{"id":127420,"date":"2026-04-21T00:02:00","date_gmt":"2026-04-20T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=127420"},"modified":"2026-04-23T21:55:13","modified_gmt":"2026-04-23T19:55:13","slug":"dalla-guerra-non-convenzionale-ed-asimmetrica-alla-guerra-ibrida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/127420","title":{"rendered":"Dalla guerra non convenzionale ed asimmetrica alla guerra ibrida di Marco Bandioli e Francesco Caldari &#8211; Parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: white;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: green;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green;\">AREA: MILITARE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Tipologie belliche, guerra asimmetrica, guerra asimmetrica, guerra ibrida<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella pianificazione di un&#8217;operazione militare uno degli elementi fondamentali di partenza \u00e8 il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">tipo di minaccia<\/span><\/strong>\u201d da cui dovremo difenderci; esso \u00e8 intimamente legato agli scenari politico-militari in gioco che sono a loro volta caratterizzati dai \u201crapporti di forza\u201d tra le parti. In questo contesto il rapporto tra potenzialit\u00e0 del nemico e la capacit\u00e0 propria di fatto caratterizza le diverse tipologie di conflitto. Essendo la tassonomia complessa e diversificata, in prima\u00a0 analisi, potremmo parlare di:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra convenzionale<\/span><\/strong>, basata su concetti dottrinali tradizionali e gli scontri avvengono usando armi cosiddette &#8220;convenzionali&#8221;, un termine che vedremo diventa sempre pi\u00f9 complesso da definire. Ad esempio, durante il periodo storico della \u201cGuerra Fredda\u201d (1947-1991), il termine \u201cconvenzionale\u201d era principalmente usato per fare una netta distinzione tra armamento convenzionale e quello nucleare e quindi il termine di \u201cguerra convenzionale\u201d era messo sempre in contrapposizione con quello di \u201cguerra nucleare\u201d;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra non convenzionale<\/span><\/strong>, si basa invece su concetti dottrinali inediti ed innovativi dal punto di vista strategico\/operativo\/tattico che possono esulare anche dall\u2019uso esclusivo di forze armate regolari e delle armi convenzionali. Questa tipologia di guerra impiega dottrine di combattimento particolari, non convenzionali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra simmetrica<\/span><\/strong>, \u00e8 un tipo di conflitto in cui le forze coinvolte (uomini e mezzi) hanno una consistenza paragonabile ed\u00a0 operano in un teatro conflittuale ordinario usando sistemi ed armi prevalentemente convenzionali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra asimmetrica<\/span><\/strong> vede contrapposte forze con potenzialit\u00e0 molto diverse, dove la forza preponderante deve difendersi da attacchi non convenzionali da parte di quella pi\u00f9 debole, non in grado di operare in un teatro ordinario e quindi disposta ad operare anche con metodologie innovative e obiettivi che possono esulare da quelli comunemente individuati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, nel corso dell&#8217;ultimo secolo,<strong><span style=\"color: #008000;\"> la guerra asimmetrica ha subito una trasformazione radicale, evolvendosi da azioni a livello tattico intese ad ottenere una superiorit\u00e0 in determinati momenti del conflitto ad una<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">dottrina globale basata sull\u2019utilizzo di tecnologie innovative sia da un punto di vista tecnologico che dottrinale<\/span><\/strong>. La disparit\u00e0 tra belligeranti, definita un tempo dalla differenza effettiva in termini di mezzi, e l&#8217;uso di mezzi in maniera non convenzionale, di fatto richiede oggi soluzioni strategiche e tattiche diverse basate sulla adattabilit\u00e0 al mutare delle situazioni, al fine di assicurare una risposta effettiva ed efficace agli insulti del nemico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-127586\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/guerra-ibrida-e-asimmetrica-AI.jpg\" alt=\"\" width=\"1065\" height=\"710\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/guerra-ibrida-e-asimmetrica-AI.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/guerra-ibrida-e-asimmetrica-AI-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/guerra-ibrida-e-asimmetrica-AI-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/guerra-ibrida-e-asimmetrica-AI-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1065px) 100vw, 1065px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Asimmetria bellica: un concetto antico ma straordinariamente moderno<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa asimmetria in campo militare non \u00e8 un fenomeno nuovo, ma una costante storica. Gi\u00e0 nel VI secolo a.C., gli Sciti tennero in scacco il potente esercito persiano di Dario I attraverso una ritirata strategica e attacchi mobili improvvisi, dimostrando che fattori come mobilit\u00e0 e conoscenza del terreno potevano annullare la superiorit\u00e0 numerica dell\u2019avversario. L&#8217;impiego asimmetrico era tipico dei popoli antichi nelle operazioni di agguato in cui l&#8217;utilizzo delle foreste era un valore aggiunto per coloro che si dovevano difendere in quanto, oltre ad essere padroni del territorio, potevano muoversi pi\u00f9 agilmente costringendo in stallo eserciti ben pi\u00f9 possenti.\u00a0 Nella Prima Guerra Mondiale l\u2019asimmetria bellica era rappresentata da particolari reparti d\u2019assalto chiamati \u201cArditi\u201d, impiegati per superare l\u2019immobilismo della \u201cguerra di trincea\u201d che si coprirono di gloria (voglio ricordare i diavoli rossi della Brigata Sassari) e dai primi assaltatori della Regia Marina (la torpedine semovente di Rossetti e Paolucci detta mignatta, precursore dei mezzi della Seconda Guerra Mondiale).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-38085\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/claudus-maiali.jpg\" alt=\"\" width=\"1073\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/claudus-maiali.jpg 750w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/claudus-maiali-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1073px) 100vw, 1073px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per completezza, nel secolo scorso in campo navale, vennero usate asimmetricamente torpedini\/mine navali, degli ordigni di basso costo che di fatto resero l&#8221;impiego delle grandi corazzate troppo rischioso; posate in barriere di centinaia di chilometri di fatto costrinsero le grandi marine dell&#8217;epoca a stare rintanate nei loro porti, obbligandole a lunghe e pericolose operazioni di bonifica delle acque di loro interesse economico-politico. Sebbene il loro impiego fosse stato regolamentato da convenzioni internazionali, assunse in molti casi un\u2019incidenza asimmetrica tale da immobilizzare le forze navali in tutti gli oceani, giocando su tre fattori: incertezza, basso costo e saturazione. Nell&#8217;ultimo conflitto l&#8217;asimmetria assunse un livello superiore in cui uomini particolarmente addestrati furono in grado di colpire bersagli altamente paganti facendosi beffa della loro capacit\u00e0 bellica; uno degli esempi pi\u00f9 emblematici di come la fantasia, l\u2019estro ma anche l&#8217;innovazione tecnica e tecnologica possano essere utilizzati per creare una \u201cdimensione di asimmetria tecnologica\u201d in grado di ribaltare equilibri di forza apparentemente schiaccianti fu l&#8217;impiego innovativo, durante la Seconda Guerra Mondiale, dei \u201cSiluri a Lenta Corsa\u201d (SLC \u2013 noti con il nome informale di \u201cmaiali\u201d), ovvero mezzi d\u2019assalto subacquei ideati per trasportare due operatori ed una potente carica esplosiva fin sotto le navi nemiche al fine di immobilizzarle. Questo impiego asimmetrico fu ideato dalla Regia Marina italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, conscia delle gravi carenze tecnologiche (tra cui la mancanza di sistemi radar e di navi portaerei) che fornivano al suo avversario maggiore, la Royal Navy britannica, una superiorit\u00e0 tattica costante. Per riequilibrare questo svantaggio, la Regia Marina punt\u00f2 quindi sullo sviluppo di mezzi d&#8217;assalto e di nuove tecnologie subacquee che furono poi mutuate dalle altre marine al termine della guerra.\u00a0 Ricordiamo l\u2019azione incursionistica nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941, quando operatori gamma italiani riuscirono a colpire le corazzate britanniche \u201cValiant\u201d e \u201cQueen Elizabeth\u201d nel porto di Alessandria d&#8217;Egitto; cosa che spinse Winston Churchill ad ammettere che sei soli uomini, equipaggiati con mezzi economici, avevano fatto vacillare l&#8217;equilibrio militare nel Mediterraneo a favore dell&#8217;Asse con una azione portata a termine con &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">straordinario coraggio e genialit\u00e0<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Un esempio similare, anche se con risultati effettivi trascurabili,\u00a0 fu l\u2019impiego da parte della marina nipponica di mezzi\u00a0 \u201cKaiten\u201d, in pratica siluri modificati che venivano guidati da operatori suicidi (una versione \u201cnavale\u201d dei piloti Kamikaze) contro i loro obiettivi. Fatta questa doverosa premessa storica,\u00a0 vogliamo sottolineare come acume tattico, coraggio e uso intelligente di tecnologie economiche ed innovative possono essere vincenti contro la superiorit\u00e0 tecnologica e operativa di un avversario convenzionale, causando l&#8217;erosione con attacchi mirati dei suoi \u201ccentri di gravit\u00e0\u201d (punti focali dai quali si sviluppa la potenza del nemico in termini di capacit\u00e0 difensive ed offensive).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Significativa fu la pubblicazione del saggio <span style=\"color: #008000;\"><strong><em class=\"MuiTypography-root MuiTypography-italic css-uehu9e\">Guerra senza limiti: L\u2019arte della guerra asimmetrica fra terrorismo e globalizzazione <\/em><\/strong><\/span>pubblicato nel 1999 da Qiao Liang e Wang Xiangsui, colonnelli superiori dell\u2019aeronautica militare cinese che, analizzando i conflitti degli anni Novanta raffrontati con l&#8217;evoluzione tecnologica e la globalizzazione del commercio e dei capitali, indicavano nella guerra del Golfo del 1991 un&#8217;evoluzione della natura e della funzione della guerra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-127581\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/UA_fiber-optic_FPV_drone_01.webp.png\" alt=\"\" width=\"1067\" height=\"665\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/UA_fiber-optic_FPV_drone_01.webp.png 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/UA_fiber-optic_FPV_drone_01.webp-300x187.png 300w\" sizes=\"(max-width: 1067px) 100vw, 1067px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> Drone FPV ucraino con canale di comunicazione in fibra ottica, 1 febbraio 2025 &#8211; Fonte<\/span> <a href=\"https:\/\/armyinform.com.ua\/2025\/02\/01\/na-shho-zdatni-bpla-na-optovolokni-reportazh-armiyainform-z-testuvannya-droniv\">https:\/\/armyinform.com.ua\/2025\/02\/01\/na-shho-zdatni-bpla-na-optovolokni-reportazh-armiyainform-z-testuvannya-droniv<\/a> &#8211; <span style=\"color: #008000;\"> Autore \u0410\u0440\u043c\u0456\u044f\u0406\u043d\u0444\u043e\u0440\u043c <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:UA_fiber-optic_FPV_drone_01.webp\">UA drone FPV in fibra ottica 01.webp &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo questi ultimi decenni sono stati rivoluzionali al punt da essere definiti &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">a revolution in the military affairs<\/span><\/strong>&#8220;. Venendo ai giorni nostri, nel conflitto russo-ucraino, si \u00e8 vista una rapida evoluzione nell&#8217;impiego asimmetrico dei droni ucraini. Ricordiamo solo i <strong><span style=\"color: #008000;\">Bullet\/Kulya<\/span><\/strong> (<span style=\"font-size: 16px;\">droni intercettore stampati in 3D in grado di di abbattere droni nemici che hanno costi bassissimi, <\/span>inferiori ai 2.000 dollari) impiegati in risposta ai droni <strong><span style=\"color: #008000;\">Shahed-136<\/span><\/strong> della Federazione russa (dal costo tra i 20.000 e i 50.000 dollari). In particolare, a seguito di una iniziale e insensata \u201ceconomia di guerra\u201d, in cui venivano impiegati costosissimi missili contro questi droni molto pi\u00f9 economici, l\u2019Ucraina svilupp\u00f2 sistemi di difesa aerea a buon mercato (come il drone <strong><span style=\"color: #008000;\">Sting\/Zhalo<\/span><\/strong>, sviluppato dall\u2019organizzazione non-profit <strong><span style=\"color: #008000;\">Wild Hornets<\/span><\/strong>), evitando cos\u00ec di esaurire le difese missilistiche meglio impiegabili per intercettare bersagli di maggior valore come i missili balistici o da crociera. Analoga scelta \u00e8 avvenuta in campo navale. Si pensi all\u2019impiego iniziale, da parte delle navi occidentali, dislocate in mar Rosso, di missili anti missili sofisticati &#8211; dal costo di milioni di dollari &#8211; per abbattere dei droni aerei di costruzione iraniana impiegati dagli Houthi. La realizzazione della disparit\u00e0 dei costi port\u00f2 a perfezionare le tattiche di intercetto ed applicare con successo le artiglierie di diverso calibro disponibili a bordo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_103167\" aria-describedby=\"caption-attachment-103167\" style=\"width: 1075px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-103167\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/DRONI-ARTOSTIC-IMPRESSION-An_artists_impression_of_Shahed-136_drones_swarming_an_airport.jpg\" alt=\"\" width=\"1075\" height=\"665\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/DRONI-ARTOSTIC-IMPRESSION-An_artists_impression_of_Shahed-136_drones_swarming_an_airport.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/DRONI-ARTOSTIC-IMPRESSION-An_artists_impression_of_Shahed-136_drones_swarming_an_airport-300x186.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1075px) 100vw, 1075px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-103167\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine generata AI di attacco perpetuato con droni Shahed su un aeroporto<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa rappresenta la Guerra asimmetrica nel XXI secolo?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl Professor Andrew J.R. Mack, in un suo famoso <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/259380603_Why_Big_Nations_Lose_Small_Wars_The_Politics_of_Asymmetric_Conflict\">scritto<\/a>, analizz\u00f2 <span style=\"font-size: 16px;\">la politica del conflitto asimmetrico (1975) e<\/span>videnziando come le grandi nazioni possono perdere con quelle minori in quanto queste ultime possono sfruttare meglio le vulnerabilit\u00e0 del nemico che, pur possedendo tecnologie pi\u00f9 avanzate, \u00e8 spesso limitato da vincoli politici, normativi, morali e logistici. In particolare &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Senza un interesse diretto di sopravvivenza in gioco, combattere la guerra non ha automaticamente priorit\u00e0 rispetto alla ricerca di altri obiettivi sociali, politici ed economici. Portare avanti la guerra consuma risorse \u2014 economiche, umane e politiche \u2014 che quindi non sono disponibili per il perseguimento di questi altri obiettivi. In assenza di una vittoria rapida, ci\u00f2 crea il potenziale per quelle divisioni politiche che storicamente hanno spostato l&#8217;equilibrio delle forze nella metropoli a favore del ritiro. Per gli insorti, il fatto di invasione e occupazione genera coesione, minimizza i vincoli sulla mobilitazione e massimizza la disponibilit\u00e0 a sostenere i costi.<\/span> <\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fiducia nella tecnologia, considerata un moltiplicatore di forza, pu\u00f2 quindi diventare un fattore di debolezza quando la complessit\u00e0 delle forze di fatto rende fragile il processo decisionale rendendo l\u2019insieme vulnerabile ad attacchi puntiformi e devastanti. Questo tipo di \u201ccreativit\u00e0\u201d in campo bellico evidenzi\u00f2 l\u2019inconsistenza del dogma Keynesiano della \u201cspesa illimitata\u201d in quanto un attacco condotto con materiali dal &#8220;costo irrisorio&#8221; era in grado di infliggere danni considerevoli al nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo successo dimostra come la parte pi\u00f9 &#8220;debole&#8221; possa trasformare la sua inferiorit\u00e0 in un punto di forza, colpendo l&#8217;avversario dove e quando non se lo aspetta. Il successo di questi sistemi dipende dalla capacit\u00e0 di agire in modo non convenzionale e con una modalit\u00e0 del tutto inattesa dal nemico, un principio che venne poi studiato ed imitato dalle forze speciali di tutto il mondo (un caso che pu\u00f2 essere sicuramente definito come un \u201ccase study\u201d di successo asimmetrico. In ogni caso si ritiene che acume tattico, coraggio e uso intelligente di tecnologie economiche ed innovative possono ancora neutralizzare la superiorit\u00e0 tecnologica e operativa di un avversario convenzionale, attraverso attacchi mirati ai suoi \u201ccentri di gravit\u00e0\u201d (punti focali dai quali si sviluppa la potenza del nemico in termini di capacit\u00e0, sia difensive che offensive).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo impiego diverso delle risorse umane, in cui gli Italiani furono degli apripista, si aggiunse alla fine del XX secolo l&#8217;introduzione della <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra psicologica e della propaganda<\/span><\/strong>, dove il &#8220;vincitore&#8221; non era colui che conquistava il terreno, ma bens\u00ec colui che riusciva a erodere la volont\u00e0 di combattere dell&#8217;avversario (\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">a spezzare la volont\u00e0 di combattere<\/span><\/em><\/strong>\u201d) saturando di informazioni non veritiere la pubblica opinione. In questo campo maestri furono i Sovietici che svilupparono la disinformatia come arma di penetrazione psicologica. Come osserv\u00f2 <strong><span style=\"color: #008000;\">Henry Kissinger<\/span><\/strong>, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">in un contesto di guerriglia l&#8217;esercito regolare perde se non vince in modo decisivo, mentre il guerrigliero vince se semplicemente evita la sconfitta<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Questa distinzione rifletteva la sua visione della natura asimmetrica dei conflitti moderni, in cui la definizione di &#8220;vittoria&#8221; poteva essere diversa tra le parti coinvolte. Il processo si disinformazione, indipendentemente dal mezzo impiegato, utilizza due fasi: la disseminazione iniziale dell&#8217;informazione (falsa) e l&#8217;elaborazione della stessa (echoing). Questo fa si che un&#8217;informazione falsa, buttata sulla rete, viene poi elaborata dai media creando una falsa verit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-127582\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Disinformation_and_echo_chambers.jpg\" alt=\"\" width=\"1065\" height=\"659\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Disinformation_and_echo_chambers.jpg 1050w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Disinformation_and_echo_chambers-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Disinformation_and_echo_chambers-1024x634.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Disinformation_and_echo_chambers-768x475.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1065px) 100vw, 1065px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il quadro illustra la diffusione della disinformazione sui social media. La prima fase \u00e8 il &#8220;seeding&#8221;, in cui gli attori inseriscono strategicamente inganni fuorvianti mascherando o offuscando affermazioni come legittime. La seconda fase, &#8220;echoing&#8221;, rappresenta come la disinformazione circola nelle camere dell&#8217;eco attraverso contraddizioni contro gli avversari nelle guerre culturali. I partecipanti utilizzano falsit\u00e0, verit\u00e0 selettive, credenze, giudizi di valore e tutte le controversie disponibili per sfruttare la propria identit\u00e0 in opposizione ai loro avversari, 16 maggio 2022 &#8211; Fonte Lavoro proprio; <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"doi:10.1177\/07439156221103852\">doi:10.1177\/07439156221103852<\/a> <\/span>&#8211; Autore Diaz Ruiz, C. e Nilsson, T.; MexFin <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Disinformation_and_echo_chambers.jpg\">Disinformazione ed eco chambers.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel XXI secolo il concetto di impiego dell\u2019asimmetria dei materiali in campo bellico si \u00e8 ulteriormente sviluppato e consolidato. Caso emblematico l&#8217;Iran che,\u00a0 soggetto a decenni di sanzioni che ne hanno limitato la possibilit\u00e0 di acquisire sistemi bellici avanzati, ha investito massicciamente nello sviluppo di droni aerei, Unmanned Aerial Vehicle &#8211; UAV. Questa scelta strategica ha permesso a Teheran di diventare una &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">potenza aerea asimmetrica<\/span><\/strong>&#8220;, capace di sfidare attori globali ad una frazione del costo. In particolare, il programma iraniano \u00e8 passato da droni progettati unicamente per la sorveglianza tattica alla produzione di droni armati per il combattimento a lungo raggio (<strong><span style=\"color: #008000;\">Unmanned Combat Aerial Vehicle \u2013 UCAV<\/span><\/strong>) sino ad arrivare alle munizioni circuitanti (<strong><span style=\"color: #008000;\">Loitering Munition<\/span><\/strong> \u2013 <strong><span style=\"color: #008000;\">LM<\/span><\/strong> \u2013 impropriamente chiamati droni kamikaze). L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">UCAV Qods Mohajer-10<\/span><\/strong>, svelato nel 2023, rappresenta l&#8217;apice di questa evoluzione, con delle capacit\u00e0 che emulano il <strong><span style=\"color: #008000;\">Reaper MQ-9<\/span><\/strong> americano in termini di autonomia e carico bellico, ma con una filosofia costruttiva basata su componenti commerciali facilmente reperibili e ad un costo inferiore. Va compreso che l&#8217;ultima dottrina non \u00e8 tanto sul mezzo singolo, che pu\u00f2 essere intercettato e distrutto, ma sulla saturazione delle difese altrui, ovvero un numero alto di mezzi attaccanti di cui una minima parte non potr\u00e0 essere contrastato, portando cos\u00ec a termine la sua missione offensiva.\u00a0 Va sottolineato che l&#8217;Iran \u00e8 nel tempo diventato un &#8220;patrono militare&#8221; globale, esportando tecnologia a basso costo e stabilendo linee di produzione bellica in altri paesi come la Russia e il Tagikistan. Questo fenomeno ha portato a quella che \u00e8 stata definita &#8220;democratizzazione della letalit\u00e0&#8221;, dove \u201cattori non statali\u201d come Hamas, Hezbollah e Houthi hanno potuto condurre attacchi di precisione a chilometri di distanza, annullando la protezione offerta dalle difese convenzionali. Tra di essi lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Shahed-136<\/span><\/strong>\u00a0incarna perfettamente la filosofia della guerra asimmetrica moderna, cambiando di fatto i rapporti di forza. La sua particolare caratteristica risiede nelle componenti di facile reperibilit\u00e0, nella possibilit\u00e0 di rapida costruzione su vasta scala e nel costo di produzione considerato \u201cirrisorio\u201d, stimato tra i $20.000 e i $50.000, cosa che ne ha permesso una \u201cproduzione di massa\u201d in tempi relativamente ridotti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-127583\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/UA_military_FPV_drones_06-LOITERING-MUNITIONS.jpg\" alt=\"\" width=\"1072\" height=\"804\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/UA_military_FPV_drones_06-LOITERING-MUNITIONS.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/UA_military_FPV_drones_06-LOITERING-MUNITIONS-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1072px) 100vw, 1072px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Loitering munition ucraine realizzate con droni FPV, 21 settembre 2023 &#8211; Fonte <a href=\"https:\/\/armyinform.com.ua\/2023\/09\/21\/yak-piloty-droniv-kamikadze-vidpravlyayut-garyachi-podarunky-okupantam\">https:\/\/armyinform.com.ua\/2023\/09\/21\/yak-piloty-droniv-kamikadze-vidpravlyayut-garyachi-podarunky-okupantam<\/a> &#8211; \u00a0Autore \u0410\u0440\u043c\u0456\u044fInforma <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:UA_military_FPV_drones_06.jpg\">UA droni FPV militari 06.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In relazione al concetto della \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">s<\/span><\/em><em><span style=\"color: #008000;\">aturazione delle difese nemiche tramite l\u2019impiego contemporaneo del maggior numero di vettori d\u2019attacco<\/span><\/em><\/strong>\u201d (su cui si basa molto la dottrina cinese), la ditta <strong><span style=\"color: #008000;\">CASIC (China Aerospace Science and Industry Corporation)<\/span><\/strong>, con sede a Pechino ma con quattro siti distinti di produzione, \u00e8 in grado di fornire una \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">produzione automatizzata e di massa<\/span><\/strong>\u201d di oltre 1.000 missili ad alta tecnologia al giorno! Figuriamoci cosa pu\u00f2 essere la produzione di droni! Negli attuali contesti bellici \u201casimmetrici\u201d, risulta fondamentale che le tecnologie adottate non cadano in mano nemica; alcuni esemplari del Shahed-136 sono stati \u201ccatturati\u201d da forze americane e, attraverso processi di \u201creverse-engineering\u201d sono state create munizioni circuitanti come i droni <strong><span style=\"color: #008000;\">LUCAS (Low-cost Unmanned Combat Attack System)<\/span><\/strong> impiegati durante l&#8217;Operazione <strong><span style=\"color: #008000;\">EPIC FURY<\/span> <\/strong>(febbraio 2026), per neutralizzare le capacit\u00e0 di risposta ed attacco iraniane, di fatto adottando una contromisura altrettanto economica e scalabile.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Bandioli\u00a0 Francesco Caldari<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-111050 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/marco-bandioli-RID.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/marco-bandioli-RID.jpg 308w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/marco-bandioli-RID-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/marco-bandioli-RID-50x50.jpg 50w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/>Marco Bandioli, ammiraglio della riserva della Marina Militare italiana ha al suo attivo lunghi periodi di imbarco nei quali ha partecipato ad operazioni navali, anfibie e di sicurezza marittima, sia in contesti nazionali che multinazionali e\/o NATO. Ha comandato tre unit\u00e0 navali in piena attivit\u00e0 operativa ed \u00e8 stato anche impiegato in ambito Interforze nonch\u00e9 nello staff alle dirette dipendenze del Ministro della Difesa. Ha scritto un manuale di \u201cGuerra anfibia\u201d ad uso dell\u2019Accademia Navale e per la casa editrice IBN un manuale operativo per la difesa antiterrorismo dei porti. Inoltre \u00e8 autore di numerosi articoli, sia a livello strategico che tattico, per diverse riviste di settore, sia istituzionali che di normale divulgazione. In qualit\u00e0 di cintura nera 5\u00b0Dan di karate, e specialista in tecniche di combattimento militare, scrive periodicamente articoli per una organizzazione internazionale di arti marziali<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-123182 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Caldari_Uniforme_mezzo_busto-1-1-e1764061271139.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"255\" \/>Francesco Caldari, G<\/span><span style=\"color: #008000;\">enerale di Brigata (riserva), ha servito per quaranta anni nel servizio permanente effettivo nell\u2019Arma dei carabinieri, ricoprendo incarichi di comando nella organizzazione Mobile (8\u00b0 Battaglione \u201cLazio\u201d &#8211; Roma), in quella Territoriale (Tenenza \/ Compagnia di Acerenza), di Polizia Militare (Compagnia per la Marina Militare presso l\u2019Alto Comando della Spezia) e della Tutela del Segreto (Agenzia di Sicurezza Interregionale CC M.M. La Spezia) nonch\u00e9 in servizio di polizia giudiziaria (Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Genova).\u00c8 stato altres\u00ec impiegato nel contesto di Stato Maggiore (da ultimo quale Ca.SM del Comando Legione \u201cLiguria\u201d in Genova), anche all\u2019estero, come Provost Marshal presso il Quartier Generale di NATO-KFOR (Kosovo Force) a Prishtina\/Pri\u0161tina. Ha seguito numerosi e variegati corsi militari. Gli \u00e8 stata concessa la Medaglia Mauriziana e di Cavaliere della Repubblica. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Sicurezza (Roma &#8211; Tor Vergata) e quella magistrale in Relazioni Internazionali (Genova), con una tesi sulla &#8220;cooperazione internazionale di polizia&#8221;, argomento sul quale cura un blog ed un podcast. Concluso il servizio attivo si dedica alla sua passione per la storia<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/127420\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/127421\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MILITARE parole chiave: Tipologie belliche, guerra asimmetrica, guerra asimmetrica, guerra ibrida . Nella pianificazione di un&#8217;operazione militare uno degli elementi fondamentali di partenza \u00e8 il \u201ctipo di minaccia\u201d da cui dovremo difenderci; esso \u00e8 intimamente legato agli scenari politico-militari in gioco che sono a loro volta caratterizzati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":127586,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1413],"tags":[],"class_list":["post-127420","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dalla guerra non convenzionale ed asimmetrica alla guerra ibrida di Marco Bandioli e Francesco Caldari - Parte I &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/127420\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dalla guerra non convenzionale ed asimmetrica alla guerra ibrida di Marco Bandioli e Francesco Caldari - Parte I &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  11 minuti. . 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