{"id":127622,"date":"2026-04-19T00:02:27","date_gmt":"2026-04-18T22:02:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=127622"},"modified":"2026-04-19T12:30:48","modified_gmt":"2026-04-19T10:30:48","slug":"riaprire-hormuz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/127622","title":{"rendered":"Riaprire Hormuz: un problema globale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: EDITORIALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MEDIORIENTE<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Hormuz, mine navali, contro misure mine<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buongiorno e buona domenica. L\u2019editoriale di oggi \u00e8 ancora legato al tira e molla nel Golfo, una situazione che se non fosse drammatica per le economie mondiali sarebbe grottesca. \u00a0Parliamo delle famose mine iraniane, posate in un numero limitato (le fonti parlano di una decina) in un\u2019area molto vasta racchiusa in una \u201cmine danger area\u201d dichiarata dall\u2019IRGC. In un mondo di diritto, e non lo siamo pi\u00f9, l&#8217;Iran non potrebbe legalmente chiudere Hormuz in quanto lo Stretto ha status di corridoio internazionale, con &#8220;diritto di transito&#8221; documentato nel diritto internazionale del mare (UNCLOS). Il minamento offensivo di acque internazionali \u2014 che \u00e8 l&#8217;azione che l&#8217;Iran ha dichiarato di aver compiuto \u2014 \u00e8 quindi un atto contrario al diritto internazionale del mare, non rientrante nelle procedure legali di autodifesa. Per capirci bene, per il diritto internazionale, l&#8217;Iran ha il diritto di posare campi difensivi, protettivi e offensivi nelle sue acque ma non in questo corridoio protetto dal diritto internazionale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-127626\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Strait_of_Hormuz-svg-en.svg_-1.png\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1527\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Strait_of_Hormuz-svg-en.svg_-1.png 1920w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Strait_of_Hormuz-svg-en.svg_-1-300x239.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Strait_of_Hormuz-svg-en.svg_-1-1024x814.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Strait_of_Hormuz-svg-en.svg_-1-768x611.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Strait_of_Hormuz-svg-en.svg_-1-1536x1222.png 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Strait_of_Hormuz-svg-en.svg_-1-1200x954.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000; font-size: 20px;\"><strong>Vediamo di cosa stiamo parlando<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fonti intelligence statunitensi hanno rilevato che l&#8217;Iran sta adottando misure per posare mine navali lungo le rotte marittime dello Stretto di Hormuz, una via obbligata naturale che ha una larghezza minima di circa 38 chilometri, con due corridoi di separazione del traffico di circa 3 chilometri separati da una zona di separazione. La costa settentrionale \u00e8 composta dall\u2019Iran mentre a sud dalla costa omanita. Fattore importante per una valutazione del problema \u00e8 la batimetria con profondit\u00e0 variabili tra i 10 ed i 60 metri nella zona critica di traffico, ottimali per la posa di mine di fondo e ormeggiate. Parlare del tipo di mine non \u00e8 per\u00f2 cos\u00ec significativo in quanto il problema non \u00e8 la letalit\u00e0 delle armi posate ma la capacit\u00e0 effettiva a bonificare questi ordigni. Le dichiarazioni mediatiche e lo stato di guerra in corso hanno di fatto causato il blocco del flusso marittimo di oltre 1.200 navi nel Golfo, mettendo a rischio il transito di circa il 27% del petrolio mondiale e del 20% del gas naturale liquefatto. Secondo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Direttore Esecutivo dell&#8217;IEA, Fatih Birol<\/span><\/strong>, si tratterebbe della &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">pi\u00f9 grande interruzione dell&#8217;offerta nella storia del mercato petrolifero globale<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, stimabile in circa undici milioni di barili di petrolio e 140 miliardi di metri cubi di gas al giorno. Ma non solo: va compreso che questo blocco va ben oltre i prodotti petroliferi. Circa un terzo del commercio globale di <strong><span style=\"color: #008000;\">fertilizzanti azotati<\/span><\/strong> passa attraverso lo stretto ed il blocco ha gi\u00e0 causato aumenti del 30\u201340%, minacciando la sicurezza alimentare per molti paesi del mondo. Inoltre, sono di fatto bloccate le esportazioni di elio dal Qatar influiscono sulle catene di approvvigionamento dei semiconduttori che lo utilizzano per la produzione dei chip. Ed ancora <strong><span style=\"color: #008000;\">metanolo<\/span><\/strong> (un terzo del commercio globale passa attraverso lo stretto) la cui mancanza presto colpir\u00e0 l\u2019industria chimica per la produzione di materie plastiche, ed <strong><span style=\"color: #008000;\">alluminio, zolfo, grafite<\/span> <\/strong>con effetti a cascata per l\u2019industria di transizione all&#8217;energia verde. Danni che subiremo per molto tempo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-127629\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-area-homuz-declared-but-non-confirmed.jpeg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-area-homuz-declared-but-non-confirmed.jpeg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-area-homuz-declared-but-non-confirmed-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-area-homuz-declared-but-non-confirmed-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-area-homuz-declared-but-non-confirmed-768x432.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In campo internazionale si stanno discutendo possibili opzioni per la bonifica delle presunte mine iraniane posate, secondo l&#8217;IRGC,\u00a0 in un&#8217;area molto vasta dello stretto. L\u2019area di pericolo dichiarata dall\u2019Iran (emessa dagli iraniani come <strong><span style=\"color: #008000;\">hazardous area restricted for all traffic<\/span><\/strong>) \u00e8 molto grande e qualsiasi futura attivit\u00e0 di bonifica in quell&#8217;area richieder\u00e0 molto tempo per le operazioni di ricerca, identificazione e neutralizzazione delle presunte mine navali. Di positivo \u00e8 che questa situazione non \u00e8 nuova e la abbiamo gi\u00e0 vissuta pi\u00f9 volte: cacciamine italiani, francesi, spagnoli e inglesi hanno operato pi\u00f9 volte nel Golfo Persico e dintorni con successo &#8230; ma sempre a guerra finita. <strong><span style=\"color: #008000;\">Essendo la situazione politico-militare molto fluida, da un punto di vista analitico si possono fare tre ipotesi:<\/span><\/strong><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 98.044%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 13.8299%;\"><strong style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">\u00a0ipotesi A<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 102.268%; text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">la dichiarazione di posa di ordigni da parte dell\u2019IRGC non \u00e8 di fatto una dichiarazione formale e non ci sono evidenze della reale effettuazione di operazioni di minamento nello stretto di Hormuz (esistono regole previste dal Diritto internazionale che la prevedono). Per quanto sopra la presenza \u00e8 solo ipotetica e il suo impatto sulla sicurezza della navigazione \u00e8 solo psicologico.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 13.8299%;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u00a0ipotesi B<\/strong><\/span><\/td>\n<td style=\"width: 102.268%; text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">l\u2019IRGC, che \u00e8 sicuramente in possesso di un ampio arsenale di mine navali, potrebbe aver posato degli ordigni mine (in un numero limitato) in prossimit\u00e0 dei canali di transito internazionali con lo scopo, esclusivamente politico, di forzare la mano in una situazione che nella sua gravit\u00e0 sta diventando sempre pi\u00f9 grottesca \u2026 considerando la dimensione dell&#8217;area di pericolo (ad occhio circa 500 miglia quadrate) e la sua vicinanza alle basi dei pasdaran, le operazioni di contro misure mine potrebbero essere effettuale solo in assenza di minaccia esterna. In pratica solo in caso di tregua concordata o pace. Per effettuare una simile operazione sarebbero necessari un minimo di diciotto cacciamine (suddivisi in tre squadriglie di sei), considerando una squadriglia sempre on task. Un tale dispositivo,\u00a0 in caso di non ripascimento con altre mine,\u00a0 necessiterebbe circa un mese di lavoro per una bonifica al 98% dell\u2019area.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 13.8299%;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0ipotesi C<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 102.268%; text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">L\u2019IRGC ha posato un numero di mine limitato per prendere tempo ma questo non esclude da parte iraniana un successivo e continuo ripascimento di ordigni nel tempo \u2026 in questo caso ogni operazione sarebbe una roulette russa. Un&#8217;area bonificata potrebbe essere minata nuovamente. Qualora si ipotizzasse questa possibilit\u00e0 non ci sarebbe una soluzione immediata: ogni azione sarebbe inutile. Ciononostante il tempo di preparazione potrebbe essere impiegato per fare mente locale su possibili exit strategy in attesa di iniziare le operazione di bonifica. Va considerato che un minamento successivo moltiplicherebbe i tempi di operazione in zona con un fattore K non calcolabile (ma molto elevato), chiudendo l\u2019area per molto tempo. Di contro questa ipotesi non converrebbe nemmeno all\u2019Iran.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto sopra, nel caso dell\u2019ipotesi A, attendere \u00e8 la soluzione migliore, impiegando il tempo disponibile per pianificare l\u2019operazione. Va compreso che, nel caso, il numero di assetti aggiuntivi MCM che potrebbero intervenire nell\u2019area sono per lo pi\u00f9 europei e il loro trasferimento va conteggiato nella capacit\u00e0 di reazione. Queste unit\u00e0 dovrebbero essere scortate da unit\u00e0 maggiori per la loro protezione e supportate da navi di supporto avanzato dislocate nell\u2019area per le necessit\u00e0 di manutenzione e gestione dei sistemi. Anche in questo caso un Dej\u00e0 Vue: per gli italiani, lo abbiamo fatto nel Golfo Persico pi\u00f9 volte ma anche in mar Adriatico dove operarono per 60 giorni 24 cacciamine italiani e della NATO supportati da una robusta organizzazione a terra ed in mare per restituire la libert\u00e0 di pesca a tanti lavoratori del mare. Una oculata pianificazione a priori ci avvantaggerebbe anche nell\u2019ipotesi B \u2026 sempre che siano assicurate le condizioni per operare in sicurezza nell\u2019area \u2026 ovvero non ci siano possibilit\u00e0 offensive contro le unit\u00e0 di contro misure mine da parte dei pasdaran. Nell&#8217;ipotesi C il rischio per il traffico sarebbe elevatissimo e non sarebbe mai accettato da nessuna compagnia di navigazione. Perdurando il conflitto, la soluzione migliore attuale \u00e8 di non prendere decisioni affrettate e prepararsi con cura per una futura operazione, anche perch\u00e9, prima o poi, dovremo occuparcene. La proposta di accordarci a livello europeo per inviare un gruppo di cacciamine a difesa dei nostri interessi \u00e8 quindi sicuramente opportuna come ritengo sia opportuno deciderlo per tempo, considerando che un dispositivo navale specialistico di questo tipo di unit\u00e0 necessita un lungo periodo di preparazione che non \u00e8 solo operativo (le forze sono gi\u00e0 addestrate per questi compiti) ma anche tecnico e logistico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-126295\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/guido05148_29273_chinese_dragon_looking_at_the_coastline_of_t_982154b5-3a7c-4f69-bb7a-70b7e141b259_1-e1773589373374.png\" alt=\"\" width=\"1076\" height=\"926\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/guido05148_29273_chinese_dragon_looking_at_the_coastline_of_t_982154b5-3a7c-4f69-bb7a-70b7e141b259_1-e1773589373374.png 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/guido05148_29273_chinese_dragon_looking_at_the_coastline_of_t_982154b5-3a7c-4f69-bb7a-70b7e141b259_1-e1773589373374-300x258.png 300w\" sizes=\"(max-width: 1076px) 100vw, 1076px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare inoltre evidente che, in una situazione post conflitto, un\u2019operazione di bonifica di quelle dimensioni non potrebbe essere condotta con le due sole unit\u00e0 MCM statunitensi in quanto comporterebbe tempi lunghissimi, non accettabili per il traffico mercantile che attende con ansia una soluzione; l&#8217;ipotesi pi\u00f9 fattibile sarebbe un&#8217;operazione congiunta di una coalizione internazionale, sotto egida ONU, che permetterebbe una maggiore accettazione politica, e potrebbe prevedere la disponibilit\u00e0 anche di alcune marine orientali particolarmente interessate a riaprire la navigazione. Questa soluzione potrebbe per\u00f2 essere fermata dalla Russia che, essendo membro permanente del Consiglio di sicurezza, \u00e8 al momento forse l&#8217;unico Paese che da questa situazione pu\u00f2 solo guadagnarci. Purtroppo, a causa degli eventi delle ultime ore, esiste il rischio di un ulteriore minamento da parte degli iraniani che potrebbe aggravare ancora di pi\u00f9 la situazione. Un\u2019ipotesi drammatica che, come ho gi\u00e0 scritto, non pu\u00f2 durare in quanto non sarebbe di vantaggio per nessuno, colpendo gli interessi\u00a0 anche di Paesi alleati dell\u2019Iran, come la Cina che, per il momento, osserva ma potrebbe essere costretta a togliere il suo supporto diplomatico e, probabilmente, economico. Sun Tzu insegna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-127627\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-ad-hormuz-3-LCS.png\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-ad-hormuz-3-LCS.png 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-ad-hormuz-3-LCS-300x200.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-ad-hormuz-3-LCS-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mine-ad-hormuz-3-LCS-768x512.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, la chiusura prolungata di Hormuz comporterebbe uno scenario energetico globale di dimensioni drammatiche, paragonabili o superiori al 1973 quando in occasione della guerra del Kippur i costi petroliferi esplosero a causa della stretta delle esportazioni di greggio decisa dai paesi arabi. Va considerato che il danno non sarebbe solo energetico ma economico: ogni giorno di blocco costa all&#8217;economia globale decine di miliardi di dollari in costi diretti e indiretti e questo far\u00e0 del male soprattutto alle maggiori economie importatrici di petrolio (Cina, India, Pakistan, Sud-Est asiatico) che non hanno riserve strategiche paragonabili a quelle statunitensi ed europee. Una guerra prolungata far\u00e0 del male anche all\u2019Iran, sempre pi\u00f9 combattuto tra un regime militare non intenzionato a cedere (soprattutto per il maggior potere acquisito dopo la decapitazione dei leader religiosi) ed il popolo che continua a subire privazioni e violenze. Come disse Dante \u2026 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Io era tra color che son sospesi <span style=\"color: #000000;\">&#8230; <\/span><\/span><\/em><\/strong><span style=\"color: #000000;\">ma ci torneremo.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: EDITORIALE PERIODO: XXI SECOLO AREA: MEDIORIENTE parole chiave: Hormuz, mine navali, contro misure mine \u00a0 Buongiorno e buona domenica. 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