{"id":129661,"date":"2026-07-04T00:03:00","date_gmt":"2026-07-03T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=129661"},"modified":"2026-06-22T20:56:35","modified_gmt":"2026-06-22T18:56:35","slug":"il-magico-mondo-del-vetro-dalla-scoperta-casuale-ai-vetri-naturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/129661","title":{"rendered":"Il magico mondo del vetro: dalla scoperta casuale ai vetri naturali di Vincenzo Popio"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: green;\">ARGOMENTO: STORIA DEI MATERIALI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">PERIODO: ETA&#8217; DEL BRONZO &#8211; XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Vetro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le molecole del vetro sono disposte in modo disordinato, proprio come accade nei liquidi. Quando viene fornito calore, le molecole iniziano a muoversi, vibrare e scontrarsi pi\u00f9 velocemente, provocando un aumento della temperatura. La maggior parte dei materiali si espande (aumenta il proprio volume) all\u2019aumentare della temperatura, poich\u00e9 gli atomi si separano. Il calore pu\u00f2 causare quindi dei passaggi di stato (solido-liquido-aeriforme) rompendo i legami tra le particelle ed un materiale reagisce al calore in base alle sue propriet\u00e0 specifiche (come il calore specifico).<br \/>\nNel caso del vetro si forma con il brusco raffreddamento di materiali ricchi di silice fusi da calore estremo, come eruzioni vulcaniche o fulmini, per\u00f2 ne impedisce la cristallizzazione, creando un solido amorfo. La struttura molecolare \u201camorfa\u201d (disordinata) consente alla luce di passare indisturbata senza essere riflessa o dispersa, mentre l\u2019energia dei fotoni visibili \u00e8 insufficiente per eccitare gli elettroni del materiale. Ecco il motivo per cui il vetro \u00e8 trasparente.<br \/>\nIl vetro \u00e8 un solido amorfo (privo di una struttura cristallina) e viene talvolta definito un liquido sottoraffreddato, ovvero un liquido che si \u00e8 irrigidito senza cristallizzare, mantenendo una consistenza intermedia. Il grande vantaggio del vetro \u00e8 che pu\u00f2 essere riciclato all\u2019infinito. Un tempo era un\u2019arte rara e preziosa, ma oggi la fabbricazione del vetro fa parte della comune industria ed i prodotti realizzati sono usati commercialmente sotto forma di contenitori, isolanti, fibre di rinforzo, lenti e oggetti decorativi. La creazione del vetro \u00e8 un processo antico e ci sono prove archeologiche sull\u2019arte vetraria che risalgono al 2.500 a.C. Circa 6.000 anni fa, secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Plinio il Vecchio<\/span><\/strong>, avvenne una scoperta casuale sulle rive sabbiose del fiume Belo, in Siria. Qui dei mercanti fenici, per allestire un focolare da campo, non essendoci pietre per fare il focolaio, utilizzarono dei blocchi di salnitro presi dal loro carico che, fusi dal calore e mischiati alla sabbia, diedero origine ad una sostanza fluida che raffreddandosi form\u00f2 il vetro. Eravamo nell&#8217;inizio dell&#8217;et\u00e0 del ferro e, grazie alle lunghe navigazioni dei mercanti fenici, la nuova arte del vetro si diffuse lungo le coste del Mediterraneo, in Siria, a Cipro e soprattutto in Egitto, dove si produssero una grande variet\u00e0 di oggetti usando un composto simile al moderno vetro realizzato con carbonato di calcio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-130327\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/ai-scoperta-del-vetro-fenici-e1781801902754.png\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"733\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 685 a.C. fu ritrovata nella biblioteca del re assiro <strong><span style=\"color: #008000;\">Assurbanipal<\/span><\/strong> \u201cla prima ricetta per la produzione del vetro\u201d: \u201c\u2026 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Si prendano 60 parti di sabbia, 180 parti di polvere di alghe essiccate e cinque parti di gesso<\/span><\/em><\/strong>\u2026\u201d. Questa ricetta \u00e8 ancora valida dopo 2.500 anni. Nel 300 a.C. la tecnica del \u201cso\ufb03o mediante canna\u201d rivoluzion\u00f2 profondamente le tecniche di produzione, permettendo di ottenere la forma dell\u2019oggetto mediante soffiatura libera o in stampi in metallo, legno e ceramica, che riproducevano la forma da modellare. Secondo Plinio il Giovane, nel 25 d.C., presso i Romani era diffuso l\u2019uso di decorare le terme, gli edifici pubblici e le ville con vetri colorati montati su telai di legno o metallo, ormai andate perdute. Di fatto a Pompei, nel 80 d.C., le persone pi\u00f9 abbienti avevano finestre in vetro soffiato e poi schiacciato in lastre verdi, irregolari e opache, montate in telai di piombo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-130331 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Periodo_romano_bottigliette_da_profumo_in_vetro_02-e1781803088550.jpg\" alt=\"\" width=\"1150\" height=\"789\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Collezioni del Museo Van 2022 &#8211; Fonte &#8211; Autore Francesco Bini <\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Periodo_romano,_bottigliette_da_profumo,_in_vetro_02.jpg\">periodo romano, bottigliette da profumo, in vetro 02.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Romani intorno al 100 d.C. inserendo nella miscela di vetro diossido di manganese, ottennero la trasparenza e nacquero cos\u00ec le prime bottiglie. Nel Medioevo si diffusero le prime finestre in vetro sia per le abitazioni che nelle chiese con esempi mirabili in tutta Europa, consistenti nell\u2019unione di pezzi di vetro colorato trasparente fissati tra di loro con il piombo. Per la cura dei particolari dei volti, dei capelli, per i chiaroscuri dei mantelli e dei panneggi si usavano colori fissati a fuoco. Il pennello veniva intinto in una miscela (composta di polvere di vetro pestato, ossido di ferro sciolto, acqua, gomma arabica e aceto) che prendeva il nome di <strong><em><span style=\"color: #008000;\">grisaille<\/span><\/em><\/strong>, fissata con la cottura delle lastre. Gi\u00e0 nel Medio Evo, Venezia divenne uno dei pi\u00f9 importanti centri vetrari grazie alla posizione geografica tra Europa occidentale e Oriente, dove apprende le tecniche pi\u00f9 raffinate dell\u2019arte vetraria esistenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-130332\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/VETRERIA-1850-Drawing2.gif\" alt=\"\" width=\"1103\" height=\"1194\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Scansione da &#8220;Reminiscences of Glass-Making&#8221; di Deming Jarves fu pubblicata per la prima volta nel 1854 &#8220;nelle colonne di un giornale di villaggio&#8221;, e aggiornata nel 1865 con la seconda edizione scansionata da Ian Macky che fornisce anche l&#8217;opuscolo completo a <a href=\"https:\/\/glassian.org\/Making\/index.html\">https:\/\/glassian.org\/Making\/index.html<\/a>. Fig. 2\u00a0<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Drawing2.gif\">Drawing2.gif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Soffiatura<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI padroni imprenditori erano cos\u00ec gelosi delle tecniche acquisite e per assicurare che i loro segreti rimanessero all\u2019interno della citt\u00e0, costringevano i vetrai a non lasciare l\u2019isola di Murano. Alla fine del 1600, nella citt\u00e0 francese di Saint Gobain, i mastri vetrai versavano il vetro di prima colata su un tavolo e lavoravano la massa vetrosa con un rullo fino ad ottenere uno spessore omogeneo. Il processo era ideale per la realizzazione degli specchi che andavano a decorare i palazzi in stile rococ\u00f2 della nobilt\u00e0 del tempo. Nel XVII secolo la produzione del vetro divenne industriale producendo milioni di bottiglie l\u2019anno, sebbene le bottiglie fossero ancora soffiate e lavorate a mano. Nel 1903 l\u2019americano <strong><span style=\"color: #008000;\">Michael J. Owens<\/span><\/strong> invent\u00f2 la macchina automatica per la soffiatura delle bottiglie, dando prova di una eccezionale capacit\u00e0 ingegneristica. La soffiatrice si basa sul metodo di aspirazione, che prevede che la massa vetrosa venga aspirata nello stampo metallico e tagliata automaticamente. Con questa tecnica si riuscivano a produrre 2.500 bottiglie all\u2019ora. Nella met\u00e0 del XX secolo Saint-Gobain svilupp\u00f2 il vetro temperato e introduce il vetro solare, antiriflesso di colore verde, nel mercato dell\u2019auto, che ben presto divent\u00f2 lo standard industriale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-130328 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Gilbert_Glass_Blowing_Manual_-_DPLA_-_5e91eeed0f506055d9fa93b524bd945a_page_25.jpg\" alt=\"\" width=\"1150\" height=\"1471\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Gilbert_Glass_Blowing_Manual_-_DPLA_-_5e91eeed0f506055d9fa93b524bd945a_page_25.jpg 1150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Gilbert_Glass_Blowing_Manual_-_DPLA_-_5e91eeed0f506055d9fa93b524bd945a_page_25-235x300.jpg 235w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Gilbert_Glass_Blowing_Manual_-_DPLA_-_5e91eeed0f506055d9fa93b524bd945a_page_25-801x1024.jpg 801w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Gilbert_Glass_Blowing_Manual_-_DPLA_-_5e91eeed0f506055d9fa93b524bd945a_page_25-768x982.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Gilbert_Glass_Blowing_Manual_-_DPLA_-_5e91eeed0f506055d9fa93b524bd945a_page_25-1024x1310.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1150px) 100vw, 1150px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">copertina del manuale Gilbert per la soffiatura del vetro &#8211; Fonte Istituto di Storia della Scienza<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Gilbert_Glass_Blowing_Manual_-_DPLA_-_5e91eeed0f506055d9fa93b524bd945a_(page_25).jpg\">Gilbert Glass Blowing Manual &#8211; DPLA &#8211; 5e91eeed0f506055d9fa93b524bd945a (pagina 25).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnologia produttiva del vetro piano sub\u00ec, a met\u00e0 del Novecento, una decisiva innovazione con l\u2019introduzione del processo float, che sostitu\u00ec i precedenti sistemi di tiratura, dove la pasta vetrosa veniva fatta passare attraverso una serie di rulli metallici, che la obbligavano a compiere un percorso prima verticale e poi orizzontale. Il procedimento float prevede invece che la materia prima venga miscelata e fatta confluire nel forno di fusione, a circa 1300\u00b0C dal quale viene fatto uscire il vetro fuso incandescente che viene fatto confluire nel bagno di metalli fusi (generalmente stagno che fonde a basse temperature), in un ambiente chiuso, evitando il contatto con l\u2019aria. Il vetro galleggia (to float) quindi su di una superficie di cui assume la planarit\u00e0, diventando lastra. Per evitare che un brusco raffreddamento possa frantumare la lastra, il vetro passa poi in un forno di ricottura a temperatura pi\u00f9 bassa, dove gradatamente si raffredda. Il nastro continuo di vetro viene infine tagliato in lastre di dimensioni diverse, in relazione alle necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tipi di vetro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Vetro ricotto (comune)<\/span><\/strong>: Ha una resistenza limitata agli sbalzi termici (sopporta solitamente sbalzi non superiori a 30\u00b0C) ed \u00e8 il pi\u00f9 vulnerabile allo shock termico.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Vetro temperato<\/span><\/strong>: Ha subito un processo termico che lo rende molto resistente e pu\u00f2 sopportare sbalzi termici fino a circa 200\u00b0C. Quando cede, si sbriciola in innumerevoli pezzettini non taglienti per motivi di sicurezza.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Vetro ceramico<\/span><\/strong>: E\u2019 un materiale speciale (utilizzato per i caminetti e le porte dei forni) capace di resistere a temperature elevatissime e a shock termici estremi, fino a 800\u00b0C, senza subire deformazioni o rotture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vetro per\u00f2 si pu\u00f2 trovare anche in natura sotto forma di masse vetrose di minerali quali: <strong><span style=\"color: #008000;\">Ossidiana, Folgorite, Tectite<\/span><\/strong>, ognuna col proprio sistema di formazione, che tutte subiscono altissime temperature di fusione ed il conseguente raffreddamento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36435\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/ossidiana-nera-1-e1771498978900.jpg\" alt=\"\" width=\"1105\" height=\"855\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ossidiana &#8211; origine isola di Lipari &#8211; collezione propria<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ossidiana<\/span><\/strong><br \/>\nL\u2019Ossidiana \u00e8 una roccia eruttiva vulcanica a pasta vetrosa in genere di colore nero o con tonalit\u00e0 scure: verde, marrone. Usata gi\u00e0 nel Neolitico come utensile per tagliare; gli Egizi come amuleto, per fare collane e per gli occhi delle statue (le pupille della maschera funeraria di Tutankhamon). In Italia sono molto diffuse sull\u2019isola di Lipari e sull\u2019Etna.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Folgorite<\/strong><\/span><br \/>\nUn singolo fulmine \u00e8 in grado di fornire 5 gigajoule (1 gigajoule =277,778 kW\/ora) di energia, sufficiente per alimentare una famiglia media per pi\u00f9 di un mese. Quando un fulmine colpisce una zona sabbiosa (evento molto raro) come una spiaggia o una duna, le particelle di sabbia possono fondersi insieme in meno di un secondo (la sabbia fonde a circa 1800\u00b0C). Se le condizioni sono giuste, la sabbia si fonde creando tubi cavi chiamati Folgorite la cui forma riflette il percorso che il fulmine ha preso disperdendosi nel terreno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-130325 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Indochinite_tektite_Pleistocene_783-803_ka_Australasian_Tektite_Strewn_Field_southeastern_Asia_14-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1420\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Indochinite_tektite_Pleistocene_783-803_ka_Australasian_Tektite_Strewn_Field_southeastern_Asia_14-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Indochinite_tektite_Pleistocene_783-803_ka_Australasian_Tektite_Strewn_Field_southeastern_Asia_14-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Indochinite_tektite_Pleistocene_783-803_ka_Australasian_Tektite_Strewn_Field_southeastern_Asia_14-1024x568.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Indochinite_tektite_Pleistocene_783-803_ka_Australasian_Tektite_Strewn_Field_southeastern_Asia_14-768x426.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Indochinite_tektite_Pleistocene_783-803_ka_Australasian_Tektite_Strewn_Field_southeastern_Asia_14-1536x852.jpg 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Indochinite_tektite_Pleistocene_783-803_ka_Australasian_Tektite_Strewn_Field_southeastern_Asia_14-2048x1136.jpg 2048w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Indochinite_tektite_Pleistocene_783-803_ka_Australasian_Tektite_Strewn_Field_southeastern_Asia_14-1200x666.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> Tektite indochinite del Pleistocene del sud-est asiatico. Impatti grandi e piccoli hanno colpito la Terra dalla sua fondazione, 4,55 miliardi di anni fa. Rispetto alla Luna intensamente scavata e craterizzata, la Terra ha relativamente pochi crateri d&#8217;impatto conservati, poich\u00e9 sono stati distrutti dall&#8217;erosione idrica, glaciale e dalla tettonica delle placche. Gli eventi d&#8217;impatto sono accompagnati da un riscaldamento significativo, che provoca la fusione di gran parte delle rocce bersaglio polverizzate espulse. Il materiale fuso si raffredda rapidamente mentre ricade sulla Terra e forma tektites &#8211; vetri spray a impatto. Le tektiti sono principalmente composte da silice amorfa (SiO2). Gli Indochiniti sono tectiti di colore nero provenienti dal sud-est asiatico che di solito sono subsferiche, a forma di goccia o a forma di manubrio. Si trovano in tutto il Campo Sparso di Tectite Indochinite che si stima si estenda dal 10 al 20% della superficie terrestre. Indochiniti sono state trovate dal Madagascar all&#8217;Antartide, dalla Tasmania fino alla Cina meridionale. L&#8217;et\u00e0 degli indochiniti \u00e8 stata segnalata tra circa 783 e 803 ka. Localit\u00e0: sito non registrato\/non divulgato nel sud-est asiatico &#8211; Autore Saint John &#8211; <\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Indochinite_tektite_(Pleistocene,_783-803_ka;_Australasian_Tektite_Strewn_Field,_southeastern_Asia)_14.jpg\">Tektite di indochinite (Pleistocene, 783-803 ka; Campo Sparso di Tektite Australasia, sud-est asiatico) 14.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tectite<\/span><\/strong><br \/>\nTectite (Tektite) rientra nella categoria dei \u201cvetri meteoritici\u201d. Si tratta di una particolare forma vetrosa naturale generata dalla solidificazione di rocce della crosta terrestre che fondono a causa dell\u2019impatto di meteoriti. La sua forma \u00e8 frequentemente allungata, come una goccia, ed il suo colore \u00e8 nero intenso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-130330\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Glass_Beach_Fort_Bragg_2.jpg\" alt=\"\" width=\"1113\" height=\"835\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Glass_Beach_Fort_Bragg_2.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Glass_Beach_Fort_Bragg_2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Glass_Beach_Fort_Bragg_2-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1113px) 100vw, 1113px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> La spiaggia di vetro a Fort Bragg, California &#8211; Fonte originariamente pubblicato su\u00a0<a class=\"mw-redirect\" style=\"color: #008000;\" title=\"Flickr\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/Flickr\">Flickr<\/a>\u00a0come\u00a0<a class=\"external text\" style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/37996593020@N01\/243410963\" rel=\"nofollow\">Glass Beach \/ wave<\/a> &#8211; Autore <a class=\"external text\" style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/37996593020@N01\" rel=\"nofollow\">Jef\u00a0 Poskanzer<\/a> \u00a0<span style=\"color: #0000ff;\">G<\/span><\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Glass_Beach_Fort_Bragg_2.jpg\">lass Beach Fort Bragg 2.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 16px;\">Non ultimo esiste anche il <strong><span style=\"color: #008000;\">vetro marino (sea glass)<\/span><\/strong> che si forma quando i frammenti di bottiglie, barattoli o bicchieri gettati in mare vengono levigati per decenni dalle onde e dalla sabbia. L\u2019interazione con l\u2019acqua salata crea un caratteristico aspetto smerigliato, trasformando rifiuti in piccole gemme lisce che sono molto ricercate. L\u2019acqua salata reagisce con la struttura del vetro in un lungo processo chiamato idratazione, che conferisce alla superficie una finitura opaca e ghiacciata. Un regalo del mare che ci racconta la lunga storia dl vetro, iniziata molto tempo fa e poi diffusa grazie ai commerci marittimi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Popio<\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima un blocco di vetro all&#8217;estremit\u00e0 di un bastone da <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:NHK_News_Kobe_caravan_at_Aioi_J09_117.jpg\">NHK News Kobe caravan su Aioi J09 117.jpg &#8211; Wikimedia Commons\u00a0<\/a> &#8211; Immagine tratta dalla registrazione televisiva della diretta streaming della NHK Kobe TV, 2009. La foto \u00e8 stata scattata al Castello di Aioi Peron, nella citt\u00e0 di Aioi, ultima tappa della trasmissione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA DEI MATERIALI PERIODO: ETA&#8217; DEL BRONZO &#8211; XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Vetro Le molecole del vetro sono disposte in modo disordinato, proprio come accade nei liquidi. Quando viene fornito calore, le molecole iniziano a muoversi, vibrare e scontrarsi pi\u00f9 velocemente, provocando un aumento della temperatura. 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