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/15-173a.jpeg 1041w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/15-173a-300x92.jpeg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/15-173a-1024x315.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1041px) 100vw, 1041px\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">CYGNSS<\/span><\/strong> permette agli scienziati di sondare frequentemente per la prima volta lo spazio interno degli uragani dallo spazio, utilizzando segnali diretti e riflessi dei satelliti GPS esistenti per ottenere stime di velocit\u00e0 del vento superficiale sull&#8217;oceano. Queste misure consentiranno di anticipare i metodi di previsione fornendo dati che possono portare a migliori previsioni sulle tracce, sulle intensit\u00e0 e sulle onde di tempesta. Poich\u00e9 i satelliti CYGNSS e GPS circondano la Terra, la loro interazione fornir\u00e0\u00a0 immagini delle velocit\u00e0 del vento su tutti i tropici con cadenza di poche ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La capacit\u00e0 di monitorare e prevedere meglio i cambiamenti rapidi dell&#8217;intensit\u00e0 di questi fenomeni estremi \u00e8 fondamentale per la previsione degli uragani e proteggere le comunit\u00e0 costiere.<\/span> <\/strong>La costellazione \u00e8 operativa dal 2016. Ecco come ha visto l&#8217;uragano Harvey.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/harvey_-_aqua_-satpm.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-15533 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/harvey_-_aqua_-satpm.jpg\" alt=\"harvey_-_aqua_-satpm\" width=\"985\" height=\"759\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/harvey_-_aqua_-satpm.jpg 985w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/harvey_-_aqua_-satpm-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/harvey_-_aqua_-satpm-180x138.jpg 180w\" sizes=\"(max-width: 985px) 100vw, 985px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questa immagine su luce visibile fu presa tramite un MODIS instrument alle 1:30 p.m. CDT del 26 agosto 2017. Le nuvole di Harvey coprivano Dallas allungandosi verso Corpus Christi, Texas . Credito: NASA Goddard MODIS Rapid Response Team<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostri dell&#8217;aria la cui frequenza potrebbe essere influenzata dalle variazioni termiche sul pianeta &#8230; mostri che oggi possiamo prevedere per\u00a0 ridurre gli effetti collaterali anche grazie ai satelliti che orbitano intorno al nostro pianeta &#8230;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #ffffff;\">ttp<\/span>:\/\/\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e la fonte o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: METEOROLOGIA parole chiave: cicloni, uragani, tempeste . Nel 2108 Harvey ha continuato la stagione degli uragani nei Caraibi. 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