{"id":13649,"date":"2017-06-09T00:10:45","date_gmt":"2017-06-09T00:10:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=13649"},"modified":"2023-08-16T16:59:33","modified_gmt":"2023-08-16T14:59:33","slug":"13649","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/13649","title":{"rendered":"I giardini di Nemo, una speranza per la nostra sopravvivenza"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: futuro sostenibile, coltivazioni subacquee<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo ad immaginare un mondo in cui le coltivazioni delle verdure necessarie alla nostra sopravvivenza avvenga nelle profondit\u00e0 del mare. Le aveva immaginate &nbsp;Jules Verne nel suo libro <strong><span style=\"color: #008000;\">Ventimila leghe sotto i mari<\/span><\/strong> ma questo sogno sembra essere diventato ormai una realt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A circa dieci metri sott&#8217;acqua, nella meravigliosa costa italiana del Mar Ligure, immergendoci potremmo osservare sul fondo delle strane meduse giganti frutto dell&#8217;ingegno e della applicazione di&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Sergio Gamberini<\/span><\/strong>, un noto imprenditore della subacquea che le ha ideate per realizzare il suo progetto. Come sappiamo, l&#8217;agricoltura tradizionale, effettuata sulla terra ferma, &nbsp;ha un notevole costo a livello ambientale a causa dell&#8217;utilizzo di numerose sostanze tossiche (pesticidi) e, fattore spesso non considerato, da un notevole uso di acqua necessaria per l&#8217;annaffiamento. Questa soluzione subacquea vuole essere un&#8217;alternativa alle coltivazioni tradizionali per dare una risposta dal mare alle esigenze di sopravvivenza del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">L&#8217;emergenza acqua<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>La disponibilit\u00e0 dell\u2019acqua \u00e8 un oggetto di importanza cruciale per capire le dinamiche del prossimo futuro. La vera emergenza che le prossime generazioni dovranno affrontare &nbsp;non sar\u00e0 energetica ma l&#8217;acqua. Senza acqua non potremo coltivare i nostri campi e nutrire il mondo. Vanno ricercate nuove soluzioni &#8230; ed il mare ci potrebbe aiutare.<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; per questo che dovremmo ricercare soluzioni alternative da applicare nelle zone di siccit\u00e0 costiere colpite dal cambiamento climatico in cui si scateneranno in futuro fenomeni di assoluta invivibilit\u00e0. In un <a href=\"http:\/\/www.wri.org\/blog\/2015\/08\/ranking-world%E2%80%99s-most-water-stressed-countries-2040\">rapporto<\/a> del World Resources Institute, entro il 2040, 33 Stati avranno&nbsp;un&nbsp;calo delle risorse idriche estremo che causer\u00e0 nuovi fenomeni migratori di massa. Popoli la cui economia \u00e8 tradizionalmente basata su agricoltura e pastorizia, sarano costretti a lasciare le loro terre per trasferirsi in zone pi\u00f9 accoglienti dal punto di vista ambientale. Per quanto pu\u00f2 sembrare improbabile, anche in Europa la scarsit\u00e0 di risorse idriche, si avvertir\u00e0 in Estonia, cos\u00ec come in Namibia e Botswana.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/425310631-42750.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13703\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/425310631-42750.jpg\" alt=\"425310631-42750\" width=\"800\" height=\"593\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/425310631-42750.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/425310631-42750-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/425310631-42750-1024x758.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impatto sulle attivit\u00e0 agricole e industriali sar\u00e0 notevole anche in paesi come gli Stati Uniti, l&#8217;India, l&#8217;Australia e la Cina dove il livello di stress idrico, pur rimanendo costante a livello nazionale, potrebbe aumentare tra il 40% e il 70% in alcune aree, come nel sudovest degli Stati Uniti o nella provincia cinese di Ningxia. Si potrebbe andare verso un collasso economico ed ecologico che provocherebbe migrazioni di massa da far impallidire quelle attuali. In tutto il mondo si stanno analizzando soluzioni alternative per poter fornire alimenti sufficienti alla popolazione mondiale future. Perch\u00e9 non ricercarle in fondo al mare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un cammino ancora lungo ma promettente<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/sergio-gamberini.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-13709 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/sergio-gamberini.jpg\" alt=\"sergio gamberini\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/sergio-gamberini.jpg 200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/sergio-gamberini-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/sergio-gamberini-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/sergio-gamberini-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/sergio-gamberini-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Tutto cominci\u00f2 quando Sergio Gamberini, si rese conto che sott&#8217;acqua si potevano ottenere condizioni favorevoli per avviare un&#8217;agricoltura idroponica &nbsp;ovvero tecniche di coltivazioni extra suolo&nbsp;dove&nbsp;la terra viene sostituita da un substrato inerte (argilla&nbsp;espansa, fibra di cocco, ecc. La tecnica \u00e8 forse pi\u00f9 nota con il termine di <strong><span style=\"color: #008000;\">idrocoltura<\/span><\/strong>. Le piante vengono&nbsp;irrigate con una soluzione&nbsp;nutritiva composta dall&#8217;acqua e dai composti&nbsp;necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla normale nutrizione minerale. Essa consente produzioni controllate sia dal punto di vista qualitativo sia igienico-sanitario durante tutto l&#8217;anno). Il fattore innovativo dell&#8217;idea di Gasperini \u00e8 che viene applicata sotto il mare e non ha bisogno di sistemi di regolazione della temperatura o di illuminazione a LED che sono normalmente impiegati nelle culture in serra terrestri. Il calore e l&#8217;umidit\u00e0 all&#8217;interno delle biosfere sono infatti ideali e non richiedono nessuna sorgente di energia in quanto le piante coltivate al loro interno hanno tutto ci\u00f2 di cui hanno bisogno: dalla luce che filtra dalla superficie del mare ed alle temperature fornite dall&#8217;oceano circostante.&nbsp;Sfruttando la differenza di temperatura tra l&#8217;aria contenuta all&#8217;interno della biosfera e l&#8217;acqua esterna il sistema non ha nemmeno bisogno di acqua dolce, perch\u00e9 essa viene prodotta grazie all&#8217;evaporazione che si forma all&#8217;interno delle sfere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41316\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Nemo-0000.jpg\" alt=\"\" width=\"811\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Nemo-0000.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Nemo-0000-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 811px) 100vw, 811px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, l&#8217;evaporazione crea un &#8220;ciclo chiuso&#8221; di idratazione, eliminando la necessit\u00e0 di ogni tipo di irrigazione. &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Stiamo crescendo pomodori, fagioli e lattuga, tutto senza bisogno di acqua dolce<\/span><\/em><\/strong>&#8221; ha riferito Gamberini ad una nota rivista, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">&#8230; il nostro giardino \u00e8 un sistema autosufficiente. Infatti, una volta che il sistema di coltura \u00e8 stato attivato tramite la desalinizzazione dell&#8217;acqua di mare, continua a sostenerla senza alcun sostegno esterno. Stiamo crescendo pomodori, fagioli e lattuga, tutto senza bisogno di acqua dolce &#8230;<\/span> <\/em><\/strong>&#8221; afferma Gamberini. &#8230; &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;agricoltura tradizionale usa il 70% dell&#8217;acqua dolce a livello mondiale e la scarsezza dell&#8217;acqua aumenta, rendendo l&#8217;agricoltura tra i settori pi\u00f9 vulnerabili agli impatti del cambiamento climatico<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perch\u00e9<\/span><\/strong>&nbsp;<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">sotto il mare?<\/span> <\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">La risposta \u00e8 semplice: in mare la temperatura \u00e8 pressoch\u00e9 costante, l&#8217;umidit\u00e0 sufficientemente alta, insetti e parassiti non possono raggiungere germogli e piantine, e dunque si pu\u00f2 evitare l&#8217;uso dei pesticidi.<\/span><\/strong><br \/>\nLa sfida maggiore \u00e8 stata quella di costruire le biosfere, strutture in plastica trasparente ancorate al fondale e contenenti aria, dove impiantare le coltivazioni. Gamberini si rende conto che questa soluzione geniale dovr\u00e0 ancora superare molte difficolt\u00e0 tecniche che aggiungono costi, tempi e complessit\u00e0 per uno sviluppo commerciale delle biosfere. Sta quindi sperimentando la dimensione ottimale, la forma delle biosfere e la profondit\u00e0 dove posizionarle per ridurre i rischi dovuti agli effetti di cattive condizioni meteorologiche che, in passato, le hanno qualche volta danneggiate, distruggendo i raccolti e costringendo i ricercatori a ridisegnare &nbsp;il sistema utilizzato per fissarle al fondo marino.<\/p>\n<figure id=\"attachment_41309\" aria-describedby=\"caption-attachment-41309\" style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-41309\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/nbiosfere-gamberini-nemo-.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"900\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/nbiosfere-gamberini-nemo-.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/nbiosfere-gamberini-nemo--300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/nbiosfere-gamberini-nemo--1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/nbiosfere-gamberini-nemo--768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-41309\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">le biosfere ancorate al fondo<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, i dati raccolti sembrano suggerire che le piante, sottoposte a pressioni maggiori di quelle atmosferiche (circa 2 atmosfere) possono accelerare la loro crescita. &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Le evidenze preliminari ci hanno dimostrato che le condizioni di pressione pi\u00f9 elevate influenzano la crescita delle piante in modo positivo, che significa sostanzialmente una germinazione pi\u00f9 rapida<\/span><\/em>&#8220;, spiega Gamberini. &#8220;<em><span style=\"color: #008000;\">I limiti di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere coltivato devono ancora essere definiti. Ulteriori ricerche saranno affrontate per comprendere i tipi di verdure adatte all&#8217;agricoltura subacquea &#8230; l&#8217;obiettivo del progetto \u00e8 quello di creare un sistema alternativo di agricoltura, specialmente dedicato a quelle aree del mondo dove le risorse naturali e le condizioni dure diventano difficili<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/pesto-subacqueo-nemo-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 pesto-subacqueo-nemo-1024x576.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un paio di anni di sperimentazione, l&#8217;Orto di Nemo ha oggi attive cinque biosfere che garantiscono una temperatura costante intorno ai ventisei gradi centigradi, un tasso di umidit\u00e0 dell&#8217;83% ed alte concentrazioni di anidride carbonica, che favoriscono la crescita delle piante. L&#8217;orto subacqueo produce un raccolto ancora limitato, ad uso personale, ma da brava ligure la signora Gamberini utilizza il basilico prodotto per preparare il suo pesto che garantisce profumato e di alta qualit\u00e0.&nbsp; In mancanza di poterlo assaggiare, andiamo comunque a visitare insieme il giardino di Nemo.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_Eft6KiqcBKI\"><div id=\"lyte_Eft6KiqcBKI\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/Eft6KiqcBKI\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Eft6KiqcBKI\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/Eft6KiqcBKI\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>si ringrazia Alberto Balbi per la consulenza&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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