{"id":14056,"date":"2017-06-14T00:27:39","date_gmt":"2017-06-13T22:27:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=14056"},"modified":"2026-01-02T13:03:16","modified_gmt":"2026-01-02T12:03:16","slug":"breve-storia-del-woods-hole-oceanographic-institution","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/14056","title":{"rendered":"Breve storia del Woods Hole Oceanographic Institution di Giorgio Caramanna"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:&nbsp; OCEANOGRAFIA<br \/>\nPERIODO: XX -XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA:<\/span> <span style=\"color: #008000;\">STATI UNITI<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: WHOI<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Woods_Hole_Oceanographic_Institution_emblem.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14074 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Woods_Hole_Oceanographic_Institution_emblem.png\" alt=\"Woods_Hole_Oceanographic_Institution_(emblem)\" width=\"205\" height=\"188\"><\/a>Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI)<\/span><\/strong>, sito nell\u2019omonimo villaggio lungo la costa del Massachusetts, \u00e8 oggi uno dei centri di ricerca oceanografici tra i pi\u00f9 avanzati al mondo annoverando uno staff di oltre 950 persone tra ricercatori, tecnici e personale amministrativo. Con un budget annuo di circa 215 milioni di dollari, la maggioranza proveniente da fondi federali ma con un importante contributo di donazioni private, sviluppa ricerche in geologia, biologia, ecologia ed ingegneria con oltre 500 progetti attivi in contemporanea.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18643714_10212293748276187_2071379763_n1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14065\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18643714_10212293748276187_2071379763_n1.jpg\" alt=\"6.Una veduta del porto del WHOI negli anni 1960\" width=\"750\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18643714_10212293748276187_2071379763_n1.jpg 700w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18643714_10212293748276187_2071379763_n1-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una veduta del porto del WHOI negli anni &#8217;60<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Istituzione \u00e8 organizzata in sei dipartimenti, l&#8217;Istituto Cooperativo per il Clima e l&#8217;Oceanismo e un centro di politica marina. Le sue strutture a terra sono situate nel villaggio di Woods Hole, Massachusetts, Stati Uniti e un chilometro e mezzo dal Quissett Campus. La maggior parte dei finanziamenti dell&#8217;Istituzione deriva da sovvenzioni e contratti della National Science Foundation e altre agenzie governative, amplificate da fondazioni e donazioni private. Gli scienziati, gli ingegneri e gli studenti di WHOI collaborano per sviluppare teorie, idee di prova, costruire strumenti di navigazione e raccogliere dati in ambienti marini diversi. Lavorando in tutti gli oceani del mondo, la loro agenda di ricerca comprende: attivit\u00e0 geologica profonda, vita vegetale, animale e microbica e le loro interazioni nell&#8217;oceano, erosione costiera, circolazione oceanica, inquinamento oceanico e naturalmente gli effetti del cambiamento climatico globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 del WHOI sono ospitate in 65 diversi edifici incluso un campus universitario di 190 ettari. Un porto privato garantisce l\u2019attracco per le navi da ricerca ed \u00e8 anche la sede di un esclusivo centro di addestramento subacqueo i cui istruttori hanno collaborato in parte dell\u2019addestramento per gli astronauti della NASA e nel testare nuove attrezzature come la \u201cExo Suit\u201d descritta in un precedente articolo. Il WHOI sin dal 1968 ha stabilito una proficua collaborazione con il prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) sviluppando un programma formativo che involve circa 950 studenti post-laurea e dottorandi.&nbsp; Studenti universitari possono inoltre partecipare ad uno stage estivo di 12 settimane durante le quali hanno l\u2019opportunit\u00e0 di lavorare al fianco di ricercatori in una vasta serie di ricerche multidisciplinari. Un nutrito staff di tecnici ed ingegneri garantisce supporto e logistica per le molteplici attivit\u00e0 del WHOI inclusa la gestione e manutenzione del sottomarino da ricerca profonda Alvin del quale abbiamo parlato <a href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/12907\">in un articolo precedente<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18643692_10212293748316188_900044153_n1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14075 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18643692_10212293748316188_900044153_n1.jpg\" alt=\"7.Un campionatore di gas manovrato dall\u2019Alvin (C. German \u2013WHOI)\" width=\"800\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18643692_10212293748316188_900044153_n1.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18643692_10212293748316188_900044153_n1-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un campionatore di gas manovrato dall\u2019Alvin (C. German \u2013 WHOI)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia del WHOI parte da lontano quando nel 1871 Spencer Baird, allora Commissario per la Pesca degli Stati Uniti, decise di fondare un primo laboratorio temporaneo nel piccolo villaggio di Woods Hole attratto dalle sue acque incontaminate e dalla buona profondit\u00e0 degli approdi che consentivano un facile ormeggio a vascelli anche di grandi dimensioni. Il nome Woods Hole deriva infatti dalla presenza di uno stretto che collega Buzzards Bay con il Vineyard Sound originando forti correnti e vortici durante il cambio di marea, un \u201cbuco nell\u2019acqua\u201d, che mantengono le acque sempre pulite. Verso la fine degli anni 1920 l\u2019Accademia Nazionale delle Scienze raccomand\u00f2 la creazione di un laboratorio oceanografico lungo la costa orientale degli Stati Uniti e Woods Hole fu prescelta come&nbsp;la localit\u00e0 pi\u00f9 opportuna per installarvi un centro di ricerca marina.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18716551_10212293747396165_924938831_n.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14072\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18716551_10212293747396165_924938831_n.jpg\" alt=\"1.Il veliero da ricerca Atlantis (WHOI)\" width=\"645\" height=\"517\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18716551_10212293747396165_924938831_n.jpg 700w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18716551_10212293747396165_924938831_n-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 645px) 100vw, 645px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il veliero da ricerca Atlantis (WHOI)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1930, grazie alla donazione da parte della Fondazione Rockefeller di tre milioni di dollari (equivalenti a circa 43 milioni di dollari al valore odierno), venne ufficialmente fondato il Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI). L&#8217;Istituto con questa ingente somma acquis\u00ec &nbsp;anche la sua prima nave da ricerca, l&#8217;\u201cAtlantis\u201d, un ketch di 143 piedi. Fu l\u2019inizio di una lunga serie di unit\u00e0 navali impiegate per ricerca oceanografica che si susseguiranno nel tempo. Nel 1958 la \u201cChain\u201d, un\u2019ex nave militare per recuperi marittimi della lunghezza di 213 piedi, rappresent\u00f2 la prima nave oceanografica di grandi dimensioni a disposizione del WHOI. Il sommergibile Alvin si un\u00ec alla flotta nel 1968 con una specie di pontone catamarano \u201cLulu\u2019\u201d nel ruolo di nave appoggio. Nel 1970 la R\/V Knorr entr\u00f2 in servizio; dotata di un potente e sofisticato sistema sonar verr\u00e0 in seguito impiegata anche nella localizzazione del relitto del Titanic nel 1985.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18644590_10212293748196185_1284841610_n.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14071\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18644590_10212293748196185_1284841610_n.jpg\" alt=\"2.Atlantis II, la nuova nave appoggio dell\u2019Alvin (C. Knight \u2013WHOI)\" width=\"663\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18644590_10212293748196185_1284841610_n.jpg 550w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18644590_10212293748196185_1284841610_n-300x208.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 663px) 100vw, 663px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Atlantis II, la nuova nave appoggio dell\u2019Alvin (C. Knight \u2013 WHOI)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1975 la \u201cChain\u201d venne dismessa e sostituita dalla pi\u00f9 moderna \u201cOceanus\u201d che rimarr\u00e0 in servizio al WHOI fino al 2012; in seguito venne trasferita all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Oregon. Nel 1997 la R\/V Atlantis II diventa la nuova nave appoggio per l\u2019Alvin consentendo estesi periodi di ricerca in mare con crociere scientifiche che possono durare fino a 60 giorni. Ma il Centro non smette di operare e e, l\u2019ultimo acquisto, \u00e8 la nave da ricerca R\/V Neil Armstrong, commissionata nel 2015 in sostituzione della R\/V Knorr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave da oltre 47 milioni di dollari, porta il nome dell&#8217;astronauta americano il cui &#8220;piccolo passo&#8221; sulla Luna apr\u00ec&nbsp;all&#8217;Umanit\u00e0 una nuova prospettiva. Cos\u00ec questa nave continuer\u00e0 la sua eredit\u00e0 di esplorazione negli oceani del mondo. Il R\/V Neil Armstrong soddisfa i&nbsp;requisiti tecnici per supportare la ricerca oceanografica avanzata in oceani tropicali e temperati di tutto il mondo. &nbsp;Il ruolo fondamentale che il Nord Atlantico e gli Oceani Artici svolgono nel clima della Terra ha portato concentrare gli sforzi scientifici per osservare queste aree e per studiare gli ecosistemi del Nord Atlantico e la loro sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18641972_10212293748396190_311296654_o.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14070\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18641972_10212293748396190_311296654_o.jpg\" alt=\"3.La nave da ricerca N. Armstrong attraccata al molo del WHOI (K. Kostel \u2013 WHOI)\" width=\"750\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18641972_10212293748396190_311296654_o.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18641972_10212293748396190_311296654_o-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18641972_10212293748396190_311296654_o-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La nave da ricerca N. Armstrong attraccata al molo del WHOI (K. Kostel \u2013 WHOI)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le navi impiegate dal WHOI appartengono alla US Navy e fanno parte della Flotta Accademica degli Stati Uniti ospitando ricercatori provenienti da ogni parte del mondo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18641801_10212293750436241_133734809_o1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14068\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18641801_10212293750436241_133734809_o1.jpg\" alt=\"5.Un subacqueo risale sul Tioga (S. Whelan \u2013 WHOI)\" width=\"750\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18641801_10212293750436241_133734809_o1.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18641801_10212293750436241_133734809_o1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18641801_10212293750436241_133734809_o1-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un ricercatore subacqueo risale sul Tioga (S. Whelan \u2013 WHOI)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle unit\u00e0 maggiori si uniscono alcune imbarcazioni per uso costiero come la \u201cTioga\u201d ideata per veloci spostamenti (20 nodi di velocit\u00e0) con autonomia fino a 350 miglia nautiche.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18685746_10212293748356189_1983798931_n1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14069\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18685746_10212293748356189_1983798931_n1.jpg\" alt=\"4.Alvin con la sua prima nave appoggio Lulu (C. Hinton \u2013WHOI)\" width=\"750\" height=\"623\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18685746_10212293748356189_1983798931_n1.jpg 550w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18685746_10212293748356189_1983798931_n1-300x249.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alvin con la sua prima nave appoggio, la Lulu (C. Hinton \u2013 WHOI)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ingegneri ed i tecnici impiegati al WHOI hanno anche sviluppato una nutrita flotta di veicoli subacquei e di superficie robotizzati in grado di navigare autonomamente raccogliendo una variet\u00e0 di dati sull\u2019ambiente marino. Non \u00e8 inusuale vedere uno di questi \u201crobot\u201dnavigare da solo nelle acque antistanti Woods Hole durante uno dei numerosi test.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18674899_10212293750796250_488875019_o1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14063\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18674899_10212293750796250_488875019_o1.jpg\" alt=\"Immersione nell\u2019oceano (L. Madin \u2013 WHOI)\" width=\"750\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18674899_10212293750796250_488875019_o1.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18674899_10212293750796250_488875019_o1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18674899_10212293750796250_488875019_o1-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Immersione nell\u2019oceano (L. Madin \u2013 WHOI)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">WHOI<\/span><\/strong> \u00e8 sempre alla ricerca di nuovi talenti e di nuove idee per continuare la sua missione di esplorazione e ricerca nei mari del pianeta. Siete interessati? Per chi volesse lavorare con questo prestigioso istituto, seguite questo link &nbsp;oppure chiamate il (508) 289-2253 chiedendo di parlare con l&#8217;&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.whoi.edu\/HR\/page.do?pid=14323#ess\">Employment Services Specialists<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/caramanna-giorgio.jpg\">Dr. Giorgio Caramanna<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:&nbsp; OCEANOGRAFIA PERIODO: XX -XXI SECOLO AREA: STATI UNITI parole chiave: WHOI . 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