{"id":13900,"date":"2017-06-16T00:10:28","date_gmt":"2017-06-16T00:10:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=13900"},"modified":"2023-08-16T16:02:04","modified_gmt":"2023-08-16T14:02:04","slug":"geoengineering-marine-microalgae-climate-stabilization-21st-century-di-charles-h-greene-mark-e-huntley-ian-archibald-leda-n-gerber-deborah-l-sills-joe-granados-colin-m-beal-m","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/13900","title":{"rendered":"Geo-engineering, microalghe marine e stabilizzazione del clima nel 21st secolo di Charles H. Greene et alii. parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">..<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE CLIMATICHE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<\/span>parole chiave: geoingegneria<span style=\"color: #ffffff;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; color: #008000;\">libera traduzione &#8211; per lo studio originale in lingua inglese &nbsp;seguite il seguente link: <\/span><\/strong><a href=\"http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1002\/2016EF000486\/full\">Original article published 21 March 2017 &#8211; DOI: 10.1002\/2016EF000486&nbsp;<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Estratto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAl <strong><span style=\"color: #008000;\">Summit di Parigi<\/span><\/strong>, le Nazioni hanno fissato obiettivi ambiziosi per stabilizzare la temperatura media del Pianeta. Per raggiungere questi obiettivi, si dovr\u00e0 ridurre le emissioni di anidride carbonica&nbsp;a quasi zero entro la met\u00e0 del secolo e successivamente rimuovere (<strong><span style=\"color: #008000;\">n.d.r. &#8230; vedremo come<\/span><\/strong>) l&#8217;emissione di CO2 dall&#8217;atmosfera durante la seconda met\u00e0 del secolo. Vi \u00e8 quindi una necessit\u00e0 riconosciuta di sviluppare tecnologie per la rimozione di CO2; tuttavia, i tentativi di sviluppare sistemi per tale riduzione hanno affrontato sia i vincoli energetici che finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente, <strong><span style=\"color: #008000;\">BioEnergy con Carbon Capture and Storage (BECCS)<\/span><\/strong> sono apparsi come probabili candidati per la rimozione della CO2 dall&#8217;atmosfera. Tuttavia, la BECCS pu\u00f2 avere conseguenze negative sulla Terra, sulla nutrizione e sull&#8217;uso dell&#8217;acqua, nonch\u00e9 sulla biodiversit\u00e0 e sulla produzione alimentare. In questo articolo, liberamente tradotto e di cui si consiglia la lettura in originale, si parla di un approccio alternativo basato sulla produzione industriale su larga scala di micro alghe marine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedremo che, quando coltivate \u200b\u200bcon un&#8217;attenzione adeguata alle fonti di energia, di carbonio e di nutrienti, le micro alghe possono essere trasformate per produrre una variet\u00e0 di prodotti di biopetrolio, compresi i biocarburanti neutri al carbonio per il settore dei trasporti e materiali di costruzione a lungo termine e potenzialmente carbon-negativi per l&#8217;ambiente. Oltre a questi ruoli diretti, che consentono di mitigare e potenzialmente invertire gli effetti delle emissioni di CO2 fossile, le micro alghe possono svolgere un ruolo indiretto importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 le micro alghe presentano tassi di produzione primari molto pi\u00f9 elevati di quelli terrestri, richiedono molto meno spazio per produrre una quantit\u00e0 equivalente di bioenergia e \/ o cibo. Su scala globale, la riduzione delle emissioni risultanti dalla spostamento dell&#8217;agricoltura convenzionale possono superare i vantaggi dei biocarburanti micro algici per la &nbsp;stabilizzazione del clima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L<\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">a sfida per raggiungere gli obiettivi climatici fissati al COP 21 di&nbsp;Parigi<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/microalgae.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13924\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/microalgae.png\" alt=\"microalgae\" width=\"640\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/microalgae.png 520w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/microalgae-300x198.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla sua nascita, nel 1988, il Pannello Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) ha compiuto notevoli progressi nel determinare quali azioni debbano essere adottate per evitare perturbazioni antropiche pericolose con il sistema climatico [Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), 1992). Sulla base dei risultati della quinta relazione di valutazione dell&#8217;IPCC (IPCC, 2013), 195 nazioni hanno concordato alla 21a Conferenza delle parti della UNFCCC (COP21) di Parigi di limitare l&#8217;aumento della temperatura globale media a non pi\u00f9 di 2\u00b0 C&nbsp; ai livelli preindustriali e ad intraprendere ulteriori sforzi per limitare l&#8217;aumento a meno di 1,5\u00b0 C [Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), 2015]. L\u2019accordo COP21 \u00e8 stato un notevole risultato politico, fissando obiettivi ambiziosi, ma sia necessari che raggiungibili per prevenire pericolosi disordini climatici [Schellnhuber et al., 2016].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/8d9f1a86-3979-469a-a666-18e827592426-bestSizeAvailable.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13917\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/8d9f1a86-3979-469a-a666-18e827592426-bestSizeAvailable.jpg\" alt=\"8d9f1a86-3979-469a-a666-18e827592426-bestSizeAvailable\" width=\"641\" height=\"527\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/8d9f1a86-3979-469a-a666-18e827592426-bestSizeAvailable.jpg 466w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/8d9f1a86-3979-469a-a666-18e827592426-bestSizeAvailable-300x247.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini di necessit\u00e0, il limite superiore di 2\u00b0 C \u00e8 stato fissato con l&#8217;intento di impedire alla nostra civilt\u00e0 di lasciare quel margine relativamente sicuro in cui la civilt\u00e0 umana si \u00e8 evoluta dall&#8217;Olocene [Rockstrom et al., 2009]. Se ci spostassimo anche di poco al di sopra di un aumento dei 2\u00b0 C, il sistema Terra diventerebbe vulnerabile a cambiamenti non lineari e potenzialmente irreversibili a molti dei suoi importanti elementi di equilibrio [Lenton et al., 2008], compreso la completa perdita dei ghiacci marini estivi in Artico e lo scongelamento della Groenlandia, del ghiaccio antartico occidentale e della maggior parte dei ghiacciai alpini del mondo [Lenton, 2012; Schellnhuber et al., 2016].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successivo aumento del livello del mare a causa di questo fenomeno minaccerebbe la sopravvivenza di molte citt\u00e0 costiere e delle isole, mentre le siccit\u00e0, le inondazioni e i regimi estremi causati dal clima comprometterebbero la sicurezza alimentare globale e la biodiversit\u00e0 [Hansen et al., 2016; Schellnhuber et al., 2016]. Anche mantenendosi al limite inferiore, con un aumento di temperatura di 1,5 \u00b0 C, si prevedono impatti significativi di cambiamento climatico, tra cui un aumento di un&nbsp;metro di altezza del livello del mare [Hansen et al., 2016; Schellnhuber et al., 2016].<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/image-20150427-18152-19bkseg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13914 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/image-20150427-18152-19bkseg.jpg\" alt=\"image-20150427-18152-19bkseg\" width=\"1348\" height=\"1039\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/image-20150427-18152-19bkseg.jpg 1348w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/image-20150427-18152-19bkseg-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/image-20150427-18152-19bkseg-1024x789.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/image-20150427-18152-19bkseg-180x138.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 1348px) 100vw, 1348px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"; color: #008000;\">Diagramma del ciclo del carbonio Il ciclo del carbonio \u00e8 il ciclo biogeochimico attraverso il quale il carbonio viene scambiato tra la geosfera (all&#8217;interno della quale si considerano i sedimenti e i combustibili fossili), l&#8217;idrosfera (mari e oceani), la biosfera (comprese le acque dolci) e l&#8217;atmosfera della Terra. Tutte queste porzioni della Terra sono considerabili a tutti gli effetti riserve di carbonio. Il ciclo \u00e8 infatti solitamente inteso come l&#8217;interscambio dinamico tra questi quattro distretti. I numeri neri indicano la riserva di carbonio in ogni distretto, in miliardi di tonnellate. I numeri viola indicano quanto di questo carbonio viene mobilizzato ogni anno da una riserva all&#8217;altra. L&#8217;immagazzinamento di carbonio nella biosfera \u00e8 influenzato da diversi processi che si attuano su varie scale temporali: mentre la produttivit\u00e0 primaria netta segue un ciclo diurno e stagionale. Cambiamenti in questi bacini di carbonio a lungo termine (a seguito della deforestazione, o attraverso cambiamenti nella respirazione del suolo legati alla temperatura) possono influenzare direttamente il riscaldamento globale &#8211; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Il flusso annuale di CO<sub>2<\/sub> in GigaTons (Gt) o miliardi di tonnellate tra ciascuno dei serbatoi della Terra.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Ogni serbatoio funge sia da fonte che da pozzo per il carbonio, come indicato dalle frecce opposte.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Il carbonio rilasciato dalla combustione di combustibili fossili \u00e8 un contributo sbilanciato al bilancio globale del carbonio &#8211;<\/span><\/span>&nbsp;credito NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini di raggiungibilit\u00e0 di questi obbiettivi, alcuni analisti geopolitici considerano gli obiettivi climatici concordati al COP21 aspirazioni poco realistiche, mentre altri hanno affermato che siano completamente inaccettabili [Victor and Kennel, 2014; Geden, 2015; Boucher et al., 2016]. Riteniamo che questi obiettivi siano raggiungibili; tuttavia, per raggiungerli dovranno essere limitate le emissioni di CO<sub>2<\/sub> (Allen et al., 2009; Meinshausen et al., 2009], nonch\u00e9 la quantit\u00e0 di combustibile fossile che dovranno essere bruciate [McGlade e Ekins, 2015; Agenzia internazionale per l&#8217;energia (IEA), 2016] durante il resto di questo secolo. Alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Quarta relazione di valutazione dell&#8217;IPCC (IPCC, 2007)<\/span><\/strong> \u00e8 emerso che sar\u00e0 necessario limitare l\u2019aumento della temperatura media globale a 2 \u00b0 C o anche meno solo riducendo le emissioni di CO<sub>2<\/sub> a quasi zero entro la met\u00e0 del secolo per poi&nbsp; ricercare emissioni negative durante la seconda met\u00e0 del secolo [Greene et al., 2010a, 2010b; IPCC, 2013; Edenhofer et al., 2014; Rogelj et al., 2015].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella maggior parte dei dibattiti, le<span style=\"color: #008000;\"><strong> tecnologie di geoengineering<\/strong><\/span> sono rientrate in due categorie generali: l<strong><span style=\"color: #008000;\">a gestione delle radiazioni solari (SRM) e la rimozione di anidride carbonica (CDR)<\/span> <\/strong>[Royal Society, 2009; questa edizione]. La SRM \u00e8 il fattore pi\u00f9 controverso essendo un approccio all&#8217;intervento climatico che altera il bilancio delle radiazioni terrestri per controbilanciare l&#8217;effetto di riscaldamento dei gas serra. Al contrario, la CDR lo \u00e8 meno, essendo un approccio di rimediazione che riduce direttamente la concentrazione di CO2 atmosferica ai livelli pi\u00f9 bassi. Mentre le tecnologie SRM possono impedire il riscaldamento serra, le tecnologie CDR offrono una soluzione pi\u00f9 completa per stabilizzare il sistema climatico della Terra. \u00c8 per questo che, in questo articolo,&nbsp; ci concentreremo solo su CDR e sulle relative tecnologie.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/carbon-scrubbingcarbon-removal-from-atmospheregreen-house-effect-due-to-carbon-dioxide-3-638.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13913 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/carbon-scrubbingcarbon-removal-from-atmospheregreen-house-effect-due-to-carbon-dioxide-3-638.jpg\" alt=\"carbon-scrubbingcarbon-removal-from-atmospheregreen-house-effect-due-to-carbon-dioxide-3-638\" width=\"638\" height=\"479\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/carbon-scrubbingcarbon-removal-from-atmospheregreen-house-effect-due-to-carbon-dioxide-3-638.jpg 638w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/carbon-scrubbingcarbon-removal-from-atmospheregreen-house-effect-due-to-carbon-dioxide-3-638-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"; color: #008000;\">I CDR (Rimozione del CO<sub>2<\/sub> ) sono metodi tecnologici per ridurre la quantit\u00e0 di anidride carbonica in atmosfera riducendo l&#8217;effetto serra<a href=\"https:\/\/www.slideshare.net\/RahamanAroofShaik\/carbon-dioxide-removal-from-the-atmosphere\">Carbon dioxide removal from the atmosphere (slideshare.net)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Carbon Dioxide Removal (CDR)<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Le tecnologie associate al CDR sono frequentemente scontate a causa delle &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">sfide tecniche e delle grandi incertezze che circondano la loro diffusione su grande scala<\/span><\/strong>&#8221; [Royal Society, 2009]. Sebbene le tecnologie CDR potrebbero richiedere pi\u00f9 tempo per affermarsi a livello globale, offrono una soluzione pi\u00f9 completa al problema della stabilizzazione del clima rispetto alle tecnologie SRM. Molte delle tecnologie CDR proposte possono essere considerate come estensioni alle tecnologie di mitigazione convenzionali attualmente in esame per ridurre le emissioni di CO2 nell&#8217;atmosfera. Cos\u00ec, la linea tra mitigazione e rimeditazione sta diventando sempre pi\u00f9 sfocata. La tecnologia CDR pi\u00f9 diffusa usa sistemi di cattura dell\u2019aria su larga scala (DAC) per rimuovere la CO2 dall&#8217;atmosfera [Keith et al., 2006; Jones, 2009]. Tali sistemi DAC condividono molte analogie con la tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) che viene sviluppata per rimuovere la CO2 dai flussi di emissione di centrali elettriche a carbone e gas. Sia le tecnologie DAC che CCS espongono le miscele di gas, le emissioni di aria o di energia elettrica, ad un materiale sorbente che assorbisce in maniera selettiva la CO2. Il materiale viene successivamente trattato, chimicamente e\/o termicamente, per rigenerare il filtrante e produrre un flusso concentrato di CO2, che pu\u00f2 essere immagazzinato o utilizzato industrialmente. Una critica comune dei sistemi di DAC basati su questi filtri \u00e8 che sono costosi a causa dell&#8217;energia che comporta la rimozione di un gas molto diluito (CO2: ~ 400 ppm) dall&#8217;aria [American Physical Society (APS), 2011; House et al., 2011]. In principio, tali sistemi richiedono di esporre grandi quantit\u00e0 di aria a grandi aree filtranti superficiali. In alternativa, le superfici di cattura con aree di superficie pi\u00f9 piccole possono essere utilizzate se il materiale viene rigenerato pi\u00f9 frequentemente. Le stime dei costi per l&#8217;utilizzo dei sistemi DAC per rimuovere CO2 a concentrazioni atmosferiche ambientali vanno da &lt; 100 $ \/ ton a&gt; 1000 $ \/ ton (American Physical Society, APS), 2011; Holmes e Keith, 2012].BioEnergy<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Con il&nbsp;CCS<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel&nbsp;contesto di riconoscere la necessit\u00e0 di CDR affrontando i vincoli energetici e finanziari sui sistemi DAC \u00e8 emerso il concetto di <strong><span style=\"color: #008000;\">BioEnergy<\/span> <span style=\"color: #008000;\">con la cattura e lo stoccaggio del carbonio (BECCS)<\/span><\/strong> attraverso un sistema per la stabilizzazione del clima [Clarke et al., 2014; Edenhofer et al., 2014; Williamson, 2016]. Sebbene il concetto possa essere rintracciato &nbsp;dal 1998 [Hickman, 2016], BECCS si \u00e8 affermato come sistema leader dopo il rilascio dei contributi del gruppo di lavoro al V rapporto di valutazione dell&#8217;IPCC (Clarke et al., 2014).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/wholesystems-beccs-analysis-presentation-given-by-niall-mac-dowell-at-the-ukccsrc-cardiff-biannual-meeting-1011-september-2014-3-638.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13902 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/wholesystems-beccs-analysis-presentation-given-by-niall-mac-dowell-at-the-ukccsrc-cardiff-biannual-meeting-1011-september-2014-3-638.jpg\" alt=\"wholesystems-beccs-analysis-presentation-given-by-niall-mac-dowell-at-the-ukccsrc-cardiff-biannual-meeting-1011-september-2014-3-638\" width=\"638\" height=\"479\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/wholesystems-beccs-analysis-presentation-given-by-niall-mac-dowell-at-the-ukccsrc-cardiff-biannual-meeting-1011-september-2014-3-638.jpg 638w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/wholesystems-beccs-analysis-presentation-given-by-niall-mac-dowell-at-the-ukccsrc-cardiff-biannual-meeting-1011-september-2014-3-638-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">BECCS in un diagramma &#8211;<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/law-in-action.com\/tag\/bioenergy-with-carbon-capture-and-storage-beccs\/\">bioenergy with carbon capture and storage (BECCS) | Law-In-Action<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ponendosi a met\u00e0 tra la mitigazione e il geoengineering, BECCS offre diversi vantaggi. In primo luogo, utilizza la fotosintesi per catturare la CO<sub>2<\/sub> direttamente in atmosfera, generando l&#8217;energia immagazzinata sotto forma di biomassa. Quando la biomassa viene bruciata in una centrale elettrica per generare forme pi\u00f9 utili di energia, le emissioni di CO<sub>2<\/sub> possono essere catturate e immagazzinate, producendo emissioni negative. Purtroppo, quasi tutti gli studi condotti su BECCS si sono concentrati sulle sole fonti terrestri di bioenergia (Lenton, 2014) e molti hanno concluso che questo approccio pu\u00f2 avere conseguenze negative sulla Terra, sull&#8217;alimentazione nutrizionale, sull&#8217;acqua e sulla biodiversit\u00e0, e la produzione alimentare [Searchinger et al., 2015; Smith et al., 2016].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A nostro avviso, la grandezza e la portata dei cambiamenti ambientali associati a BECCS, attuabili su scala globale, sembrano essere paragonabili o superiori a quelli associati a molte delle tecnologie di geo-engineering proposte.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine Parte I &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1002\/2016EF000486\/full\">Reference<br \/>\nEARTH&#8217;s Future article published 21 March 2017 &#8211; DOI: 10.1002\/2016EF000486 &#8211; open access&nbsp;<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/13900\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/60890\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .. ARGOMENTO: EMERGENZE CLIMATICHE PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: geoingegneria &nbsp; libera traduzione &#8211; per lo studio originale in lingua inglese &nbsp;seguite il seguente link: Original article published 21 March 2017 &#8211; DOI: 10.1002\/2016EF000486&nbsp; Estratto Al Summit di Parigi, le Nazioni hanno fissato obiettivi ambiziosi per stabilizzare la temperatura media del Pianeta. 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