{"id":129635,"date":"2026-06-11T00:02:00","date_gmt":"2026-06-10T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=129635"},"modified":"2026-08-31T22:18:39","modified_gmt":"2026-08-31T20:18:39","slug":"si-fa-presto-a-parlare-di-stelle-di-vincenzo-popio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/129635","title":{"rendered":"Si fa presto a parlare di stelle di Vincenzo Popio"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: green;\">ARGOMENTO: ASTRONOMIA E ASTROFISICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Stelle, galassia, universo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando guardiamo il cielo notturno le stelle ad occhio nudo sembrano tutte uguali ma se le osservassimo pi\u00f9 da vicino rimarremo stupiti dalle loro differenze. Una delle cose pi\u00f9 importanti in astrofisica \u00e8 conoscere quanta luce ci arriva da un oggetto o meglio la quantit\u00e0 luminosa per ogni lunghezza d\u2019onda. Dalla met\u00e0 del XIX secolo, gli astronomi iniziarono a scomporre e studiare la luce delle stelle con diverse tecniche di spettroscopia, ricavando nel tempo per ogni astro la sua temperatura, composizione chimica, valutandone anche la distanza ed et\u00e0. Questa misura ha avuto uno sviluppo tecnologico straordinario con le sonde spaziali che di fatto hanno allargato gli orizzonti esplorabili precedentemente con l&#8217;occhio umano. L&#8217;analisi delle frequenze ci fa oggi comprendere in dettaglio quali siano le zone pi\u00f9 calde ed energetiche dell&#8217;Universo (collocate nelle frequenze dell&#8217;ultravioletto e dei Raggi X) ma anche, utilizzando gli infrarossi, di \u201cvedere\u201d attraverso le nubi di polvere cosmica dove le stelle nascono. Grazie all&#8217;analisi spettrale gli astronomi possono quindi di leggere il firmamento ovvero l&#8217;insieme delle stelle visibili ed invisibili ad occhio nudo che ci raccontano la storia dell&#8217;Universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Partiamo dall&#8217;inizio<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa luminosit\u00e0 di una stella \u00e8 detta <strong><span style=\"color: #008000;\">magnitudine apparente<\/span><\/strong> perch\u00e9, in realt\u00e0 \u00e8 relativa alla sua distanza ed il suo valore \u00e8 corretto per ottenere la luminosit\u00e0 che l&#8217;oggetto avrebbe se la Terra fosse priva di atmosfera. Non bisogna mai confondere la magnitudine con la<span style=\"color: #008000;\">\u00a0<strong>luminosit\u00e0<\/strong> <\/span>(L)\u00a0 che \u00e8 la potenza totale della luce che un oggetto emette ogni secondo. Per avere un ordine di idee, maggiore \u00e8 la luminosit\u00e0 dell&#8217;oggetto celeste, minore \u00e8 la sua magnitudine. Per convenzione gli astronomi calcolano per ogni stella la <strong><span style=\"color: #008000;\">magnitudine assoluta<\/span> <\/strong>ovvero la luminosit\u00e0 che avrebbe se si trovasse ad una distanza standard di 32,6 anni luce (10 parsec).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma quanti tipi di stelle esistono?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl discorso sarebbe molto lungo e lo riprender\u00f2 in un articolo dedicato alla tassonomia delle stelle. In maniera molto semplice abbiamo stelle:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Blu\/Azzurre<\/span><\/strong>, le pi\u00f9 calde e massicce, con temperature che superano i 30.000 gradi Kelvin;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Gialle<\/span><\/strong>, come il nostro Sole, che hanno temperature intermedie di circa 5.500 gradi Kelvin;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Rosse<\/span><\/strong>, pi\u00f9 fredde (circa 35oo Kelvin) e piccole (dette nane rosse) con temperature inferiori ai 3.000 gradi Kelvin, e che costituiscono almeno il 67,5% di tutte le stelle presenti nella nostra galassia\u00a0 (Via Lattea)<span style=\"font-size: 16px;\">, ovvero circa<\/span> l&#8217;80% rispetto al totale, con delle masse solari che vanno tra il 0,4 allo 0,08 (il valore limite minimo sotto il quale non si creano condizioni di temperatura e pressione tali da innescare le reazioni di fusione dell&#8217;idrogeno in elio).\u00a0<sup id=\"cite_ref-burrows_1-1\" class=\"mw-ref reference\" data-mw=\"{&quot;name&quot;:&quot;ref&quot;,&quot;attrs&quot;:{&quot;name&quot;:&quot;burrows&quot;}}\"><\/sup><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-91389\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FRANCESCO-PACIENZA-CIELO-STELLATO-NOTTE.jpg\" alt=\"\" width=\"1113\" height=\"1668\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FRANCESCO-PACIENZA-CIELO-STELLATO-NOTTE.jpg 683w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/FRANCESCO-PACIENZA-CIELO-STELLATO-NOTTE-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1113px) 100vw, 1113px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardando ad occhio nudo il cielo spesso non riusciamo a distinguerle, sia per l&#8217;inquinamento luminoso che affligge i centri abitati, sia per i limiti dei nostri occhi. In alto mare o in zone di montagna \u00e8 possibile vedere la nostra galassia, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Via Lattea<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, dal latino <strong><span style=\"color: #008000;\"><i id=\"mwOA\">Via Lactea<\/i><\/span><\/strong>, che significa &#8220;via del latte&#8221;, per descrivere la striscia luminosa lattiginosa visibile nel cielo notturno, stimata in circa 13,7 miliardi di anni. Il suo disco stellare ha un diametro di circa <span id=\"mwAUw\" class=\"nowrap\" data-mw=\"{&quot;parts&quot;:[{&quot;template&quot;:{&quot;target&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;TA&quot;,&quot;href&quot;:&quot;.\/Template:TA&quot;},&quot;params&quot;:{&quot;1&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;100 000 [[anno luce|anni luce]]&quot;}},&quot;i&quot;:0}}]}\">100 000\u00a0anni luce<\/span> e uno spessore,\u00a0<sup id=\"cite_ref-26\" class=\"mw-ref reference\" data-mw=\"{&quot;name&quot;:&quot;ref&quot;,&quot;attrs&quot;:{},&quot;body&quot;:{&quot;id&quot;:&quot;mw-reference-text-cite_note-26&quot;}}\"><\/sup>nella regione dei bracci, di circa\u00a0<span id=\"mwAVU\" class=\"nowrap\" data-mw=\"{&quot;parts&quot;:[{&quot;template&quot;:{&quot;target&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;TA&quot;,&quot;href&quot;:&quot;.\/Template:TA&quot;},&quot;params&quot;:{&quot;1&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;1 000 anni luce&quot;}},&quot;i&quot;:0}}]}\">1.000 anni luce<\/span>. \u00a0Le stime sul numero di stelle che la compongono sono controverse, tra i 200 ed i 400 miliardi.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%; text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"text-align: justify;\">Una curiosit\u00e0: il nome galassia deriva <\/span><span id=\"mwKg\" style=\"text-align: justify;\" data-mw=\"{&quot;parts&quot;:[{&quot;template&quot;:{&quot;target&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;greco antico&quot;,&quot;href&quot;:&quot;.\/Template:Greco_antico&quot;},&quot;params&quot;:{&quot;da&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;x&quot;},&quot;1&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;\u03b3\u03b1\u03bb\u03b1\u03be\u03af\u03b1\u03c2&quot;},&quot;nopunti&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;x&quot;},&quot;2&quot;:{&quot;wt&quot;:&quot;galax\u00edas&quot;}},&quot;i&quot;:0}}]}\">dal <\/span><span style=\"text-align: justify;\">greco antico <\/span><span dir=\"ltr\" lang=\"grc\" style=\"text-align: justify;\">\u03b3\u03b1\u03bb\u03b1\u03be\u03af\u03b1\u03c2<\/span><span style=\"text-align: justify;\">, <\/span>galax\u00edas<span style=\"text-align: justify;\"> che indicava originariamente il &#8220;cerchio lattiginoso&#8221; che tutti osserviamo in zone lontane dall&#8217;inquinamento luminoso nel cielo notturno; i marinai lo conoscono e lo hanno raccontato nella loro letteratura nei secoli.<\/span><\/span><\/em><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservando la nostra galassia, la Via Lattea, composta da diverse centinaia di miliardi di stelle, tra cui il Sole, ci chiediamo come si form\u00f2. La Via Lattea fa parte dell\u2019Ammasso Locale (composta da circa venti galassie vicine, a 5 milioni di anni luce, tra cui Andromeda e le due Nubi di Magellano). Gli astronomi hanno compreso che i bracci a spirale sono giovani, mentre il suo disco \u00e8 un p\u00f2 pi\u00f9 vecchio. Osservando la Via Lattea dalla Terra, posizionata in uno dei suoi bracci di spirale, essa ci appare come una fascia chiara di luce bianca che percorre trasversalmente l&#8217;intera volta celeste. Le interruzioni\u00a0 nella sua continuit\u00e0 sono causate dalla presenza in pi\u00f9 punti di nebulose oscure e polveri che oscurano la luce delle stelle pi\u00f9 lontane. Il tratto pi\u00f9 luminoso ricade tra le costellazioni di Ofiuco, Scorpione e Sagittario, ossia in direzione del centro galattico; numerosi altri punti brillanti si dispongono a nord e a sud del centro. Osservando lo spostamento verso il rosso (redshift 1), si \u00e8 scoperto che tutte le galassie si allontanano da noi, a meno di quelle dell&#8217;ammasso locale, come Andromeda, che un giorno molto lontano si fonder\u00e0 con la nostra galassia. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia, misteriosa e affascinante da raccontare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-129708 \" style=\"text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Milky_Way_infrared-e1780589642781.jpg\" alt=\"\" width=\"1109\" height=\"571\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questa proiezione di Mollweide copre l&#8217;intero cielo come visto dal Two Micron All-Sky Survey. Le luminosit\u00e0 misurate di mezzo miliardo di stelle (punti) sono state combinate in colori che rappresentano tre distinte lunghezze d&#8217;onda della luce infrarossa: blu a 1,2 micron, verde a 1,6 micron e rosso a 2,2 micron. Questa immagine \u00e8 centrata sul nucleo della nostra galassia della Via Lattea, verso la costellazione del Sagittario. Le stelle rossastre che sembrano fluttuare al centro del disco della Via Lattea tracciano le nuvole di polvere pi\u00f9 dense della nostra galassia. Le due deboli macchie viste nel quadrante inferiore destro sono le galassie vicine, le Nuvole di Magellano Piccola e la Grande. Le immagini in questa galleria sono state rese pubbliche &#8211; Credito &#8220;Atlas Image [o mosaico di immagini Atlante] ottenuto come parte del <em>Two Micron All Sky Survey<\/em> (2MASS), un progetto congiunto dell&#8217;Universit\u00e0 del Massachusetts e dell&#8217;Infrared Processing and Analysis Center\/California Institute of Technology, finanziato dalla National Aeronautics and Space Administration e dalla National Science Foundation.&#8221;<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Milky_Way_infrared.jpg\">Via Lattea infrared.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto intorno abbiamo gli <span style=\"color: #008000;\"><b id=\"mwBA\">aloni galattici, <\/b><\/span>regioni dello spazio che circondano le galassie spirali, come la\u00a0Via Lattea, lontani da qualsiasi nuvola interstellare, composti principalmente da stelle rade, ammassi globulari, gas e, si pensa, possibili &#8220;contenitori&#8221; della misteriosa materia oscura. A differenza dei dischi galattici, sembra essere sgombri di polvere interstellare, e contenere <strong><span style=\"color: #008000;\">stelle di Popolazione II<\/span> <\/strong>che sono pi\u00f9 vecchie e con meno metalli delle stelle di <strong><span style=\"color: #008000;\">P<\/span><span style=\"color: #008000;\">opolazione I<\/span> <\/strong>presenti nei dischi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-129709 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/A_Swarm_of_Ancient_Stars_-_GPN-2000-000930.jpg\" alt=\"\" width=\"504\" height=\"529\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/A_Swarm_of_Ancient_Stars_-_GPN-2000-000930.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/A_Swarm_of_Ancient_Stars_-_GPN-2000-000930-286x300.jpg 286w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/A_Swarm_of_Ancient_Stars_-_GPN-2000-000930-768x806.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">M80 (NGC 6093) \u00e8 uno degli ammassi globulari pi\u00f9 densi della Via Lattea, situato a circa 28.000 anni luce dalla Terra, che contiene centinaia di migliaia di stelle, tutte tenute insieme dalla loro attrazione gravitazionale. Gli ammassi globulari sono particolarmente utili per studiare l&#8217;evoluzione stellare, poich\u00e9 tutte le stelle dell&#8217;ammasso hanno la stessa et\u00e0 (circa 12 miliardi di anni), ma coprono una gamma di masse stellari. Ogni stella visibile in questa immagine \u00e8 o pi\u00f9 evoluta o, in pochi rari casi, pi\u00f9 massiccia del nostro Sole. Particolarmente evidenti sono le giganti rosso brillante, stelle simili al Sole per massa che stanno per finire la loro vita, 1999 &#8211; Fonte NASA, il Team Hubble Heritage, STScI, AURA<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:A_Swarm_of_Ancient_Stars_-_GPN-2000-000930.jpg\">Uno sciame di stelle antiche &#8211; GPN-2000-000930.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 20px;\"><strong>Ma come nacquero le stelle?<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 16px; color: #000000;\">Gli astronomi ci raccontano che le stelle massicce sono i veri motori della creazione. Con masse superiori a 8 volte quella del Sole, queste stelle giganti forgiano gli elementi pesanti e, con la loro violenta fine, innescano la nascita di nuovi sistemi planetari. Da un punto di vista astronomico hanno vite molto brevi e decisamente esplosive. Esse non solo sono motori delle reazioni nucleari che avvengono all&#8217;interno di una stella, bruciando il loro combustibile nucleare a temperature estreme, ovvero fondendo idrogeno, elio, carbonio e ossigeno fino a creare elementi pi\u00f9 pesanti, ma, vivendo solo per pochi milioni di anni, lo fanno in un tempo astronomicamente breve, Quando esauriscono il combustibile esplodono come <strong><span style=\"color: #008000;\">supernovae<\/span><\/strong>, creando in pochi secondi gli elementi pi\u00f9 pesanti come oro e uranio.<\/span><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-129636 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Redshift.svg_.png\" alt=\"\" width=\"514\" height=\"912\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Redshift.svg_.png 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Redshift.svg_-169x300.png 169w\" sizes=\"auto, (max-width: 514px) 100vw, 514px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Linee nello spettro ottico di un ammasso di galassie distanti (a destra), paragonato alle linee di assorbimento dello spettro ottico del Sole (a sinistra). La lunghezza d&#8217;onda aumenta verso il rosso (e la frequenza diminuisce). &#8211; Autore Georg Wiora (Dr. Schorsch) ha creato questa immagine dal JPG originale &#8211; <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Opera derivata<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Redshift.svg\">Redshift.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le potenti onde d\u2019urto dell\u2019esplosione delle supernovae comprimono quindi le nubi vicine, composte da gas e polveri, ed innescano la nascita di nuove stelle e sistemi planetari. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questo arricchimento di elementi chimici fa comprendere che l&#8217;Universo primordiale fosse ricco di idrogeno ed elio, evolvendosi chimicamente in circa 13 miliardi di anni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica noi siamo i discendenti degli elementi primordiali, la polvere espulsa dalle prime stelle e da molte generazioni di stelle successive, o per dirla romanticamente siamo figli delle stelle e la storia dell\u2019Universo e della nostra galassia \u00e8 scritta negli astri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riassumendo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGrazie alla spettroscopia astronomica abbiamo quindi compreso che nell&#8217;universo esistono stelle antiche e stelle giovani. Le stelle della Popolazione I, le pi\u00f9 giovani, sono molto pi\u00f9 ricche di metalli\u00a0 pesanti (elementi pi\u00f9 pesanti dell\u2019elio) di quelle della Popolazione II, ed il loro processo di trasformazione \u00e8 stato continuo. esse si trovano nel disco tra i bracci a spirale. Giovani ma abbastanza vecchie da aver avuto il tempo di allontanarsi dalle regioni di formazione stellare in cui sono nate senza aver avuto ancora il tempo di lasciare il disco galattico. Il rigonfiamento centrale (bulge) della galassia ospita il nucleo, una regione caotica con pochissimo gas e polvere, che ospita le stelle pi\u00f9 antiche. Tra le meraviglie del cielo abbiamo l\u2019alone galattico, una vasta regione lontana da qualsiasi nuvola interstellare che circonda le galassie a spirale, come la Via Lattea. Gli aloni galattici sono invece composti principalmente da stelle rade, ammassi globulari, gas e, si pensa, potrebbero contenere la misteriosa materia oscura.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Popio<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p id=\"mwKQ\">1 il redshift \u00e8 un fenomeno per cui una radiazione elettromagnetica emessa da un oggetto in allontanamento rispetto ad un altro mostra una lunghezza d&#8217;onda maggiore rispetto a quella che aveva all&#8217;emissione.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ASTRONOMIA E ASTROFISICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Stelle, galassia, universo Quando guardiamo il cielo notturno le stelle ad occhio nudo sembrano tutte uguali ma se le osservassimo pi\u00f9 da vicino rimarremo stupiti dalle loro differenze. 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