{"id":13393,"date":"2020-01-23T00:05:54","date_gmt":"2020-01-23T00:05:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=13393"},"modified":"2023-07-17T18:54:00","modified_gmt":"2023-07-17T16:54:00","slug":"dalle-profondita-dello-ionio-bronzi-di-riace-un-mistero-di-xxv-secoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/13393","title":{"rendered":"Dalle profondit\u00e0 dello Ionio, i Bronzi di Riace, un mistero di XXV secoli"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Riace, statue, archeologia<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">E&#8217; passato quasi mezzo secolo dalla loro scoperta ma il fascino dei bronzi di Riace non \u00e8 mutato. Quando si osservano per la prima volta, si resta colpiti dalla possanza di quei due eroi di un tempo passato che ci guardano dall&#8217;alto, irraggiungibili nella loro bellezza.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raccontiamo oggi la storia presunta della loro scoperta, avvenuta il 16 agosto del 1972. <strong><span style=\"color: #008000;\">Stefano Mariottini<\/span><\/strong>, un giovane sub romano, passava ogni estate a Monasterace, in Calabria, a fare immersioni. Vi era arrivato per la prima volta nel 1964 a studiare con un collega per preparare un esame ed aveva fatto le prime immersioni. \u00c8 l\u00ec che la passione per l\u2019archeologia, coltivata sui libri, e la subacquea si coniugarono. Quella mattina, Mariottini si immerse in apnea nelle acque cristalline del mar Ionio, a circa 200 metri dalle coste di Riace Marina. Era quasi mezzogiorno e come tutti i giorni stava facendo pesca subacquea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle dichiarazioni dell&#8217;epoca, Mariottini raccontava cos\u00ec la sua straordinaria scoperta: \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Cercavo scogli isolati dove il pesce non fosse disturbato. Ne ho trovato un gruppo quasi circolare con al centro della sabbia. L&#8217;acqua era limpida, quasi trasparente. Ho visto una spalla. Ho capito subito che era una spalla e non un sasso qualsiasi perch\u00e9 l&#8217;anatomia dei bronzi \u00e8 cos\u00ec precisa&#8230; Per un attimo ho pensato che fosse un cadavere. Era verde scuro. L&#8217;ho toccato. Ho iniziato a fare su e gi\u00f9 in apnea, spolverando la sabbia che lo copriva. Ho visto che era una statua intera sepolta nel fondale marino con il lato destro leggermente girato verso il fondo. Ho visto i capelli, la tenia, il viso coperto da concrezioni, sassolini e sabbia<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. A pochi metri vide l&#8217;altro Bronzo. \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Mentre mi immergevo ho visto un ginocchio e un alluce a circa un metro di distanza. Ho fatto un&#8217;altra capriola e l&#8217;ho scoperto, era supino, coperto da qualche centimetro di sabbia. In un attimo l&#8217;ho visto, dalla testa ai piedi, in tutto il suo splendore. La muscolatura, il particolare delle ciglia e le palpebre fatte con i filetti di bronzo&#8230;<\/span><\/em><\/strong>\u00bb. Aveva scoperto le statue dei due guerrieri greci che sarebbero in seguito diventate famose in tutto il mondo come i <strong><span style=\"color: #008000;\">Bronzi di Riac<\/span><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><\/strong>.&nbsp;Effettu\u00f2 immediatamente una denuncia ufficiale che fu depositata il 17 agosto 1972 con protocollo n. 2232, presso la Soprintendenza alle antichit\u00e0 della Calabria di Reggio. Nella sua dichiarazione Stefano Mariottini:<br \/>\n\u00ab<strong>\u2026 <em><span style=\"color: #008000;\">dichiara di aver trovato il giorno 16 c.m. durante una immersione subacquea a scopo di pesca, in localit\u00e0 Riace, Km 130 circa sulla SS Nazionale ionica, alla distanza di circa 300 metri dal litorale ed alla profondit\u00e0 di 10 metri circa, un gruppo di statue, presumibilmente di bronzo. Le due emergenti rappresentano delle figure maschili nude, l&#8217;una adagiata sul dorso, con viso ricoperto di barba fluente, a riccioli, a braccia aperte e con una gamba sopra avanzata rispetto all&#8217;altra. L&#8217;altra statua risulta coricata su di un fianco con una gamba ripiegata e presenta sul braccio sinistro uno scudo. Le statue sono di colore bruno scuro salvo alcune parti pi\u00f9 chiare, si conservano perfettamente, modellato pulito, privo di incrostazioni evidenti. Le dimensioni sono all&#8217;incirca di 180 cm.<\/span><\/em><\/strong>\u00bb.<br \/>\nSul lato sinistro di questa denuncia ufficiale, battuta a macchina, si ritrova un appunto scritto a mano, di colore rosso, a firma G. Foti : \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La presente segnalazione fa seguito alla comunicazione telefonica del 16 agosto 1972, ricevuta alle ore 21 che denunziava la scoperta.<\/span><\/em><\/strong>\u00bb<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Bronzi_di_riace_ritrovamento.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bronzi_di_riace_ritrovamento.jpg\" width=\"588\" height=\"392\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Folla di curiosi attorno ad uno dei Bronzi di Riace appena ritrovati (1972) &#8211; autore della fotografia Ernesto FRANCO Bivongi (R.C.) &#8211; <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Bronzi_di_riace_ritrovamento.jpg\">Bronzi di riace ritrovamento.jpg &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Il mistero dei bronzi<br \/>\n<\/span> <\/span><\/strong>Sebbene il recupero delle due statue fu eseguito solo pochi giorni dopo, incominciarono a serpeggiare immediatamente leggende o, come alcuni pensano, nuove verit\u00e0 sul ritrovamento. Il mistero, come vedremo, permane ancor oggi.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Chi fu il primo scopritore delle statue?<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Forse sono i resti di un saccheggio iniziato da clandestini molto prima del ritrovamento da parte di Mariottini? Perch\u00e9 Mariottini si riferiva nella sua dichiarazione ufficiale di un \u201cgruppo di statue\u201d? Erano forse presenti al momento altre statue oltre quelle che furono in seguito recuperate?<\/span><br \/>\n<\/strong>Nacquero voci che le due statue&nbsp; degli eroi greci avrebbero avuto al momento della scoperta anche delle armi. Sicuramente entrambi avevano un elmo (di cui uno alzato verso la nuca), due scudi di legno rivestiti con lamina di bronzo, forse uno spadone ed una lancia, probabilmente in legno con la punta in bronzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dove finirono quelle armi?<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Finirono nel mercato clandestino dei beni archeologici? Cosa c&#8217;\u00e8 di vero della scoperta anche di una terza statua scomparsa dopo il recupero dopo l&#8217;acquisto da parte di un ricco magnate straniero?&nbsp;<\/span><span style=\"color: #008000;\">Le domande degli studiosi non furono da meno.<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Da dove provenivano quelle statue? Erano su una nave (anche se i cui resti non risultano essere stati ritrovati), stivate per il trasporto. Forse provenivano da Reggio, all&#8217;epoca fiorente citt\u00e0 della Magna Grecia, dirette a Roma? Oppure, erano state acquistate in Grecia se non addirittura depredate da mercanti dell&#8217;epoca?<br \/>\n<\/span> <\/strong>Il loro autore \u00e8 ancora sconosciuto. La fattura \u00e8 eccezionale e fa pensare ad un grande artista, forse Policleto o addirittura al grande Fidia. E se la firma dell&#8217;autore fosse riportata proprio in quegli elmi spariti?&nbsp;Forse rappresentavano i sette eroi contro Tebe? In questo caso uno potrebbe essere Polinice, figlio di Edipo, \u00abnon sepolto\u00bb perch\u00e9 considerato un traditore della patria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>Ma i misteri si arricchirono di nuove testimonianze. <strong><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Brag\u00f2<\/span><\/strong>, uno studioso che da anni si interessava alla loro storia, rifer\u00ec di aver raccolto prove, documenti inediti e sconcertanti, che dimostrerebbero come Stefano Mariottini, scopritore \u201cufficiale\u201d delle statue, avrebbe organizzato una messa in scena insieme ad un compiacente Sovrintendente al fine di occultare la verit\u00e0&nbsp;e forse percepire insieme il cospicuo premio di rinvenimento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ARCHEOLOGIA-Experimental_Reconstruction_of_the_Riace_Bronzes_by_Liebieghaus_Polychromy_Research_Project.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARCHEOLOGIA-Experimental_Reconstruction_of_the_Riace_Bronzes_by_Liebieghaus_Polychromy_Research_Project.jpg\" width=\"640\" height=\"976\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ricostruzione cromatica sperimentale dei Bronzi di Riace esposti nella Liebieghaus Skulpturensammlung di Francoforte &#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Experimental_Reconstruction_of_the_Riace_Bronzes_by_Liebieghaus_Polychromy_Research_Project.jpg\">Experimental Reconstruction of the Riace Bronzes by Liebieghaus Polychromy Research Project.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">In questo caso chi aveva veramente scoperto le due statue?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong> Brag\u00f2 racconta, nel suo libro \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Facce di bronzo<\/span><\/strong>\u201d, che alcuni ragazzi di Riace (Cosimo e Antonio Al\u00ec, Giuseppe Sgr\u00f2 e Domenico Campagna) scoprirono il 16 agosto del 1972 le statue e denunciarono la scoperta il 17 agosto alla Guardia di Finanza di Monasterace. Per\u00f2, dai documenti ufficiali, risulta che <span style=\"color: #008000;\"><strong>Stefano Mariottini<\/strong><\/span> fece la sua denuncia, nella stessa data, alla Soprintendenza di Reggio Calabria. Di fatto, sorse immediatamente una causa per accaparrarsi il cospicuo premio del ritrovamento. Secondo la Corte giudicante, essendo stata effettuata e registrata la telefonata, Mariottini segnal\u00f2 per primo il ritrovamento, con una telefonata di \u201cpreavviso\u201d, e quindi doveva essere l&#8217;assegnatario &nbsp;del premio.&nbsp;Sempre secondo il Brag\u00f2, la denuncia \u201cufficiale\u201d del ritrovamento, firmata dal Mariottini, narra di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">un gruppo di statue<\/span><\/strong>\u201d, e non di solo \u201cdue&#8221; ed il Mariottini descrive i Bronzi con una tale ricchezza di particolari che fa presupporre che una delle statue ritrovate non corrisponda ai Bronzi recuperati oggi esposti a Reggio Calabria.&nbsp;Inoltre, riferisce &nbsp;la testimonianza di un testimone oculare di uno dei furti operati in danno dei Bronzi, Anna Diano di Siderno, che vide uscire dal mare di Riace \u201cdue pescatori\u201d (due sub) trasportando&nbsp;un enorme scudo bronzeo ed una lancia, spezzata in due. In questo caso i reperti furono venduti a pi\u00f9 compratori. L\u2019ipotesi di un terzo Bronzo potrebbe restare quindi aperta. Per chi volesse saperne di pi\u00f9 e leggere i documenti ufficiali e confrontarli con le foto, suggerisco la lettura del libro di Brag\u00f2, \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Facce di Bronzo<\/span><\/strong>\u201d, direttamente dal link amazon che trovate in calce a questo articolo. L&#8217;aura di mistero che circonda questi due capolavori resta ed accresce ancor pi\u00f9 l\u2019attenzione sulla loro storia moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Recupero e restauro<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Tempo fa, un noto archeologo subacqueo, mi confid\u00f2 che esistevano anche molte dicerie locali. Le statue potevano essere state frettolosamente buttate in mare per motivi ignoti dopo una conservazione precedente a terra e poi scoperte nel 1972.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ARCHEOLOGIA-Bronzi_di_riace_statua_B_detta_il_vecchio_V_secolo_ac._09.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARCHEOLOGIA-Bronzi_di_riace_statua_B_detta_il_vecchio_V_secolo_ac._09.jpg\" width=\"640\" height=\"927\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">statua B detta il vecchio, V secolo a.C. &#8211; autore Sailko<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bronzi_di_riace,_statua_B_detta_il_vecchio,_V_secolo_ac._09.jpg\">Bronzi di riace, statua B detta il vecchio, V secolo ac. 09.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, &nbsp;il recupero fu &nbsp;effettuato con una certa leggerezza e con mezzi non del tutto appropriati per l&#8217;importanza della scoperta. Per sollevare e recuperare i due capolavori, il Nucleo Sommozzatori dei Carabinieri utilizz\u00f2 &nbsp;un pallone di sollevamento, gonfiato con l&#8217;aria delle bombole. Il 21 agosto fu recuperata la prima statua, denominata B, mentre il giorno successivo tocc\u00f2 alla statua A, Si racconta che quest&#8217;ultima, durante il trasporto, ricadde una volta sul fondo prima d&#8217;essere finalmente portata al sicuro sulla spiaggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due statue, ribattezzate a Reggio Calabria come \u201cil giovane\u201d e \u201cil vecchio\u201d, sono alte rispettivamente 1,98 e 1,97 metri, ed il loro peso, originariamente di 400 kg, \u00e8 attualmente diminuito a circa 160 kg, grazie alla rimozione della terra di fusione. La presenza della ceramica per proteggere l\u2019integrit\u00e0 della Statua A, sembra attestare che le due opere fossero in viaggio per essere trasportate in un altro luogo, forse Roma. Dopo il recupero, le statue vennero avviate al primo restauro che fu realizzato tra il 1975 ed il 1980 a Firenze. Si tratt\u00f2 della pulizia e conservazione delle superfici esterne ed un primo tentativo di svuotamento della terra di fusione posta all\u2019interno delle statue. La rimozione della terra di fusione fu in realt\u00e0 effettuata in seguito (1992-1995) nel laboratorio di restauro del Museo di Reggio, e conclusa solo nell&#8217;ultimo restauro avvenuto tra gli anni 2010 e 2013 presso la sede del Consiglio Regionale della Calabria, a Palazzo Campanella. Durante i restauri furono utilizzati sofisticati dispositivi ispirati alla strumentazione per la diagnostica medica (endoscopi) e la chirurgia micro invasiva, con una microtelecamera ed un ablatore ad ultrasuoni per rimuovere le concrezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Risultati<\/span><\/strong><br \/>\nDall&#8217;analisi delle due statue venne stabilito che i Bronzi di Riace sono opere originali della met\u00e0 del V secolo a.C., con somiglianze talmente evidenti da farne ipotizzare l\u2019ideazione e realizzazione da parte di uno stesso Maestro. Il loro stile esclude la fattura attica, ma rimanda a stilemi dorici propri del Peloponneso e dell\u2019Occidente greco. Le due statue furono quindi certamente eseguite ad Argo, come ha dimostrato l\u2019esame delle terre di fusione eseguito dall&#8217;Istituto Centrale del Restauro di Roma. Le due statue raffigurano un oplite (Bronzo A) ed un re &#8220;guerriero&#8221; (Bronzo B).&nbsp; Probabilmente i due Bronzi furono realizzati per essere visti insieme, per cui dovevano aver fatto parte di un gruppo di statue.&nbsp;Questo valorizza l\u2019ipotesi che, trattandosi di un gruppo statuario posto ad Argo, esso abbia a che fare con il <strong><span style=\"color: #008000;\">mito dei Sette a Tebe<\/span><\/strong>, narrato da molti poeti antichi, che si pone come \u201cmito nazionale\u201d argivo, non esportato in altri luoghi.<span style=\"color: #ffffff;\">. <\/span>Le due statue furono realizzate in bronzo, con uno spessore molto tenue, a meno di alcuni particolari realizzati in argento, in calcite e in rame. Ad esempio i denti della Statua A sono realizzati in argento mentre&nbsp; i capezzoli, le labbra e le ciglia di entrambe le statue in rame, come la cuffia sulla testa del Bronzo B. In calcite bianca \u00e8 la sclera degli occhi, le cui iridi erano in pasta di vetro, mentre la caruncola lacrimale \u00e8 di una pietra di colore rosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una visita indimenticabile<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl nuovo <strong><span style=\"color: #008000;\">Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (<\/span><span style=\"color: #008000;\">MArRC)<\/span>&nbsp;<\/strong>rappresenta uno dei rari esempi di edificio progettato e realizzato per accogliere collezioni museali. Sito a Palazzo Piacentini si affaccia sulla Piazza De Nava, nel centro storico della citt\u00e0. L&#8217;area \u00e8 molto ben servita da un punto di vista dei trasporti, adiacente alla stazione ferroviaria Reggio-Lido e, proprio grazie all&#8217;ottima posizione di cui gode, risulta facilmente raggiungibile sia da mezzi pubblici che privati, sia per chi si muove all&#8217;interno del centro cittadino (sono presenti numerosi parcheggi) sia per chi arriva dall&#8217;esterno (non \u00e8 lontano il collegamento all&#8217;Autostrada A3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>MArRC<\/strong><\/span>&nbsp;\u00e8 uno dei Musei archeologici pi\u00f9 rappresentativi del periodo della Magna Grecia, con importanti collezioni, noto al mondo grazie all&#8217;esposizione permanente dei famosi&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Bronzi di Riace<\/em><\/span><\/strong>, accoglie anche una vasta esposizione di reperti provenienti da tutto il territorio calabrese. Il nuovo percorso museale ha inizio dall&#8217;alto, con una sezione dedicata alla Preistoria e si sviluppa fino al piano terra attraverso l&#8217;esposizione delle grandi architetture templari dei territori di Locri, Kaulonia e Punta Alice, garantendo una continuit\u00e0 spaziale e logica che ha il suo epilogo con l&#8217;esposizione dei materiali, ognuna provvista di testi esplicativi e supporti dedicati, ha l&#8217;obiettivo di &#8220;raccontare&#8221; al visitatore la Storia della Calabria. Al piano seminterrato la dotazione delle Sale espositive \u00e8 integrata da tre spazi destinati alle Mostre temporanee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima dettaglio della statua A detta del giovane guerriero &#8211; autore Sailko <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bronzi_di_riace,_statua_A_detta_il_giovane,_V_secolo_ac._13.jpg\">Bronzi di riace, statua A detta il giovane, V secolo ac. 13.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=amazon0e150-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;asins=8881015021&amp;linkId=6b0b4079cbd91ae87117d6c22fc63565&amp;bc1=000000&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><br \/>\n<\/iframe> <iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=amazon0e150-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;asins=881707554X&amp;linkId=9284eb0083b2dcd36423d22aa6ee0da7&amp;bc1=000000&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><br \/>\n<\/iframe> <iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=amazon0e150-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;asins=8868152703&amp;linkId=7b21464202111dbb3e7130983b3bdde3&amp;bc1=000000&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><br \/>\n<\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Riace, statue, archeologia , . E&#8217; passato quasi mezzo secolo dalla loro scoperta ma il fascino dei bronzi di Riace non \u00e8 mutato. 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