{"id":134830,"date":"2026-10-09T00:02:00","date_gmt":"2026-10-08T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=134830"},"modified":"2026-10-11T08:30:26","modified_gmt":"2026-10-11T06:30:26","slug":"riscoperto-dalluniversita-di-exeter-il-valore-di-una-pergamena-nautica-del-xviii-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/134830","title":{"rendered":"Riscoperto dall&#8217;Universit\u00e0 di Exeter il valore di una pergamena nautica del XVIII secolo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA DELLA NAVIGAZIONE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII &#8211; XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO INDIANO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: oceano indiano, Aden, Mar Rosso, portolano, pergamena<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Exeter hanno svelato i segreti nascosti da duecento anni in una bellissima carta di navigazione (in pratica un portolano) realizzata per i marinai del 18th secolo che navigavano dal Mar Rosso alle coste dell\u2019Oceano Indiano.<br \/>\nLa mappa indiana, <strong><span style=\"color: #008000;\">Kachchhi\/Gujarati<\/span><\/strong>, fa parte della collezione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Royal Geographical Society<\/span><\/strong> da 189 anni ed \u00e8 una delle carte di navigazione pi\u00f9 dettagliate prodotte anticamente dai cartografi dell&#8217;Oceano Indiano che prova che gli antichi marinai della regione utilizzavano un sistema efficace di navigazione che permetteva il commercio e lo scambio tra India, Arabia e Corno d&#8217;Africa, prima dell&#8217;adozione di sistemi strumentali per la navigazione. Analizzando i punti sulla carta i ricercatori sono riusciti a identificare e interpretare per la prima volta i toponimi e i dati astronomici incisi sulla carta, che ne stabilivano la loro latitudine (ricordo che all\u2019epoca il concetto di longitudine era noto ma non poteva essere calcolato). I naviganti avevano quindi a disposizione indicazioni utili per le loro navigazioni, un vero portolano portatile che dimostrava la conoscenza delle coste marittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-135223\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/carta-xviii-secolo-exeter.jpg\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/carta-xviii-secolo-exeter.jpg 930w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/carta-xviii-secolo-exeter-300x161.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/carta-xviii-secolo-exeter-768x413.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1110px) 100vw, 1110px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica la carta non serviva solo per la navigazione di cabotaggio ma per facilitare il transito a lunga distanza verso i porti principali del Mar Rosso, e mostra bellissime immagini di navi ed edifici religiosi. Si ritiene che possa essere stata disegnata alla fine del XVIII o all&#8217;inizio del XIX secolo.<br \/>\nLa sua storia \u00e8 altres\u00ec interessante: fu acquisita nel 1835 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Alexander Burnes<\/span><\/strong>, un esploratore scozzese da un capitano della regione del Kachchh, nell\u2019attuale stato indiano del Gujarat. Burnes che lavorava per la Compagnia delle Indie Orientali, la don\u00f2 in seguito alla Royal Geographical Society per studiarla.<br \/>\nCuriosamente, nonostante riporti i nomi di 66 localit\u00e0, presumibilmente importanti, non tutte erano state identificate in precedenza e la carta era stata considerata da molti studiosi non particolarmente interessante. Inoltre, si pensava che il fatto che non mostrasse realisticamente il passaggio dal Mar Rosso al Golfo di Aden fosse una dimostrazione della sua bassa qualit\u00e0. <strong><span style=\"color: #008000;\">In realt\u00e0, i ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Exeter hanno scoperto che si trattava di un artificio voluto per rendere la mappa nautica pi\u00f9 &#8230; portatile<\/span><\/strong>. Di fatto la carta, sebbene interpretata in precedenza, era stata sottovalutata dagli studiosi che non avevano compreso la sua importanza per la navigazione. Circa la met\u00e0 dei toponimi sono scritti in caratteri <strong><span style=\"color: #008000;\">devanagari<\/span><\/strong>, un alfabeto usato tradizionalmente dalle persone istruite religiosamente nel sud est asiatico per trasmettere informazioni. Questo alfabeto era infatti usato in tutto il paese in parallelo con una vasta gamma di scritture locali usate per amministrazione, commercio e altri usi quotidiani. Una curiosit\u00e0 se si pensa che il riporto degli edifici religiosi suggerisce che i navigatori erano di fede musulmana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_135227\" aria-describedby=\"caption-attachment-135227\" style=\"width: 541px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-135227\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/13th-century_Shatapatha_Brahmana_14th_Khanda_Prapathaka_3-4_page_1_front_Sanskrit_Devanagari_script-e1790533109409.jpg\" alt=\"\" width=\"541\" height=\"234\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-135227\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> esempio di un testo Veda scritto con caratteri devaganari del XIII secolo<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:13th-century_Shatapatha_Brahmana_14th_Khanda_Prapathaka_3-4,_page_1_front,_Sanskrit,_Devanagari_script.jpg\">13th-century Shatapatha Brahmana 14th Khanda Prapathaka 3-4, page 1 front, Sanskrit, Devanagari script.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio dei ricercatori di Exter ha rivalutato quindi le caratteristiche dell\u2019antica mappa producendo una proiezione della carta con le informazioni contenute in maniera simile alle carte moderne. Si \u00e8 scoperto che l\u2019ignoto cartografo che realizz\u00f2 il documento raffigur\u00f2 pi\u00f9 di 180 isole, oltre a barriere coralline ed altre caratteristiche nautiche come punti di riferimento, edifici religiosi e bandiere. Informazioni utili per poter navigare in sicurezza sotto costa in quelle aree ricche di insidie per la navigazione. In particolare, hanno scoperto che le 29 linee lossodromico disegnate servivano a tre scopi principali: stabilire la tendenza principale di una linea costiera; indicare una direzione di viaggio in mare aperto e, forse in due casi, indicando il passaggio sicuro per gli accessi ai porti. Non dimentichiamoci che una delle insidie maggiori di quei mari sono le barriere coralline.<br \/>\nIl professor <strong><span style=\"color: #008000;\">John Cooper, dell&#8217;Istituto di Studi Arabi e Islamici dell&#8217;Universit\u00e0 di Exeter<\/span><\/strong>, che ha guidato la ricerca, ha dichiarato: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Oggi siamo abituati a mappe e carte che proiettano lo spazio in modo matematico e in scala, rendendo regioni del mondo visivamente familiari e accessibili in modo molto particolare. Anche se questa carta non sembra accurata secondo il nostro modo di pensare, ha permesso ai navigatori con l&#8217;esperienza e la conoscenza necessarie della navigazione stellare di attraversare alcune delle acque pi\u00f9 impegnative al mondo. Tutte le informazioni richieste erano inserite in una pergamena molto portatile larga solo<\/span> <\/em><span style=\"color: #008000;\">25 cm<\/span><\/strong>.&#8221;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-135224\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/carta-devaganari-XVIII-secolo.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"598\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/carta-devaganari-XVIII-secolo.jpg 930w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/carta-devaganari-XVIII-secolo-300x161.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/carta-devaganari-XVIII-secolo-768x413.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il documento indiano, Kachchhi\/Gujarati, fa parte della collezione della Royal Geographic Society da 189 anni &#8211; credito University of Exeter<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La carta, che potremmo definire un complesso portolano, conteneva quindi le informazioni stellari necessarie per calcolare la loro latitudine e quindi per determinare le direzioni di navigazione; inoltre, i numerosi toponimi e informazioni topografiche permettevano di identificare i diversi sorgitori dove poter approdare per i loro commerci. Non ultimo, il formato a rotolo di pergamena consentiva di aprirlo parzialmente, mostrando solo la sezione di interesse pertinente, in modo da essere maneggiato facilmente a bordo della nave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">photo credit universit\u00e0 di Exeter <strong><a href=\"https:\/\/news.exeter.ac.uk\/faculty-of-humanities-arts-and-social-sciences\/two-centuries-on-experts-unlock-secrets-of-red-sea-and-gulf-of-aden-sailing-chart\/\">Due secoli dopo, gli esperti svelano segreti della carta velica del Mar Rosso e del Golfo di Aden &#8211; University of Exeter News<\/a><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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