{"id":14242,"date":"2017-07-04T00:10:24","date_gmt":"2017-07-04T00:10:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=14242"},"modified":"2023-04-21T16:36:07","modified_gmt":"2023-04-21T14:36:07","slug":"seismofaults-2017-esplorazione-delle-faglie-geologiche-nelle-profondita-del-mar-ionio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/14242","title":{"rendered":"SEISMOFAULTS 2017: esplorazione delle faglie geologiche nelle profondit\u00e0 del mar Ionio"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOLOGIA<br \/>\nPERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA:<\/span> <span style=\"color: #008000;\">MAR MEDITERRANEO &#8211; MAR IONIO<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Faglie geologiche, mar Ionio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In periodi storici recenti e lontani, il Mar Ionio Occidentale e le regioni circostanti (Italia meridionale) sono stati teatro di terremoti distruttivi e di tsunami violenti. Sebbene tali eventi siano stati studiati da molti autori per il grande impatto che hanno prodotto, la loro origine (meccanismo di zona e di generazione) \u00e8 ancora pesantemente discussa sia per i terremoti che per i tsunami.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/LogoSf_8_cm_1.png\" alt=\"LogoSf_8_cm_1\" width=\"266\" height=\"169\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, i difetti che hanno generato tali terremoti non sono ancora conosciuti in quanto non si sa se i tsunami associati siano stati generati direttamente dai terremoti o indirettamente da scivolamenti del fondale sottomarino scatenati sismicamente. Purtroppo la mancanza di un&#8217;adeguata rete di stazioni sismiche in fondo al Mar Ionio e di una continua acquisizione di parametri geofisici e geochimici a medio e lungo termine impedisce la piena comprensione dei fenomeni tettonici, sismologici e geomorfologici del Mar Ionio Occidentale. E&#8217; in itinere una nuova ricerca che verr\u00e0 svolta in maniera multi-disciplinare nello Ionio, certamente uno dei mari pi\u00f9 affascinanti del nostro Paese, che nei secoli ha subito nelle sue profondit\u00e0 catastrofi devastanti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/350px-Mappa_terremoto_1908.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14248\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/350px-Mappa_terremoto_1908.jpg\" alt=\"350px-Mappa_terremoto_1908\" width=\"605\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/350px-Mappa_terremoto_1908.jpg 350w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/350px-Mappa_terremoto_1908-300x243.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 605px) 100vw, 605px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>mappa del terribile terremoto del 1908 <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima, in termini cronologici, fu quella che di Messina e Reggio Calabria del 1908 quando un terremoto sottomarino di magnitudo 7.1, con un epicentro localizzato nello Stretto di Messina, gener\u00f2&nbsp;un violentissimo maremoto che rase al suolo &nbsp;gran parte delle due citt\u00e0 costiere, provocando oltre 80 mila vittime. Il sisma, che si verific\u00f2 alle ore 5:21:42 (ora locale) del 28 dicembre 1908&nbsp;danneggi\u00f2 gravemente le due grandi citt\u00e0 costiere in soli 37 secondi. Met\u00e0 della popolazione della citt\u00e0 siciliana e un terzo di quella della citt\u00e0 calabrese persero la vita. L\u2019ultimo di una serie di eventi sismici con epicentro sempre nello Stretto di Messina che si perdono nella notte dei tempi. Andando indietro nel tempo, il primo terremoto di cui si ha notizia, avvenne nel 362 (Mw 6,6) d.C.. In seguito, ricordo quelli &nbsp;del 1783 (Mw 6.9), 1693 (Mw 7.4), e del 1169<em> (<\/em>Mw<em> 6.6) &nbsp;<\/em>che causarono ingenti devastazioni e morte in tutta l\u2019area dello Ionio occidentale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/slide1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14246\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/slide1.jpg\" alt=\"slide1\" width=\"1140\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/slide1.jpg 1140w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/slide1-300x83.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/slide1-1024x282.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ambizioso &nbsp;progetto si propone di fare luce sulle cause che li hanno generati. Grazie alla collaborazione scientifica tra CNR-IGAG (Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche<em>)<\/em>, CNR-ISMAR (Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche), l&#8217;INGV (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia), l&#8217;Universit\u00e0 la Sapienza di Roma e dieci nuove stazioni di misurazione fornite dall&#8217;INGV, saranno installati 8 OBS \/ H (sismometri da fondo oceanico con idrofono) e due sensori geochimici.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/OBSmap.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14244 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/OBSmap.jpg\" alt=\"OBSmap\" width=\"1832\" height=\"1079\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/OBSmap.jpg 1832w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/OBSmap-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/OBSmap-1024x603.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1832px) 100vw, 1832px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>visione tridimensionale della batimetria degli abissi del Mar Ionio ottenuta con un sistema multibeam ad alta risoluzione durante SEISMOFAULTS 2017 con valutazione cartografica GIS EMODNET Digital Elevation Model<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I movimenti &nbsp;che hanno generato tali sismi non sono ancora conosciuti in quanto non si sa se i maremoti siano stati generati direttamente da terremoti locali o indirettamente da scivolamenti del fondo sottomarino scatenati da eventi sismici. La mancanza di un&#8217;adeguata rete di stazioni sismiche in fondo al Mar Ionio e di una continua acquisizione di parametri geofisici e geochimici a medio e lungo termine impedisce la piena comprensione dei fenomeni tettonici, sismologici e geomorfologici del Mar Ionio Occidentale. Negli ultimi anni, tuttavia, l&#8217;acquisizione di dati multicanale grazie a riflettenti sismici e nuclei di gravit\u00e0 prelevati dal fondo marino insieme al contributo di una nuova stazione di monitoraggio permanente hanno consentito la definizione di un nuovo quadro tettonico del Mar Ionio che ha potuto generare terremoti distruttivi e maremoti, recentemente identificati e mappati pi\u00f9 compiutamente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fault_pattern_in_the_JonianSea.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14245\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fault_pattern_in_the_JonianSea.jpg\" alt=\"Fault_pattern_in_the_JonianSea\" width=\"830\" height=\"793\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fault_pattern_in_the_JonianSea.jpg 830w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fault_pattern_in_the_JonianSea-300x287.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 830px) 100vw, 830px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 pertanto necessario continuare a monitorare queste faglie e determinare se siano sismicamente attive e, in caso di attivit\u00e0 sismica, valutare se i movimenti lungo queste faglie potrebbero essere accompagnati da possibili eventi precursori, quali processi di degasaggio e\/o sfogo fluido da strutture come dei vulcani di fango. Inoltre, e&#8217; altrettanto importante stabilire se movimenti gravitazionali, come ad esempio frane lungo i margini siciliani-calabresi, possano essere scatenate da eventi sismici a bassa intensit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_LK3xw8-fkrY\"><div id=\"lyte_LK3xw8-fkrY\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/LK3xw8-fkrY\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LK3xw8-fkrY\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/LK3xw8-fkrY\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Un progetto ambizioso ma assolutamente importante per poter:&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">definire, mediante l\u2019analisi dei dati sismici, l&#8217;attivit\u00e0 tettonica e la sismicit\u00e0 di alcune faglie importanti nel Mar Ionio Occidentale;<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">definire la presenza di fenomeni gravitazionali (frane sottomarine) e la loro relazione temporale con i fenomeni sismici;<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">caratterizzare &nbsp;i possibili processi di sfogo di gas &nbsp;(CH4, CO2 e O) provenienti da alcuni vulcani di fango o siti di sfiato (venting) individuati nel Mar Ionio Occidentale, al fine di comprendere se questi processi di di emissione di gas sono attivati \u200b\u200bda faglie e se possano essere considerati come fenomeni precursori di eventi sismici. L&#8217;approccio scientifico ai temi sopra menzionati \u00e8 multidisciplinare e impiegher\u00e0 metodi sismologici, geochimici, geomorfologici e geologici.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/160507964-31282f7a-b29a-4d3b-b17f-3d3026349e8c.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14249\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/160507964-31282f7a-b29a-4d3b-b17f-3d3026349e8c.jpg\" alt=\"160507964-31282f7a-b29a-4d3b-b17f-3d3026349e8c\" width=\"754\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/160507964-31282f7a-b29a-4d3b-b17f-3d3026349e8c.jpg 894w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/160507964-31282f7a-b29a-4d3b-b17f-3d3026349e8c-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 754px) 100vw, 754px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Geochem: modulo di fondo mare con sensori geochimici che registrano gas disciolti in mare provenienti da esalazioni sottomarine. Questi moduli sono stati installati in punti chiave per registrare eventi sismici precursori di tipo geochimico<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, gli&nbsp;obiettivi che gli scienziati si sono posti sono:<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">approfondire la conoscenza dell&#8217;attivit\u00e0 tettonica e sismica di alcuni errori di lunghezza multi-chilometrica recentemente individuati nel mar Ionio occidentale mediante sismici di riflessione (Polonia et al., 2016a e riferimenti in esso). Per raggiungere questo obiettivo, 8 OBS \/ H saranno distribuiti per circa 12 mesi sul fondo dello Ionio. Il principale risultato atteso \u00e8 il miglioramento della localizzazione degli eventi sismici che si verificano nel Mar Ionio per l&#8217;individuazione delle strutture tettoniche locali. In altre parole, si prevede di poter elaborare una nuova mappa dei fenomeni sismici dell&#8217;area di ionica. Per quanto riguarda la capacit\u00e0 di rilevazione dei sismometri in termini di magnitudo, la magnitudine minima registrabile \u00e8 M = 0.4 (Sgroi et al., 2007);<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">capire se i vulcani o le strutture di sfiato individuate in prossimit\u00e0 delle faglie&nbsp; sopra menzionate (Panieri et al., 2013; Polonia et al., 2016a) costituiscono attualmente strutture attive di degassaggio e se questo degassamento \u00e8 correlato (causa-effetto rapporto) con l&#8217;attivit\u00e0 tettonico-sismica delle faglie investigate.<br \/>\nIn particolare, definire possibili precursori geochimici di eventi sismici. Per raggiungere questo obiettivo, due moduli geochimici saranno impiegati per tutta la durata del progetto (12 mesi), collocati in modo appropriato nei pressi delle faglie esaminate. I moduli registreranno le emissioni di CH4, CO2 e O ed i dati ottenuti verranno temporaneamente e spazialmente confrontati e correlati ai segnali sismici registrati dagli otto OBS \/ H. Verranno inoltre confrontati i dati registrati dai moduli geochimici situati in fondo al mare con i dati registrati dalla rosetta CTD lungo la colonna d&#8217;acqua;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">capire se i margini continentali della Sicilia orientale e della Calabria meridionale siano soggetti a movimenti di gravit\u00e0 sottomarini e se tali movimenti possono essere in un rapporto causa-effetto con i terremoti di bassa intensit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Preparing-an-OBS_.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14247\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Preparing-an-OBS_.jpg\" alt=\"DCIM101GOPRO\" width=\"578\" height=\"436\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>preparazione di un OBS sulla nave Minerva ONE<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per raggiungere questo obiettivo saranno analizzati i segnali sismici degli otto OBS\/H. Da questi dati sar\u00e0 possibile rilevare sia i terremoti che i segnali sismici associati alle frane sotterranee sottomarine e alle loro posizioni. La successione temporale degli eventi sismici e franosi e la loro posizione forniranno contributi per comprendere le relazioni cause-effetto tra i terremoti e le frane. Infine, l&#8217;analisi dei dati mareografici del Mar Ionio fornir\u00e0 informazioni sull&#8217;eventuale sviluppo di tsunami (anche piccoli) generati da terremoti, frane o entrambi. L&#8217;intersezione di tali dati potr\u00e0 pertanto migliorare significativamente la conoscenza dei rapporti causa-effetto tra terremoti, frane e tsunami nell&#8217;area ionica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; MAR IONIO parole chiave: Faglie geologiche, mar Ionio &nbsp; In periodi storici recenti e lontani, il Mar Ionio Occidentale e le regioni circostanti (Italia meridionale) sono stati teatro di terremoti distruttivi e di tsunami violenti. 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