{"id":12798,"date":"2017-04-08T00:15:24","date_gmt":"2017-04-08T00:15:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=12798"},"modified":"2025-12-01T18:44:11","modified_gmt":"2025-12-01T17:44:11","slug":"reportage-campi-flegrei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798","title":{"rendered":"Reportage: I Campi Flegrei"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: REPORTAGE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ITALIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Campi Flegrei<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Campi Flegrei<\/span> <\/strong>deriva dal greco \u201cfl\u00e8go\u201d , che significa ardo, brucio a causa della forte attivit\u00e0 vulcanica che caratterizza \u00a0questa vasta area che ancora contiene diversi crateri vulcanici dislocati su molte localit\u00e0 nella provincia di Napoli. Nel 2003 quest\u2019area \u00e8 stata istituita dalla Regione Campania, Parco regionale dei Campi Flegrei e viene considerata ad alto rischio vulcanico e quindi monitorata costantemente dall&#8217;Osservatorio Vesuviano. Dal 2005 il suolo si \u00e8 innalzato di 40 centimetri e dal 2012 il livello di criticit\u00e0 \u00e8 passato da verde a giallo come zona altamente eruttiva. Le localit\u00e0 che fanno parte dei Campi Flegrei sono: Bacoli, Cuma, Monte di Procida, Baia, il Monte Nuovo, Capo Miseno, Pozzuoli, Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura, Agnano, Pisani e Soccavo i Camaldoli e Posillipo. In queste zone ci sono importanti segni tangibili di natura vulcanica ma queste stesse citt\u00e0 sono ricche di aree archeologiche risalenti all&#8217;impero romano (circa 2000 anni fa), di paesaggi di valore naturalistico, di bellissime aree marine protette che nascondono i resti di affascinanti citt\u00e0 sommerse del mare nostrum partenopeo ancora ricco di vita. \u00a0Come vedremo gli sconvolgimenti dovuti al vulcanesimo con il tempo hanno formato laghi, monti e zone termali ancora utilizzabili grazie ai fenomeni idrotermali nelle citt\u00e0 di Baia, di Agnano e di Posillipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Golfo di Pozzuoli<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl cuore della continua attivit\u00e0 vulcanica \u00e8 nel Golfo di Pozzuoli. La caldera ha un diametro di 12 km e presenta, nella citt\u00e0 di Pozzuoli, tante bocche eruttive dove tutt&#8217;ora si possono osservare manifestazioni gassose effusive nella zona della \u201cSolfatara\u201d. Questa caldera \u00e8 racchiusa tra la collina di Posillipo, quella dei Camaldoli e la citt\u00e0 di Quarto che confinano con Pozzuoli. \u00a0Il\u00a0Vulcano Solfatara e&#8217; un\u2019oasi naturalistica che secondo gli antichi racchiudeva il mitico ingresso agli inferi. Esso comprende la Bocca Grande, dove una fumarola sotto forma di nube bianca sprigiona vapori sulfurei ad una temperatura di 160\u00b0, \u00a0le stufe Antiche, che hanno due ingressi a forma di volte, dette Purgatorio e \u00a0Inferno. Queste erano utilizzate come saune naturali e per inalazioni dei vapori sulfurei per la cura delle affezioni respiratorie. Inoltre abbiamo la\u00a0Fangaia, che viene alimentata da piccole fumarole e da acqua termale che ribolle tra fango naturale alla temperatura di 140\u00b0; un area ottima per la cura dei reumatismi. Nell\u2019area dei Campi Flegrei si ricordano due grandi eruzioni, l\u2019Ignimbrite Campana e l\u2019eruzione del Tufo Giallo Napoletano che avvennero rispettivamente 39.000 anni fa e 15.000 anni fa. L\u2019Ignimbrite seppell\u00ec gran parte della Campania sotto una coltre di tufi che \u00e8 ancora possibile vedere su una vasta area delle coste Campane e anche sotto il livello del mare in tutto il golfo di Napoli tra cui Posillipo, San Martino e Capodimonte. La collina di San Martino a Bacoli\u00a0 \u00e8 una cupola lavica ricoperta da prodotti piroclastici.\u00a0 Riguardo l\u2019area sommersa, le zone colpite da questo fenomeno sono il Banco di Pentapalummo ed il Banco di Miseno. Il Tufo Giallo Napoletano ebbe origine da depositi di magma che interessarono sia la vasta zona dei Campi Flegrei fino a spingersi ai rilievi dell\u2019 Appennino. L\u2019eruzione del tufo fu accompagnata dalla formazione di una caldera che termin\u00f2 con lo sprofondamento di un\u2019area dei Campi Flegrei e della baia di Pozzuoli. Infatti, \u00e8 possibile visitare il Parco Sommerso del Ninfeo, nella localit\u00e0 di Baia, a pochi passi dal porto. Volendo a Punta Epitaffio \u00e8 visibile, in circa 6 metri d\u2019acqua, un\u2019area costituita da statue, mosaici, marmi e colonne risalenti al I\u00b0 secolo che comprende \u00a0alcune stanze romane dell\u2019imperatore Claudio dove sono state rinvenute molte statue. Esse sono custodite all\u2019interno del Castello Aragonese di Baia. L\u2019ultima eruzione nel Campi Flegrei avvenne nel 1538 con la distruzione del villaggio medievale di Tripergole e la nascita del Monte Nuovo, che si trova nei pressi del Lago Lucrino. Questo monte \u00e8 un vulcano ancora attivo ma considerato in stato di quiescenza e fa parte di una delle decine di bocche della caldera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Castello Aragonese ospita il museo archeologico dei Campi Flegrei; sui suoi tre piani contiene tutti i resti dei ritrovamenti effettuati nell\u2019area di Cuma, Rione Terra, Baia. Questo castello \u00e8 stato costruito nel\u00a0 1495 dagli Aragonesi su due crateri vulcanici chiamati Fondi di Baia, in un\u2019importante posizione strategica costituito da tufo a picco sul mare, dove la vista predomina sul Golfo di Pozzuoli fino a Procida, Ischia e Cuma che consentiva di visionare le flotte nemiche in arrivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0fenomeno del bradisismo ha avuto il suo picco tra gli anni 70 e 80 durante i quali, in particolare gli abitanti della zona di Pozzuoli, furono vittime di un fenomeno di sollevamento del suolo di circa 3.5 metri. La zona visibilmente colpita \u00e8 il mercato di epoca romana (Macellum) chiamato Tempio di Serapide che \u00e8 riemerso dal mare ad un\u2019altezza di 3,5 mt. Il bradisismo ha generato nel corso di decenni, innalzamenti e abbassamenti della crosta terreste, infatti il Porto Giulio \u2013 Portus Julius, dedicato a Caio Giulio Cesare per volere di Ottaviano, fu \u00a0costruito nel 37 A.C. da Marco Vipsanio Agrippa facendo penetrare il mare presso il Lago Lucrino e si estendeva fino al lago D\u2019averno come base portuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019area attualmente risulta completamente sommersa e fu riscoperta nel 1956 grazie alle foto scattate dal pilota militare e subacqueo<strong><span style=\"color: #008000;\"> Raimondo Bucher<\/span><\/strong>. Porto Julius possedeva un molo costiero di 372 metri costituito da una lunga diga dove passava la via Herculea che partiva da Punta Epitaffio fino a raggiungere il lago Lucrino attraverso passaggi sotterranei; un esempio \u00e8 la Grotta di Cocceio che tuttora parte dall&#8217;area archeologica di Cuma fino ad arrivare al Lago D\u2019Averno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Porto Julius, il Ninfeo Sommerso, Villa dei Pisoni, Villa a Protiro (vedi foto), la secca delle fumose fanno tutti parte del Parco Archeologico Sommerso di Baia a Bacoli dove possiamo ammirare riproduzioni di statue, colonne romane, pavimenti in mosaici e marmi perfettamente conservati; alcune stanze romane costituite da opus reticulatum sono presenti lungo la costa di Miseno e sulla costa di mare a Marechiaro in Posillipo. Alcune peschiere romane sommerse \u00a0sono visibili sotto l\u2019isolotto della Gaiola nel Parco Archeologico del Pausilypon.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un patrimonio culturale di archeologia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTantissime sono le aree archeologiche presenti nei Campi Flegrei: il parco archeologico di Baia, gli scavi archeologici a Cuma, il Rione Terra a Pozzuoli, la tomba Agrippina nei pressi del molo Garibaldi a bacoli. Il parco archeologico di Baia \u00e8 stata la residenza dei grandi imperatori romani che costruirono ville ed edifici termali sul piccolo golfo di Baia. Visitando questo parco \u00e8 possibile ammirare varie sezioni cos\u00ec suddivise: il tempio di Mercurio, Settore della Sosandra, Piccole terme, il Tempio di Diana, Villa dell\u2019Ambulatio, Settore di Venere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scavi archeologici di Cuma sono risalenti ai greci che hanno costruito intorno al 730 a.C. \u00e8 possibile visitare: l\u2019antro della Sibilla, il tempio di Apollo, il Tempio di Giove e la Crypta romana. Il Rione Terra non \u00e8 altro che un settore urbanistico costituito sotto una rocca di tufo che si affaccia sul golfo di Pozzuoli, dove \u00e8 possibile visitare degli edifici sotterranei di epoca romana sotto i palazzi settecenteschi fino a mostrare il Tempio di Augusto. La tomba di Agrippina \u00e8 sita a Bacoli di fronte al molo di Marina Grande costituita da resti di una costruzione di epoca imperiale nel quale si distingue la forma da un odeion in et\u00e0 augustea o Giulio- Claudio. Agrippina era la madre di Nerone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">I laghi dei Campi Flegrei\u00a0\u00a0\u00a0<\/span>\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\nSono quattro laghi noti in epoche antiche e legati da leggende. Li conosciamo come Lago Lucrino, lago Miseno, Lago Fusaro e Lago d\u2019Averno. Quest\u2019ultimo si form\u00f2 circa 4000 anni fa e gli fu dato questo nome dal greco Aornon (ovvero privo di uccelli), Averno \u00e8 a tutti gli effetti un cratere vulcanico spento che veniva considerato dagli antichi romani l\u2019ingresso agli inferi (come descritto anche dal poeta Virgilio). Questo lago \u00e8 caratterizzato da acque dolci, cupe e ferme con \u00a0emissioni di idrogeno di solforato dovuto all\u2019attivit\u00e0 delle fumarole. Esse, a contatto con il freddo secco, fannp condensare in superficie l\u2019idrogeno sprigionando l\u2019odore dello zolfo che per i pesci \u00e8 anossico. Questo lago raggiunge al centro una profondit\u00e0 di circa 34 metri e sulle sue sponde \u00e8 possibile ammirare una sala termale del tempio di Apollo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non molto lontano incontriamo\u00a0il lago di Lucrino, un bacino naturale che con il tempo si \u00e8 chiuso. Il suo nome deriva dal latino lucrum (lucro, guadagno) per via degli allevamenti di pesci e ostriche che aveva fatto installare il senatore romano Sergio Orata intorno al 90 a.C. A causa del bradisismo discendente, che distrusse gli impianti, furono realizzate opere di restauro da Giulio Cesare \u00a0facendo\u00a0 elevare l\u2019istmo che separava il lago dal mare (via Herculea), opere che furono magnificate da Virgilio. Poco lontano il lago Fusaro che si form\u00f2 con la chiusura del tratto di mare tra Torregaveta e Cuma; il suo nome \u00e8 dato dalla frazione a cui appartiene; nell&#8217;antichit\u00e0 veniva chiamato Acherusio e vi fu fatto costruire da Ferdinando IV di Borbone un casino di caccia e pesca realizzato dal celebre Vanvitelli. Attualmente la Casina Vanvitelliana \u00e8 legata alla terraferma da un ponte ma inizialmente si poteva raggiungere solo con le barchette a remi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche questo lago veniva utilizzato per la coltivazione di pesci e ostriche. Oggi vi si coltivano i mitili, chiamati localmente cozze; all\u2019interno della Casina \u00e8 possibile ammirare alcuni ritratti di personaggi illustri che hanno visitato questo posto. In questo periodo sono in atto opere di bonifica e ripristino di una delle tre foci che collega il lago al mare di Cuma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere questo rapido reportage dei Campi Flegrei, arriviamo al Lago Miseno che si trova nel comune di Bacoli, tra Monte di Procida e Capo Miseno. Il lago ha una profondit\u00e0 media tra i 2 e i 4 metri ed ha una barriera sabbiosa che lo divide dal mare. E&#8217; comunque collegato ad esso da due foci sulla baia di Miseno e l\u2019altra su Miliscola. Il suo nome si deve a Miseno, un trombettiere troiano che trov\u00f2 la morte annegando tra i flutti. Dopo la distruzione di Troia, Enea e pochi scampati al terribile massacro presero il mare e raggiunsero dopo lungo andare sulle coste campane. Nell&#8217;Eneide Virgilio ci racconta che Enea, in memoria del suo valoroso ma sfortunato compagno, decise di dargli degna sepoltura sul Capo di un promontorio che da allora prese il nome di Miseno. In epoca romana questa zona veniva usata per le riparazioni delle navi e veniva chiamato Portus Misenum. Con la speranza <span style=\"color: #000000;\">di avervi incuriosito per una visita in questi meravigliose localit\u00e0, ricche di storia e bellezze naturali, vi do appuntamento per un nuovo viaggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Immacolata Moccia<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Reporter e fotografa<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nimmagine in anteprima:\u00a0 la solfatara dei campi Flegrei &#8211; autore Donald Reiskoffer\u00a0 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Campi_Flegrei.JPG\">Campi Flegrei.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: REPORTAGE PERIODO: XXI SECOLO AREA: ITALIA parole chiave: Campi Flegrei . Il nome dei Campi Flegrei deriva dal greco \u201cfl\u00e8go\u201d , che significa ardo, brucio a causa della forte attivit\u00e0 vulcanica che caratterizza \u00a0questa vasta area che ancora contiene diversi crateri vulcanici dislocati su molte localit\u00e0 nella provincia di Napoli. Nel 2003 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2348,"featured_media":89232,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[],"class_list":["post-12798","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-reportage"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Reportage: I Campi Flegrei &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Reportage: I Campi Flegrei &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il nome dei Campi Flegrei deriva dal greco \u201cfl\u00e8go\u201d , che significa ardo, brucio a causa della forte attivita\u2019 vulcanica che caratterizza \u00a0questa vasta area che ancora contiene diversi crateri vulcanici dislocati su molte localit\u00e0 nella provincia di Napoli. Nel 2003 quest\u2019area \u00e8 stata istituita dalla Regione Campania, Parco regionale dei Campi Flegrei e viene\u2026\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-04-08T00:15:24+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-12-01T17:44:11+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1200px-Campi_Flegrei-e1757596601545.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"640\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"480\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Immacolata Moccia\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Immacolata Moccia\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"10 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798\"},\"author\":{\"name\":\"Immacolata Moccia\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/0849495d32cf7898c1a0da9fc7035279\"},\"headline\":\"Reportage: I Campi Flegrei\",\"datePublished\":\"2017-04-08T00:15:24+00:00\",\"dateModified\":\"2025-12-01T17:44:11+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798\"},\"wordCount\":1800,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1200px-Campi_Flegrei-e1757596601545.jpeg\",\"articleSection\":[\"Reportage\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798\",\"name\":\"Reportage: I Campi Flegrei &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1200px-Campi_Flegrei-e1757596601545.jpeg\",\"datePublished\":\"2017-04-08T00:15:24+00:00\",\"dateModified\":\"2025-12-01T17:44:11+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1200px-Campi_Flegrei-e1757596601545.jpeg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1200px-Campi_Flegrei-e1757596601545.jpeg\",\"width\":640,\"height\":480},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Reportage: I Campi Flegrei\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/0849495d32cf7898c1a0da9fc7035279\",\"name\":\"Immacolata Moccia\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcf57b8096da7fd68043c9721ddf1cfc1d5d291c785bbb5656fa3ac621625b18?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcf57b8096da7fd68043c9721ddf1cfc1d5d291c785bbb5656fa3ac621625b18?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcf57b8096da7fd68043c9721ddf1cfc1d5d291c785bbb5656fa3ac621625b18?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Immacolata Moccia\"},\"description\":\"ha conseguito la certificazione Open Water Instructor e si dedica con passione alla difesa e salvaguardia dell\u2019ambiente marino organizzando la pulizia dei fondali. Fotografa subacquea e reporter freelance scrive su diversi siti on line.\",\"sameAs\":[\"https:\/\/immacolatamoccia.com\/\"],\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/imma-moccia\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Reportage: I Campi Flegrei &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Reportage: I Campi Flegrei &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"Il nome dei Campi Flegrei deriva dal greco \u201cfl\u00e8go\u201d , che significa ardo, brucio a causa della forte attivita\u2019 vulcanica che caratterizza \u00a0questa vasta area che ancora contiene diversi crateri vulcanici dislocati su molte localit\u00e0 nella provincia di Napoli. Nel 2003 quest\u2019area \u00e8 stata istituita dalla Regione Campania, Parco regionale dei Campi Flegrei e viene\u2026","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2017-04-08T00:15:24+00:00","article_modified_time":"2025-12-01T17:44:11+00:00","og_image":[{"width":640,"height":480,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1200px-Campi_Flegrei-e1757596601545.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Immacolata Moccia","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Immacolata Moccia","Tempo di lettura stimato":"10 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798"},"author":{"name":"Immacolata Moccia","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/0849495d32cf7898c1a0da9fc7035279"},"headline":"Reportage: I Campi Flegrei","datePublished":"2017-04-08T00:15:24+00:00","dateModified":"2025-12-01T17:44:11+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798"},"wordCount":1800,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1200px-Campi_Flegrei-e1757596601545.jpeg","articleSection":["Reportage"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798","name":"Reportage: I Campi Flegrei &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1200px-Campi_Flegrei-e1757596601545.jpeg","datePublished":"2017-04-08T00:15:24+00:00","dateModified":"2025-12-01T17:44:11+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1200px-Campi_Flegrei-e1757596601545.jpeg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1200px-Campi_Flegrei-e1757596601545.jpeg","width":640,"height":480},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12798#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Reportage: I Campi Flegrei"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/0849495d32cf7898c1a0da9fc7035279","name":"Immacolata Moccia","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcf57b8096da7fd68043c9721ddf1cfc1d5d291c785bbb5656fa3ac621625b18?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcf57b8096da7fd68043c9721ddf1cfc1d5d291c785bbb5656fa3ac621625b18?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcf57b8096da7fd68043c9721ddf1cfc1d5d291c785bbb5656fa3ac621625b18?s=96&d=mm&r=g","caption":"Immacolata Moccia"},"description":"ha conseguito la certificazione Open Water Instructor e si dedica con passione alla difesa e salvaguardia dell\u2019ambiente marino organizzando la pulizia dei fondali. Fotografa subacquea e reporter freelance scrive su diversi siti on line.","sameAs":["https:\/\/immacolatamoccia.com\/"],"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/imma-moccia"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12798"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12798\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}