{"id":131173,"date":"2026-07-12T00:02:00","date_gmt":"2026-07-11T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=131173"},"modified":"2026-07-04T21:05:03","modified_gmt":"2026-07-04T19:05:03","slug":"editoriale-12-luglio-2026-fa-caldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/131173","title":{"rendered":"Editoriale 12 luglio 2026: fa caldo &#8230; cosa aspettarci?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>.<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: green;\">ARGOMENTO: EDITORIALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">AREA: CLIMA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: meteorologia, clima estremo, cambiamenti climatici, terrorismo mediatico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Buongiorno, oggi \u00e8 il 12 luglio e fa molto caldo ed \u00e8 ri-scoppiata l\u2019afa<\/span> <\/strong>\u2026 un ritornello che sentiamo quotidianamente da tempo. L\u2019opinione mediatica, come sempre, cerca un terreno di scontro, schierandosi tra gli accaniti negazionisti dei cambiamenti climatici agli irriducibili martellatori che, spesso senza comprendere i meccanismi complessi che regolano il clima del pianeta, spinti dalla furia ideologica, vogliono a tutti i costi legare l\u2019innalzamento delle temperature esclusivamente alle attivit\u00e0 umane. Sarebbe facile ma non \u00e8 sempre cos\u00ec &#8230; esistono anche cause concomitanti che ancora non comprendiamo a pieno. Di sicuro \u00e8 che bisogna fare qualcosa &#8230; analogamente a quello che fu fatto per i <strong><span style=\"color: #008000;\">CFC<\/span> <sup><span style=\"color: #008000;\">0<\/span><\/sup><\/strong> che port\u00f2 ad una netta riduzione del famoso <strong><span style=\"color: #008000;\">buco dell&#8217;ozono<\/span> <\/strong>&#8230; Non voglio unirmi alla gi\u00e0 folta schiera dei paladini delle due parti, non servirebbe a nulla, ma voglio fare chiarezza su questo nebbioso argomento, tormentone dell&#8217;estate &#8211; ma non solo &#8211; senza nessuna pretesa di verit\u00e0 assoluta. Ricordo alla fine degli anni &#8217;70 negli Stati Uniti, all&#8217;universit\u00e0 di Berkeley, girava una battuta <em><span style=\"font-size: 16px;\">politically uncorrect<\/span><\/em>: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">i biologi parlano di chimica, i chimici di biologia .. e fra loro parlano di donne<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, intendendo lo sport &#8211; all&#8217;epoca gi\u00e0 diffuso &#8211; di parlare impropriamente sui media di cose non proprio di propria competenza. Ecco che abbiamo ambientalisti che parlano di strategie militari e analisti geopolitici che disquisiscono di clima e ambiente. Non sono gli unici e lo vediamo quando si tocca l&#8217;argomento da sempre pi\u00f9 &#8220;neutro&#8221;, ottimo per iniziare disquisizioni sui media senza nessuna pretesa, sul tempo meteorologico. Si passa dal classico &#8220;fa caldo&#8221; a teorie complottistiche, senza nessuna base scientifica, su come alcune superpotenze stiano pilotando il clima del pianeta, supportate dall&#8217;intelligenza artificiale &#8230; Ottimi soggetti per una fiction cinematografica. Qualcuno potrebbe dire che si stratta di divulgazione ma, consentitemi, a volte si esagera. Comunque, tranquilli, le uniche certezze \u00e8 che stiamo tutti subendo gli effetti di un cambiamento climatico che avanza pi\u00f9 velocemente del previsto e che bisogna fare subito qualcosa, prima che sia troppo tardi, se non altro per mitigarne gli effetti che vanno ben oltre gli aspetti meteorologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 20px;\">Clima vs meteo<\/span><\/strong><br \/>\nFacciamo un passo indietro &#8230; come abbiamo scritto pi\u00f9 volte esiste una differenza fondamentale tra <strong><span style=\"color: #008000;\">clima<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">meteo<\/span><\/strong>: nel primo caso ci riferiamo ad analisi dell&#8217;andamento meteorologico su tempi molto lunghi mentre il <strong><span style=\"color: #008000;\">meteo<\/span><\/strong>, quello che ci viene raccontato quotidianamente in maniera essenziale sui media, \u00e8 una previsione dei fenomeni previsti a breve termine, basata su osservazioni, misurazioni ed analisi delle situazioni regionali. Se la conoscenza del meteo ci pu\u00f2 essere effettivamente pi\u00f9 utile per la pianificazione delle nostre attivit\u00e0, il clima ci da modo di fare delle valutazioni di pi\u00f9 largo respiro per prevenire il peggio &#8230; ma di quanto? Se queste analisi hanno tempi molto pi\u00f9 lunghi e talvolta di poca praticit\u00e0 per la nostra vita che, nel migliore dei casi, \u00e8 di circa un secolo, comprendere i trend climatici ci pu\u00f2 invece aiutare a fare scelte pi\u00f9 oculate che hanno risvolti ambientali, economici e talvolta anche geopolitici di medio-lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi, quasi, trecento anni l&#8217;Umanit\u00e0 \u00e8 stata coinvolta da un certo numero di rivoluzioni industriali: dalla macchina a vapore nella seconda met\u00e0 del &#8216;700, all&#8217;introduzione dell&#8217;elettricit\u00e0 e della chimica applicata dal 1870\u00a0 fino alla pi\u00f9 recente, quella informatica e delle telecomunicazioni dal 1970. Tutte influirono, ed influiscono, nella nostra vita di oggigiorno, di fatto inquadrando la specie umana nell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Antropocene<\/span><\/strong> (termine scientificamente non riconosciuto ma che fa tendenza). Come ogni vittoria della razza umana ha per\u00f2 un costo &#8230; ed i risultati li vediamo oggi in campo ambientale. La domanda che gli scienziati si stanno ponendo \u00e8 se questo processo poteva influire sulla vita quotidiana a causa dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria, dei mari e delle terre. La risposta fu ovviamente si &#8230; ma, a questi effetti diretti se ne aggiunsero altri collaterali.\u00a0 L&#8217;inquinamento influiva nell&#8217;atmosfera generando un riscaldamento del pianeta e si innest\u00f2, intorno agli anni &#8217;80, un&#8217;acceso dibattito da parte degli scienziati sul <strong><span style=\"color: #008000;\">buco dell&#8217;ozono<\/span><\/strong> che ritennero, alla fin fine, determinante il ruolo causato da composti chimici come i CFC per la sua sopravvivenza. La risposta fu unanime con il bando di tali prodotti e, nel <sup id=\"cite_ref-21\" class=\"mw-ref reference\" data-mw=\"{&quot;name&quot;:&quot;ref&quot;,&quot;attrs&quot;:{},&quot;body&quot;:{&quot;id&quot;:&quot;mw-reference-text-cite_note-21&quot;}}\"><\/sup>giugno del 2016, il MIT annunci\u00f2 che il buco nell&#8217;ozono presente sull&#8217;Antartide a ottobre 2015 si era ridotto di circa 4 milioni di km quadrati rispetto all&#8217;anno 2000 &#8211; anno in cui aveva raggiunto la sua massima espansione. Gli scienziati ipotizzano che, proseguendo con la tendenza di riduzione dei composti CFC,\u00a0 si avr\u00e0 il risanamento permanente del buco nell&#8217;ozono intorno al 2050. Un successo importante che deve incentivare i comportamenti virtuosi: il futuro delle nuove generazioni dipender\u00e0 in gran parte dalle scelte attuali. E&#8217; quindi necessario continuare il\u00a0 monitoraggio del pianeta, concentrandosi sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria e sulla composizione atmosferica, studiando le emissioni ed i flussi superficiali, le radiazione solari e gli effetti sulla valutazione del clima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4785 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/r1613_9_sentinel-1_thumbnail.jpg\" alt=\"\" width=\"506\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/r1613_9_sentinel-1_thumbnail.jpg 329w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/r1613_9_sentinel-1_thumbnail-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 506px) 100vw, 506px\" \/>Un lavoro silenzioso ma costante che centri di ricerca internazionali, come <strong><span style=\"color: #008000;\">Copernicus 1<\/span><\/strong>, svolgono grazie ad una serie di satelliti dedicati (come<strong><span style=\"color: #008000;\"> Sentinel<\/span> <\/strong>&#8211; nell&#8217;immagine a lato) e numerosi sensori posizionati al suolo, in mare o nell\u2019atmosfera, utili a calibrare e validare i dati satellitari. Nell&#8217;ultimo rapporto di Copernicus, del 10 giugno 2026, \u00e8 stata evidenziata un&#8217;ondata di caldo insolitamente precoce e intenso che ha interessato l&#8217;Europa occidentale gi\u00e0 dalla fine di maggio. Un aumento delle temperature che ha innalzato, superando ogni record, la temperatura superficiale dell&#8217;oceano extrapolare, con valori eccezionalmente elevati nel Pacifico tropicale. Dal rapporto emerge che stiamo sperimentando anche condizioni pi\u00f9 secche della media, in parte favorite da persistenti condizioni di alta pressione con temperature estreme, che causano la riduzione delle portate dei fiumi, inferiori alla media in gran parte delle regioni aride, incrementando la desertificazione. Segnali di sofferenza che sono favoriti dalla comparsa delle condizioni del Ni\u00f1o nel Pacifico equatoriale. Secondo\u00a0 i dati <strong><span style=\"color: #008000;\">Copernicus<\/span><\/strong>, negli ultimi tre anni le temperature degli oceani &#8211; al di fuori delle regioni polari &#8211; sono state tra 0,35 \u00b0C e 0,73 \u00b0C superiori alla media di lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda viene spontanea: se grazie alla riduzione delle emissioni di CFC in atmosfera stiamo &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">sanificando lo schermo di ozono che ci protegge dalle radiazioni solari<\/span><\/strong>&#8220;, perch\u00e8 continua a fare cos\u00ec caldo? Perch\u00e8 l&#8217;innalzamento delle temperature \u00e8 dovuto anche alle emissioni di altri gas, i gas serra (CO2, metano e ossidi azoto), emessi dalla combustione di combustibili fossili e dalla deforestazione. Per cui il cambiamento climatico che ne deriva \u00e8 legato chimicamente al riscaldamento causato da questi gas che intrappolano il calore nell&#8217;atmosfera. Il monitoraggio del pianeta ci pu\u00f2 quindi far comprendere l&#8217;andamento l\u2019andamento meteorologico e fornire indirizzi (trend) climatici. Ci sono per\u00f2 altri indicatori come i flussi delle circolazioni atlantiche e le correnti a getto (Jet streams) che devono essere esaminati perch\u00e8 influiscono pesantemente sulle condizioni meteorologiche. Questo \u00e8 ben noto ai meteorologi che se ne servono nelle previsioni che ascoltiamo dai media. \u00a0Va per\u00f2 compreso che la Corrente a Getto e il riscaldamento globale non sono a se stante e vanno considerati nell&#8217;insieme di un&#8217;atmosfera che \u00e8 sempre pi\u00f9 surriscaldata. In altre parole la dinamica meteorologica sposta le masse d&#8217;aria, mentre la termodinamica stabilisce l&#8217;energia potenziale di partenza e l&#8217;intensit\u00e0 dei record termici. Maggiore \u00e8 l&#8217;energia potenziale maggiori sono gli effetti.\u00a0 Le emissioni di gas modificano il bilancio energetico del pianeta, trattenendo di fatto pi\u00f9 calore nello strato troposferico per cui alzano l&#8217;asticella di partenza &#8230; Mi perdonino i tecnici per questa spiegazione forse poco scientifica ma questa \u00e8 la realt\u00e0 per comprendere perch\u00e8 fa sempre pi\u00f9 caldo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-99148\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CLIMATOLOGIA-Past_740_kyrs_Dome-Concordia_ice_core_temperature_reconstructions.png\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CLIMATOLOGIA-Past_740_kyrs_Dome-Concordia_ice_core_temperature_reconstructions.png 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CLIMATOLOGIA-Past_740_kyrs_Dome-Concordia_ice_core_temperature_reconstructions-300x189.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CLIMATOLOGIA-Past_740_kyrs_Dome-Concordia_ice_core_temperature_reconstructions-320x202.png 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un impegno continuo per ridurre le emissioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDetto questo, invece di seminare continuamente paure in coloro che non hanno conoscenze specifiche, sarebbe forse pi\u00f9 opportuno impegnarsi tutti insieme per pianificare un uso sostenibile delle risorse energetiche, evitando di colpevolizzare esclusivamente l\u2019Uomo \u2026 invece dii lanciarci in campagne ideologiche, dovremmo piuttosto agire migliorando la nostra efficienza energetica, riducendo &#8211; anche in maniera coercitiva &#8211; cattive abitudini che alla nostra specie non mancano mai \u2026 servirci della tecnologia per trovare soluzioni percorribili. <strong><span style=\"color: #008000;\">Non ultimo educare le nuove generazioni a contrastare lo spreco e combattere l\u2019ignoranza<\/span><\/strong>, il male peggiore della nostra specie che fa si che si demonizzino alcune tecnologie per preferirne altre solo in parte meno inquinanti. Non dimentichiamoci che dietro alle industrie che sostengono tecnologie apparentemente meno inquinanti ci sono gruppi di potere multinazionali che hanno interesse ad acquisire vantaggi, non sempre poi cos\u00ec rispettosi dell&#8217;ambiente. Ci\u00f2 non vuol dire che non dobbiamo continuare a difendere l&#8217;ambiente, ridurre gli sprechi, aumentare la nostra consapevolezza &#8230; il futuro lo costruiamo giorno per giorno, con i nostri comportamenti virtuosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio aprire una finestra sul mare. L\u2019innalzamento delle temperature \u00e8 preoccupante e lo sanno bene coloro che in mare ci lavorano \u2026 per sopravvivere le forme marine si spingono sempre pi\u00f9 a profondit\u00e0 maggiori e in certe aree marine gli scenari sono ormai desolanti. Questo \u00e8 dovuto ad una caratteristica tipica degli oceani, la loro <strong><span style=\"color: #008000;\">capacit\u00e0 termica<\/span><\/strong>. In pratica il mare cambia la sua temperatura in modo molto pi\u00f9 lento rispetto alla terra emersa per cui d\u2019estate il mare (normalmente pi\u00f9 freddo della terra) assorbe spontaneamente calore dalla terra vicina e si riscalda &#8230; d&#8217;inverno avviene il contrario, quando il mare lo rilascia gradualmente. Un effetto importantissimo che ha reso certe aree del pianeta, come il nostro Mediterraneo, pi\u00f9 vivibili di altre nei periodi invernali. Il problema \u00e8 quando il mare non riesce a raffreddarsi e continua ad aumentare la sua temperatura sconvolgendo gli ecosistemi marini. Inoltre, a causa dall&#8217;assunzione di anidride carbonica di origine antropica dall&#8217;atmosfera <strong><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/strong> aumenta la acidificazione delle acque, distruggendo gli ecosistemi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-131190\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/AI-SEA-CLIMATE-CHANGE.jpg\" alt=\"\" width=\"1150\" height=\"767\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/AI-SEA-CLIMATE-CHANGE.jpg 1150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/AI-SEA-CLIMATE-CHANGE-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/AI-SEA-CLIMATE-CHANGE-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/AI-SEA-CLIMATE-CHANGE-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1150px) 100vw, 1150px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2023, la temperatura superficiale media oceanica globale ha superato i 21 \u00b0C, un valore purtroppo ancora in crescita. Quando il mare si riscalda, aumenta anche l\u2019evaporazione che contribuisce alla formazione di nuvole e precipitazioni che possono raggiungere livelli di estrema forza distruttiva, con la generazione di tempeste ed uragani. Dove l\u2019oceano \u00e8 pi\u00f9 caldo (come l\u2019area equatoriale del Pacifico) si generano eventi globali come <span style=\"color: #008000;\"><strong class=\"skrollable skrollable-between\" data-start=\"3772\" data-end=\"3793\">El Ni\u00f1o e La Ni\u00f1a<\/strong><\/span>, che hanno effetti ciclici su siccit\u00e0, inondazioni, cicloni tropicali e produttivit\u00e0 agricola. Non ultimo, i cambiamenti dei flussi delle correnti oceaniche, compreso l\u2019indebolimento della circolazione meridionale dell\u2019Atlantico (AMOC), influir\u00e0 sempre di pi\u00f9 sul clima. Un trend preoccupante di cui poco si parla e spesso a sproposito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-98891\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/OCEANOGRAFIA-AMOC-ApNUyARZc75oJKbwN3bu3M-1200-80.gif\" alt=\"\" width=\"1107\" height=\"643\" \/><\/p>\n<p class=\"skrollable skrollable-between\" style=\"text-align: justify;\" data-start=\"289\" data-end=\"567\">Il\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><strong class=\"skrollable skrollable-between\" data-start=\"292\" data-end=\"352\">Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC)<\/strong> <\/span>ha elaborato diversi scenari in base al comportamento futuro dell\u2019Umanit\u00e0 legati alle scelte che verranno perseguite dai Paesi aderenti. Volendo essere pessimisti, con l&#8217;innalzamento delle temperature, potrebbe scomparire in estate il ghiaccio artico entro il 2050. A causa di queste ondate di calore moriranno le barriere coralline ed aumenteranno le frequenze dei fenomeni estremi. Da un punto di vista economico e geopolitico avanzer\u00e0 la desertificazione che comporter\u00e0 la migrazione di centinaia di milioni di persone e l&#8217;aumento delle pandemie. Si pu\u00f2 evitare? Probabilmente no, ma possiamo mitigare gli effetti, e lo dobbiamo fare tutti &#8230; dobbiamo considerare che il clima \u00e8 un&#8217;arma geopolitica &#8230; scelte ideologiche e non sostenibili possono essere non solo stupidi ma dannose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In estrema sintesi, il pianeta \u00e8 un\u2019entit\u00e0 viva in cui qualsiasi fattore influisce sugli equilibri dell\u2019insieme.<\/span> <\/strong>Per valutare l&#8217;effettivo impatto umano devono essere messi a sistema tutti i fattori in gioco, analizzando la dinamica atmosferica e raffrontandola con il bilancio energetico. Ci aspetta un&#8217;estate calda, simile se non peggiore di quella del 2003, con periodi di turbolenze anche violente &#8230; e per il caldo? dobbiamo farcene una ragione &#8230; preferiamo l&#8217;areazione degli ambienti e limitiamo i consumi energetici. Avendo vissuto in zone molto calde, nel golfo Persico, dove ora abbiamo oltre 50 gradi, si pu\u00f2 fare. E per il futuro?\u00a0 Al di l\u00e0 delle dichiarazioni mediatiche, preoccupiamoci piuttosto di agire sulle cause, abbandonando i pregiudizi ideologici di qualsiasi natura e studiando invece soluzioni percorribili \u2026 anche perch\u00e9 il tempo, non quello meteorologico, non \u00e8 galantuomo. Come dicevano gli Squallor &#8230; <strong><em><span style=\"color: #008000;\">era il 38 luglio e faceva molto caldo &#8230; ed era scoppiata l&#8217;afa<\/span><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 20px; color: #008000;\">Note<br \/>\n<span style=\"font-size: 16px;\">0 <\/span><\/span><\/strong>I CFC (clorofluorocarburi) sono sostanze che danneggiano lo strato di ozono\u00a0 (O<sub>3<\/sub>), liberando cloro nella stratosfera, situata tra i 15 e i 35 km di altitudine, che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette pi\u00f9 dannose.\u00a0 I CFC, come il tetracloruro di carbonio &#8211; il solvente principale usato dalle lavanderie a secco &#8211; furono ristretti dal Protocollo di Montreal nel 1990, e la loro produzione fu drasticamente ridotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1<\/span><\/strong> Copernicus \u00e8 il programma di osservazione della Terra dell\u2019Unione Europea, dedicato a monitorare il nostro pianeta che rende liberamente accessibili un\u2019enorme quantit\u00e0 di dati e informazioni di monitoraggio del territorio e dell\u2019ambiente in modo completo, gratuito ed affidabile.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/strong> Circa il 25% di tutte le emissioni di CO2 sono causate dall\u2019Uomo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: EDITORIALE PERIODO: XXI SECOLO AREA: CLIMA parole chiave: meteorologia, clima estremo, cambiamenti climatici, terrorismo mediatico Buongiorno, oggi \u00e8 il 12 luglio e fa molto caldo ed \u00e8 ri-scoppiata l\u2019afa \u2026 un ritornello che sentiamo quotidianamente da tempo. 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