{"id":128507,"date":"2026-06-04T00:02:00","date_gmt":"2026-06-03T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=128507"},"modified":"2026-06-04T16:48:54","modified_gmt":"2026-06-04T14:48:54","slug":"alla-ricerca-delle-origini-della-materia-oscura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/128507","title":{"rendered":"Alla ricerca delle origini della materia oscura"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ASTRONOMIA E ASTROFISICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Dark Matter, materia oscura, teorie<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nQuando si parla di <strong><span style=\"color: #008000;\">materia oscura (Dark Matter)<\/span><\/strong> ci si avventura in un cammino complesso, altrettanto oscuro, dove esistono differenti teorie, spesso altrettanto misteriose: dall&#8217;esistenza di un regno fisico invisibile ai nostri sensori, con i propri tipi di particelle e forze, che avrebbe dato origine a piccoli e stabili oggetti simili a buchi neri, a quella che affermerebbe che la materia oscura sia un prodotto dell\u2019espansione stessa dell\u2019universo, creata dalla radiazione quantistica vicino all\u2019orizzonte cosmologico durante la breve ma intensa fase post-inflazione. Entrambe queste teorie offrono quadri di riferimento testabili e autosufficienti basati sulla fisica conosciuta, capaci di collegare la teoria delle particelle ai fenomeni su scala cosmica; naturalmente ci\u00f2 non esclude che l\u2019esistenza della materia oscura possa essere una combinazione di queste teorie &#8230; oppure che non abbiamo ancora compreso che cosa sia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.thebrighterside.news\/uploads\/2025\/08\/nasa-hubble-space-telescope-lcidU75mkcE-unsplash-scaled.jpg?format=auto&amp;optimize=high&amp;width=1440\" alt=\"Le osservazioni hanno suggerito una componente cosmica invisibile: le galassie ruotano pi\u00f9 velocemente di quanto la loro massa visibile consenta, gli ammassi di galassie deformano la luce oltre ogni previsione, e la struttura dell'universo primordiale si adatta solo se la maggior parte della materia \u00e8 invisibile.\" width=\"1440\" height=\"961\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le osservazioni hanno suggerito una componente cosmica invisibile: le galassie ruotano pi\u00f9 velocemente di quanto la loro massa visibile consenta, gli ammassi di galassie deformano la luce oltre ogni previsione, e la struttura dell&#8217;universo primordiale si adatta solo se la maggior parte della materia \u00e8 invisibile. &#8211; photo credit NASA, ESA, il team GOODS e M. Giavalisco (STScI))<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte degli esperimenti per verificare l&#8217;esistenza della materia oscura si basa sulla possibilit\u00e0 che essa interagisca occasionalmente con la materia visibile. Sono stati costruiti rivelatori che, posti sotto la superficie terrestre in profondit\u00e0, vengono raffreddati a temperature molto basse e monitorati per scoprire eventuali interazioni con altre particelle.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-129022 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/xenon_press_release1_med.jpg\" alt=\"\" width=\"455\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/xenon_press_release1_med.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/xenon_press_release1_med-300x103.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente, ai <strong><span style=\"color: #008000;\">Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)<\/span><\/strong>, \u00e8 stato inaugurato un nuovo strumento per dare la caccia alla materia oscura,\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">XENON1T<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">, realizzato da<\/span><\/span> una collaborazione internazionale di 21 gruppi di ricerca, provenienti da Italia, USA, Germania, Svizzera, Portogallo, Francia, Paesi Bassi, Israele, Svezia e Abu Dhabi. Il gruppo italiano che partecipa all\u2019esperimento XENON1T \u00e8 costituito da ricercatori dei Laboratori del Gran Sasso, del INFN e delle Universit\u00e0 di Bologna e Torino. Allo stato attuale lo XENON 1T \u00e8 il rivelatore pi\u00f9 sensibile al mondo per la ricerca diretta di materia oscura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri campi di ricerca includono la ricerca di segnali insoliti con antenne molto sensibili ed il monitoraggio negli acceleratori delle collisioni di particelle ad altissima energia, come il <strong><span style=\"color: #008000;\">Large Hadron Collider<\/span><\/strong>, il pi\u00f9 grande e ad energia\u00a0pi\u00f9 alta acceleratore di particelle al mondo, costruito dall&#8217;Organizzazione\u00a0Europea per la Ricerca Nucleare (CERN) tra il 1998 e il 2008, in collaborazione con oltre 10.000 scienziati e centinaia di universit\u00e0 e laboratori in pi\u00f9 di 100 paesi. Si trova in un tunnel di 27 chilometri di circonferenza e profondo fino a 175 metri\u00a0 sotto il confine tra Francia e Svizzera\u00a0vicino\u00a0a Ginevra. Un collider (LHC) \u00e8 un tipo di acceleratore di particelle\u00a0che unisce due fasci di\u00a0particelle opposti in modo che le particelle si possano scontrare e permette ai fisici di testare le previsioni di diverse teorie della fisica delle particelle, inclusa la misurazione delle propriet\u00e0 del bosone di Higgs e\u00a0la ricerca della grande famiglia di nuove particelle previste dalle\u00a0teorie super-simmetriche <sup id=\"cite_ref-14\" class=\"reference\"><\/sup>e lo studio di altre\u00a0questioni irrisolte nella fisica delle particelle.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-129023 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/LHC_quadrupole_magnets-1-e1779022085481.jpg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"825\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Grandi magneti quadrupoli del Collider di Adroni per dirigere i fasci di protoni verso l&#8217;interazione. Questi elettromagneti quadrupoli superconduttori furono realizzati in Fermilab. LHC &#8211; 2<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:LHC_quadrupole_magnets.jpg\">LHC quadrupole magnets.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quali sono le ipotesi?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn\u2019ipotesi \u00e8 che nei primi istanti caotici dopo il Big Bang, le increspature nello spazio\/tempo avrebbero potuto contribuire a creare la materia oscura come sembra essere confermato dalla scoperta di deboli onde gravitazionali primordiali che potrebbero essersi trasformate in particelle per poi divenire la sostanza invisibile che modella le galassie di oggi. Le onde gravitazionali sono increspature nello spazio-tempo prodotte da eventi particolarmente energetici dell\u2019universo, come le collisioni tra buchi neri o stelle di neutroni. Tuttavia, \u00e8 stato osservato che non sempre le onde gravitazionali derivano da eventi cos\u00ec potenti in quanto esistono una serie di processi che non coinvolgono oggetti massicci e danno origine ad onde gravitazionali stocastiche. Queste onde sono molto pi\u00f9 deboli e fanno parte del segnale di fondo che riempie l\u2019universo, risalendo alle fasi pi\u00f9 antiche dopo il Big Bang per cui potrebbero essere state generate durante momenti chiave della storia cosmica, incluse le transizioni di fase durante il raffreddamento dell\u2019universo. Queste onde gravitazionali primordiali avrebbero potuto produrre <strong><span style=\"color: #008000;\">fermioni<\/span> <\/strong>che avrebbero acquisito nel tempo massa e si sarebbero potuti evolvere in particelle di materia oscura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-129025 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/hero-image.fit_lim.size_1600x900.v1678673240-e1779022537559.jpg\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"687\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine del LHC, notare le dimensioni<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-129029 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Black_hole_lensing_web.gif\" alt=\"\" width=\"442\" height=\"354\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Simulazione animata di un buco nero che attraversa davanti a una galassia lontana, mostrando la lente gravitazionale mentre passa. Fonte<\/span> <span style=\"color: #008000;\">BlackHole_Lensing_2.gif Autore Urbane Legend<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Black_hole_lensing_web.gif\">Web.gif lenti a buchi neri &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ora quello che possiamo vedere \u00e8 soltanto l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">effetto gravitazionale<\/span><\/strong> che la materia oscura ha sulle galassie e sulla loro distribuzione nell\u2019Universo, di fatto influenzando l\u2019evoluzione dell\u2019Universo, la formazione e la crescita delle galassie ed il modo in cui si raggruppano per formare l&#8217;architettura dell\u2019Universo: la rete cosmica o gravitazionale. Nell&#8217;immagine a sinistra una simulazione di una <strong><span style=\"color: #008000;\">lente<\/span><\/strong><b id=\"mwCQ\"><span style=\"color: #008000;\"> gravitazionale<\/span>,<\/b> in cui una distribuzione di materia, come una\u00a0galassia\u00a0o un\u00a0buco nero, in grado di curvare la traiettoria della\u00a0luce\u00a0in transito, in modo analogo a una\u00a0lente ottica.\u00a0Le lenti gravitazionali sono previste dalla\u00a0teoria della relativit\u00e0 generale, secondo la quale la traiettoria di una radiazione elettromagnetica\u00a0\u00e8 determinata dalla curvatura dello spazio-tempo prodotta dai corpi celesti. In estrema sintesi, l&#8217;effetto di una lente gravitazionale \u00e8 la deformazione apparente dell&#8217;immagine dei corpi celesti. Pu\u00f2 accadere che la deviazione dei raggi faccia apparire la loro sorgente spostata rispetto alla sua posizione reale. Per gli stessi motivi, possono verificarsi distorsioni pi\u00f9 o meno nette dell&#8217;immagine della sorgente per effetto di una lente gravitazionale, come l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">anello di Einstein<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, l\u2019esistenza della Materia Oscura \u00e8 ancora un mistero ma \u00e8 un&#8217;ipotesi necessaria per spiegare perch\u00e9 le galassie non si disgreghino e come si muovono le stelle al loro interno. In parole semplici la possiamo immaginare come una \u201ccolla gravitazionale\u201d che sostiene la struttura di tutto il cosmo. Si continua cos\u00ec a cercare ed a fare ipotesi, brancolando nella \u201coscurit\u00e0\u201d di un Universo pieno di gravit\u00e0. Torner\u00f2 presto per parlarvi con maggiori dettagli sulle ipotesi in corso.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Popio<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima distribuzione della temperatura della radiazione cosmica di fondo a micro onde nell&#8217;universo &#8211; NASA<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ASTRONOMIA E ASTROFISICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Dark Matter, materia oscura, teorie . 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D. in Maritime Science e Master in \u201cEnvironmental science and sea pollution research\u201d presso la Pacific Western University di Los Angeles, California, il dottor Popio ha trascorso oltre 32 anni di servizio attivo nella Marina Militare. Ha ricoperto incarichi di Comando a bordo delle unit\u00e0 navali, come Direttore agli Studi presso Istituti di Formazione militare e come rappresentante della Marina presso l\u2019Ufficio del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. Lasciato il servizio attivo, il dr. Popio, ha continuato, in campo civile, a fornire il proprio contributo per la salvaguardia dell\u2019ambiente marino e di tutte le sue specie, collaborando in diversi progetti riguardanti l\u2019ambiente, con le Universit\u00e0 di Bari, Lecce, Napoli e con l\u2019Istituto per l\u2019Ambiente Marino Costiero-CNR di Taranto. Numerosi sono gli articoli pubblicati sulla stampa locale sull\u2019inquinamento (aria, mare, suolo) a Taranto, dovuto alla presenza delle industrie pesanti. 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