{"id":132935,"date":"2026-08-24T00:02:00","date_gmt":"2026-08-23T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=132935"},"modified":"2026-08-23T22:36:03","modified_gmt":"2026-08-23T20:36:03","slug":"reportage-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/132935","title":{"rendered":"Reportage: in viaggio in Norvegia &#8211; parte III di Guido Alberto Rossi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: REPORTAGE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: NORVEGIA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: fiordi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 20px;\">Da Kirkenes a Honningsvag<\/span><br \/>\n<\/strong>Sono le 12,30 in punto, la Polarlys molla le cime d\u2019ormeggio, si allontana dalla banchina del porto di Kirkenes, accosta verso Sud e inizia la seconda parte della nostra crociera. Da qui a Bergen toccheremo trentuno porti di citt\u00e0, cittadine e poco pi\u00f9 che villaggi. In alcuni ci siamo gi\u00e0 stati all\u2019andata, mentre altri li vedremo per la prima volta. Il brutto tempo ci insegue praticamente fino all\u2019arrivo a Honningsvag con nuvole basse, nebbia e ogni tanto una spruzzatina di gelida pioggia, ma non ci possiamo troppo lamentare; a parte questi ultimi perfidi tre giorni, gli altri nove sono stati tutti belli e soleggiati. Questi caratteristici porticcioli di piccoli villaggi che vediamo per la prima volta sarebbero anche belli da fotografare, ma con questo tempo non vale la pena di rischiare di ammalarci prendendo freddo. Tutte le escursioni organizzate dalle navi per Capo Nord iniziano da Honningsvag, sia nella tratta Sud-Nord che in questa contraria. Se arrivi da queste parti e non vai a vedere il mitico Capo Nord (71\u00b0 10&#8242; 21&#8243; N 25\u00b0 47&#8242; 04&#8243; E &#8211; alto 307 metri dal livello del mare) \u00e8 praticamente come visitare Roma e non andare a vedere il Colosseo. Credo che moltissimi di noi \u201cmaturi ragazzi\u201d, quando non eravamo ancora \u201cmaturi\u201d, avevamo sognato e forse anche pianificato di raggiungere Capo Nord in moto; qualcuno ci \u00e8 anche andato e chi non ci \u00e8 andato (come il sottoscritto) ancora se ne pente. Infatti, quando Laura mi ha proposto la crociera in Norvegia, il mio primo pensiero \u00e8 stato: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">finalmente vedr\u00f2 Capo Nord<\/span><\/em><\/strong>\u201d e vederlo in due, sar\u00e0 sicuramente meglio. Abbiamo scelto l\u2019escursione della tratta Nord-Sud perch\u00e9, partendo all\u2019alba, secondo noi \u00e8 la migliore.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-133126\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/WhatsApp-Image-2026-08-17-at-19.18.19-e1787260473560.jpeg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"825\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si arriva a <strong><span style=\"color: #008000;\">Honninsvag<\/span><\/strong> alle 05,45. Dopo l&#8217;apertura\u00a0 del portellone di sbarco, si salta sul bus e, dopo circa venti minuti di strada nella Tundra tra laghetti, magnifiche baie e un paio di insediamenti del popolo Sami con relative renne, si arriva al centro visitatori di\u00a0 Capo Nord, che ci apre le sue porte al nostro arrivo. Di fatto siamo i primi visitatori della giornata e cos\u00ec non corriamo il rischio di trovarci con altri dieci o pi\u00f9 autobus carichi di turisti. Possiamo quindi goderci in pace un&#8217;abbondante prima colazione, vederci l\u2019interessante e bellissimo documentario, curiosare per il piccolo museo\u00a0 e ovviamente fare i circa centro metri che dal centro visitatori porta alla scogliera con il famoso globo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-133123\" style=\"color: #ffffff;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/WhatsApp-Image-2026-08-17-at-19.18.19-1-e1787260514725.jpeg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"824\" \/>Se fosse una bella giornata potremmo goderci l\u2019alba, anche se in realt\u00e0 in questo periodo &#8211; in cui non c\u2019\u00e8 la notte &#8211; il sole \u00e8 gi\u00e0 oltre la linea dell\u2019orizzonte. <strong><span style=\"color: #008000;\">Capo Nord<\/span><\/strong> ha affascinato anche molte teste coronate, dal re thailandese al re di Svezia e vari altri ma, il primo straniero a raggiungere Capo Nord fu l&#8217;italiano <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Negri<\/span><\/strong>, un esploratore di Ravenna, nel 1664 (vedi ritratto a lato).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18913 alignleft\" style=\"text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francesco_Negri.jpg\" alt=\"\" width=\"231\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francesco_Negri.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francesco_Negri-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francesco_Negri-768x1051.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francesco_Negri-748x1024.jpg 748w\" sizes=\"auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negri affront\u00f2 in solitaria un viaggio durato tre anni nella Penisola scandinava, con il preciso intento di raggiungere il punto pi\u00f9 settentrionale del Continente europeo quando incontr\u00f2 e visse a lungo con i Lapponi che descrisse nel <i><span style=\"color: #008000;\"><strong>Viaggio settentrionale. Fatto e descritto da Francesco Negri da Ravenna<\/strong><\/span> &#8211; <\/i>pubblicato postumo nell&#8217;anno 1700. Un resoconto straordinario in cui il ravennate descrisse con cura i loro costumi, cultura, tipologie di alimentazione, cerimonie e rapporti sociali, imparando anche ad usare, primo italiano, gli sci. Di Negri va ricordato anche il suo contributo al recupero di alcune parti del Vasa tramite una campana subacquea di sua invenzione. Lo strumento poteva contenere solo un operaio che veniva ammainato per raggiungere il ponte del vascello sottostante e lavorare su di esso anche se per un limitatissimo periodo di tempo. Alcuni\u00a0scritti dell&#8217;epoca ricordano che quegli uomini potevano resistere non pi\u00f9\u00a0di quindici minuti a causa della bassa temperatura dell&#8217;acqua che li portava in ipotermia.\u00a0Gli studi di Negri\u00a0 sull&#8217;uso della campana subacquea per i salvataggi marittimi permisero agli svedesi di operare comunque sullo scafo della grande nave.\u00a0L&#8217;accesso ai cannoni rese per\u00f2 necessaria la demolizione di ponti e delle strutture sovrastanti; la complessa e laboriosa operazione fu descritta dettagliatamente da\u00a0Francesco Negri nel suo &#8221; <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Viaggio Settentrionale<\/span> <\/em><\/strong>&#8220;. ( <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11040\">Vasa, storia del pi\u00f9 grande vascello svedese che navig\u00f2 solo per poche miglia di Andrea Mucedola \u2022 OCEAN4FUTURE autore<\/a><\/strong><\/span>).<\/p>\n<p>Saltando nei secoli, arriviamo al 26 dicembre 1943, quando al largo del promontorio, fu combattuta la <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia navale di Capo Nord<\/span><\/strong> (o battaglia dell&#8217;Isola degli Orsi), ultimo scontro navale tra unit\u00e0 di superficie alleate e tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale. Uno scontro terribile che si concluse con la vittoria alleata e l&#8217;affondamento dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore\u00a0<\/span><span style=\"color: #008000;\">da battaglia<\/span> <span style=\"color: #008000;\">tedesco Scharnhorst<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-133274 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Bundesarchiv_DVM_10_Bild-23-63-07_Schlachtschiff__Scharnhorst_.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Bundesarchiv_DVM_10_Bild-23-63-07_Schlachtschiff__Scharnhorst_.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Bundesarchiv_DVM_10_Bild-23-63-07_Schlachtschiff__Scharnhorst_-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Bundesarchiv_DVM_10_Bild-23-63-07_Schlachtschiff__Scharnhorst_-768x507.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">foto dell&#8217;incrociatore <\/span><span style=\"color: #008000;\">da battaglia<\/span> <span style=\"color: #008000;\">tedesco Scharnhorst &#8211; Fonte <\/span><span style=\"color: #008000;\">Bundesarchiv, DVM 10 Bild-23-63-07\/CC-BY-SA 3.0 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_DVM_10_Bild-23-63-07,_Schlachtschiff_%22Scharnhorst%22.jpg\">Schlachtschiff &#8220;Scharnhorst&#8221;.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La battaglia navale avvenne il 26 dicembre 1943 al largo di Capo Nord tra due squadre navali della Royal Navy, adibite rispettivamente alla scorta dei convogli e l&#8217;incrociatore tedesco. Dopo un lotta impari la grande nave tedesca si capovolse ed affond\u00f2; solo 36 dei 1.968 marinai imbarcati sullo Scharnhorst vennero raccolti e salvati dal cacciatorpediniere <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS\u00a0Scorpion<\/span><\/strong> e quindi trasferiti a bordo tradotti della nave ammiraglia britannica<span style=\"font-size: 13.3333px;\">. <\/span>Una grande tragedia del mare che fu onorata dall&#8217;ammiraglio inglese Fraser che rese gli onori all&#8217;equipaggio dell&#8217;incrociatore da battaglia tedesco lanciando una corona in mare per i tanti caduti. Chi ha il coraggio di visitare <strong><span style=\"color: #008000;\">Capo Nord<\/span> <\/strong>in inverno, vedr\u00e0 le pi\u00f9 belle Aurore Boreali della Norvegia. Finita la nostra visita, lasciamo il centro visitatori, in contemporanea all\u2019arrivo di frotte di turisti e proseguiamo con il nostro autobus, riattraversando la tundra;\u00a0 ammirando i paesaggi incredibili, le piccole isole e la costa selvaggia, fino da Hammerfest,\u00a0 una piccola citt\u00e0 di circa 10.000 abitanti, che ha un primato unico, \u00e8 la pi\u00f9 settentrionale dell\u2019Europa. Da sempre un importante centro per la pesca, nella caccia artica, nei secoli scorsi ne ha viste di tutti i colori: dalle cannonate dei brigantini inglesi del 1800, all\u2019incendio che distrusse met\u00e0 della citt\u00e0 nel 1890 e, per finire, fu rasa al suolo dai tedeschi in ritirata nel febbraio del 1945. Ad Hammerfest risaliamo a bordo, giusto in tempo per goderci il ricco buffet di bordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 20px;\"><strong>Da Hammerfest a Bodo<br \/>\n<\/strong><\/span>Circa a met\u00e0 di questa tratta, circa trentasette ore minuto pi\u00f9, minuto meno, di navigazione, la Polarlys esegue un&#8217;accostata stretta e s\u2019infila nel Trollfjord, che possiamo tradurre in Fiordo dei Troll, la cui imboccatura \u00e8 larga meno di cento metri. \u00a0Questo magnifico fiordo \u00e8 un braccio di mare lungo due chilometri ed \u00e8 un derivante di Raftsund, lo stretto che separa le due isole settentrionali della Norvegia, le Lofoten e le Vesteralen. L&#8217;ingresso \u00e8 largo solo cento metri che per una nave larga 19,5 metri significa avere una distanza di circa quaranta metri a traverso, senza contare qualche bella roccia affiorante, vicino alle sponde, che a occhio e croce si \u201cmangia\u201d altri dieci metri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-133122\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/WhatsApp-Image-2026-08-17-at-19.18.19-3-e1787260529146.jpeg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"825\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-133121\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/WhatsApp-Image-2026-08-17-at-19.18.19-6.jpeg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1214\" \/>Questo passaggio \u00e8 davvero un\u2019esperienza e non a caso il 100% dei passeggeri sono fuori su tutti i ponti a guardarsi in giro e farsi mille selfie. Circa a met\u00e0 del fiordo, si possono vedere le aquile, alcune volano a pelo d\u2019acqua, altre sfiorano la nave nel loro volo elegante. Arrivati in fondo al fiordo, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Polarlys<\/span> <\/strong>esegue un\u2019elegante accostata di controbordo dirigendosi nuovamente verso l\u2019imboccatura per riprendere la sua rotta verso Sud. Due porti prima di Bodo, faremo una breve sosta a Svolvaer, mini-citt\u00e0, poco pi\u00f9 di un villaggio, nelle Lofoten. Qui, gi\u00e0 mille anni fa, tutto ruotava intorno alla pesca ed al commercio del merluzzo bianco; all\u2019imboccatura del porto c\u2019\u00e8 una stele con una statua dedicata alle mogli dei pescatori e tra una casa e l\u2019altra ci sono le strutture in legno per appendere e fare essiccare i merluzzi. Ancora oggi, la principale attivit\u00e0 economica della citt\u00e0 \u00e8 legata alla pesca e all\u2019\u2019itticoltura del salmone. Ma anche l\u2019industria del turismo sta diventando una fetta importante delle finanze di Svolv\u00e6r, infatti, sono circa 200.000 i turisti che ogni anno passano di qui per visitare queste isole o per imbarcarsi per le crociere di Whale Watching.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-133120\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/WhatsApp-Image-2026-08-17-at-19.18.18-1-e1787260548986.jpeg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"825\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000; font-size: 20px;\"><strong>Da Bodo a Bergen\u00a0 <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo altri quattro porti e circa altre 14 ore di navigazione, ripassiamo la linea immaginaria del Circolo Polare Artico. Nei pressi di Sandnessijoen incontriamo una piattaforma petrolifera, In genere i giacimenti importanti sono pi\u00f9 a Nord-Ovest, verso il Mare di Barrents, ma si vede che forse anche qui c\u2019\u00e8 qualcosa che vale la pena esplorare. La Norvegia \u00e8 infatti il principale produttore di petrolio dell&#8217;Europa occidentale e un grande esportatore globale di idrocarburi, la patria del pi\u00f9 grande fondo sovrano del mondo, con un settore energetico che vale circa un quarto del PIL nazionale. Passiamo tra centinaia di isolotti di tutte le forme e misure in un paesaggio incredibile. Secondo Google, che non mente mai, in Norvegia ci sono 239.057 isole e direi che a occhio, durante la crociera ne abbiamo viste una buona parte. Attracchiamo a Bronnoysund e abbiamo due ore per girarla in lungo e in largo, La storia ci dice che \u00e8 stata fondata 900 anni fa e siccome \u00e8 sul mare, ovviamente viveva di pesca; oggi ha circa 5.000 abitanti ed \u00e8 stata completamente ricostruita con bellissime case. L\u2019unica costruzione antica \u00e8 la chiesetta che risale al 1870.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-133119\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/WhatsApp-Image-2026-08-17-at-19.18.17-e1787260539453.jpeg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"733\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-133124\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/WhatsApp-Image-2026-08-17-at-19.18.19-8-e1787260502338.jpeg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"825\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo altre quattro ore di navigazione, passiamo al traverso del famoso faro di Rorvik, alto venti metri e costruito nel 1880 praticamente in mezzo al mare, a circa un miglio e mezzo dalla costa; quindi, mi viene naturale pensare che tipo d\u2019uomo poteva essere il suo guardiano. Nel 1987 \u00e8 diventato automatico. e mi viene il dubbio che lo sia diventato per mancanza di guardiani disposti a stare al freddo umido tutto l\u2019anno. Oggi \u00e8 un\u2019attrazione turistica ed \u00e8 possibile visitarlo. Ci dicono che in Norvegia, sono stati costruiti 212 fari ma oggi solo 107 sono attivi. Il nostro prossimo porto sar\u00e0 Trondheim, qui abbiamo ben tre ore di sosta e quindi \u00e8 possibile farci un bel giro. La citt\u00e0 fu fondata nell&#8217;anno 997 dal re vichingo Olaf di Norvegia, che la battezz\u00f2 con il nome di Kaupangen, poi Nidaros. Fu capitale norvegese sino al 1217. Nella Seconda Guerra Mondiale i tedeschi la rinominarono \u201cDrontheim\u201d e ne fecero un\u2019importante base per i sottomarini che attaccavano i convogli diretti al porto di Arcangelo in Russia.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-133118\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/WhatsApp-Image-2026-08-17-at-19.18.10-e1787260564895.jpeg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"733\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi \u00e8 una piacevolissima e coloratissima citt\u00e0, che conserva una cattedrale costruita nel 1152 in stile romano-gotico, conosciuta anche come la cattedrale di Nidaros, un&#8217;importante tappa per i pellegrini del Nord Europa. Altro importante attrazione \u00e8 l\u2019isola fortezza di Munkholmen. che, in\u00a0 passato ha ospitato una fortezza ed una prigione. L\u2019ultima citt\u00e0 in cui sbarcheremo, prima dell\u2019arrivo a Bergen, sar\u00e0, Kristiansund, una citt\u00e0 di circa 25.000 abitanti, nella quale sono state ritrovate tracce di frequentazione risalenti al 8.000 a.C. Nel XVII secolo l\u2019olandese Jappe Ippe port\u00f2 in Norvegia le sue conoscenze sulla salatura del pesce e, verso la fine del 1600, la citt\u00e0 divent\u00f2 un importantissimo centro della pesca e commercio del baccal\u00e0 e dello stoccafisso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-133128\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/WhatsApp-Image-2026-08-17-at-19.18.18-e1787261137436.jpeg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"899\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo visto fermandoci e documentandoci nei vari porti che abbiamo visitato, nei secoli scorsi la ricchezza della Norvegia era dovuta alla pesca, conservazione e commercio del merluzzo. Il fatto che poi il baccal\u00e0 \u00e8 arrivato anche in Veneto, lo dobbiamo al navigatore e commerciante veneziano <strong><span style=\"color: #008000;\">Pietro Querini<\/span> <\/strong>che, nel 1432, a causa di una tempesta, naufrag\u00f2 sugli scogli dell\u2019Isola di Sandoy, un\u2019isola disabitata delle Lofoten e venne salvato insieme a 16 membri del suo equipaggio, dagli abitati di Rost (per la storia leggete questo articolo <strong><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/120101\">La scoperta dello stoccafisso: una splendida avventura di mare ai confini del mondo del XV secolo \u2022 OCEAN4FUTURE autore<\/a>)<\/strong>. Qui scopri il baccal\u00e0 e quando torn\u00f2 a casa se ne port\u00f2 una buona scorta. Subito apprezzato dai veneziani, divenne una specialit\u00e0 gastronomica ancora oggi servita in tutto il Veneto. Dal naufragio al commercio, il passo non \u00e8 breve, ma funzion\u00f2. L\u2019ultima sera a bordo della Polarlys, viene offerto un buffet degno di Olaf il Vichingo. In questi 12 giorni il tempo \u00e8 volato, domani sbarchiamo a Bergen, poi partiremo per Milano ma ripartiremo presto per nuove avventure.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Guido Alberto Rossi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Foto di Guido Alberto Rossi &#8211; \u00e8 vietata la copia del materiale fotografico<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/132391\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/132395\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/132935\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0. . ARGOMENTO: REPORTAGE PERIODO: XXI SECOLO AREA: NORVEGIA parole chiave: fiordi Da Kirkenes a Honningsvag Sono le 12,30 in punto, la Polarlys molla le cime d\u2019ormeggio, si allontana dalla banchina del porto di Kirkenes, accosta verso Sud e inizia la seconda parte della nostra crociera. 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