{"id":131033,"date":"2026-07-16T00:02:00","date_gmt":"2026-07-15T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=131033"},"modified":"2026-07-18T12:48:49","modified_gmt":"2026-07-18T10:48:49","slug":"limportanza-delle-aree-marine-protette-di-alessandro-filippini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/131033","title":{"rendered":"L&#8217;importanza delle aree marine protette di Alessandro Filippini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: green;\">ARGOMENTO: AMBIENTE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">AREA: AREE MARINE PROTETTE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: AMP<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi anni &#8217;80 del secolo scorso i problemi dell\u2019ambiente non erano ancora in cima alla lista delle nostre preoccupazioni, anche se gi\u00e0 da tempo c&#8217;erano segnali chiari di come il mare, soprattutto il Mediterraneo, il pi\u00f9 fragile e sfruttato dei mari del mondo, soffrisse l&#8217;impatto delle attivit\u00e0 dell&#8217;Uomo. Poi qualcosa cambia e al mare si inizia a guardare in modo diverso. Nel 1986 arriva l&#8217;istituzione del ministero dell\u2019ambiente che finalmente autorizzava a sperare nella creazione di aree marine protette come gi\u00e0 accadeva da decenni in Europa e negli Stati Uniti. Diciamo che il primo allarme a suonare gi\u00e0 alla fine degli anni 70, era stato quello del sovrasfruttamento ittico causato dall&#8217;espansione della pesca industriale. Il Mar Mediterraneo \u00e8 tra i mari pi\u00f9 sfruttati al mondo e per decenni si \u00e8 pescato troppo e troppo male, e da allora a soffrirne \u00e8 la piccola pesca artigianale. Nel cosiddetto mondo sviluppato tutto \u00e8 cambiato negli ultimi 50 anni, con l&#8217;arrivo di moderni sistemi di tracciamento e cattura dei banchi di pesce, come droni, ecoscandagli e le cosiddette navi fattoria, vere e proprie industrie sul mare con equipaggi anche di 400 persone. Rimangono al largo per mesi e, oltre alle operazioni di pesca, si occupano della trasformazione e della conservazione del pesce su vasta scala. Tutto questo sta spazzando via quel rapporto in qualche modo \u201calla pari &#8221; tra pesce e pescatore che faceva delle tecniche artigianali l&#8217;unico metodo di pesca sostenibile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-67159 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/cropped-MUCEDOLA-SUB-2.jpg\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/cropped-MUCEDOLA-SUB-2.jpg 602w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/cropped-MUCEDOLA-SUB-2-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tradizione lunga secoli che rischia di sparire a favore della crescita vertiginosa dell\u2019acquacultura, oggi il settore alimentare in pi\u00f9 forte sviluppo; tuttavia, negli ultimi 15 anni, il lavoro della <strong><span style=\"color: #008000;\">Commissione per la Pesca nel Mediterraneo della FAO<\/span><\/strong> ha drasticamente rallentato lo sfruttamento delle risorse, consentendo il ripopolamento di stock a rischio estinzione. Insomma, tra sovrasfruttamento ittico prima, inquinamento da plastiche e metalli pesanti poi, qualche preoccupazione per la salute del nostro mare stava emergendo. Per non parlare degli effetti del riscaldamento globale in continua crescita. La comunit\u00e0 scientifica inizi\u00f2 cos\u00ec a raccontare come occuparsi del mare equivalesse a proteggere noi stessi ed il nostro futuro. Perch\u00e9 ad esempio, \u00e8 proprio dal mare, dagli oceani che arriva il 50% dell&#8217;ossigeno che respiriamo e sono proprio gli oceani a catturare calore e segregare la CO2 prodotti dalle attivit\u00e0 industriali dell&#8217;Uomo. Fatto sta che nel novembre del 1986 arriva l&#8217;istituzione delle prime due aree marine protette italiane: Ustica, al largo di Palermo, e Miramare nelle acque triestine dell\u2019alto Adriatico Le cronache dell\u2019epoca parlano di un testa a testa vinto sul filo di lana dall\u2019isola siciliana sulla cugina friulana per soli 45 minuti, tanto infatti sarebbe passato tra le firme dei due atti presso il ministero. A dire il vero va riconosciuto che Miramare era diventata parco gi\u00e0 da oltre un decennio grazie al lavoro del WWF. Comunque sia, un bell\u2019esempio di sinergia nord sud. Ancora oggi quando si parla di Ustica il pensiero va ad una delle pagine pi\u00f9 oscure delle nostre cronache, il disastro aereo del 1980. Ma la perla nera, cos\u00ec chiamata per la sua origine vulcanica, \u00e8 molto di pi\u00f9: un scrigno di cultura secolare e di bellezze marine incontaminate. L\u2019isola fu abitata da Fenici, Greci e Romani diventando perfino base dei pirati saraceni. Sotto il dominio borbonico divenne luogo di confino per prigionieri politici. Antonio Gramsci, tra gli altri, venne qui esiliato tra il 1926 e 1927.\u00a0 Alla fine degli anni &#8217;50 Ustica inizi\u00f2 a guardare ad una nuova risorsa: il turismo. Tutto si deve ad una intuizione dell&#8217;ente provinciale di Palermo che pens\u00f2 di lanciare una nicchia di mercato assolutamente inedita, quella del mondo sommerso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-131282 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/tridente-doro-maiorca-ustica.jpeg\" alt=\"\" width=\"545\" height=\"336\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scoperta la sua nuova vocazione turistica, l&#8217;isola divent\u00f2 in breve sede di gare internazionali di pesca subacquea, cancellate poi dopo diversi anni per via della crescente sensibilizzazione ambientale. E\u2019 a questo punto che Ustica trova la sua definitiva personalit\u00e0, diventando la capitale degli appassionati di subacquea, e, proprio ad Ustica, nacque nel 1960 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Tridente d&#8217;oro<\/span><\/strong>, il massimo riconoscimento al quale un subacqueo possa ambire, diciamo cos\u00ec il Nobel del mare. Tra gli insigniti del prestigioso premio ricordiamo <strong><span style=\"color: #008000;\">Jacques Cousteau, Folco Quilici, Hans Haas, Enzo Maiorca (vedi foto della premiazione &#8211; g.c. AISTS), Sylvia Earle<\/span><\/strong> &#8230; solo per citarne alcuni. Da qui part\u00ec la cultura della difesa del mare, quando ogni anno si dava convegno il meglio della comunit\u00e0 subacquea fatta di divulgatori, scienziati ed esploratori che nella storica piazza raccontavano ai tanti appassionati e turisti un mondo ancora sconosciuto e misterioso. Una scelta non casuale poich\u00e9 l&#8217;isola vanta alcuni dei pi\u00f9 bei siti d&#8217;immersione del Mediterraneo: l<strong><span style=\"color: #008000;\">a Colombara, lo scoglio del medico (vedi foto sotto) e la Pastizza<\/span><\/strong> &#8211; solo per citarne alcuni &#8211; popolati da cernie, banchi di barracuda, ricciole incorniciati da nuvole di castagnole.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-98942 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ANZIDEI-PORTO-DI-USTICA-RELATIVE-SEA-RISE.jpg\" alt=\"\" width=\"1240\" height=\"1234\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ANZIDEI-PORTO-DI-USTICA-RELATIVE-SEA-RISE.jpg 1240w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ANZIDEI-PORTO-DI-USTICA-RELATIVE-SEA-RISE-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ANZIDEI-PORTO-DI-USTICA-RELATIVE-SEA-RISE-1024x1019.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ANZIDEI-PORTO-DI-USTICA-RELATIVE-SEA-RISE-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ANZIDEI-PORTO-DI-USTICA-RELATIVE-SEA-RISE-768x764.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ANZIDEI-PORTO-DI-USTICA-RELATIVE-SEA-RISE-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ANZIDEI-PORTO-DI-USTICA-RELATIVE-SEA-RISE-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ANZIDEI-PORTO-DI-USTICA-RELATIVE-SEA-RISE-65x65.jpg 65w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ANZIDEI-PORTO-DI-USTICA-RELATIVE-SEA-RISE-1200x1194.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">variazioni del livello del mare dell&#8217;isola di Ustica &#8211; Fonte Anzidei<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dunque arrivano i giorni dell&#8217;istituzione delle prime aree marine protette che al tempo dovevano essere ratificate dai ministri dell&#8217;ambiente e della marina mercantile. A farli incontrare per far nascere ufficialmente la AMP di Ustica ci pensa la neonata <strong><span style=\"color: #008000;\">MareVivo<\/span><\/strong>, che per dare all&#8217;evento una degna cornice, ottiene dal capo di stato maggiore della marina dell&#8217;epoca, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Giasone Piccioni<\/span><\/strong>, la presenza nelle acque dell&#8217;isola della <strong><span style=\"color: #008000;\">nave scuola Palinuro<\/span><\/strong>, un magnifico brigantino costruito nel 1934 nel cantiere di Nantes in Francia. Un colpo d\u2019occhio da mozzare il fiato<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-54537\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nave-Palinuro.jpg\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"740\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nave-Palinuro.jpg 747w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nave-Palinuro-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1110px) 100vw, 1110px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il brigantino palinuro &#8211; g.c. Marina Militare italiana<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px; color: #008000;\"><strong>Ma come avrebbe dovuto funzionare un&#8217;Area Marina Protetta?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una area di mare dove le attivit\u00e0 dell&#8217;Uomo sono limitate e controllate. \u00c8 costituita da tre zone, A B e C; nella prima non \u00e8 permessa pesca, nautica o balneazione. Secondo alcuni una cattedrale nel deserto, in realt\u00e0 niente di pi\u00f9 sbagliato perch\u00e9 la protezione totale non solo tutela la biodiversit\u00e0 ma permette il ripopolamento degli stock ittici, ancora oggi una grande emergenza. Immaginate una nursery, una sorta di grande acquario nel quale le specie possano riprodursi indisturbate crescendo per numero e taglia degli esemplari, l&#8217;effetto sar\u00e0 che nelle zone confinanti con quelle protette la pesca sar\u00e0 enormemente pi\u00f9 fruttuosa. Ci sono poi le zone B e C dove \u00e8 consentita, a diversi livelli, una fruizione sostenibile del turismo subacqueo. A questo punto per\u00f2, sbloccato il percorso legislativo arrivava il difficile, ovvero convincere le comunit\u00e0 locali della bont\u00e0 dell\u2019idea, in particolare i pescatori che, con regole certe, invece vedrebbero invece garantita la pesca\u00a0\u00a0per loro e le future generazioni. Casi come quello di <strong><span style=\"color: #008000;\">Torre Guaceto<\/span><\/strong> in Puglia, raccontano come proprio i pescatori, dopo una prima netta opposizione oggi\u00a0\u00a0siano i pi\u00f9 convinti sostenitori dell&#8217;amp. Ma non solo, si sono autoregolamentati decidendo perfino, in autonomia, il fermo pesca durante il quale collaborano alle altre attivit\u00e0 della riserva. Risultato, reti sempre piene e un&#8217;area marina che funziona. Dicevamo come molti anni prima dell&#8217;istituzione della <strong><span style=\"color: #008000;\">AMP di Ustica<\/span><\/strong> fosse gi\u00e0 sotto i riflettori per la presenza sull&#8217;isola della rassegna delle attivit\u00e0 subacquee, un autentico motore di cultura del mare, ma nell&#8217;86 cambia\u00a0\u00a0tutto, si tratta di prendere in mano una realt\u00e0 tutta da inventare, una magnifica sfida per il sindaco dell&#8217;epoca, Nicola Longo che sognava di far diventare Ustica la capitale del mare, un p\u00f2 come Erice lo era della fisica. Chi voleva studiare il mare doveva venire ad Ustica: un&#8217;ambizione entusiastica e mai abbandonata che per anni ha fatto dell&#8217;isola un hub per le scienze del mare di rilevanza internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, dopo una fase di stallo amministrativo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ustica<\/span><\/strong> sta riguadagnando il suo prestigio grazie ad una serie di progetti in collaborazione con i maggiori istituti di ricerca italiani e non solo. Questo si deve ad una direzione appassionata e competente, ma anche a finanziamenti europei senza i quali progetti e collaborazioni sarebbero rimasti nel cassetto. La ragione va ricercata nei limiti che le leggi impongono a tutte le AMP.\u00a0 Queste, infatti, non sono enti come i parchi terrestri e non hanno quindi risorse paragonabili e sufficienti per raggiungere gli obiettivi per i quali sono nate, pur essendo ormai chiaro come siano lo strumento migliore che abbiamo per tutelare il nostro mare. E non abbiamo ancora parlato delle ricadute sulle economie locali che derivano dalla presenza sul territorio di un&#8217;area marina protetta. Pesce, semilavorati come i prodotti di tonnara, perfino tradizionali condimenti confezionati da ditte artigianali hanno in qualche modo infatti un certificato di provenienza, una dop garanzia di qualit\u00e0 che viene da un pescato non contaminato e migliore dal punto di vista organolettico. Non ultimo, un importantissimo volano economico per le aree marine \u00e8 rappresentato dall\u2019attivit\u00e0 subacquea. Va da s\u00e9 che fondali integri attirano la comunit\u00e0 degli appassionati di immersioni. Questo \u00e8 particolarmente vero proprio per Ustica dove peraltro il lavoro dei diving presenti sull&#8217;isola continua tutto l&#8217;anno, oltre la stagione estiva, con la collaborazione a progetti di ricerca e divulgazione, contribuendo cos\u00ec alla crescita di una cultura del mare e perch\u00e9 no, di una nuova generazione di subacquei che va sott&#8217;acqua non soltanto per semplice turismo. Un\u2019attivit\u00e0 ricreativa che rappresenta la migliore vigilanza sul campo. Voglio ricordare il <strong><span style=\"color: #008000;\">banco di S. Croce<\/span><\/strong> a largo di Castellammare di Stabia in Campania, un tempo devastato e desertificato dalla indiscriminata pesca di frodo. Nel 1993 il banco diventa zona di tutela biologica, viene cio\u00e8 proibita qualunque attivit\u00e0 di pesca sia professionale che sportiva. Da allora quella sul <strong><span style=\"color: #008000;\">banco di Santa Croce<\/span><\/strong> \u00e8 diventata semplicemente una delle pi\u00f9 belle immersioni del Mediterraneo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43838\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/banco-santa-croce-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1188\" height=\"716\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/banco-santa-croce-1.jpg 1188w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/banco-santa-croce-1-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/banco-santa-croce-1-1024x617.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/banco-santa-croce-1-768x463.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1188px) 100vw, 1188px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I soli colori delle pareti che salgono da 50 mt di profondit\u00e0 basterebbero a togliere il fiato, ma il sito \u00e8 popolato di cernie, dentici, piccoli squali come gattucci e gattopardi. da qualche anno il banco \u00e8 una ISRA, ovvero un&#8217;area di importanza per squali e razze .. e poi in primavera vengono a dare spettacolo le aquile di mare. In questo quadro, dunque la presenza dei subacquei, come certificato dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Stazione zoologica Anton Dohrn e dall\u2019universit\u00e0 Federico II di Napoli<\/span><\/strong>, costituisce un presidio contro attivit\u00e0 illegali e devastanti per l\u2019ambiente. Tuttavia, molto c&#8217;\u00e8 ancora da fare per rendere il disciplinare attualmente in vigore meno limitante per le attivit\u00e0 dei Diving che per il banco sono evidentemente una risorsa e non certo un problema. C&#8217;\u00e8 un&#8217;altra eccellenza che soltanto il Mediterraneo pu\u00f2 vantare e che le aree marine tutelano, lo straordinario patrimonio archeologico sommerso. Non esiste al mondo un altro mare su cui si affaccino 22 paesi di tre diversi continenti facendone da sempre un teatro di incontri ma anche scontri di culture e religioni. Da sempre solcato da continui flussi commerciali conserva nei suoi abissi i relitti di tante navi affondate nei secoli, che rappresentano preziose pagine di storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo alla fine di questo racconto e ci piace pensare che questi primi 40 anni di vita delle aree marine protette, fatti di sogni, entusiasmo, successi, cadute e nuovi successi, siano soltanto la prima tappa di un viaggio appena iniziato, del quale essere protagonisti, sempre pi\u00f9 responsabili del futuro che daremo alle nuove generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alessandro Filippini<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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