{"id":14315,"date":"2020-01-28T00:10:44","date_gmt":"2020-01-28T00:10:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=14315"},"modified":"2025-11-30T14:06:46","modified_gmt":"2025-11-30T13:06:46","slug":"14315","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/14315","title":{"rendered":"Nudibranchi &#8230; meraviglie del mare"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA\u00a0 E ECOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: nudibranchi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I pi\u00f9 belli del reame<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nForse gli animali marini mediaticamente pi\u00f9 conosciuti sono i <strong><span style=\"color: #008000;\">nudibranchi<\/span><\/strong>, colorate lumachine che popolano tutti i mari del mondo. La variet\u00e0 nelle dimensioni, nei colori e nelle forme li rende un soggetto ideale per gli appassionati di fotografia subacquea. Sebbene i nudibranchi possano essere trovati in tutti gli oceani essi sono pi\u00f9 comuni nei mari temperati e tropicali caldi, a tutte le profondit\u00e0. Gli esemplari di maggiori dimensioni crescono in acque poco profonde. La maggioranza dei nudibranchi sono <strong><span style=\"color: #008000;\">bentonici<\/span> <\/strong>ovvero vivono a stretto contatto con il fondale ma alcune famiglie, come Phylliroidae e Glaucidae, sono considerate planctoniche in tutte le fasi del loro ciclo vitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ordine dei nudibranchi, per<em>\u00a0&#8220;branchie esposte<\/em>&#8220;, \u00e8 costituito da lumachine di mare (in inglese Sea slugs or Nudis), che fanno parte della classe dei Gasteropodi, nel phylum dei Molluschi. Si suddivide in quattro sottordini: <strong><span style=\"color: #008000;\">doridini, eolidini, arminini<\/span><\/strong> ed i <strong><span style=\"color: #008000;\">dendronotinima<\/span><\/strong>, a loro volta suddivisi in moltissime famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Conosciamoli velocemente<\/span><br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #008000;\">Sottordine Doridini<br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt;\">R<\/span>aggruppa dei nudibranchi di grossa taglia, ovali e ben visibili anche agli occhi dei meno esperti. Sono appiattiti in senso dorso-ventrale e hanno tutti branchie a ciuffo (ciuffo branchiale) che circonda la papilla anale, situata in posizione dorsale. Il gruppo \u00e8 molto numeroso ed in Mediterraneo sono state censite oltre 120 specie, quasi tutte consumatrici di Poriferi o di briozoi e ascidie. Il piede dei Doridini, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">notum<\/span><\/strong>, \u00a0\u00e8 spesso provvisto di spicole calcaree, che formano dei tubercoli che si presentano come delle papille circondate dalle spicole. Il notum \u00e8 spesso liscio o tubercolato, quasi sempre carnoso. Il ciuffo branchiale \u00e8 sempre contrattile, ma solo nei Doridini e nei Porodoridini \u00e8 completamente retrattile in apposite guaine.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/doride.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14328\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/doride.jpg\" alt=\"doride\" width=\"750\" height=\"563\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/doride.jpg 1600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/doride-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/doride-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Doride dipinto, <em>Hypselodoris picta<\/em>, lo si incontra dalla superficie fino i 50 metri di profondit\u00e0. Ha una colorazione particolare e variabile dall&#8217;azzurro al viola, dal giallo al verde, con macchie gialle irregolari. Raggiunge i 20 cm di lunghezza. Ha il corpo allungato, il bordo del mantello \u00e8 ondulato. Posteriormente presenta un ciuffo di branchie, anteriormente i rinofori sono a lamelle.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Sottordine Eolidini<\/strong><\/span><br \/>\n<\/span> nudibranchi a forma di lumaca (limaciformi) dal piede lungo e stretto. Ha un capo con tentacoli orali lisci, rinofori di vario tipo non retrattili. Possiede una radula uniseriata o triseriata. Essi raggiungono dimensioni sino a 70 mm. Quasi tutti si nutrono di cnidari.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/cratena-peregrina.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14329\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/cratena-peregrina.jpg\" alt=\"cratena peregrina\" width=\"750\" height=\"493\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Cratena peregrina<\/em>, \u00e8 endemica del Mar Mediterraneo e si nutre di idrozoi &#8211; autore Jean-Marc Kuffer &#8211; licensed under a <a id=\"yui_3_16_0_1_1689621141917_1188\" href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by\/4.0\/\" rel=\"noreferrer nofollow\">Creative Commons Attribution 4.0 International License<\/a>.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sottordine arminini\u00a0(limaciformi)<\/span><\/strong><\/span><br \/>\ncon velum cefalico, rinofori contrattili ma privi di guaine, e spesso lamellati. Papilla anale quasi sempre in posizione laterale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/janolus-crestatus.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14332 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/janolus-crestatus.jpg\" alt=\"janolus crestatus\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/janolus-crestatus.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/janolus-crestatus-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Arminino ianolo (appartenente alla famiglia degli arminini) \u00e8 l\u2019unico rappresentante del suo genere nel mar mediterraneo. La sua dieta \u00e8 prevalentemente composta di briozoi. Le sue ovature sono di colore rosa, in cordoni a forma di festoni. La colorazione del corpo e dei cerati varia a seconda della dieta e spazia dalle tonalit\u00e0 del giallo, all\u2019arancione fino al celeste &#8211; foto credit Antonio Martin <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/smovic\/\">Antonio Martin | Flickr<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Sottordine Dendronotimina<\/span><\/strong><br \/>\n<\/span>Sono esemplari limaciformi con dimensioni sino a 30 centimetri. Possiedono coppie di appendici respiratorie al lati del corpo. Il loro apparato boccale \u00e8 coperto da un velo orale spesso sfrangiato. I rinofori sono retrattili in larghe guaine. L&#8217;ano si trova in posizione laterale o dorso-laterale. Si nutrono principalmente di Cnidari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio per le loro differenze, i biologi marini \u00a0per inquadrarli tassonomicamente utilizzano le loro caratteristiche anatomiche, ovvero la loro struttura respiratoria, che \u00e8 situata nella parte posteriore superiore dell\u2019animale, i <strong><span style=\"color: #008000;\">rinofori<\/span><\/strong> \u00a0(organi sensoriali a forma di appendici poste \u00a0sulla testa), i tentacoli (organi sensoriali allungati) e la struttura che porta le estensioni della ghiandola digestiva. Purtroppo queste identificazioni sono distruttive per cui una volta catturati i poveri nudibranchi devono essere trattati con procedure \u00a0che ne comportano la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Parliamo un p\u00f2 di loro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI nudibranchi hanno una forma irregolare a simmetria bilaterale, con un corpo allungato e flessibile che pu\u00f2 variare da 0,6 centimetri ad oltre 60 centimetri. La durata media della vita di un nudibranco pu\u00f2 variare da settimane ad un anno, spesso in base all&#8217;abbondanza del cibo a disposizione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot-2023-07-17-212110.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-07-17-212110.png\" width=\"693\" height=\"758\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>vista dorsale di un esemplare adulto di Berghia stephanieae (Vald\u00e9s, 2005) (Aeolidiella stephanieae}. Legenda ot = tentacoli orali, ft = tentacoli del piede e = occhio, r = rinofori, cn = cnidosacs alle punte cerata. c = cerata &#8211;\u00a0 Fonte Kristof A. &amp; Klussmann-Kolb A. (22 January 2010). &#8220;Neuromuscular development of Aeolidiella stephanieae Vald\u00e9z, 2005 (Mollusca, Gastropoda, Nudibranchia)&#8221;.\u00a0<i>Frontiers in Zoology<\/i>\u00a07: 5.\u00a0doi: 10.1186\/1742-9994-7-5<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Aeolidiella_stephanieae.png\">Aeolidiella stephanieae.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono carnivori e per mangiare usano la radula, una sorta di nastro dentato e chitinoso, simile ad una lingua che li aiuta a triturare gli altri organismi. Questa \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 pi\u00f9 comune per i nudibranchi che passano mangiando gran parte del loro tempo (in media trascorrono solo 3-5 ore al giorno inattive). Si nutrono di molte specie animali come idroidi, anemoni di mare, coralli, spugne ed uova di pesce, ma anche di altri nudibranchi\u00a0 (come la come Roboastria tigris).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni specie sembra si specializzi su un animale sessile specifico su cui alimentarsi. I nudibranchi si possono dividere in due gruppi: quelli dotati di apparati rigidi, come denti o placche cornee e quelli con apparati molli, che si nutrono inglobando la preda oppure secernendo enzimi digestivi che ne sciolgono i tessuti cos\u00ec da permettere loro di risucchiare il liquido predigerito.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #faf682;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Una curiosit\u00e0<\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\">Alcuni nudibranchi sono \u201calimentati ad energia solare\u201d, impiegando nei loro tessuti esterni gli zuccheri prodotti dalla fotosintesi delle alghe zooxantelle presenti nei coralli dei quali si nutrono, divenendo essi stessi simbionti delle alghe dalle quali traggono beneficio.<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul capo (regione antero-dorsale) sono alloggiati i <strong><span style=\"color: #008000;\">rinofori<\/span><\/strong> che, nonostante il nome (portatori di naso) non sono organi olfattori ma organi tattili, adatti a percepire i movimenti dell\u2019acqua. I rinofori non sono fissi ma possono essere ritratti in un&#8217;apposita tasca dermica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">nudibranchi<\/span><\/strong> si muovono grazie all&#8217;azione muscolare del piede, un muscolo piatto ed ampio che gli consente di aggrapparsi a rocce, coralli, e spugne. Ai lati del corpo possono essere presenti dei parapodi con funzione natatoria. Moltissime specie sono bentoniche, ma alcune sono pelagiche, e nuotano flettendo il corpo dorso ventralmente o lateralmente. Alcuni possono nuotare per brevi distanze flettendo i loro muscoli, muovendosi \u00a0ad una velocit\u00e0 \u2026 si fa per dire \u2026 di circa 10 metri al giorno. D&#8217;altronde sono lumache. Spesso sono in grado di assumere il colore delle loro prede preferite, come le spugne, per rendersi meno visibili \u00a0agli altri predatori.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Flabellina-con-ovature.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14320\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Flabellina-con-ovature.jpg\" alt=\"Flabellina con ovature\" width=\"850\" height=\"575\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Flabellina-con-ovature.jpg 541w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Flabellina-con-ovature-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Flabellina con ovature &#8211; foto Francesco Turano<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riproduzione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI Nudibranchi sono ermafroditi ovvero hanno sia organi di sesso maschile sia femminile. Anche se ermafroditi, la loro fecondazione avviene solo quando i pori riproduttivi di due nudibranchi si allineano. Una volta fecondati, sono in grado di produrre fino a 1 milione di uova che di solito si depositano all&#8217;interno di una spirale a forma di gelatina. Il nudibranco fertilizzato pone le uova in prossimit\u00e0 di una fonte di cibo in modo che le larve possano alimentarsi quando emergono. Le uova contengono tossine chimiche per dissuadere qualsiasi predatore. Una volta fuoriuscita, la larva si muove verso \u00a0le acque pi\u00f9 profonde dove potr\u00e0 svilupparsi fino alla fase adulta, fino a raggiungere la maturit\u00e0 sessuale. L&#8217;aspettativa di vita media \u00e8 di circa un anno, ma alcuni vivono solo per alcune settimane. Nella loro evoluzione hanno perso il loro guscio protettivo (a volte presente solo allo stadio larvale) \u00a0e quindi si affidano ad altre forme di protezione e di difesa per dissuadere i predatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pochi nemici e capacit\u00e0 di difesa &#8220;intelligenti&#8221;<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI &#8220;Nudis&#8221;, come spesso vengono chiamati, hanno pochi predatori e sono a rischio solo da altri nudibranchi, dalle tartarughe, alcuni granchi e naturalmente da parte degli esseri umani. I nudibranchi possiedono diversi sistemi difensivi chimici per sfuggire alla predazione. I colori e le forme luminose dei nudibranchi servono da segnale di avvertimento ai predatori. Inoltre, la colorazione dei nudibranchi funge anche da meccanismo di mascheramento ambientale. Un altro \u00e8 quello di mostrare colori luminosi o impressionanti come un avvertimento ai predatori che la loro carne \u00e8\u00a0 tossica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alcuni nudibranchi, come la comunissima vacchetta di mare, hanno sul dorso caratteristici tubercoli spinosi che sono non appetibili agli altri predatori.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono noti alcuni nudibranchi che possono emettere odori chimici per scoraggiare i predatori. I <strong><span style=\"color: #008000;\">nudibranchi eolidi<\/span><\/strong> hanno sviluppato una curiosa strategia di stinging contro i predatori. Possono infatti inghiottire intere cellule che si trovano all&#8217;interno dei tentacoli degli anemoni e, conservarle in sacchi speciali posti nelle punte della loro cerata. Queste sostanze possono essere utilizzate per autodifesa. In compenso, i nudibranchi sono abbastanza invasivi, mangiando una variet\u00e0 di anemoni, briozoi, spugne e idroidi. Ognuno fa come pu\u00f2.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Foto di copertina Francesco Pacienza<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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