{"id":14167,"date":"2017-06-30T00:15:34","date_gmt":"2017-06-29T22:15:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=14167"},"modified":"2025-08-30T16:28:35","modified_gmt":"2025-08-30T14:28:35","slug":"effetti-del-glifosato-sullambiente-acquatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/14167","title":{"rendered":"Effetti del Glifosato sull&#8217;ambiente acquatico, nuove ricerche aprono nuovi scenari"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ECOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: glifosato<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alle ricerche in corso in tutto il mondo, stiamo ottenendo un quadro molto pi\u00f9 chiaro di ci\u00f2 che sta uccidendo le barriere coralline; come sappiamo gli effetti delle emissioni di CO2 e del riscaldamento globale sono i principali colpevoli che contribuiscono alla morte dei nostri oceani e del pianeta Terra. Secondo <a href=\"http:\/\/ac.els-cdn.com\/S0025326X14000228\/1-s2.0-S0025326X14000228-main.pdf?_tid=4f127926-5124-11e7-90cc-00000aacb35e&amp;acdnat=1497460384_f5c249e3a4d179cc074c23a2db32c026\">una ricerca del Marine Pollution Bulletin (Bollettino sull&#8217;inquinamento marino)<\/a>, possiamo aggiungere anche il <strong><span style=\"color: #008000;\">glifosato<\/span><\/strong>, il famoso erbicida di Monsanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Glifosato<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>La storia del glifosato e dell\u2019azienda che ha legato la sua fortuna a questa sostanza, ha qualcosa di sconcertante.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosato-molecola.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14171 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosato-molecola.jpg\" alt=\"glifosato molecola\" width=\"673\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosato-molecola.jpg 505w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosato-molecola-300x173.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 673px) 100vw, 673px\" \/><\/a>Si tratta di una molecola che fu sintetizzata negli anni cinquanta in Svizzera ricevendo il nome scientifico di <strong><span style=\"color: #008000;\">N (fosfonometil) glicina C3H8NO5P<\/span><\/strong>. In realt\u00e0 la nuova sostanza ebbe fortuna solo dopo che il brevetto svizzero fu acquisito dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Monsanto<\/span><\/strong>, una tristemente nota azienda chimica statunitense.\u00a0In passato quest&#8217;industria aveva ottenuto un enorme successo con la produzione del famigerato \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">agente arancio<\/span><\/strong>\u201d (agent orange), usato durante la guerra del Vietnam. Questo diserbante distrusse per decenni la vegetazione e caus\u00f2 malformazioni e tumori sia tra i vietnamiti sia tra i veterani dell\u2019esercito statunitense. Il suo uso fu sospeso nel 1971 quando cominciarono a essere noti gli effetti di un suo sottoprodotto, anche lui tristemente famoso, la<strong><span style=\"color: #008000;\"> diossina<\/span><\/strong> che si creava bruciando questi composti a base di cloro. Come ricordate la tossicit\u00e0 della diossina \u00e8 ormai provata senza dubbio ed \u00e8 considerata cancerogena, provocando gravi danni immunitari ed all&#8217;apparato riproduttivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>Ma torniamo al glifosato<\/strong><\/span><\/span><br \/>\nConsiderato inizialmente un erbicida a bassa tossicit\u00e0 e permanenza in vita, raggiunse immediatamente una grandissima diffusione in tutto il mondo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosato-consumo.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14172 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosato-consumo.jpg\" alt=\"glifosato consumo\" width=\"850\" height=\"577\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosato-consumo.jpg 452w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosato-consumo-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un rapporto <strong><span style=\"color: #008000;\">ISPRA<\/span><\/strong> relativo agli anni 2011 e 2012, sulla base di dati provenienti dalle <strong><span style=\"color: #008000;\">Agenzie Regionali per la Protezione dell&#8217;Ambiente (ARPA)<\/span><\/strong> e delle corrispondenti<strong><span style=\"color: #008000;\"> agenzie provinciali (APPA)<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">glifosato<\/span><\/strong> venne definito come uno degli erbicidi pi\u00f9 utilizzati nell&#8217;agricoltura italiana (<span style=\"color: #008000;\"><strong>Rapporto nazionale pesticidi nelle acque (PDF), ISPRA, Rapporti 208\/14, p. 40, ISBN 978-88-448-0681-1<\/strong>)<\/span>. Ad esempio, secondo alcuni dati parziali dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Agenzia Regionale per la Protezione dell&#8217;Ambiente del Veneto (ARPAV)<\/span><\/strong>, ad esempio, si sa che nel 2007, nella sola provincia di Treviso furono impiegati cinquantacinquemila\u00a0 chilogrammi di Glifosato e otto mila chilogrammi di Ammonio-Glufosinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va premesso che il suo livello di cancerogenicit\u00e0 \u00e8 ancora messo in discussione a livello scientifico (anche per le conseguenze economiche che un suo divieto produrrebbe); di fatto non esiste una comune concordanza sulle definizioni di rischio cancerogeno adottate da parte dello <strong><span style=\"color: #008000;\">IARC (International Agency for Research on Cancer)<\/span><\/strong>. In altre parole, detrattori e favorevoli si combattono per il suo ritiro dal mercato &#8230; ed il resto del mondo sta a guardare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante ci\u00f2, dal 22 agosto 2016, in Italia \u00e8 entrato in vigore un decreto del Ministero della Salute che ne limita l\u2019uso e il commercio. In pratica non si pu\u00f2 usare \u00a0in luoghi pubblici come \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie<\/span><\/strong>\u201d. \u00c8 vietato anche impiegarlo in agricoltura nel periodo che precede il raccolto e la trebbiatura. Il decreto inoltre revoca le nuove autorizzazioni a mettere in vendita prodotti fitosanitari che lo contengono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">L\u2019Italia \u00e8 diventata la prima nazione europea in Europa a seguire la raccomandazione della Commissione europea in tal senso. Ma sar\u00e0 cos\u00ec? I controlli saranno sufficienti?<\/span><\/strong><br \/>\nNon \u00e8 tutto cos\u00ec semplice; la <strong><span style=\"color: #008000;\">Commissione Europea<\/span> <\/strong>ha deciso, alla fine di giugno 2016, di prorogare di altri diciotto mesi l\u2019autorizzazione all&#8217;uso del glifosato, richiedendo agli stati membri di limitarne l\u2019uso nei luoghi pubblici. Per cui resta ancora in uso in molti Paesi e, come vedremo, arriva al mare. Poich\u00e9 tanti paesi agricoli del mondo usano ancora questo pericoloso erbicida, esso viene oggi rilevato in una diversit\u00e0 di ambienti. Inoltre, la maggior parte dei Paesi non ha ancora attivato programmi regolari di monitoraggio dei glifosati ed i metodi analitici autonomi sono spesso proibitivi per i costi, causando una carenza di lungo termine nei set di dati globali (Barcel\u00f3 and Hennion, 2003). Non ne sono esenti i grani che, se provenienti da paesi in cui il Glifosato \u00e8 ancora &#8220;ampiamente&#8221; tollerato, quando importai in Italia portano con se la loro &#8220;tossicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensi che l&#8217;Australia utilizza il <strong><span style=\"color: #008000;\">Roundup Ready<\/span> <\/strong>di Monsanto (il suo prodotto pi\u00f9 famoso) ad un tasso di <strong><span style=\"color: #008000;\">30 milioni di chili<\/span> <\/strong>ogni anno ma \u2026 solo negli Stati Uniti queste quantit\u00e0 arrivano a <strong><span style=\"color: #008000;\">180-185 milioni<\/span><\/strong>. La maggior parte di questo veleno finisce inesorabilmente nei nostri oceani.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/greatbarrierreefdying.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14169\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/greatbarrierreefdying.jpg\" alt=\"greatbarrierreefdying\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/greatbarrierreefdying.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/greatbarrierreefdying-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/greatbarrierreefdying-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Fitoplancton: organismi autotrofi necessari per la nostra sopravvivenza<\/span><\/strong><br \/>\nIl <strong><span style=\"color: #008000;\">fitoplancton<\/span><\/strong> \u00e8 l&#8217;insieme degli organismi autotrofi foto-sintetizzanti presenti nel plancton, ovvero di quegli organismi in grado di sintetizzare sostanza organica a partire dalle sostanze inorganiche disciolte, utilizzando come fonte di energia la radiazione solare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/images1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14177 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/images1.jpg\" alt=\"images\" width=\"850\" height=\"504\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fitoplancton si trova alla base della catena alimentare nella grande maggioranza degli ecosistemi acquatici. Nella fascia intertropicale ad esempio, dove l&#8217;intensit\u00e0 luminosa non subisce variazioni stagionali rilevanti, la dinamica del fitoplancton dipende principalmente dalla frequenza con cui i nutrienti possono raggiungere gli strati superiori dell&#8217;oceano, un processo indotto dalla presenza di forti venti che permettono alle acque pi\u00f9 profonde e fredde di emergere in superficie (<strong><span style=\"color: #008000;\">upwelling<\/span><\/strong>). Queste nuove masse di acqua arricchita in nutrienti stimolano la crescita e riproduzione dei produttori primari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grande biomassa del fitoplancton e la presenza di acqua superficiale pi\u00f9 fredda, permettono di identificare le zone di upwelling, rilevabili dalla pi\u00f9 bassa temperatura superficiale dell&#8217;acqua e dall&#8217;alta concentrazione di clorofilla. A differenza delle acque tropicali, la acque polari e temperate dovrebbero avere buoni livelli di sostanze nutritive e la loro fioritura dipende soprattutto dall&#8217;aumento dell&#8217;irradiazione solare (&#8220;fioritura primaverile&#8221;). Il fitoplancton produce inoltre la met\u00e0 dell&#8217;ossigeno totale prodotto dagli organismi vegetali della Terra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/presentazione-sul-fitoplancton-8-728.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-14178\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/presentazione-sul-fitoplancton-8-728.jpg\" alt=\"presentazione-sul-fitoplancton-8-728\" width=\"739\" height=\"554\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/presentazione-sul-fitoplancton-8-728.jpg 728w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/presentazione-sul-fitoplancton-8-728-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 739px) 100vw, 739px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto in oceano \u00e8 interconnesso ed \u00a0il fitoplancton \u00e8 al vertice della catena alimentare ed \u00e8 fondamentale per la sopravvivenza dell\u2019intero ecosistema. Da recenti studi sembrerebbe che la morte della barriera corallina possa essere riconducibile alla sua diminuzione, che si \u00e8 accelerata del 40 per cento dal 1950. I ricercatori hanno effettuato degli studi su quali nuovi prodotti sono entrati sul mercato negli ultimi 40 anni ed in particolare sul <strong><span style=\"color: #008000;\">glifosato<\/span><\/strong>, un potente erbicida progettato per annientare qualsiasi vita con cui entra in contatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito del suo uso penetra nel terreno e viene poi dilavato, arrivando alle falde acquifere ed a laghi e \u00a0fiumi, fino ad arrivare al mare mantenendo circa l&#8217;80% della sua capacit\u00e0 tossica. I ricercatori hanno scoperto che nelle acque vicino ai poli, ai tropici e in alto mare una forte diminuzione dei livelli di fitoplancton. Fino ad oggi era stata giustificata \u00a0dalle alte temperature,\u00a0 ma la scoperta che ci\u00f2 avviene anche ai poli, in acque molto fredde, mette nuovamente in gioco la ricerca. Perch\u00e9 questo fenomeno avviene anche nelle acque fredde dei poli artici? A quanto pare la temperatura non \u00e8 il fattore determinante, per cui \u00a0la spiegazione del riscaldamento globale non \u00e8 sufficiente e va ricercata anche altrove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: x-large;\"><span style=\"color: #b01200;\"><span style=\"color: #008000;\">Cosa comporta?<\/span><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/strong>La morte del fitoplancton porta all\u2019aumento dell\u2019acidificazione negli oceani, gi\u00e0 minata dalle variazioni di temperatura, che modifica la chimica dell&#8217;acqua marina causando un impatto sugli ecosistemi. Il fitoplancton sta morendo e di conseguenza cambia la vita marina del pianeta. Centinaia di salmoni dell&#8217;oceano Pacifico stanno scomparendo ad un tasso allarmante.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ciclo-comida-marina-artico.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14176 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ciclo-comida-marina-artico.jpg\" alt=\"ciclo-comida-marina-artico\" width=\"850\" height=\"779\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ciclo-comida-marina-artico.jpg 494w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ciclo-comida-marina-artico-300x275.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esperti ritengono che stiano morendo di fame in zone un tempo fiorenti che si sono trasformate in deserti senza vita. Le \u00a0morie di pesce stanno aumentando ovunque, anche nel Mar Mediterraneo. Lo abbiamo detto molte volte: \u00e8 un effetto palla di neve \u2026 \u00a0la morte di un ecosistema causa la morte di un altro fino all&#8217;estinzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perch\u00e9 si pensa al glifosato?<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nSi \u00e8 verificato che l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">emivita del glifosato<\/span><\/strong> \u00e8 drasticamente pi\u00f9 lunga nell&#8217;oceano che nell&#8217;acqua dolce. Questo perch\u00e9 il glifosato \u00e8 un sale ed in presenza dei sali oceanici agisce come conservante. Ancora peggio &#8230; raccoglie forza nel tempo portando ad una massiccia morte del plancton.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio riporta che: \u00a0\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">The half-life for glyphosate at 25\u00b0C in low-light was 47 days, extending to 267 days in the dark at 25\u00b0C and 315 days in the dark at 31\u00b0C, which is the longest persistence reported for this herbicide<\/span><\/em><\/strong>.\u201d Se si pensa che nel suolo la sua emivita chimica \u00e8 intorno ai cinque giorni ed aumenta a 49 giorni nelle acque dolci, la sua emivita in mare potrebbe essere decisamente preoccupante. Poich\u00e9 tanti paesi agricoli del mondo usano ancora questo pericoloso erbicida, esso viene oggi rilevato in una diversit\u00e0 di ambienti. La maggior parte dei paesi non ha attivato programmi regolari di monitoraggio dei <strong><span style=\"color: #008000;\">glifosati<\/span><\/strong>; inoltre i metodi analitici autonomi sono spesso proibitivi per i costi, causando una carenza di lungo termine nei set di dati globali (Barcel\u00f3 and Hennion, 2003).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosato.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14179 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosato.jpg\" alt=\"glifosato\" width=\"850\" height=\"501\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">E se alla fine una delle maggiori cause del cambiamento climatico fosse legata all&#8217;immissione del glifosato?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Gli oceani svolgono un ruolo importante nel mantenere in equilibrio il ciclo del carbonio della Terra. Se stiamo avvelenando gli oceani con queste sostanze, che provocando \u00a0la morte ed\u00a0 acidificazione dell&#8217;oceano provocano l&#8217;aumento della quantit\u00e0 di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera e quindi della temperatura globale, perch\u00e9 non\u00a0 vietare a livello mondiale l\u2019uso del <strong><span style=\"color: #008000;\">glifosato<\/span><\/strong>? Nel 2015 \u00e8 stato classificato come &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">probabilmente<\/span><\/strong>&#8221; <strong><span style=\"color: #008000;\">cancerogeno negli esseri umani<\/span><\/strong>. Questo \u00e8 stato affermato dall&#8217;Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (OMS) dopo aver condotto una revisione completa sulla sicurezza di questa sostanza. \u00c8 nel nostro cibo, nell&#8217;aria, nei nostri fiumi e negli oceani, ovunque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/14292827321831107605.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-14175 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/14292827321831107605.jpg\" alt=\"14292827321831107605\" width=\"679\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/14292827321831107605.jpg 441w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/14292827321831107605-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 679px) 100vw, 679px\" \/><\/a>Sta diventando sempre pi\u00f9 evidente che anche queste sostanze contribuiscono al cambiamento del pianeta. Come abbiamo visto, fu solo alla met\u00e0 degli anni &#8217;70 che Monsanto mise in produzione il glifosato e nel 1980 divenne l&#8217;erbicida pi\u00f9 venduto al mondo. L&#8217;Australia utilizza <strong><span style=\"color: #008000;\">Roundup Ready<\/span><\/strong> ad un tasso di 30 milioni di chili ogni anno ma solo gli Stati Uniti arrivano a 180-185 milioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La maggior parte di questo veleno finisce nei nostri oceani<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>All&#8217;inizio degli anni &#8217;90 la gente inizi\u00f2 a notare i cambiamenti ecologici nella Grande Barriera Corallina, che si estende per oltre 1400 miglia dalla costa nord-occidentale del Queensland. Questa barriera era una volta casa per 1.625 specie diverse di pesci, tremila molluschi e trenta diverse specie mammiferi di balene. Nel 2016, la Grande Barriera Corallina dell&#8217;Australia \u00e8 stata considerata morta in molte aree dopo anni di sofferenza. Aveva 25 milioni di anni ed \u00e8 morta per avvelenamento chimico causato dall&#8217;Uomo. Solo poche specie sono sopravvissute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosatovunque.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14180\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosatovunque.jpg\" alt=\"glifosatovunque\" width=\"1022\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosatovunque.jpg 1022w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/glifosatovunque-300x124.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1022px) 100vw, 1022px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Nessun oceano \u00e8 immune e neanche noi<br \/>\n<\/span><\/strong> Uno\u00a0studio dell&#8217;universit\u00e0 di Washington State pubblicato dalla rivista <strong><span style=\"color: #008000;\">Scientific Reports<\/span><\/strong> effettuato su dei topi di laboratorio in gravidanza ad una dose pari a met\u00e0 del minimo considerato innocuo, ha dato risultati terrificanti. La cosa pi\u00f9 grave \u00e8 che sebbene la prima generazione non mostrasse patologie evidenti nelle successive vi fu un aumento di malattie ai testicoli, alle ovaie e alle ghiandole mammarie. Addirittura nella terza generazione vi fu un aumento del 30% delle patologie prostatiche, mentre il 40% delle femmine di terza generazione ebbero aborti spontanei e il 40% dei ratti era obeso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo andamento \u00e8 noto come &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">tossicologia generazionale<\/span><\/strong>&#8221; ed \u00e8 stato riscontrato a seguito di contaminazione sia da pesticidi che da componenti delle materie plastiche come il <strong><span style=\"color: #008000;\">bisfenolo A (BPA)<\/span><\/strong>, un composto organico usato principalmente per la produzione di plastiche e per la produzione sia delle resine epossidiche sia dei pi\u00f9 comuni materiali in policarbonato. Purtroppo queste sostanze sembrano agire a livello genetico per cui i danni si propagano nelle generazioni a venire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per chi volesse approfondire sugli effetti del Glifosato, invito a leggere questo <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/cdn.intechopen.com\/pdfs\/12592.pdf2\">documento scientifico<\/a> che fornisce molti fatti. Comunque la pensiate &#8230; domandatevi se vale la pena di rischiare.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima imbiancamento dei Coralli alle Samoa a causa delle alte temperature &#8230; vale\u00a0 la pena creare stress chimici all&#8217;ambiente? Source: Caitlin Seaview Survey<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: ECOLOGIA PERIODO: XX-XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: glifosato . Grazie alle ricerche in corso in tutto il mondo, stiamo ottenendo un quadro molto pi\u00f9 chiaro di ci\u00f2 che sta uccidendo le barriere coralline; come sappiamo gli effetti delle emissioni di CO2 e del riscaldamento globale sono i principali colpevoli che contribuiscono [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":14170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[1559,822,1558],"class_list":["post-14167","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ecologia-marina","tag-acidificazione-degli-oceani","tag-cambiamenti-climatici","tag-glifosato"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Effetti del Glifosato sull&#039;ambiente acquatico, nuove ricerche aprono nuovi scenari &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/14167\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Effetti del Glifosato sull&#039;ambiente acquatico, nuove ricerche aprono nuovi scenari &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  8 minuti&nbsp; . 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