{"id":14086,"date":"2020-02-06T00:05:29","date_gmt":"2020-02-06T00:05:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=14086"},"modified":"2023-09-02T16:48:45","modified_gmt":"2023-09-02T14:48:45","slug":"le-insidie-dei-reef-grazie-allimpiego-di-moderni-magnetometri-sono-stati-scoperti-nuovi-relitti-nel-sud-pacifico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/14086","title":{"rendered":"Le insidie dei reef, nuovi relitti nel Sud Pacifico"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&nbsp;.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: RELITTI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: relitti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">James Hunter<\/span><\/strong>, un archeologo del <strong><span style=\"color: #008000;\">National Maritime Museum australiano<\/span><\/strong>, ha recentemente scoperto un&#8217;ancora appartenente a uno dei relitti di Kenn Reef. Si tratta forse del <strong><span style=\"color: #008000;\">Jenny Lind<\/span><\/strong> o forse del <strong><span style=\"color: #008000;\">Bona vista<\/span><\/strong>, uno dei tanti relitti scomparsi in quell&#8217;insidiosa barriera corallina australiana?&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/8197236-3x2-940x627.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14088\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/8197236-3x2-940x627.jpg\" alt=\"keen reef 1\" width=\"750\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/8197236-3x2-940x627.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/8197236-3x2-940x627-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un team di archeologi dell&#8217;Australian National Maritime Museum e del Silent World Foundation ha scoperto tre nuovi relitti sulla barriera corallina di kenn Reefs &#8211; image: il Dr James Hunter si immerge su una grande ancora&nbsp;a Kenn Reefs. (Supplied: Julia Sumerling\/Silentworld Foundation) MAP: Bundaberg 4670&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il mare non ruba, nasconde<br \/>\n<\/span><\/strong>Tutto inizi\u00f2 quando l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Australian National Maritime Museum (ANMM)<\/span> <\/strong>e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Fondazione SilentWorld<\/span><\/strong>, un gruppo privato che si occupa di archeologia marittima, decisero di ricercare il relitto della <strong><span style=\"color: #008000;\">Jenny Lind<\/span><\/strong>, una piccola nave a vela che affond\u00f2 dopo aver urtato la barriera corallina di Kenn reefs, 280 miglia ad est di Mackay,&nbsp; la notte del 21 settembre 1850.&nbsp;Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Jenny Lind <\/span><\/strong>era in navigazione da Melbourne a Singapore, con a bordo 28 tra membri dell&#8217;equipaggio e passeggeri. Era una bella nave a vela in legno di circa 48o tonnellate, costruita in Quebec, Canada, nel 1847 da T.C. Lee, Esq. Una barca che oggi potremmo definire d&#8217;epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito dell&#8217;urto, il <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante Joseph Taylor<\/span><\/strong> ordin\u00f2 l&#8217;abbandono nave.&nbsp; Sopravvissero tutti, per 37 lunghi giorni, arrangiandosi su un banco di sabbia all\u2019interno del reef. Prelevarono assi del fasciame dal relitto e costruirono un&#8217;imbarcazione con la quale navigarono pi\u00f9 di 400&nbsp;km fino a Moreton Bay, sulla terraferma australiana; una storia che fu celebrata sui giornali dell\u2019epoca. Anche il diario dei sopravvissuti, che ne narr\u00f2 le vicende fino al loro arrivo a Moreton beach, divenne un best seller del tempo (se volete lo potrete leggere seguendo questo <a href=\"http:\/\/www.angelfire.com\/my\/cornishroots\/page5.html\">link<\/a>).&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/magging-shots-5_small.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14091\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/magging-shots-5_small.jpg\" alt=\"keen reefs 2\" width=\"750\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/magging-shots-5_small.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/magging-shots-5_small-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/magging-shots-5_small-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;utilizzo di un magnetometro ha fornito dati utili per scoprire i resti metallici sparsi sulla barriera corallina<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia di quel naufragio rest\u00f2 cos\u00ec nella memoria locale. Poi, nel 1987, furono trovati resti del relitto della nave lungo le pareti del reef. Un\u2019analoga survey effettuata a gennaio 2017 rivel\u00f2 che molte delle tracce del relitto, tra l&#8217;altro su bassissimo fondale,&nbsp; stavano per\u00f2 scomparendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu cos\u00ec che un team di undici archeologi e subacquei australiani decise di recarsi in quell&#8217;atollo sommerso del Mar dei Coralli, situato a circa 500 chilometri a nord-est di Bundaberg, sulla costa del Queensland. Durante le ricerche, non mancarono le sorprese: i ricercatori trovarono inaspettatamente altri quattro relitti della stessa epoca. I reperti comprendevano cannoni, ancore e pietre di zavorra. La presenza di cos\u00ec tanti relitti incurios\u00ec gli archeologi che si domandarono per quale motivo erano affondate cos\u00ec tante navi su quel reef.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-39696 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/200px-Kenn_reef.jpg\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"242\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La risposta fu banale<\/span><\/strong>: semplicemente le carte di navigazione del XIX secolo non riportavano il crinale del reef, difficilmente visibile a causa della sua morfologia. In seguito, durante le prime ricerche del 1857, emerse che l&#8217;estremit\u00e0 meridionale della barriera era gi\u00e0 &#8220;disseminata di relitti&#8221; e il reef fu pi\u00f9 propriamente disegnato sulle carte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non stupitevi, nel XIX secolo non esistevano sistemi di navigazione di precisione e i passaggi nelle acque ristrette erano effettuati utilizzando, dove esistevano, delle triangolazioni di punti cospicui, naturalmente dove esistevano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Figure-49-Distribution-of-the-major-coral-reefs-in-the-Coral-Sea-and-surrounding-areas.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14089\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Figure-49-Distribution-of-the-major-coral-reefs-in-the-Coral-Sea-and-surrounding-areas.png\" alt=\"Figure-49-Distribution-of-the-major-coral-reefs-in-the-Coral-Sea-and-surrounding-areas\" width=\"850\" height=\"739\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Figure-49-Distribution-of-the-major-coral-reefs-in-the-Coral-Sea-and-surrounding-areas.png 646w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Figure-49-Distribution-of-the-major-coral-reefs-in-the-Coral-Sea-and-surrounding-areas-300x261.png 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Distribuzione dei relitti conosciuti nel Coral Sea<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La non conoscenza del reef aveva fatto si che i <strong><span style=\"color: #008000;\">Kenn Reefs<\/span><\/strong> (nella mappa indicata dal punto <strong><span style=\"color: #008000;\">10<\/span><\/strong>) erano erroneamente situati lungo un&#8217;importante rotta commerciale tra l&#8217;Australia e le colonie francesi e olandesi del Pacifico. Le carte locali erano evidentemente approssimative e, senza riferimenti particolari, finire sulle barriere era un ipotesi molto plausibile. In effetti, le fonti avevano riportato che durante il XIX secolo almeno otto navi a vela vi avevano fatto naufragio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">atollo di Kenn Reef<\/span><\/strong> \u00e8 al di sopra del picco di un vulcano sottomarino estinto che si alza per oltre 1.000 metri dal fondale e copre un&#8217;area che si estende per pi\u00f9 di quaranta chilometri quadrati. Il bordo meridionale della barriera corallina, dove la maggior parte delle navi si aren\u00f2, \u00e8 una vasta parete di calcare e corallo, ma \u00e8 quasi completamente immerso dall\u2019alta marea. Per cui, a causa dell&#8217;assenza di carte precise, di riferimenti esterni visibili e della morfologia del fondale si verificarono tanti incidenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli archeologi effettuarono misure delle anomalie magnetiche locali con un magnetometro trainato dalla nave appoggio al fine di trovare grossi elementi metallici, come ancore o cannoni. Una squadra di sommozzatori invece ispezion\u00f2 tre presunti siti di naufragio sulla parte superiore della barriera corallina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati sono stati straordinari: grandi manufatti in ferro,&nbsp; ancore, catene di ancoraggio, componenti di verricelli del ponte, ed un occhio di cubia, un&#8217;apertura nella parte prodiera della nave attraverso la quale passa la catena dell&#8217;ancora, emersero dalle sabbie. La ricerca \u00e8 continuata e ad oggi ha permesso di identificare numerosi siti promettenti. Forse quello di gran lunga pi\u00f9 esteso e visibile \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kenn Reef 2<\/span><\/strong>, caratterizzato da tre grandi ancore tipo ammiragliato di circa tre metri di lunghezza.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nOltre agli ancoraggi, il sito ha restituito venti metri di lunghezza di maglia di catena, pezzi di verricello sparsi su quello che era il ponte e numerosi grandi oggetti di ferro corrosi ma non pi\u00f9 identificabili.&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/kenn-reef-expedition-photos-136.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14092\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/kenn-reef-expedition-photos-136.jpg\" alt=\"kenn-reef-expedition-photos-136\" width=\"850\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/kenn-reef-expedition-photos-136.jpg 584w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/kenn-reef-expedition-photos-136-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">un gruppo di ancore ammiragliato ritrovate sulla barriera &#8211; Image: Julia Sumerling\/Silentworld Foundation.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spedizione a Kenn Reefs \u00e8 l&#8217;ultima di una serie di spedizioni marittime alla ricerca di relitti storici australiani. Nel 2009, la stessa squadra di ricercatori aveva trovato i resti della <strong><span style=\"color: #008000;\">Sirena<\/span><\/strong>, uno schooner coloniale che si aren\u00f2 sulla Grande Barriera Corallina vicino a Cairns nel 1829. E nel 2012, avevano trovato la <strong><span style=\"color: #008000;\">Royal Charlotte<\/span><\/strong>, una nave a vela che naufrag\u00f2 sul Frederick Reef nel Mare dei Coralli nel 1825. Tra i tanti relitti gli archeologi stanno ricercando anche i resti del relitto del <strong><span style=\"color: #008000;\">Bona Vista<\/span><\/strong>, che affond\u00f2 a Kenn reefs nel 1828.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, un area straordinariamente ricca di relitti che apre a nuove ricerche in futuro e siamo sicuri che ci saranno presto sorprese.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp;. . ARGOMENTO: RELITTI PERIODO: XIX SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: relitti &nbsp; James Hunter, un archeologo del National Maritime Museum australiano, ha recentemente scoperto un&#8217;ancora appartenente a uno dei relitti di Kenn Reef. 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Il tempo e le correnti di marea hanno nel tempo ripulito le ultime tracce di un famoso naufragio del XIX secolo avvenuto su una barriera corallina del Pacifico meridionale. 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