{"id":13480,"date":"2017-05-12T00:10:05","date_gmt":"2017-05-12T00:10:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=13480"},"modified":"2023-05-10T12:24:25","modified_gmt":"2023-05-10T10:24:25","slug":"limportanza-delle-soste-di-sicurezza-profonde-ripensamenti-sui-profili-di-risalita-per-immersioni-con-decompressione-di-richard-l-pyle-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/13480","title":{"rendered":"L&#8217;importanza delle soste di sicurezza profonde: ripensamenti sui profili di risalita per immersioni con decompressione di Richard L. Pyle &#8211; Parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Pyle, decompression stop<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;originale dell&#8217;articolo, pubblicato su SPUMS Journal Vol 27 No.2 June 1997, pu\u00f2 essere letto su&nbsp; <a href=\"http:\/\/www.nurkopedia.pl\/images\/a\/a2\/Richard_Pyle_-_Deep_stops.pdf\">Bubble Decompression Strategies (nurkopedia.pl)<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">THE IMPORTANCE OF DEEP SAFETY STOPS: RETHINKING ASCENT PATTERNS FROM DECOMPRESSION DIVES<\/span> <\/strong>di Richard Pyle (libera traduzione semplificata per la traduzione in molte lingue) &#8211;&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Parte II<\/span><br \/>\n<\/strong><br \/>\nSiete ancora scettici? Rispondete a questo: credete che la cosiddetta &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">sosta di sicurezza<\/span><\/strong>&#8221; alla fine delle cosiddette &#8220;immersioni non decompressive&#8221; [all&#8217;interno della &#8220;<span style=\"color: #008000;\">curva di sicurezza<\/span>&#8220;, ndr] sia utile a ridurre drasticamente l&#8217;incidenza percentuale degli incidenti da decompressione? Se pensate di no, date un&#8217;occhiata alle statistiche redatte dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Diver&#8217;s Alert Network<\/span><\/strong> e vi ricrederete. Ma la sosta &#8220;di sicurezza&#8221; \u00e8 esattamente una &#8220;sosta profonda&#8221; dell&#8217;immersione &#8220;in curva&#8221;. Se vi fa sentire meglio, allora potete guardare la sosta profonda come una &#8220;sosta profonda di sicurezza&#8221; da farsi prima di risalire alla prima sosta di decompressione &#8220;richiesta&#8221;. Come sapete, la&nbsp;vostra prima sosta di decompressione &#8220;richiesta&#8221; \u00e8 funzionalmente equivalente all&#8217;emersione effettuata &#8220;al limite di curva&#8221;. Non credete che per le immersioni &#8220;al limite di curva&#8221; la &#8220;sosta di sicurezza&#8221; sia ancora pi\u00f9 importante? Alcuni di voi staranno pensando: &#8220;Io faccio gi\u00e0 soste di sicurezza nelle mie immersioni con decompressione: mi fermo sempre 3-6 metri al di sotto della mia prima sosta richiesta.&#8221; Anche se questo \u00e8 un passo nella direzione giusta, non \u00e8 quello di cui sto parlando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi chiederete che differenza c&#8217;\u00e8 tra una sosta a 5 metri di profondit\u00e0 in un\u2019immersione in curva e una sosta 5 metri al di sotto della prima prescritta per la decompressione. La differenza \u00e8 che, siccome le soste di sicurezza hanno lo scopo di prevenire o limitare la crescita delle bolle, e tale crescita \u00e8 in parte funzione della variazione di pressione ambientale, quindi non una funzione lineare della distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Supponiamo che, dopo un\u2019immersione a 25 metri (75 feet), facciate la classica sosta di sicurezza a 5 metri. La pressione ambientale in superficie \u00e8 1 ATA, mentre a 25 metri \u00e8 circa 3,5 ATA ed ai 5 metri della vostra sosta di sicurezza \u00e8 1,5 ATA &#8211; che rappresenta approssimativamente il punto medio nel dislivello di pressione fra 3.5 ATA ed 1 ATA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">Ora immaginiamo un&#8217;immersione a 60 metri (7 ATA) con una prima tappa richiesta a 15 metri (2,5 ATA). Il <strong>punto medio<\/strong> nella variazione di pressione&nbsp;ambiente si trova a (7+2,5)\/2 = 4,75 ATA, cio\u00e8 a poco meno di 40 metri.&nbsp;<\/span>Allora, in una simile immersione, la sosta di sicurezza profonda andrebbe fatta a circa 40 metri: esattamente la quota alla quale ero solito fermarmi per infilare gli aghi nella vescica dei miei pesci.&nbsp;Ma naturalmente la fisica e la fisiologia sono molto pi\u00f9 complesse. Pu\u00f2 darsi che il punto medio nella variazione di pressione ambiente non rappresenti la profondit\u00e0 ideale per le soste di sicurezza. Infatti, posso dirvi con discreta certezza che non lo sono. Da ci\u00f2 che capisco dei modelli di decompressione &#8220;bubble-based&#8221;,&nbsp;la prima sosta di decompressione dovrebbe essere funzione della variazione assoluta della pressione ambiente&nbsp;piuttosto che della variazione proporzionale e quindi dovrebbe essere ancora pi\u00f9 profonda del punto medio nella variazione di pressione ambiente per la maggior parte delle nostre immersioni &#8220;con decompressione&#8221;. Purtroppo io dubito seriamente che i computer da decompressione comincino a implementare nei loro algoritmi i modelli di calcolo &#8220;bubble-based&#8221;, almeno non nella loro forma completa. Fino ad allora noi sommozzatori avremo bisogno di&nbsp;una regola semplice da seguire&nbsp;e che non richieda l&#8217;ausilio di un elaboratore elettronico. <strong><span style=\"color: #008000;\">Forse il metodo ideale potrebbe essere semplicemente di&nbsp;rallentare la velocit\u00e0 di risalita nella porzione profonda<\/span><\/strong> (ndr cio\u00e8 dalla massima quota &nbsp;raggiunta fino alla prima tappa), ma purtroppo questo \u00e8 un p\u00f2 difficile da controllare, specialmente in acque libere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Penso che invece bisognerebbe aggiungere una o pi\u00f9 brevi soste per interrompere questa lunga porzione di risalita. Che ci\u00f2 sia fisiologicamente corretto o no, dovreste pensare a tali soste come pause per consentire al vostro corpo di ambientarsi col cambio di pressione ambiente.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Ecco il mio&nbsp;metodo (metodo Pyle) per determinare le soste di sicurezza profonde:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a.&nbsp;calcolare tradizionalmente il profilo di decompressione per l&#8217;immersione da fare,&nbsp;usando un algoritmo qualsiasi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b. misurare la distanza dal fondo&nbsp;(al momento in cui comincia la risalita)&nbsp;alla prima sosta di decompressione &#8220;richiesta&#8221; e trovare il punto medio. Sarebbe pi\u00f9 esatto usare il punto medio della variazione di pressione, ma per la maggior parte delle immersioni &#8220;tecniche&#8221; questo \u00e8 molto vicino al punto medio della distanza lineare che \u00e8 molto pi\u00f9 semplice e immediato da calcolare. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questa quota rappresenter\u00e0 la&nbsp;prima tappa profonda di sicurezza&nbsp;a cui trascorrere 2-3 minuti<\/span><\/strong>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c. ricalcolare il profilo di decompressione per una immersione cui \u00e8 stata inclusa la tappa profonda di sicurezza (la maggior parte dei software \u00e8 in grado di gestire una immersione multi-livello);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">d. se la distanza fra la prima sosta di sicurezza profonda e la prima sosta &#8220;richiesta&#8221; \u00e8 maggiore di 10 metri&nbsp;(30 feet),&nbsp;aggiungere una seconda sosta di sicurezza profonda al punto medio fra la prima sosta di sicurezza profonda e la prima sosta &#8220;richiesta&#8221;;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e. ripetere se necessario finch\u00e9 la distanza fra l&#8217;ultima sosta di sicurezza e la prima sosta &#8220;richiesta&#8221; non si \u00e8 ridotta a meno di 10 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio, immaginiamo un&#8217;immersione in trimix a 100 metri (300 feet), per la quale il software da tavolo prescriva una prima sosta &#8220;richiesta&#8221; a 33 metri (100 feet). Bisogner\u00e0 ricalcolare il profilo aggiungendo brevi soste (di 2 minuti) a 66, 50 e 40 metri (200, 150 e 125 feet). Naturalmente il software calcoler\u00e0 un ulteriore assorbimento di gas inerte durante queste tappe ed allungher\u00e0 di conseguenza le successive soste di decompressione. Comunque, secondo la mia esperienza (e, sembrerebbe, secondo l&#8217;esperienza di molti altri), la notevole riduzione della probabilit\u00e0 di incorrere in incidenti da decompressione non far\u00e0 rimpiangere i costi di tale maggior tempo di decompressione. Infatti, sarei pronto a scommettere che i benefici derivanti dalle soste profonde di sicurezza sono tali che potrebbero far ridurre il tempo totale di decompressione (consentendo di abbreviare le soste successive) conservando ancora un livello pi\u00f9 basso di probabilit\u00e0 d&#8217;incidente. Ma finch\u00e9 questa mia convinzione non viene confortata da uno studio scientifico, teorico o sperimentale, sar\u00e0 bene tenersi al sicuro ed effettuare integralmente tutte le soste prescritte e calcolabili con i software tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un\u2019ultima cosa<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCome gi\u00e0 sanno tutti quelli che leggono la mia corrispondenza nei forum e nelle liste di discussione a cui partecipo, io sono un accanito sostenitore della responsabilit\u00e0 personale nell&#8217;attivit\u00e0 subacquea. Se scegliete di seguire i miei consigli e aggiungete le soste di sicurezza profonde nei vostri profili di decompressione, benissimo. Se scegliete invece di continuare a seguire i vostri profili di decompressione prodotti dal computer, altrettanto bene. <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma qualsiasi cosa facciate, sarete sempre totalmente ed unicamente responsabili di ci\u00f2 che vi accadr\u00e0 sott&#8217;acqua!<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siete mammiferi terrestri e non avete niente da andare a fare sott&#8217;acqua. Se non volete accettare responsabilit\u00e0, rimanete all&#8217;asciutto. Se avrete spiacevoli conseguenze dopo un&#8217;immersione in cui avete effettuato soste di sicurezza profonde secondo il metodo suggerito da me, ricordate che \u00e8 solo colpa vostra per aver seguito i consigli di un &#8220;pesciolino&#8221;, un dilettante!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Desidero ringraziare Eric Maiken per avermi spiegato la fisica delle bolle e per aver aggiunto qualche base teorica alle mie stupide idee. <\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Richard Pyle<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima&nbsp; Richard L. Pyle preparing to conduct a dive to 150 m in Anilao, Philippines, using a Poseidon SE7EN closed-circuit rebreather. The photo was taken during a joint expedition with Bishop Museum and the California Academy of Sciences to survey Mesophotic Coral Ecosystems.&nbsp; autore Luiz A. Rocha <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Richard_L._Pyle_On_Boat_in_Philippines,_with_Poseidon_SE7EN_Rebreather.jpg\">File:Richard L. Pyle On Boat in Philippines, with Poseidon SE7EN Rebreather.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; color: #008000;\">Bennett, P.B. 1996. Rate of ascent revisited. Alert Diver, January\/February 1996: 2.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; color: #008000;\">Hamilton, B. and G. Irvine. 1996. A hard look at decompression software. DeepTech, No. 4 (January 1996): 19- 23<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; color: #008000;\">LeMessurier, D.H. and B.A. Hills. 1965. Decompression sickness: A thermodynamic approach arising from a study of Torres Strait diving techniques. Scientific Results of Marine Biological Research. Nr. 48: Essays in Marine Physiology, OSLO Universitetsforlaget: 54-84.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; color: #008000;\">Weinke, B. 1995. The reduced gradient bubble model and phase mechanics. DeepTech, No. 3 (September 1995): 29-37.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; color: #008000;\">Yount, D.E. 1988. Chapter 6. Theoretical considerations of Safe Decompression. In: Hyperbaric Medicine and Physiology (Y-C Lin and A.K.C. Niu, eds.), Best Publishing Co., San Pedro, pp. 69-97.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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