{"id":14099,"date":"2017-06-17T00:10:13","date_gmt":"2017-06-16T22:10:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=14099"},"modified":"2026-05-23T18:38:29","modified_gmt":"2026-05-23T16:38:29","slug":"la-rinascita-dopo-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/14099","title":{"rendered":"Dai Gamma agli Arditi incursori, la rinascita dopo la guerra &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEI MILITARI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: operatori subacquei guastatori, arditi incursori<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Eravamo rimasti al termine della seconda guerra mondiale<\/span><\/span><br \/>\n<\/strong>Gli uomini Gamma, che tante azioni eroiche avevano compiuto durante la seconda guerra mondiale, dopo la guerra si trovarono di fronte ai pesanti accordi di pace\u00a0che impedivano all&#8217;Italia di mantenere la loro componente pi\u00f9 prestigiosa. Le restrizioni riguardanti la Regia Marina Militare Italiana, (articolo 59), vietarono la costruzione, l&#8217;acquisto e la sostituzione di navi da battaglia, oltre all&#8217;utilizzazione e alla sperimentazione di unit\u00e0 portaerei, naviglio subacqueo, motosiluranti e <strong><em><span style=\"color: #008000;\">mezzi d&#8217;assalto<\/span><\/em><\/strong> di qualsiasi tipo. Il dislocamento totale del naviglio militare in servizio ed in costruzione, eccettuate le navi da battaglia, non doveva superare le 67.500 tonnellate, mentre il personale effettivo non poteva eccedere le 25.000 unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricostruzione del dopo guerra<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCon un cos\u00ec pesante fardello, lo Stato Maggiore della Marina dovette affrontare la ricostruzione degli arsenali, la bonifica dei porti e delle coste dai campi minati e la necessit\u00e0 di riorganizzare gli staff. Con il Foglio d&#8217;Ordine n\u00ba 66 del 15 ottobre 1947 la Marina militare assegn\u00f2 il nome di &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENTROSUB<\/span><\/strong>&#8221; al centro subacqueo della Marina Militare. In quel periodo, il Comando era ospitato nel seno del <strong><span style=\"color: #008000;\">Varignano<\/span><\/strong> insieme al <strong><span style=\"color: #008000;\">COMANDO DRAGAGGIO<\/span><\/strong>. Nel 1947, <strong><span style=\"color: #008000;\">MARICENTROSUB<\/span><\/strong> si occupava della formazione sia dei palombari sia dei sommozzatori. Potete immaginarvi le condizioni dei mezzi disponibili. Mentre i palombari impiegavano il tradizionale vestito in gomma telata con elmo in rame, i sommozzatori usavano il modello Belloni ed apparecchiature sia ad ossigeno che ad aria. Una curiosit\u00e0, per regolare il loro assetto sott&#8217;acqua, quei sommozzatori usavano solo una piastra di piombo di pochi chilogrammi posta sul petto. A seguito dei corsi, essi venivano avviati ai gruppi<strong><span style=\"color: #008000;\"> SDAI (quelli che oggi sono chiamati Servizio Difesa Anti Mezzi Insidiosi)<\/span> <\/strong>per la bonifica dei porti dai numerosi ordigni lasciati dalla guerra. Un lavoro duro e e pericoloso che coinvolse le forze di dragaggio per molti anni a seguire. Questo collegamento tra subacquei e dragatori pose le basi per sviluppare le tecniche\u00a0moderne di bonifica degli ordigni in mare. Nello stesso anno, con la nomina dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Emilio Ferreri<\/span> <\/strong>a Capo di Stato Maggiore della Marina, inizi\u00f2 finalmente la ricostruzione della componente operativa subacquea.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/06.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14131\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/06.jpg\" alt=\"06\" width=\"1229\" height=\"860\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;ingegner Cattaneo della CABI CATTANEO Ufficio Storico MMI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1950, con il consenso non ufficiale degli anglo americani, Ferreri decise di riavviare le attivit\u00e0 dei mezzi di assalto, presso la <strong><span style=\"color: #008000;\">Stazione Tecnica Autonoma (STA)<\/span> <\/strong>di Bacoli, Napoli, e di creare nel contempo una Forza di Marina con caratteristiche simili a quelle dei reparti commando britannici. L&#8217;incarico di rimettere insieme la <strong><span style=\"color: #008000;\">STA<\/span><\/strong> fu dato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Cap. GN Ruzzier<\/span><\/strong>. Un compito non facile: si trattava di rintracciare i pochi specialisti rimasti, ex appartenenti alla Decima MAS, per rimettere in efficienza, con i pezzi di ricambio conservati nei magazzini, gli ultimi quattro <strong><span style=\"color: #008000;\">Siluri a Lenta Corsa (SLC)<\/span> <\/strong>disponibili. Come vedremo in tale opera fu fondamentale l&#8217;apporto dell&#8217;Ingegner Cattaneo, della <strong><span style=\"color: #008000;\">Ditta CABI CATTANEO<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I nuovi mezzi<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Come ricorderete, durante l&#8217;utilizzo del S.L.C. erano emerse molte lacune tecniche che avevano portato nel 1943 alla realizzazione di una versione aggiornata del mezzo di attacco subacqueo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-127480 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Maggiore-mario-masciulli.jpg\" alt=\"\" width=\"268\" height=\"508\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Maggiore-mario-masciulli.jpg 250w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Maggiore-mario-masciulli-158x300.jpg 158w\" sizes=\"auto, (max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Maggiore GN Mario Masciulli Ufficio Storico MMI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi furono chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">S.S.B. (Siluro San Bartolomeo<\/span><\/strong> &#8211; vedi la scheda seguente) dal nome dell\u2019officina armi subacquee della Regia Marina Militare che si trovava a San Bartolomeo, una localit\u00e0 in periferia di La Spezia. Si trattava di un&#8217;evoluzione del S.L.C., un vero e proprio semovente subacqueo nel quale gli operatori, sempre muniti di autorespiratori ad ossigeno, potevano restare all\u2019interno del mezzo, in un abitacolo aperto ma protetto. Il grande vantaggio del mezzo era che poteva sostenere una maggior velocit\u00e0 (4 nodi in trasferimento) con un carico esplosivo maggiore. Il progetto fu elaborato su direttive della X MAS, \u00a0dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Maggiore del Genio Navale Mario Masciulli<\/span><\/strong> (a lato) e dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano del Genio Navale Travaglini<\/span><\/strong>. Il primo prototipo fu costruito nella tarda primavera del 1943 dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">CABI (Cattaneo Applicazione Brevetti industriali)<\/span><\/strong> che, durante la guerra, costruiva con Baglietto i famosi barchini siluranti ed esplosivi. CABI e BAGLIETTO sono tutti nomi che passarono alla storia. L\u20198 settembre del 1943, erano operativi presso la base della Spezia tre SSB dei quali uno era conservato in un magazzino pronto per la spedizione nella base segreta del piroscafo \u201cOlterra\u201c ad Algesiras, nella baia di fronte a Gibilterra. Gli altri due erano stati assegnati al \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo Operativo della Castagna<\/span><\/strong>\u201d, una vecchia batteria posta sul lato occidentale della rada di La Spezia,\u00a0agli ordini del <strong><span style=\"color: #008000;\">T.V. Augusto Jacobacci\u00a0<\/span><\/strong>(un operatore gamma che abbiamo gi\u00e0 nominato per l&#8217;azione combinata di SLC e operatori Gamma ad Algeri del 12 dicembre 1942).<\/p>\n<p><strong style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">S.S.B &#8211; Ufficio Storico MMI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Maiale_at_gosport.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Maiale_at_gosport.jpg\" alt=\"Maiale_at_gosport\" width=\"965\" height=\"545\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">L&#8217;ultima missione?<\/span> <\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Franco Harrauer<\/span><\/strong>, un architetto la cui vita professionale si intrecci\u00f2 pi\u00f9 volte con gli uomini dei mezzi, sulla base dei racconti di Jacobacci, raccont\u00f2 quella che doveva essere l&#8217;ultima missione di quei due mezzi. Per non farli cadere in mani nemiche, gli S.S.B. di punta Castagna erano stati trasferiti in un luogo protetto all&#8217;isola Palmaria, in prossimit\u00e0 di La Spezia, in attesa di essere impiegati. Si progett\u00f2 un attacco ai piroscafi Liberty carichi di munizioni che si trovavano spesso alla fonda proprio nella rada di La Spezia. L&#8217;occasione arriv\u00f2 il 29 Aprile del 1945. \u00a0Gli operatori che dovevano compiere l&#8217;ultima missione erano il <strong><span style=\"color: #008000;\">T<\/span><span style=\"color: #008000;\">enente del Genio Navale, ingegnere, Sergio Pucciarini, il TV Augusto Jacobacci supportati da due Gamma, Bonato e Toma<\/span><\/strong>. Per uno scrupolo professionale, prima di iniziare l&#8217;azione, <strong><span style=\"color: #008000;\">Jacobacci<\/span><\/strong> chiese di controllare se ci fossero degli ultimi ordini. Il destino volle che fosse trovato un messaggio &#8220;immediato&#8221; che comunicava la firma dell&#8217;armistizio. Come in un film, l&#8217;azione fu sospesa all&#8217;ultimo momento ed i due <strong><span style=\"color: #008000;\">SSB<\/span><\/strong>, per non essere lasciati in mano nemiche, furono affondati in acque profonde.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Siluro-San-Bartolomeo-SSB.-Anno-1945.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14125\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Siluro-San-Bartolomeo-SSB.-Anno-1945.jpg\" alt=\"Siluro-San-Bartolomeo-SSB.-Anno-1945\" width=\"1223\" height=\"730\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Siluro-San-Bartolomeo-SSB.-Anno-1945.jpg 623w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Siluro-San-Bartolomeo-SSB.-Anno-1945-300x179.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1223px) 100vw, 1223px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Siluro San Bartolomeo &#8211; SSB 1945<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">SCHEDA: S.S.B.<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl mezzo poteva essere dotato di una doppia testata esplosiva per un totale di 400 Kg di esplosivo. Questo consentiva di poter attaccare in sequenza due bersagli differenti. La procedura di impiego ed attacco era analoga a quella degli S.L.C.. Il motore elettrico da 5 Kw permetteva di poter raggiungere una velocit\u00e0 in immersione di ben quattro nodi. Con una lunghezza fuori tutto di 7 metri e 50, ed una larghezza di 0,78 metri, gli SSB avevano un&#8217;autonomia di circa 40 miglia. Il loro peso totale era di circa 1860 kg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cattaneo e Pucciarini<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNell&#8217;immediato dopoguerra, <strong><span style=\"color: #008000;\">Cattaneo<\/span> <\/strong>e \u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Pucciarini<\/span><\/strong>, ex ufficiali tecnici della Regia Marina, che avevano collaborato all&#8217;allestimento dei mezzi\u00a0della X^ MAS, rappresentavano una risorsa preziosissima per la Marina. Per non disperdere l\u2019eredit\u00e0 tecnica maturata in quegli anni di sperimentazioni, i due ingegneri nel 1948 furono convocati, nel massimo segreto, dalla Marina Militare con lo scopo di chiedergli se volevano partecipare al recupero e messa in funzione degli SSB. Come ricorderete, il trattato di pace prevedeva all&#8217;articolo 59 che\u00a0<strong><em>b<span style=\"color: #008000;\">archini esplosivi o imbarcazioni d\u2019assalto, non potranno essere acquistate, costruite ecc\u2026<\/span>\u00a0<\/em><\/strong>quindi ogni attivit\u00e0 addestrativa con i mezzi tipo SSB era vietata. Si trattava di operare in maniera occulta, mantenendo la segretezza su ogni attivit\u00e0 in corso. Convocati dallo Stato Maggiore, \u00a0solo Cattaneo ader\u00ec alla richiesta di collaborare mentre Pucciarini decise di spendere la sua esperienza nel campo commerciale e fond\u00f2 a Livorno la <strong><span style=\"color: #008000;\">COSMOS, (Costruzione Motoscafi Sottomarini a Livorno).<\/span><\/strong> Entrambi furono dei precursori dei moderni sistemi di trasporto subacquei.<\/p>\n<p><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ERCOLEEXCICLOPE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14123\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ERCOLEEXCICLOPE.jpg\" alt=\"ERCOLEEXCICLOPE\" width=\"1227\" height=\"571\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ERCOLEEXCICLOPE.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ERCOLEEXCICLOPE-300x140.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1227px) 100vw, 1227px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il vecchio rimorchiatore Ciclope venne rinominato Ercole e divenne nave appoggio per tre SLC. Notate a mezza nave la camera di decompressione &#8211; Ufficio Storico MMI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le grandi difficolt\u00e0,\u00a0\u00a0la Marina, che \u00a0voleva a tutti i costi non disperdere il patrimonio tecnico, incaric\u00f2 il Capitano di Vascello Notari, anche lui ex pilota di SLC, di recuperare i mezzi recuperabili, addestrare nuovi piloti e riorganizzare segretamente una vera e propria componente operativa. Tutti gli operatori mantennero il silenzio sulla loro formazione al punto che anche i familiari erano all&#8217;oscuro delle loro attivit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_14124\" aria-describedby=\"caption-attachment-14124\" style=\"width: 430px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/primi-piloti-dopo-guerra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14124\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/primi-piloti-dopo-guerra.jpg\" alt=\"primi piloti dopo guerra\" width=\"430\" height=\"571\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/primi-piloti-dopo-guerra.jpg 358w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/primi-piloti-dopo-guerra-226x300.jpg 226w\" sizes=\"auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14124\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cortesia ANAIM<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: inherit;\">La base segreta dove concentrare i mezzi e formare nuovi piloti era la base STA di Bacoli, Napoli. Questa base rimase attiva fino alla fine degli anni sessanta quando poi fu smantellata e trasferita al Varignano dove, come vedremo erano operativi i Gamma e gli Arditi. Nella base furono effettuati cinque corsi piloti (vedi elenco a lato). Tra di \u00a0essi tanti nomi che lasciarono un segno negli anni a seguire della loro carriera. Tra di essi vorrei ricordare il <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">tenente medico Moretti<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">, uno dei primi fisiopatologi subacquei militari che form\u00f2 molti medici del COMSUBIN oggi luminari della materia. Per dare supporto ai mezzi venne riadattato un\u00a0vecchio rimorchiatore, il <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Ciclope<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">, che era stato affondato nel porto di Napoli durante la guerra. Fu rinominato <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Ercole<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">, diventando la nave appoggio dei tre SLC. La nave fu dotata di una camera di decompressione e di una officina interna per le manutenzioni. Tutto fu fatto nella massima segretezza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Da &#8220;uomini contro navi&#8221; a \u00a0&#8220;elementi integrati della guerra navale&#8221;<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel tempo, le sanzioni militari furono attenuate dall&#8217;ammissione dell&#8217;Italia nella Nato, accordata nel 1949.\u00a0 Il mondo stava cambiando nuovamente con la formazione dei due blocchi che avrebbe caratterizzato la Guerra fredda. Grazie alla lungimiranza dello Stato Maggiore, i sopravvissuti dei mezzi di assalto non si erano dispersi ed erano stati raccolti in quella componente che, come vedremo, fu l&#8217;embrione degli Arditi Incursori. Pochi erano restati in servizio ma avevano mantenuto i contatti fra di loro. <strong><span style=\"color: #008000;\">Fra di essi matur\u00f2 quella che fu una naturale evoluzione degli assaltatori: da uomini contro nave a elementi integrati della guerra navale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/pecor-giraldi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14109 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/pecor-giraldi.jpg\" alt=\"pecor giraldi\" width=\"567\" height=\"642\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/pecor-giraldi.jpg 364w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/pecor-giraldi-265x300.jpg 265w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Corso Pecori Giraldi nato a Pozzuoli il 9 luglio 1899, entr\u00f2 in Accademia nel 1913 e consegu\u00ec la nomina a guardiamarina nel 1917. Da capitano di vascello (1940) comand\u00f2 l&#8217;incrociatore Zara e nel &#8217;42\/&#8217;43 la corazzata Vittorio Veneto. Durante il lungo periodo trascorso al vertice della MMI si dedic\u00f2 alla creazione di una flotta efficiente e moderna, al riordinamento dei Comandi e Servizi a terra, allo sviluppo dell&#8217;addestramento e al perfezionamento delle armi e dei mezzi. Ufficio Storico MMI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da un lato i nuovi alleati, un tempo nemici, avevano sviluppato componenti similari, dall&#8217;altro, anche in campo nazionale, fu maturata la necessit\u00e0 di passare da <strong><span style=\"color: #008000;\">guastatori navali<\/span><\/strong> ad <strong><span style=\"color: #008000;\">incursori multiruol<\/span><span style=\"color: #008000;\">o<\/span><\/strong>, allargando la gamma dei propri obbiettivi anche ad installazioni terrestri a similitudine dei commando inglesi. Nel 1952, l\u2019ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Corso Pecori Giraldi <\/span><\/strong>convoc\u00f2 il tenente di vascello <strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Massarini<\/span><\/strong>, reduce della X Mas e di MARIASSALTO, per discutere sulla possibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di organizzare un nucleo di incursori, sul modello di analoghe organizzazioni operanti all&#8217;epoca presso gli alleati. \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Ci pensi<\/span><\/strong>,<\/em> disse l\u2019Ammiraglio Pecori Giraldi al T.V. Massarini, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">e mi faccia conoscere le sue decisioni<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta fu ovviamente positiva anche se, ancora una volta, non fu facile reperire il personale. <strong><span style=\"color: #008000;\">Massarini<\/span> <\/strong>reper\u00ec due ufficiali (<strong><span style=\"color: #008000;\">STV Antonio Benedetti<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">STV Gianluigi Botti<\/span><\/strong>) ed una dozzina di sottufficiali e marinai.\u00a0 Il primo corso fu tenuto presso la <strong><span style=\"color: #008000;\">Scuola Genio Pionieri della Cecchignola<\/span><\/strong> di Roma dove ricevettero dai colleghi dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Esercito italiano<\/span><\/strong> i rudimenti del combattimento terrestre e sull&#8217;impiego degli esplosivi. Nel frattempo, tutti i reparti dello Stato Maggiore della Marina si adoperarono con sinergia per fornire a questa nuova componente ci\u00f2 di cui avevano bisogno. Naturalmente sempre lavorando con grande riservatezza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Arditi_Incursori_1952.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14101\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Arditi_Incursori_1952.jpg\" alt=\"Arditi_Incursori_1952\" width=\"1231\" height=\"923\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Arditi_Incursori_1952.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Arditi_Incursori_1952-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1231px) 100vw, 1231px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Arditi incursori 1952 &#8211; cortesia ANAIM\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/400px-Beretta_M12_Brown-Grips.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14103\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/400px-Beretta_M12_Brown-Grips.jpg\" alt=\"400px-Beretta_M12_Brown-Grips\" width=\"1230\" height=\"563\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/400px-Beretta_M12_Brown-Grips.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/400px-Beretta_M12_Brown-Grips-300x137.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1230px) 100vw, 1230px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pistola mitragliatrice Beretta M12 &#8211; cortesia ANAIM\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il reparto di Commissariato Navale (<strong><span style=\"color: #008000;\">MARICOMMI<\/span><\/strong>) realizz\u00f2 le prime tenute da combattimento terrestre, scopiazzando le uniformi dei Marines americani, ed una super scarpa, uno stivale anfibio in grado di poter essere usato sia per marciare, per arrampicarsi che per i lanci con il paracadute. Il modello di quello scarpone, aggiornato con i nuovi materiali, \u00e8 ancora in uso. Inoltre fu sviluppato dalla ditta <strong><span style=\"color: #008000;\">Aerostatica<\/span><\/strong> di Roma un tipo particolare di gommone per le operazioni speciali. Per la attivit\u00e0 subacquea la <strong><span style=\"color: #008000;\">SALVAS<\/span><\/strong> realizz\u00f2 una muta stagna da usare anche sul terreno (molto pi\u00f9 robusta di quella usata dei Gamma), mentre la <strong><span style=\"color: #008000;\">Pirelli<\/span><\/strong> costru\u00ec dei contenitori stagni speciali per il trasporto delle munizioni e delle armi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Beretta_951.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14104\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Beretta_951.png\" alt=\"Beretta_951\" width=\"1229\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Beretta_951.png 1600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Beretta_951-300x195.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Beretta_951-1024x667.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1229px) 100vw, 1229px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pistola Beretta mod. 951 &#8211; cortesia ANAIM\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019armamento prescelto fu la pistola <strong><span style=\"color: #008000;\">Beretta 951<\/span><\/strong> e l\u2019indimenticabile <strong><span style=\"color: #008000;\">PM12<\/span><\/strong>, calibro 9 mm lungo. Fu disegnato anche un coltello ad hoc per l&#8217;uso dei neo assaltatori. Il reclutamento (tutti volontari) fu rigoroso; dopo le visite mediche ed un primo screening psicotecnico (all&#8217;epoca tale scienza era agli albori), tutti gli aspiranti al corso venivano avviati alla fase di addestramento dove avveniva la vera selezione psicofisica. Non bastava superare le prove quotidiane ma anche dimostrare di essere in possesso delle doti di fermezza, coraggio ed autocontrollo \u00a0necessarie.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/gamma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14106\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/gamma.jpg\" alt=\"gamma\" width=\"1217\" height=\"882\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/gamma.jpg 360w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/gamma-300x218.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto dell&#8217;archivio dell&#8217;autore &#8211; uomini gamma della marina egiziana e italiana, in divisa in alto a sinistra Straulino, al centro Birindelli, a destra Feroldi<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: inherit;\">Storicamente la prima esercitazione di rilievo avvenne nel 1952, per la <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">DITEX<\/span><\/strong> <strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Leone di San Marco<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">. Furono formati due team,\u00a0 che sarebbero stati trasportati da due mezzi modificati (un pilota e 5 operatori) portando alla fine un attacco a nuoto sia contro l\u2019incrociatore Garibaldi sia alle infrastrutture portuali del\u00a0 porto di Bari. Una missione a tutto tondo, \u00a0un vero successo che si ripetette ad ottobre del 1952, quando parteciparono all&#8217;esercitazione alleata <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Long Steep<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">, in Turchia, meritando l\u2019ammirazione del <strong><span style=\"color: #008000;\">Brigadiere Generale Hogaboom<\/span> <\/strong>del Corpo dei US Marines.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>La nuova specialit\u00e0 venne denominata Arditi Incursori<\/strong>\u00a0<\/span><br \/>\nLa loro formazione comprendeva tre fasi: la prima alla Cecchignola per l\u2019addestramento al combattimento terrestre, la seconda al Varignano per l\u2019addestramento anfibio, nuoto su lunghe distanze, impiego dei battelli pneumatici e sbarchi clandestini. Il corso terminava con la terza fase culminante in un campo addestrativo dove i neo arditi mettevano insieme tutte le conoscenze acquisite durante il corso. In quegli anni furono inviati alla scuola alpina di Aosta due arditi, il <strong><span style=\"color: #008000;\">2 Capo Teppati<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sc Kalan<\/span> <\/strong>per acquisire il brevetto di rocciatori guida. Tanti anni dopo ebbi l\u2019onore di avere al <strong><span style=\"color: #008000;\">COMSUBIN<\/span> <\/strong>come istruttore <strong><span style=\"color: #008000;\">Capo Kalan<\/span><\/strong> e di conoscerne personalmente le grandi qualit\u00e0 professionali e umane.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><br \/>\n<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">fine I parte &#8211; continua<br \/>\nAndrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/14099\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/18756\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: SUBACQUEI MILITARI PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: operatori subacquei guastatori, arditi incursori . 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