{"id":128327,"date":"2026-05-08T00:02:00","date_gmt":"2026-05-07T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=128327"},"modified":"2026-05-08T07:46:11","modified_gmt":"2026-05-08T05:46:11","slug":"un-aiuto-per-ridurre-il-rischio-di-invecchiamento-cardiaco-potrebbe-venire-dallo-squalo-della-groenlandia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/128327","title":{"rendered":"Un aiuto per ridurre il rischio di invecchiamento cardiaco potrebbe venire dallo squalo della Groenlandia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: MEDICINA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Rischio cardiaco, longevit\u00e0, squalo della Groenlandia Somniosus microcephalus, lipofuscina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo <strong><span style=\"color: #008000;\">squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus)<\/span> <\/strong>\u00e8 uno degli squali pi\u00f9 longevi, con una vita stimata di circa 300 anni, e viene considerato un modello unico per studiare la longevit\u00e0 dei vertebrati. In un recente studio <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1111\/acel.70505\">Resilienza all&#8217;invecchiamento cardiaco nello squalo groenlandese Somniosus microcephalus<\/a> <\/span><\/strong>di Chiavacci et alii, i ricercatori sono stati in grado di caratterizzare il suo profilo di invecchiamento cardiaco, e di confrontarlo con altre due specie ittiche significative: lo <strong><span style=\"color: #008000;\">squalo d&#8217;acque profonde Etmopterus spinax<\/span><\/strong> e un <strong><span style=\"color: #008000;\">teleoste di breve durata, il Nothobranchius furzeri<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo la notizia. Dall&#8217;analisi istologica dei tessuti cardiaci dello squalo della Groenlandia \u00e8 emersa un&#8217;estesa<strong><span style=\"color: #008000;\"> fibrosi interstiziale e perivascolare in tutto il miocardio ventricolare<\/span><\/strong>, che interessa sia gli strati compatti che quelli spugnosi di entrambi i sessi, cosa che \u00e8 invece assente nelle altre due specie esaminate. In particolare, si \u00e8 osservato un accumulo estremo di <strong><span style=\"color: #008000;\">lipofuscina <sup>o<\/sup><\/span><\/strong> nelle cellule muscolari specializzate del cuore, responsabili della contrazione e del pompaggio del sangue nel corpo, i cosiddetti <strong><span style=\"color: #008000;\">cardiomiociti<\/span><\/strong>, una presenza che, a livello ultrastrutturale, si correla con l&#8217;abbondanza di mitocondri danneggiati. Sorprendentemente, potremmo dire nonostante tutto, gli squali esaminati apparivano sani e fisiologicamente non compromessi dal punto di vista cardiovascolare. Questo suggerisce che essi potrebbero aver sviluppato una resilienza ai segni di invecchiamento a livello molecolare e tissutale, sostenendo una funzione cardiaca non certo ottimale per secoli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-128406\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Somniosus_microcephalus_with_Ommatokoita.png\" alt=\"\" width=\"938\" height=\"624\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Somniosus_microcephalus_with_Ommatokoita.png 726w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Somniosus_microcephalus_with_Ommatokoita-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 938px) 100vw, 938px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Somniosus microcephalus con Ommatokoita, ritagliato da Greenland shark profile.jpg &#8211; Fonte Autore Hemming 1952<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Somniosus_microcephalus_with_Ommatokoita.png\">Somniosus microcefalo con Ommatokoita.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo un passo indietro, lo <strong><span style=\"color: #008000;\">squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus)<\/span> <\/strong>\u00e8 un grande squalo oceanico che pu\u00f2 arrivare ad oltre cinque metri di lunghezza, che vive nelle acque profonde e fredde delle alte latitudini settentrionali. Questo squalo \u00e8 conosciuto per il suo lentissimo tasso di crescita lento ed una longevit\u00e0 eccezionale. In particolare, la datazione al radiocarbonio dei nuclei delle sue lenti oculari ha rivelato che la sua maturit\u00e0 sessuale viene raggiunta a circa 150 anni, con una vita media massima di almeno 272 anni, cosa che, secondo alcuni studi <sup><strong><span style=\"color: #008000;\">1<\/span><\/strong><\/sup>, lo rende il vertebrato con la vita pi\u00f9 longeva conosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una lunga vita ma trascorsa in un ambiente ostile, caratterizzato da basse temperature, dove questo squalo caccia efficacemente le sue prede nonostante la sua poca reattivit\u00e0 (\u00e8 un nuotatore lento con velocit\u00e0 media di crociera di ~0,3 m\/s) che gli consente comunque di sostenere il suo basso metabolismo. Nonostante la sua notevole longevit\u00e0, la conoscenza della storia della vita, dell&#8217;ecologia e della fisiologia di questo animale \u00e8 per\u00f2 ancora poco conosciuta. Gli autori dello studio citato hanno analizzato la sua funzione cardiovascolare a fronte della sua veneranda et\u00e0, considerando che la prima \u00e8 la componente pi\u00f9 elevata nel rischio di mortalit\u00e0 animale. Purtroppo, negli esseri umani e nella maggior parte dei vertebrati, l&#8217;invecchiamento comporta lenti cambiamenti istologici nel cuore, tra cui il rimodellamento fibrotico cardiaco, la perdita di riserva cardiomiocitaria e uno stress ossidativo cumulativo, tutti elementi che contribuiscono al lento declino funzionale cardiaco <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">2<\/span><\/sup><\/strong>, aumentando la probabilit\u00e0 di morte individuale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-128396\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/squalo-groenlandia-cardio-sezione.png\" alt=\"\" width=\"944\" height=\"674\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/squalo-groenlandia-cardio-sezione.png 623w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/squalo-groenlandia-cardio-sezione-300x214.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 944px) 100vw, 944px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Figura S1 da studio citato: sezione della parete ventricolare di S. microcephalus. Freccia nera: capsula fibrosa pericardica. Freccia gialla: strato miocardico compatto. Freccia verde: strato miocardico spugnoso. Asterischi gialli: vasi coronarici. Scala blu: 500 \u00b5m <a href=\"https:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1111\/acel.70505\">Resilienza all&#8217;invecchiamento cardiaco nello squalo Groenlandia Somniosus microcephalus &#8211; Chiavacci &#8211; 2026 &#8211; Cellula dell&#8217;invecchiamento &#8211; Wiley Online Library<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Secondo lo studio, alcune caratteristiche del cuore e dei vasi sanguigni dello squalo della Groenlandia hanno\u00a0 attirato l\u2019attenzione degli studiosi.<\/span><\/strong> Il suo cuore, come tutti i Condrichtiani, ha due camere e consiste in un vano sinusale, atrio, ventricolo ed il tratto di uscita disposti in sequenza. Ma il sistema cardiocircolatorio di questo grande squalo potrebbe presentare specifiche adattazioni fisiologiche e strutturali legate al suo lento stile di vita, tali da renderlo resistente all&#8217;invecchiamento cardiaco , consentendogli cos\u00ec un&#8217;estrema longevit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-128397 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Velvet_belly_lanternshark_Etmopterus_spinax_Langesund_Norway_2011.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"638\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Velvet_belly_lanternshark_Etmopterus_spinax_Langesund_Norway_2011.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Velvet_belly_lanternshark_Etmopterus_spinax_Langesund_Norway_2011-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Velvet_belly_lanternshark_Etmopterus_spinax_Langesund_Norway_2011-768x510.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Squalo lanterna di velluto (Etmopterus spinax) catturato a sud di Langesund, Norvegia 2011 &#8211; Autore Joacim N\u00e4slund<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Velvet_belly_lanternshark_Etmopterus_spinax_(Langesund,_Norway_2011).jpg\"><strong>Squalo<\/strong> <strong>lanterna a ventre velluto Etmopterus spinax (Langesund, Norvegia 2011).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra ipotesi \u00e8 che lo squalo, nonostante tutto, mantenga la sua funzione cardiaca nonostante il passare del tempo mostrando cos\u00ec una eccezionale resilienza. Nello studio sono state esaminate le due ipotesi, indagando i segni e le caratteristiche istologiche dell&#8217;invecchiamento nei campioni di cuore dello Squalo e raffrontandole con i cuori delle due specie di confronto: <strong><span style=\"color: #008000;\">lo squalo d&#8217;acque profonde Etmopterus spinax (Linnaeus, 1758) <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">comunemente noto come <strong><span style=\"color: #008000;\">squalo lanterna a ventre vellutato<\/span><\/strong>, uno squalo ampiamente presente nell&#8217;Oceano Atlantico nord-orientale e nel Mar Mediterraneo, ed il<\/span><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"> killifish turchese africano<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">, un piccolo pesce che presenta una vita molto pi\u00f9 breve<\/span><\/span> <strong><span style=\"color: #008000;\">(Nothobranchius furzeri).<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-128398\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Nothobranchius-furzeri.jpg\" alt=\"\" width=\"936\" height=\"635\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Nothobranchius-furzeri.jpg 389w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Nothobranchius-furzeri-300x204.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 936px) 100vw, 936px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nothobranchius furzeri <\/strong>&#8211; Autore Maxime De bources<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Nothobranchius-furzeri.jpg\">Nothobranchius-furzeri.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, sia l\u2019E. spinax che il S. microcephalus derivano da un antenato comune degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Squalomorfi<\/span><\/strong> che visse circa 100 milioni di anni e colonizz\u00f2 gli habitat d&#8217;acque profonde. A differenza del grande squalo della Groenlandia, l&#8217;E. spinax, uno squalo di dimensioni minori (&lt; 50 cm), ha una vita massima di 8 anni per i maschi e di 11 per le femmine. Il terzo pesce preso in esame per lo studio, N. furzeri, \u00e8 invece il vertebrato con la vita in cattivit\u00e0 pi\u00f9 breve e rappresenta un riferimento chiave per l&#8217;invecchiamento cardiaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, \u00e8 stata misurata nei campioni la quantit\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">lipofuscina, <\/span><\/strong>un pigmento auto-fluorescente composto principalmente da proteine ossidate reticolate, lipidi e metalli, considerato un fattore distintivo dell&#8217;invecchiamento cellulare. Il confronto tra le tre specie ha quindi permesso di convalidare l&#8217;ipotesi che l&#8217;accumulo di lipofuscina possa essere considerato un marcatore cardiaco nell&#8217;invecchiamento cardiaco. In particolare, dalla valutazione istologica del ventricolo dello squalo della Groenlandia, in esemplari con un\u2019et\u00e0 compresa tra i 100\u2013155 anni, \u00e8 emersa una fibrosi diffusa (in entrambi i sessi) in tutto il miocardio ventricolare, che interessa sia lo strato compatto esterno sia il miocardio spugnoso interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cui prodest?<\/span><\/strong><br \/>\nNel caso dei centenari umani si identificano tre diversi fenotipi: alcuni non mostrano segni di malattie associate all&#8217;et\u00e0 (detti evasi), altri hanno un\u2019insorgenza ritardata (evasivi) o mantengono funzioni fisiologiche nonostante la presenza di condizioni patologiche legate all&#8217;invecchiamento (sopravvissuti), esempi di una resistenza degli individui rispetto alla resilienza <strong><sup><span style=\"color: #008000;\">3<\/span><\/sup><\/strong>. Nonostante gli squali della Groenlandia presentassero segni di invecchiamento cardiaco &#8211; come la fibrosi interstiziale e perivascolare ed un accumulo di lipofuscina &#8211; essi apparivano fenotipicamente sani. Questa curiosa dissociazione tra i marcatori dell&#8217;invecchiamento e il declino funzionale, sembra quindi favorire la <strong><span style=\"color: #008000;\">resilienza<\/span><\/strong> come meccanismo chiave che consente un&#8217;estrema longevit\u00e0 in certi individui,. Viene da se che lo squalo della Groenlandia appare essere un modello interessante per studiare la resilienza all&#8217;invecchiamento dei tessuti. L&#8217;accumulo di lipofuscina ritrovato, derivato dal danneggiamento mitocondriale &#8211; sembra indicare che, nonostante i processi ossidativi in corso, le cellule possono mantenere la vitalit\u00e0 senza attivare un&#8217;eccessiva autofagia o andare incontro ad <strong><span style=\"color: #008000;\">apoptosi<\/span><\/strong> (una forma di morte cellulare programmata). Questa resilienza estremamente elevata potrebbe quindi riflettere un meccanismo adattativo che consente a specie longeve di preservare la funzione cardiaca per periodi di tempo prolungati, tramite meccanismi compensatori ancora da comprendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimandando alla lettura dello studio in riferimento, questa scoperta apre sicuramente nuove conoscenze che potrebbero portare a studi e applicazioni pratiche per mitigare il declino cardiaco legato all&#8217;et\u00e0 negli esseri umani.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>1 \u00a0<b id=\"mwAw\"><span style=\"color: #008000;\">lipofuscina<\/span>, <\/b>\u00a0o <i id=\"mwBA\">pigmento dell&#8217;invecchiamento<\/i>, \u00e8 un accumulo granulare di molecole polimeriche non degradabili, residui dell&#8217;ossidazione di lipidi e\u00a0proteine, che provocano danni progressivi al tessuto di cui fanno parte.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimento<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nStudio citato <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1111\/acel.70505\">https:\/\/doi.org\/10.1111\/acel.70505<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>0 \u00a0<b id=\"mwAw\"><span style=\"color: #008000;\">lipofuscina<\/span>, <\/b>\u00a0o <i id=\"mwBA\">pigmento dell&#8217;invecchiamento<\/i>, \u00e8 un accumulo granulare di molecole polimeriche non degradabili, residui dell&#8217;ossidazione di lipidi e\u00a0proteine, che provocano danni progressivi al tessuto di cui fanno parte.<\/p>\n<p>1. Hansen, P. 1963. &#8220;Esperimenti di marcatura con lo squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus (Bloch e Schneider)) nella sottoarea 1.&#8221; Pubblicazione Speciale della Commissione Internazionale per la Pesca dell&#8217;Atlantico Nordoccidentale 4: 172\u2013175.;<br \/>\nNielsen, J., R. B. Hedeholm, J. Heinemeier, et al. 2016. &#8220;Il radiocarbonio con lenti oculari rivela secoli di longevit\u00e0 nello squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus).&#8221; Science 353: 702\u2013704.<\/p>\n<p>2. Biernacka, A., e N. G. Frangogiannis. 2011. &#8220;Invecchiamento e fibrosi cardiaca.&#8221; Invecchiamento e malattia 2: 158\u2013173.;<br \/>\nLu, J.-Q., C. M. F. Monaco, T. J. Hawke, C. Yan e M. A. Tarnopolsky. 2020. &#8220;Aumento degli aggregati intra-mitocondriali di lipofuscina con formazione sferica di corpo denso nella miopatia mitocondriale.&#8221; Journal of the Neurological Sciences 413: 30152.;<br \/>\nFleg, J. L. e J. Strait. 2012. &#8220;Cambiamenti associati all&#8217;et\u00e0 nella struttura e funzione cardiovascolare: un ambiente fertile per le malattie future.&#8221; Heart Failure Reviews 17: 545\u2013554.;<br \/>\nYoneyama, K., B. A. Venkatesh, D. A. Bluemke, R. L. McClelland e J. A. C. Lima. 2016. &#8220;Risonanza magnetica cardiovascolare in una popolazione umana adulta: osservazioni seriali dallo studio multietnico sull&#8217;aterosclerosi.&#8221; Rivista di Risonanza Magnetica Cardiovascolare 19: 52.;<br \/>\nAnversa, P., e B. Nadal-Ginard. 2002. &#8220;Rinnovamento dei miociti e rimodellamento ventricolare.&#8221; Nature 415: 240\u2013243.;<br \/>\nGazoti Debessa, C. R., L. B. Mesiano Maifrino e R. Rodrigues de Souza. 2001. &#8220;Cambiamenti legati all&#8217;et\u00e0 della rete di collageni del cuore umano.&#8221; Meccanismi di invecchiamento e sviluppo 122: 1049\u20131058.;<br \/>\nChen, M. S., R. T. Lee e J. C. Garbern. 2022. &#8220;Meccanismi di senescenza e bersagli nel cuore.&#8221; Ricerca Cardiovascolare 118: 1173\u20131187;<br \/>\nLesnefsky, E. J., Q. Chen e C. L. Hoppel. 2016. &#8220;Metabolismo mitocondriale nel cuore invecchiato.&#8221; Ricerca sulla Circolazione 118: 1593\u20131611.<\/p>\n<p>3. La resistenza \u00e8 la capacit\u00e0 di opporsi a una perturbazione; la resilienza pu\u00f2 essere definita come la capacit\u00e0 di un sistema di tornare a uno stato fisiologico dopo una perturbazione.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: MEDICINA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Rischio cardiaco, longevit\u00e0, squalo della Groenlandia Somniosus microcephalus, lipofuscina Lo squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus) \u00e8 uno degli squali pi\u00f9 longevi, con una vita stimata di circa 300 anni, e viene considerato un modello unico per studiare la longevit\u00e0 dei vertebrati. 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