{"id":135625,"date":"2026-10-14T00:03:00","date_gmt":"2026-10-13T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=135625"},"modified":"2026-10-14T07:56:47","modified_gmt":"2026-10-14T05:56:47","slug":"iran-tra-hormuz-e-oceano-indiano-la-strategia-dellinterdizione-asimmetrica-di-gino-lanzara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/135625","title":{"rendered":"Iran tra Hormuz e Oceano Indiano: la strategia dell\u2019interdizione asimmetrica di Gino Lanzara"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MEDIO ORIENTE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Hormuz, Iran, Oceano Indiano, interessi politici<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il regime iraniano \u00e8 tornato ad esprimere chiari intenti geostrategici; peccato non siano stati valorizzati, quanto meno in termini predittivi e di war gaming. Gi\u00e0 dai funerali di Khamenei, Teheran ha inteso rilanciare l\u2019immagine di un potere capace di sopravvivere a bombardamenti che paradossalmente, sembrano aver rafforzato un soggetto politico che, ante attacco, era considerato vulnerabile ed ora proietta la sua ombra su Hormuz e sull\u2019economia globale. La guerra a Teheran ha condotto al vertice una nuova generazione politica che, per mantenere l\u2019egemonia, deve fare sua l\u2019asimmetria tra il mantenimento della capacit\u00e0 coercitiva, della resistenza del sistema instaurato nel 1979, della presa sulla struttura strategica regionale e della legittimit\u00e0 interna. Mentre il monopolio della forza rimane intatto, il supporto della base sociale si sta erodendo per le fratture generazionali e per l\u2019allontanamento della base femminile; all\u2019esterno comincia ad andare in sofferenza l\u2019Asse della Resistenza con la sua profondit\u00e0 strategica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-127627\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-ad-hormuz-3-LCS.png\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-ad-hormuz-3-LCS.png 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-ad-hormuz-3-LCS-300x200.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-ad-hormuz-3-LCS-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-ad-hormuz-3-LCS-768x512.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre Hormuz e Bab el Mandeb rimangono strumenti di pressione economica, stagflazione ed esaurimento delle risorse fiaccano un Paese provato ma, preda del dilemma tra burro e cannoni, ancora capace di capacit\u00e0 balistiche e iniziative asimmetriche. La pressione americana di fatto sta mettendo alle corde l\u2019Iran<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">1<\/span><\/strong><\/sup>, ma con una distinzione tra crisi sistemica e collasso istituzionale; diverse le direttrici dell\u2019azione statunitense: asfissia economica, collasso valutario, crisi energetica e svendita degli idrocarburi, crisi degli investimenti infrastrutturali, logoramento della deterrenza asimmetrica. Le esportazioni energetiche dal Golfo intanto diminuiscono a causa dei danni inflitti alle infrastrutture ed alle limitazioni alla navigazione; non a caso Riyadh ha riferito all\u2019OPEC che la produzione di greggio \u00e8 crollata, tanto da determinare carenze di bilancio tali da richiedere prestiti esterni o dai propri stessi fondi sovrani (Kuwait), o da ridurre le spese operative mentre BCE, FED, BoJ hanno aumentato i tassi di interesse di 25 punti base, citando pressioni inflazionistiche dovute al conflitto con l\u2019Iran<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/strong><\/sup> con cui accordarsi rimane, nel Golfo, forse, l\u2019unica chance di limitare i danni. La teocrazia pur non rischiando <strong><em><span style=\"color: #008000;\">regime change<\/span><\/em><\/strong> repentini grazie al proprio apparato repressivo ed alla vicinanza al breakout nucleare, si trova tuttavia in una posizione da Fortezza Bastiani, blindata all\u2019esterno ma svuotata all\u2019interno, cosa che non impedisce alla sua intellighenzia di minacciare un ulteriore allargamento del conflitto fino all\u2019Oceano Indiano e oltre, dopo che ha gi\u00e0 infiammato Golfo Persico, Hormuz e Mar Rosso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_136489\" aria-describedby=\"caption-attachment-136489\" style=\"width: 662px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-136489\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Makran-iran-.png\" alt=\"\" width=\"662\" height=\"558\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Makran-iran-.png 590w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Makran-iran--300x253.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 662px) 100vw, 662px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-136489\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la grande regione di Makran, dai suoi porti parte il flusso diretto in Africa di armi, droga e contrabbando &#8211; da <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.wikiwand.com\/en\/Makran\">Makran &#8211; Wikiwand<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Iran<\/span> <\/strong>non detiene accessi diretti all\u2019Oceano Indiano al di fuori della <strong><span style=\"color: #008000;\">fascia costiera del Makran<\/span><\/strong><sup><strong><span style=\"color: #008000;\">3<\/span><\/strong>\u00a0<\/sup>sul Golfo di Oman\/oceano indiano, ma pu\u00f2 esercitare influenza indiretta grazie alla militarizzazione dell\u2019area con missili anti nave, stazioni radar e droni utili alla saturazione delle rotte mercantili convergenti verso il Golfo Persico ed alla leva esercitata sul corridoio sino-pakistano CPEC e sul ribellismo separatista del Belucistan. <strong><span style=\"color: #008000;\">Beninteso, l\u2019interdizione Houthi su Aden non deriva da presenza territoriale in un\u2019area ancora controllata dalle forze governative, ma da capacit\u00e0 A2\/AD a lungo raggio. L\u2019influenza Houthi sul quadrante nord-ovest dell\u2019Oceano Indiano \u00e8 sistematica, ma strutturalmente limitata in quanto caratterizzata da capacit\u00e0 interdittiva dei chokepoint ma non da proiezione oceanica.<\/span> <\/strong>L\u2019Iran controlla il segmento di transito finale dell\u2019infrastruttura dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">INSTC<sup>4<\/sup><\/span><\/strong> che unisce Russia e Asia Centrale verso l\u2019Oceano Indiano e le tratte che collegano il Mar Caspio con Bandar Abbas e Chabahar, presidiando cos\u00ec i terminali delle derrate russe e centroasiatiche verso l\u2019India. \u00c8 presumibile che l\u2019Iran si basi su un insieme eterogeneo di proxy quali <strong><span style=\"color: #008000;\">Ansar Allah<\/span><\/strong>, mantenendo cos\u00ec una <strong><span style=\"color: #008000;\">plausible deniability<\/span><\/strong>. Fondamentale il sostegno diplomatico, economico, strategico e tecnologico offerto da Russia e Cina<span style=\"color: #008000;\"><strong><sup>5<\/sup><\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il problema iraniano \u00e8 New Delhi, malgrado il progetto congiunto del porto di Chabahar<sup>6<\/sup>, pensato per aggirare il Pakistan; l\u2019India considera l\u2019Oceano Indiano, con il Mar Arabico, come il proprio intangibile spazio vitale.<\/span><\/strong> Se l\u2019Iran innescasse una crisi marittima tale da minacciare le rotte commerciali indiane nel Mar Arabico, New Delhi diventerebbe automaticamente un ostacolo pronto a difendere le sue SLOC. <strong><span style=\"color: #008000;\">Secondo una proiezione pi\u00f9 estesa, Hormuz e Bab el-Mandeb contribuiscono a evidenziare le vulnerabilit\u00e0 strutturali della globalizzazione marittima<\/span><\/strong>; attraverso il primo le petroliere dei produttori di greggio devono navigare per le 21 miglia che separano la penisola omanita di Musandam da Bandar Abbas, uno spazio praticamente privo di acque internazionali; dall\u2019altra parte della penisola arabica <strong><span style=\"color: #008000;\">Bab el-Mandeb, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">che collega Mar Rosso e Golfo di Aden<\/span>, la porta d\u2019accesso al canale di Suez dall\u2019Oceano Indiano, ora sotto controllo degli Houthi contro cui gli USA non sono ancora intervenuti<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">7.<\/span><\/strong><\/sup><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Il timore, dunque, \u00e8 che il conflitto possa estendersi coinvolgendo le monarchie del Golfo in una guerra ad intensit\u00e0 variabile dove anche i mediatori sono in pericolo e dove risulta possibile che l\u2019Iran possa esportare la crisi oltre il Golfo Persico.<\/span> <\/strong>Si tratterebbe di una proiezione non sostenuta da una blue-water navy, visto che le forze navali iraniane<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">8<\/span><\/strong><\/sup> non possono competere simmetricamente con la U.S. o la Indian Navy, ma possono effettuare interdizione asimmetrica a lungo raggio con dispiegamento di navi madre e proxy<strong><sup><span style=\"color: #008000;\">9<\/span><\/sup><\/strong>.<\/p>\n<p>Una crisi accesa da Teheran nell\u2019Oceano Indiano, per produrre effetti rilevanti, non avrebbe necessit\u00e0 di una chiusura formale di Hormuz, quanto piuttosto di pochi attacchi asimmetrici mirati in Mar Arabico costringendo gli armatori a deviare le rotte, scollegando i porti del subcontinente indiano da Europa e MO. Posto che l\u2019Iran punta all\u2019interdizione e non ad un impossibile sea control, la sua postura oceanica \u00e8 caratterizzata da significativi limiti strutturali: carenza di copertura aerea e attriti con New Delhi tali da ipotizzare interdizione diretta. <span style=\"color: #008000;\"><strong>Il conflitto tra Washington e Teheran ha messo in luce il divario tra la priorit\u00e0 americana in Indo Pacifico e le divergenti politiche perseguite, senza contare i dubbi insorti circa il mantenimento della leadership regionale; per esempio, l\u2019esperienza iraniana potrebbe aver definitivamente persuaso Pyongyang che l\u2019armamento nucleare sia imprescindibile per la sopravvivenza del regime.<\/strong><\/span> Analiticamente, la guerra ha evidenziato la rapidit\u00e0 di depauperamento delle risorse originariamente destinate ad altro impiego strategico, permettendo di esaminare le <strong><em><span style=\"color: #008000;\">lesson learned<\/span><\/em><\/strong> impartite agli americani. Intanto il blocco navale statunitense, strumento militare e geopolitico multilivello, ha trasformato Hormuz in un\u2019arena caratterizzata dalla limitazione dei flussi marittimi e petroliferi iraniani. <strong><span style=\"color: #008000;\">Teheran ha risposto in un contesto di equilibrio instabile di attrito e di reciproca deterrenza; di fatto non si tratta pi\u00f9 di un confronto convenzionale quanto piuttosto di una leva negoziale di carattere economico, che attesterebbe una perturbazione commerciale iraniana di grave entit\u00e0 laddove riguardante l\u2019export petrolifero, senza contare il danneggiamento di produzione, raffinazione e saturazione dello stoccato<sup>10<\/sup>.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ulteriore obiettivo \u00e8 quello di bloccare l\u2019import dei generi di prima necessit\u00e0, che provocherebbe ulteriori aumenti inflattivi e rincari in tutto il Paese. Il blocco navale pu\u00f2 essere anche inquadrato nell\u2019ambito dell\u2019applicazione della <strong><span style=\"color: #008000;\">dottrina Warden<\/span><\/strong>, teorizzando di colpire l\u2019intero sistema nemico anzich\u00e9 limitarsi alle sole FA<sup><strong><span style=\"color: #008000;\">11,<\/span><\/strong><\/sup> puntando cio\u00e8 a provocare uno shock sistemico. Difficile stabilire quanto il blocco abbia effettivamente inciso, posto che l\u2019Iran ha comunque tentato di aggirare le navi americane per continuare a far giungere il proprio greggio in Asia orientale, ampliando l\u2019estensione delle zone poste sotto il controllo delle proprie FA. Teheran conserva ulteriori opzioni ritorsive, probabilmente per mantenere un vantaggio operativo ed in previsione della possibile ripresa delle ostilit\u00e0, con la riattivazione della leva asimmetrica di Bab el Mandeb che ha accresciuto il valore strategico del Somaliland quale retrovia sicuro e avamposto di monitoraggio all\u2019imboccatura del Mar Rosso. La competizione interessa il dominio marittimo, con gli USA che ricorrono alla coercizione e l\u2019Iran che punta ad alzare i costi economici e strategici. Se Washington considera il blocco navale un utile mezzo di usura, tanto da ritenerlo strumento strategico sempre spendibile, Teheran tenta di rendere evidenti le disparit\u00e0 tra costi e benefici connessi al suo esercizio, con gli sviluppi operativi volti a confermarne dinamiche destinate a riflettere la dottrina strategica iraniana della resistenza attiva e della graduale imposizione di costi, rischi e attrito alle forze statunitensi prossimamente sostenute dalla USS Roosevelt in sostituzione della USS Washington.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-136488\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/fossil-fuel-demand-in-the-stated-policies-scenario-1900-2050-1024x853-1.png\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"895\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/fossil-fuel-demand-in-the-stated-policies-scenario-1900-2050-1024x853-1.png 1011w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/fossil-fuel-demand-in-the-stated-policies-scenario-1900-2050-1024x853-1-300x242.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/fossil-fuel-demand-in-the-stated-policies-scenario-1900-2050-1024x853-1-768x619.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1110px) 100vw, 1110px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Domanda di combustibili fossili nello scenario delle politiche dichiarate, 1900-2050 \u2013 IEA 2022; World Energy Outlook 2022, https:\/\/www.iea.org\/reports\/world-energy-outlook-2022, Licenza: CC BY 4.0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Reazioni internazionali<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTra alti e bassi torna a riprendere spessore il ricorso alla via diplomatica, mentre i dati confermano crolli nell\u2019export iraniano e record in quello degli altri attori regionali, in qualche modo beneficiari del blocco americano; il problema consiste nel prevedere fino a quando potr\u00e0 reggere lo status quo, visto il dispendio di risorse per far passare il petrolio, mentre le scorte globali continuano a ridursi. Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">JPMorgan<\/span><\/strong>, malgrado le scorte globali di petrolio siano crollate, il mercato ha resistito, grazie alla deviazione degli oleodotti e alla protezione dei militari, ma anche all\u2019aumento produttivo extra Golfo e al calo della domanda globale. Il petrolio \u00e8 un bene materiale e il mercato prender\u00e0 il sopravvento: con i prelievi dalle scorte che superano i versamenti, il mercato raggiunger\u00e0 presto il punto di non ritorno, in cui le riserve non riusciranno a soddisfare la domanda, cosa che obbligher\u00e0 ad una <strong><span style=\"color: #008000;\">demand destruction<\/span><\/strong> per mantenere il mercato in equilibrio. <strong><span style=\"color: #008000;\">La domanda dunque verter\u00e0 non sulla durata della guerra ma sulla capacit\u00e0 del mercato di soddisfare la domanda di petrolio da parte degli acquirenti. Di fronte all\u2019estensione oceanico-indiana del confronto armato, la Cina sarebbe presumibilmente spinta a seguire calcoli opportunistici e difensivi volti a massimizzare la sicurezza energetica per proteggere le supply chain, non appoggiando nessuna iniziativa navale di Teheran. <\/span><\/strong>Pechino non desidera caos marittimo al quale risponderebbe rendendo operativo il <strong><span style=\"color: #008000;\">porto di Gwadar<\/span> <\/strong>e raffreddando la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mosca non ostacolerebbe avventure iraniane, guardando con interesse sia al logoramento occidentale &#8211; purch\u00e9 non comprometta le catene logistiche eurasiatiche necessarie al conflitto ucraino &#8211; sia all\u2019impegno militare e politico americano, distratto su altri fronti e con il greggio russo offerto in alternativa a quello iraniano.<\/span> <\/strong>Il problema sarebbe la posizione che, in caso di attrito, la Russia dovrebbe assumere con lo storico alleato indiano: se da un lato incoraggerebbe Teheran, dall\u2019altro sarebbe costretta a controllarne le iniziative secondo il principio del pompiere-piromane. Di fronte a un\u2019eventuale escalation marittima innescata da Teheran verso l\u2019Oceano Indiano, New Delhi adotterebbe un\u2019autonomia strategica attiva che imporrebbe una rapida reazione militare con dispiegamenti navali autonomi, senza contare l\u2019importanza dell\u2019investimento congiunto sul porto di Chabahar, ovvero la risposta al pakistano Gwadar. Un allargamento delle operazioni iraniane intaccherebbe la sicurezza energetica e delle rotte eurasiatiche, con la prevedibile risposta americana incentrata su deterrenza cinetica e interdizione marittima.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-134150\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/AI-bab-al-mandab.jpg\" alt=\"\" width=\"1203\" height=\"738\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/AI-bab-al-mandab.jpg 1203w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/AI-bab-al-mandab-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/AI-bab-al-mandab-1024x628.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/AI-bab-al-mandab-768x471.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/AI-bab-al-mandab-1200x736.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1203px) 100vw, 1203px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Da Bab el Mandeb all\u2019Oceano Indiano il quadro si presenta dinamico ed in evoluzione; l\u2019imposizione di tariffe negli stretti probabilmente si ritorcerebbe contro Teheran, dato che le aziende occidentali sarebbero riluttanti sia a pagare sia a coordinarsi con un soggetto presumibilmente autorizzato da Washington.<\/span> <\/strong>Teheran pu\u00f2 usare Hormuz o come strumento di introito o come garanzia di sicurezza, ma di certo non pu\u00f2 ambire ad entrambi gli obiettivi; di fatto, il valore deterrente di ogni stretto dipende dalla credibilit\u00e0 del suo blocco e ora l\u2019Iran pu\u00f2 essere tentato di sopravalutare le sue capacit\u00e0, anche perch\u00e9 il fatto che Washington non si sia aggiudicato in senso classico il conflitto, non vuol dire che ci sia riuscito l\u2019Iran, colpito duro. Sarebbe dunque saggio resistere a qualsiasi tentazione di infliggere qualsiasi tipo di punizione, visto che poi sarebbe difficile stabilire e massimizzare in via successiva i termini della propria sopravvivenza, non chiudendo gli stretti ed evitando di proiettarsi troppo distanti dai propri confini capacitivi. Analogamente per l\u2019Occidente, senza soluzioni fattive, sar\u00e0 indispensabile abituarsi alla speranza che le scorte di greggio rimangano ad un livello accettabilmente sufficiente.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Gino Lanzara<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pubblicato in origine su DIFESA ON LINE<\/span> <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/2026\/10\/02\/iran-tra-hormuz-e-oceano-indiano-la-strategia-dellinterdizione-asimmetrica\/?_gl=1*170ai16*_up*MQ..*_ga*MjE2Mzc1NzcwLjE3OTA5NDM1OTA.*_ga_MD36JQF5XS*czE3OTA5NDM1ODkkbzEkZzAkdDE3OTA5NDM1ODkkajYwJGwwJGgw\">Iran tra Hormuz e Oceano Indiano: la strategia dell\u2019interdizione asimmetrica &#8211; Difesa Online<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n1 Vedasi esclusione dal circuito bancario in USD per chi fornisce carburante o servizi aerei a terra. Entro il 23 settembre nessun aereo iraniano potr\u00e0 pi\u00f9 operare su scala internazionale, soggiacendo a quello che \u00e8 di fatto un blocco aereo de facto. La cogenza del provvedimento risiede nelle sanzioni secondarie, puntando su banche, fornitori e autorit\u00e0 aeroportuali terze.<br \/>\n2 Malgrado la guerra abbia fatto salire i prezzi del greggio, Riyadh ha registrato un deficit<br \/>\n3 Attraverso il Makran e il confine con Oman e lo Yemen, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Forza Quds<\/span> <\/strong>gestisce reti clandestine di stoccaggio e trasporto di motori per droni, carburante solido e sistemi di guida poi destinati verso l\u2019Africa orientale e la penisola arabica.<br \/>\n4 l\u2019International North-South Transport Corridor<br \/>\n5 Condivisione di intelligence e dati satellitari (Russia): supporto ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance), utile per l\u2019acquisizione di bersagli navali oltre l\u2019orizzonte radar costiero.<br \/>\n6 Da Chabahar e da Jask l\u2019Iran avrebbe accesso oceanico facilitato<br \/>\n7 Dopo l\u2019avanzata gli Houthi sono a meno di 80 miglia da Camp Lemonnier a Gibuti, che ospita la Combined Joint Task Force \u2013 Corno d\u2019Africa<br \/>\n8 Forze navali iraniane: IRGC Navy (Marina dei Pasdaran): responsabile della guerra asimmetrica selettiva, con sciami di barchini veloci (vd. jeune \u00e9cole francese) e saturazione missilistica; IRIN (Marina regolare Repubblica Islamica): deputata alla della proiezione d\u2019altura a est di Hormuz. I Pasdaran hanno affiancato IRIN nell\u2019oceano convertendo mercantili e portacontainer in navi da supporto logistico ed elicotteristico\/porta-droni. La vera leva iraniana nell\u2019Oceano Indiano \u00e8 la tecnologia asimmetrica a lungo raggio con loitering munitions (UAV Shahed e Arash) dotati di raggi d\u2019azione teorici tra i 1.500 e i 2.500 km, missili balistici antinave (ASBM) e missili da crociera (ASCM) in grado di colpire bersagli navali in movimento a distanze che superano i 1.000 km, espandendo la \u201cbolla\u201d di interdizione (A2\/AD). I Pasdaran hanno sviluppato missili balistici dotati di testate con seeker ottici e radar per colpire navi in movimento.<br \/>\n9 Supportati dalle ISR,\u00a0 mercantili come Behshad o la Saviz, sommergibili convenzionali (Kilo e i battelli classe Fateh) e UAV consentono all\u2019Iran di minacciare le dorsali di telecomunicazione sottomarine che attraversano il fondale tra l\u2019India, il Golfo di Oman e il Mar Rosso.<br \/>\n10 L\u2019Iran potrebbe essere costretto a chiudere i pozzi petroliferi ed a ridurre la produzione di circa 300.000-500.000 barili a causa del fenomeno del <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>water coning<\/em> <\/span><\/strong>(infiltrazione conica d\u2019acqua)<br \/>\n11 La dottrina si articola su 5 anelli concentrici principali:<strong><span style=\"color: #008000;\"> Struttura di comando, strutture critiche, infrastrutture, popolazione, FA<\/span><\/strong>, da cui: Decapitazione della catena di comando, costi di mantenimento insostenibili, esposizione del territorio metropolitano, frattura sociale interna e delegittimazione politica, erosione del consenso della classe media e lavoratrice, spaccature nell\u2019\u00e9lite dirigente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamen<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MEDIO ORIENTE parole chiave: Hormuz, Iran, Oceano Indiano, interessi politici Il regime iraniano \u00e8 tornato ad esprimere chiari intenti geostrategici; peccato non siano stati valorizzati, quanto meno in termini predittivi e di war gaming. 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