{"id":14914,"date":"2023-12-29T00:01:00","date_gmt":"2023-12-28T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=14914"},"modified":"2024-05-29T17:57:03","modified_gmt":"2024-05-29T15:57:03","slug":"mammiferi-terrestri-ed-ambiente-sottomarino-uno-strano-connubio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/14914","title":{"rendered":"Mammiferi terrestri ed ambiente sottomarino: uno strano connubio"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Ambiente<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi incominciamo una serie di articoli scritti da <strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Cicali<\/span><\/strong>, autore che abbiamo gi\u00e0&nbsp;incontrato in passato commentando la sua ultima opera &#8221; <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Oltre-curva-Luca-Cicali-ebook\/dp\/B00ZO8Q9DA\"><em><span style=\"color: #008000;\"><strong>Oltre la curva<\/strong> <\/span><\/em><\/a>&#8220;. Cicali ci guider\u00e0 con articoli periodici nel mondo della subacquea tra fisica, ambiente e tecnica, travasando la sua notevole esperienza con uno stile sempre scorrevole e piacevole. Buona e attenta lettura di questo primo articolo sullo strano connubio tra Uomo e ambiente sottomarino.<\/p>\n<figure id=\"attachment_14561\" aria-describedby=\"caption-attachment-14561\" style=\"width: 841px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1162-fb.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14561\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1162-fb.jpg\" alt=\"IMG_1162 fb\" width=\"841\" height=\"631\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1162-fb.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1162-fb-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1162-fb-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 841px) 100vw, 841px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14561\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto @andreamucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Sott\u2019acqua<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di sotto della superficie del mare tutto \u00e8 contro di noi mammiferi terrestri; in breve tempo, appena facciamo capolino sotto la superficie, ci accorgiamo quanto il nostro organismo si sia adattato all&#8217;ambiente esterno e non all&#8217;acqua.&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_15021\" aria-describedby=\"caption-attachment-15021\" style=\"width: 839px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_1385-1-e1501604345247.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-15021 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_1385-1-e1501604345247.jpg\" alt=\"DSC_1385 -1\" width=\"839\" height=\"558\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15021\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto @andreamucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nostri sensi, perfettamente funzionanti quando siamo immersi nell&#8217;aria, vengono ingannati e messi a dura prova sostituendo l\u2019aria con acqua. Appena ci immergiamo, il nostro Il peso si annulla; pochi metri e la pressione aumenta velocemente e la densit\u00e0 e viscosit\u00e0 dell\u2019acqua si oppongono al nostro avanzamento obbligandoci a movimenti lenti e misurati. Iniziamo a perdere calore velocemente; attorno ai 15 gradi di temperatura l\u2019aria ci appare fresca, l\u2019acqua invece gelida. La vista diviene imprecisa e sfocata, la luce \u00e8 ridotta e i colori falsati, ogni variazione di quota riduce ulteriormente la quantit\u00e0 di luce e ne altera il colore; velocemente ci avvolge un blu cupo. Anche le acque pi\u00f9 cristalline pongono un limite alla visuale che non supera qualche decina di metri. Anche i suoni ci arrivano pi\u00f9 intensi ed in parte distorti; l\u2019aria ci giunge attraverso un tubo direttamente in bocca, secca e fredda, mentre il naso \u00e8 quasi inutilizzabile. &nbsp;<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/h5>\n<h5 align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli sulla subacquea in tutte le sue discipline scritti da autorevoli protagonisti che condivideranno con voi le loro conoscenze \u2026 da non perdere. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: infoocean4future@gmail.com<\/span><\/strong><\/h5>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">La respirazione diviene pi\u00f9 lenta e profonda, il suo delicato e complesso meccanismo si modifica, l\u2019ossigeno satura l\u2019emoglobina e si scioglie nel plasma, l\u2019efficienza con cui viene eliminata l\u2019anidride carbonica si riduce, aumenta l\u2019azoto disciolto nei tessuti. Presto esauriremo la nostra scorta d&#8217;aria e, risalendo dovr\u00e0 tornare docilmente allo stato gassoso, costringendoci al rispetto delle procedure decompressive. L\u2019efficienza e precisione con la quale il nostro sistema nervoso scambia i suoi segnali si altera, rallentano i nostri riflessi e ci affligge una sottile ebbrezza, mentre l\u2019amico ossigeno, il gas della vita, va tenuto sotto controllo perch\u00e9 potrebbe essere pericoloso. &nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Complicato?<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">No di certo, tutti questi cambiamenti possono essere gestiti dal subacqueo con semplici accorgimenti, di fatto un piccolo astronauta delle profondit\u00e0.<\/span><\/strong> Ogni difficolt\u00e0 viene appianata dall&#8217;addestramento e dall&#8217;esperienza e fare una divertente immersione non \u00e8 che la prova di quanto sia adattabile il nostro organismo a condizioni ambientali, decisamente innaturali per un mammifero terrestre. Da esseri &#8220;intelligenti&#8221; abbiano appreso i problemi e sono stati realizzati strumenti indispensabili di tipo tecnologico, operativo e di equipaggiamento, necessari a fronteggiare l\u2019ambiente sottomarino. Li scopriremo insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Pressione<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/strong>Iniziamo ad analizzare i vari fattori partendo dalla Pressione. Come i subacquei ben conoscono, non riusciamo a respirare aria a pressione atmosferica gi\u00e0 poco al di sotto della superficie del mare. Per espandere i polmoni dobbiamo infatti contrastare la pressione dell\u2019ambiente esterno, e questo risulta possibile solo se l\u2019aria ci giunge proprio alla stessa pressione dell\u2019acqua che abbiamo intorno. &nbsp;Questo \u00e8 il motivo per cui dobbiamo far ricorso obbligatoriamente a degli strumenti chiamati erogatori. &nbsp; Sembrerebbe tutto facile ma, in realt\u00e0, respirare aria compressa in profondit\u00e0 comporta anche modifiche alle pressioni parziali dei gas in essa contenuti che, come vedremo limita la profondit\u00e0 massima alla quale possiamo respirare l&#8217;aria (questo per evitare problemi come la narcosi da azoto e l&#8217;aumento della tossicit\u00e0 dell\u2019ossigeno). Fin dai primi metri dobbiamo inoltre compensare lo squilibrio pressorio tra orecchio esterno ed interno (ne sappiamo qualcosa quando immergendoci avvertiamo quel senso di fastidio alle orecchie che necessita la compensazione). La pressione riduce il volume di tutto ci\u00f2 che abbiamo addosso di elastico o comprimibile e l\u2019effetto di schiacciamento contribuisce a renderci sempre meno &#8220;galleggiabili&#8221; facendoci sprofondare pi\u00f9 velocemente man mano che si procede verso il basso. &nbsp;Poco male, questo effetto lo possiamo contrastare tramite il jacket o le valvole delle mute stagne.&nbsp;&nbsp; Paradossalmente tuttavia, l\u2019effetto della pressione che si esercita direttamente su ogni centimetro quadrato di superficie del nostro corpo, non \u00e8 avvertibile direttamente, malgrado gi\u00e0 a venti metri di profondit\u00e0 la pressione che subiamo sia il triplo di quella atmosferica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Senza peso<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/strong>In immersione non siamo in assenza di gravit\u00e0, siamo in assenza di peso. Questo ci regala una delle pi\u00f9 belle e gratificanti sensazioni del volo subacqueo, che si pu\u00f2 provare &nbsp;soltanto orbitando nello spazio attorno alla terra. &nbsp;Sott&#8217;acqua infatti il peso viene controbilanciato da un\u2019altra forza uguale e opposta, la spinta di Archimede. &nbsp;La discesa subacquea \u00e8 un volo controllato, durante il quale agire sul jacket (<strong><span style=\"color: #008000;\">GAV o BCD<\/span><\/strong>) consente di variare la spinta di galleggiamento a nostro piacimento, fino ad annullare perfettamente il peso e restare neutri a mezz&#8217;acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ad occhi aperti<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/strong>Il colore \u00e8 luce. Metro per metro l\u2019acqua agisce nei confronti della luce disponibile riducendone la quantit\u00e0 in modo selettivo rispetto alla lunghezza l\u2019onda, ovvero al colore.&nbsp;&nbsp; Dal sole ci giunge una luce intensa e quasi bianca, che penetra attraverso la superficie dell\u2019acqua portando con se tutti i colori dell\u2019arcobaleno, ciascuno dei quali per\u00f2 viene \u201cassorbito\u201d, ovvero attenuato, in modo diverso.&nbsp;&nbsp; Via via che si avanza &nbsp;verso il fondo prima il rosso, poi l\u2019arancio, il giallo, il verde, vengono assorbiti e tendono a sparire da oggetti, fauna e ambiente naturale, ma anche la quantit\u00e0 totale di luce disponibile diminuisce.&nbsp;&nbsp; Gi\u00e0 poco oltre i 40 metri si \u00e8 avvolti da una soffusa e debole luce azzurra. Verso i 60 metri, specialmente in giornate nuvolose o con acqua non molto limpida, ci troviamo poco lontani dalle condizioni di una immersione notturna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Freddi abissi<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/strong>Un fattore che viene percepito facilmente da tutti \u00e8 la perdita di calore corporeo che \u00e8 molto pi\u00f9 veloce in acqua che in aria essendo l\u2019acqua un miglior conduttore di calore. &nbsp;&nbsp;Per ci\u00f2 che riguarda la perdita di calore, restare anche cinque minuti in immersione a basse temperature \u00e8 come restare in aria alle stesse temperature per quasi due ore e mezzo. &nbsp;Una sensazione spiacevole che pu\u00f2 essere contrastata con una protezione termica (muta) che, se l\u2019immersione \u00e8 molto breve, pu\u00f2 ridurre il disagio o renderlo almeno sopportabile.&nbsp; Il freddo, oltre al fattore termico, provoca un maggiore assorbimento di gas inerte (azoto) nei tessuti, aggrava gli effetti della tossicit\u00e0 dell\u2019ossigeno e accentua i sintomi della narcosi di azoto.&nbsp;&nbsp; Soprattutto nei mari temperati la temperatura tende a diminuire all&#8217;aumentare della profondit\u00e0, ma con forti differenze tra estate ed inverno.&nbsp;&nbsp; In estate, in particolare, &nbsp;la temperatura negli strati superficiali, che sono maggiormente riscaldati dal sole, differisce notevolmente da quella degli strati pi\u00f9 profondi. Tende quindi a crearsi&nbsp; una discontinuit\u00e0 significativa di temperatura tra strati superficiali e strati pi\u00f9 profondi, detta termoclino, che si stabilizza su quote pi\u00f9 prossime alla superficie ad inizio estate e pi\u00f9 profonde a fine estate. Probabilmente ve ne sarete accorti tante volte. La discontinuit\u00e0 \u00e8 a volte cos\u00ec marcata che in 2 o 3 metri la temperatura pu\u00f2 variare anche di 4 o 5 gradi. In pratica un sub che si trova in posizione verticale in corrispondenza del termoclino si trova con la testa al caldo e i piedi al freddo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Dinamica del falso pesce<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/strong>Quello che l\u2019acqua ci da come aiuto al galleggiamento, ci toglie come libert\u00e0 di movimento.&nbsp;&nbsp; Quasi mille volte pi\u00f9 densa dell\u2019aria, l\u2019acqua offre una resistenza notevole all&#8217;avanzamento; per convincersene basta osservare la forma allungata e sottile dei pesci pi\u00f9 veloci.&nbsp; Una forma inimitabile per l\u2019uomo, che deve pertanto cercare di evitare una configurazione dell\u2019attrezzatura ed un assetto troppo acqua-resistente.&nbsp;&nbsp; Miracoli non se ne possono fare, visto che quantit\u00e0 e ingombro delle attrezzature subacquee non contribuiscono certamente ad assumere il profilo acquatico di un delfino. Muoversi sott&#8217;acqua significa avanzare pinneggiando, in assetto orizzontale. Braccia e mani servono a poco, forse se le mute avessero tasche adatte allo scopo, le mani sarebbe meglio infilarle li. E&#8217; necessario effettuare movimenti misurati, ad un ritmo regolare, ed evitare sforzi intensi ed improvvisi e, con il tempo e l\u2019esperienza, i movimenti diminuiranno e pochi colpi di pinna saranno sufficienti per i necessari spostamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c\u2019\u00e8 un tipo di immersione che permette di superare grandi distanze a discreta velocit\u00e0, senza sforzo alcuno, godendo anzi placidamente dello scorrere del paesaggio sottomarino sotto i nostri occhi. &nbsp;Si tratta dell\u2019immersione in corrente (<strong><span style=\"color: #008000;\">drifting diving<\/span><\/strong>). Si tratta di immersioni da eseguire in ambienti conosciuti alla perfezione o guidati da persone esperte, e con un equipaggio che ci assiste in barca capace di farsi trovare nel punto esatto nel quale riemergeremo. Farsi trascinare dalla corrente \u00e8 bello come andare sullo slittino, ma basta un errore per esser presi dal filone sbagliato e schizzare via come una pallina da ping pong. Certo non \u00e8 la miglior situazione per i fotografi che vogliono scattare foto a dei soggetti sul fondo.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/h5>\n<h5 align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli sulla subacquea in tutte le sue discipline scritti da autorevoli protagonisti che condivideranno con voi le loro conoscenze \u2026 da non perdere. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: infoocean4future@gmail.com<\/span><\/strong><\/h5>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Penso, quindi respiro<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/strong>Respirare sott&#8217;acqua \u00e8 tutt&#8217;altra cosa che farlo seduti sulla propria poltrona mentre si legge un libro. In pratica, pur essendo questa attivit\u00e0 soggetta al nostro controllo, nella vita normale noi respiriamo in maniera inconsapevole, senza fare molta attenzione. Quando invece siamo in immersione ci accorgiamo di respirare per il sibilo proveniente dall\u2019erogatore ed il gorgoglio ritmato delle bolle emesse, che a volte invadono anche parte del campo visivo rincorrendosi verso la superficie. Fa parte della magia della subacquea. In questa situazione il procedimento in un certo senso si inverte: dobbiamo adattare lo sforzo che facciamo al giusto ritmo respiratorio, piuttosto che fare il contrario, al fine di mantenere un ritmo lento e una respirazione profonda. Un respiro lento, profondo e continuo va di pari passo con la capacit\u00e0 di muoversi in modo misurato e controllato, e le due cose debbono essere ben coordinate per mantenere i consumi al minimo e essere sempre lontani da una condizione di affanno. Quindi in immersione bisogna concentrarsi sulla respirazione, impegnandosi a farla nel modo giusto, curando in particolare la fase di espirazione. Sembra una affermazione paradossale, ma occorre arrivare a far diventare naturale un modo di respirare apparentemente innaturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Automatismi<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/strong>Per quanto si sia esperti e preparati, l\u2019ambiente subacqueo richiede comunque autocontrollo e prudenza, specialmente in immersioni con decompressione.&nbsp;&nbsp; Sono queste le situazioni nelle quali le cose non possono essere lasciate al caso, ma occorre seguire una pianificazione.&nbsp; Inoltre, le attrezzature aumentano di peso e complessit\u00e0, bisogna gestire una bombola decompressiva e portarsela dietro per tutta l\u2019immersione, saper reagire ad un imprevisto con tempestivit\u00e0 e ricorrere se necessario ad una risalita anticipata, pur mantenendo il rispetto degli obblighi decompressivi. Anche i consumi devono essere tenuti sotto stretto controllo visto che le scorte di gas devono bastare per tutta la fase decompressiva pianificata e garantire un certo margine di sicurezza. A &nbsp;profondit\u00e0 superiori ai 40 metri, l\u2019uscita dalla curva di sicurezza avviene entro pochi minuti (varia da tabelle a tabelle ma lascio ad ognuno la scelta di quali fidarsi) e, a meno di una insignificante (ed anche pericolosa) picchiata sul fondo e veloce fuga, bisogna effettuare delle soste decompressive precedute da una accurata pianificazione. Tutto questo rende un p\u00f2 meno naturale l\u2019immersione con decompressione rispetto all&#8217;immersione entro la curva ma non abbiamo alternative. Del resto non siamo pesci e gli abissi non sono il nostro ambiente naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Orientamento<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/strong>Bello sapere dove andare durante una immersione, ma siccome in mare non abbiamo strade, incroci, cartelli, e men che meno un navigatore satellitare, la via giusta va trovata aiutandosi con pochi punti di riferimento. La capacit\u00e0 di orientarsi in immersione \u00e8 forse una delle cose pi\u00f9 importanti per i frequentatori degli abissi e delle meno facili da acquisire. Orientarsi non \u00e8 agevole anche in presenza di strutture sommerse, naturali o artificiali. Bisogna cercare e memorizzare un promontorio, una secca, uno strano scoglio o una franata da tenere a mente per ritrovare la strada, ripassandoci davanti lungo la via del ritorno, oppure un boccaporto o una torretta del relitto che stiamo visitando. Ci assale poi il dubbio che lo scoglio sia proprio quello visto prima, quando sembrava cos\u00ec vicino a quel cespuglio di posidonia che adesso non scorgiamo pi\u00f9, o di aver veramente avvistato quell&#8217;obl\u00f2 del relitto, o non averlo scambiato per qualcos&#8217;altro. &nbsp;Proviamo ad aiutarci con la bussola o &nbsp;svolgiamo una sagola? Tanti trucchi ed espedienti che richiedono un giusto addestramento ed una sempre necessaria buona conoscenza del sito. <strong><span style=\"color: #008000;\">Non inventatevi: orientarsi non \u00e8 facile ma con un buon addestramento migliorerete. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\">Nei prossimi articoli incominceremo a parlare, sempre con semplicit\u00e0, delle leggi fisiche che governano la subacquea.<\/span>&nbsp;<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Luca Cicali<\/span><\/strong><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli di storia navale e marittima per conoscere eventi del passato che difficilmente potrai trovare sui libri di scuola. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: SUBACQUEA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Ambiente . 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