{"id":12702,"date":"2017-05-24T00:30:25","date_gmt":"2017-05-24T00:30:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=12702"},"modified":"2025-10-25T14:54:41","modified_gmt":"2025-10-25T12:54:41","slug":"il-mistero-degli-uso-unidentified-submarine-object","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12702","title":{"rendered":"Mitologia e miti del mare: Il mistero degli USO, Unidentified Submarine Object &#8211;  parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: USO, UFO<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <strong><span style=\"color: #008000;\">USO<\/span><\/strong>, acronimo inglese di <strong><span style=\"color: #008000;\">Unidentified Submerged Object<\/span><\/strong>, non sono spesso citati nelle cronache. Con questo termine nell&#8217;ambito della ufologia vengono definiti quegli oggetti di origine sconosciuta che interagiscono con la superficie del mare sia emergendo dagli abissi sia entrando nel volume d\u2019acqua. Tali avvistamenti, spesso riconducibili a fenomeni naturali, sono ritenuti dagli ufologi oggetti di origine extraterrestre. Essendo un campo delicato, dove di sicuro non esiste nulla, fare speculazioni \u00e8 sempre troppo facile. Racconter\u00f2 alcuni eventi del passato che riguardarono strani fenomeni, tutt&#8217;oggi senza una spiegazione plausibile, lasciando poi ad ognuno la propria spiegazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quella strana luce sul mare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAvvistamenti di oggetti sul mare sebbene pi\u00f9 rari di quelli celesti, furono descritti fin dall&#8217;antichit\u00e0. Tralasciando i riferimenti mitologici agli dei che avevano la loro sede in fondo al mare o ai miti assiro babilonesi degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Annunaki<\/span><\/strong>, alieni provenienti dal pianeta <strong><span style=\"color: #008000;\">Niburu<\/span><\/strong> a cui si attribuisce la manipolazione genetica degli ominidi e la creazione della nostra specie, si ha notizia di un evento misterioso in epoca moderna che ebbe un testimone di eccezione: <strong><span style=\"color: #008000;\">Cristoforo Colombo<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/cristoforocolombo.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cristoforocolombo.jpg\" width=\"640\" height=\"747\" \/>Ci troviamo nel A.D. 1492. <strong><span style=\"color: #008000;\">Cristoforo Colombo<\/span><\/strong> solcava l&#8217;oceano nel suo primo viaggio alla scoperta del Nuovo Mondo; l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">11 ottobre 1492<\/span><\/strong> alcuni marinai della Santa Maria, della Pinta e della Ni\u00f1a avvistarono una strana luce oscillare sull&#8217;orizzonte. Colombo descrisse questa luce come una piccolo candela che si alzava dal mare e si dirigeva poi verso terra. L&#8217;episodio fu tanto misterioso che <strong><span style=\"color: #008000;\">Bartolom\u00e9 de las Casas<\/span> <\/strong>lo annot\u00f2 sul diario di bordo. In particolare, riport\u00f2 anche il nome del marinaio, <strong><span style=\"color: #008000;\">Rodrigo de Triana<\/span><\/strong>\u00a0che vide per primo quella luce dirigersi dal mare verso la terra. Anche <strong><span style=\"color: #008000;\">Colombo<\/span><\/strong>, alle 22:00 di quella notte, era presente sul castello di poppa, e vide quella strana luce molto tenue. Non fidandosi dei suoi sensi, domand\u00f2 conferma anche ad un notabile, <strong><span style=\"color: #008000;\">Pero Gutierrez<\/span><\/strong>. Avuta conferma, calcol\u00f2 che essa si trovava nei pressi dell\u2019isola di <strong><span style=\"color: #008000;\">Watling<\/span><\/strong> (l&#8217;odierna <strong><span style=\"color: #008000;\">San Salvador<\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prima interpretazione dello strano fenomeno fu proposta proprio da <strong><span style=\"color: #008000;\">Bartolom\u00e9 de las Casas<\/span><\/strong> che ipotizz\u00f2\u00a0 fosse legata all&#8217;accensione di un fuoco sull\u2019isola. Era infatti noto che gli indio, durante le notte, fossero usi accendere delle torce per muoversi da un punto all&#8217;altro. Ma dai calcoli fatti, la geometria e le distanze non giustificarono tale ipotesi ed il mistero rimase scritto sulle pagine del diario di bordo. Nei secoli a venire, alcuni studiosi ipotizzarono che quella luce fosse stata causata dal fenomeno della bioluminescenza sulle rocce del vicino banco di <strong><span style=\"color: #008000;\">Mouchoir<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, ma a<\/span>nche questa ipotesi cadde. La descrizione del fenomeno parlava di una luce puntuale, ben diversa da quella generate da quei protozoi bioluminescenti che, spiaggiando in quelle acque, lasciano lunghe strisce luminose.\u00a0Che cosa fu allora quella luce osservata da Combo e dai suoi marinai alzarsi dal mare e muoversi verso terra? Un&#8217;altra cosa strana che Colombo annot\u00f2 fu il comportamento anomalo della bussola di bordo, tanto anomalo da fargli scrivere di temere che non sarebbe mai ritornato a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Fantasia o realt\u00e0?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Shag Harbour<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nAvvistamenti di <strong><span style=\"color: #008000;\">USO<\/span> <\/strong>si ripeterono nei secoli, lasciando a volte tracce misteriose \u2026 anche nel ghiaccio.\u00a0 Oggetti sommersi non identificati furono occasionalmente osservati\u00a0 uscire o entrare dal pack lasciando grandi fori, di forma e dimensioni tali da non richiamare la possibilit\u00e0 di impatti violenti causati da meteoriti o da aeromobili. Alcuni studiosi, ipotizzarono \u00a0che fossero stati causati da oggetti volanti in grado di sciogliere in qualche modo il ghiaccio prima dell\u2019impatto. Eventi simili furono verificati in Norvegia, Svezia e Russia a seguito di avvistamenti di oggetti volanti non identificati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-44042\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/shag-harbour-incident.gif\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"520\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i tanti episodi, voglio ricordare quello forse pi\u00f9 famoso, avvenuto il 4 ottobre 1967 in <strong><span style=\"color: #008000;\">Nova Scotia<\/span><\/strong>: l&#8217;impatto di un oggetto di grandi dimensioni nelle acque di<strong><span style=\"color: #008000;\"> Shag Harbour<\/span><\/strong>, un piccolo villaggio di pescatori. I rapporti sull&#8217;evento furono studiati da diversi organismi civili (Royal Canadian Mounted Police e Guardia Costiera canadese) e militare (Royal Canadian Navy e la Royal Canadian Air force) nonch\u00e9 da non ben precisate agenzie del governo del Canada e Statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ufficialmente il governo canadese dichiar\u00f2 che nessun incidente aereo era stato riportato dalle autorit\u00e0 del volo e la fonte dell&#8217;impatto era sconosciuta. Di fatto, molti testimoni riferirono di aver visto un oggetto volante delle dimensioni di circa 60 piedi (18 m) di lunghezza che presentava luci lampeggianti di colore arancione. Dopo aver sorvolato la baia l&#8217;oggetto si era inclinato con un angolo di circa 45 gradi ed era poi entrato in acqua.\u00a0 Una luce gialla in movimento fu intravista sott&#8217;acqua lasciando dietro di se una strana scia di schiuma giallastra. Alcuni testimoni riferirono di aver sentito un fischio come di una bomba, seguito da un fruscio e, infine, un forte scoppio. Alcuni riferirono di aver intravisto anche un lampo di luce quando l&#8217;oggetto entr\u00f2 nell&#8217;acqua. Lo strano velivolo non fu mai ufficialmente identificato e fu categorizzato nei documenti governativi canadesi come un oggetto volante non identificato (UFO).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;evento fu paragonato all&#8217;incidente UFO di <strong><span style=\"color: #008000;\">Roswell<\/span><\/strong> ed a quello di <strong><span style=\"color: #008000;\">Kecksbur<\/span><span style=\"color: #008000;\">g<\/span><\/strong>, forse meno noto di quello di Roswell ma non meno misterioso, una &#8220;palla di fuoco&#8221; vista da migliaia di persone in sei stati statunitensi e dall&#8217;Ontario, in Canada. Imputato dai media come un meteorite, l&#8217;evento fu in seguito spiegato dalla NASA come il rientro in atmosfera del satellite sovietico <strong><span style=\"color: #008000;\">Kosmos 96<\/span><\/strong>. Questa plausibile spiegazione non convinse per\u00f2 gli ufologi che ritennero si fosse trattato invece della caduta di un <strong><span style=\"color: #008000;\">UFO<\/span><\/strong>, poi recuperato da parte dell&#8217;esercito americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/shag-harbour.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-12711 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/shag-harbour.jpg\" alt=\"shag harbour\" width=\"637\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/shag-harbour.jpg 462w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/shag-harbour-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/shag-harbour-460x288.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 637px) 100vw, 637px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">M<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma torniamo a Shag Harbour<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLeggendo tra i vari documenti in rete, il rapporto iniziale riport\u00f2 la testimonianza della signora <strong><span style=\"color: #008000;\">Laurie Wicken<\/span><\/strong>s che vide un grande oggetto scendere nelle acque antistanti il porto. La visibilit\u00e0 era buona nonostante fosse una notte senza luna e quello strano oggetto era ben visibile, mostrando una luce gialla brillante nel suo lato superiore. Nel giro di mezz&#8217;ora dello schianto, le barche da pesca locali, pensando ad un incidente aereo, uscirono per cercare eventuali sopravvissuti ed i pescatori osservarono una strana schiuma gialla, larga circa 80 piedi e lunga mezzo miglio, nella posizione presunta in cui l&#8217;oggetto era precipitato. Sia i pescatori sia una nave della guardia costiera, che arriv\u00f2 sul luogo un&#8217;ora dopo, non trovarono superstiti, resti o detriti di alcun genere. Nessun aereo risult\u00f2 mancante al <strong><span style=\"color: #008000;\">Rescue Coordination Center (RCC)<\/span><\/strong> e l\u2019evento fu etichettato come &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Report UFO<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testimonianze non ufficiali, attribuite a diversi testimoni militari e civili,\u00a0 riferiscono di una successiva ricerca militare, altamente segreta, che coinvolse una flottiglia di navi canadesi e statunitensi a circa 30 miglia a NE di Shag Harbour nei pressi di Shelburne. Secondo un testimone militare, l&#8217;oggetto, proveniente dalla Siberia, era stato inizialmente scoperto al\u00a0 radar. Dopo la sua caduta viaggi\u00f2 sott&#8217;acqua fino alla costa e si ferm\u00f2 nei pressi di Shelburne, dove fu presumibilmente raggiunto da un secondo veicolo. Sempre secondo questa testimonianza non ufficiale, le navi militari restarono in zona per una settimana nel tentativo di recuperare l&#8217;oggetto. Un subacqueo americano, identificato come &#8220;Harry&#8221;, dichiar\u00f2 che l&#8217;oggetto non era terrestre mentre un militare afferm\u00f2 che quella notte non caddero due oggetti bens\u00ec uno solo ed il secondo USO in zona forse stava cercando di aiutare l&#8217;altro. Di fatto la ricerca navale termin\u00f2 improvvisamente l\u201911 ottobre quando nella notte un UFO, apparentemente identico al primo, fu segnalato in partenza dall&#8217;area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro episodio <strong><span style=\"color: #008000;\">USO<\/span><\/strong> interessante accadde nel 1963 coinvolgendo un sottomarino della <strong><span style=\"color: #008000;\">US NAVY<\/span><\/strong> nei pressi di Portorico. Durante una missione di pattugliamento, il sonar intercett\u00f2 un oggetto sconosciuto che si muoveva sott&#8217;acqua a forte velocit\u00e0 ed alla profondit\u00e0 di 20.000 piedi. Tenendo conto che i sottomarini operano a profondit\u00e0 decisamente pi\u00f9 superficiali, fu dato l&#8217;allarme ed il comandante ordin\u00f2 di mantenere il contatto sonar dell&#8217;oggetto sconosciuto. Il battello americano lo tracci\u00f2 per quattro giorni fino a quando l&#8217;oggetto misterioso scomparve ad una velocit\u00e0 prossima a 150 nodi. Una nuova arma segreta sovietica o qualcosa di diverso?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/ufo-russi-fonti-kremlino.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ufo-russi-fonti-kremlino.png\" width=\"900\" height=\"636\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Immagine contenuta nel libro <em>Russia&#8217;s USO Secrets<\/em> di Philip Mantle, basato su documenti e testimonianze di militari russi\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\">Eventi simili avvennero anche ai russi<\/span><\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDurante la guerra fredda anche unit\u00e0 navali e subacquee sovietiche ebbero degli incontri non identificati. <strong><span style=\"color: #008000;\">V. Krapiva<\/span><\/strong>, un ricercatore e scrittore ucraino, riport\u00f2 di aver parlato con molti veterani che avevano servito a bordo dei sottomarini nucleari nel mar Nero. Essi riferivano che operatori sonar avevano seguito tracce acustiche di oggetti presenti a grandi profondit\u00e0 che sembravano avvicinarsi ai sottomarini cambiando velocemente la loro velocit\u00e0, come nel caso di Portorico,\u00a0 molto pi\u00f9 alte di quelle ottenibili da qualsiasi altro mezzo subacqueo conosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Navy-9-314598.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-12707 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Navy-9-314598.jpg\" alt=\"Navy-9-314598\" width=\"262\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Navy-9-314598.jpg 590w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Navy-9-314598-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 262px) 100vw, 262px\" \/><\/a>Un&#8217;altra interessante osservazione di un <strong><span style=\"color: #008000;\">USO<\/span><\/strong> fu riportata dall&#8217;equipaggio di un sottomarino nucleare sovietico nel 1965. Il sottomarino russo doveva incontrarsi con una nave appoggio nell&#8217;Oceano Atlantico. Arrivati \u200b\u200bal punto d&#8217;incontro, un&#8217;ora e mezza prima del rendez-vous, il capitano consent\u00ec all&#8217;equipaggio di salire sul ponte esterno per respirare un p\u00f2 di aria pulita. Non vi erano navi in zona ed il cielo era stellato e senza nuvole. Improvvisamente la vedetta scorse un oggetto a forma di sigaro muoversi silenziosamente attraverso il cielo. Anche se il sottomarino era in acque internazionali, i sovietici assunsero che lo strano oggetto poteva essere statunitense e decisero di approntarsi per immergersi immediatamente. Il comandante del sottomarino, nonostante la scoperta ottica, not\u00f2 per\u00f2 che il radar di bordo non registrava nessuna presenza e decise quindi di restare in superficie. L&#8217;oggetto misterioso, visto da molti testimoni, aveva una lunghezza stimata tra i 200 ed i 250 metri e non aveva appendici, n\u00e9 timoni orizzontali o verticali. Ad un certo punto,\u00a0l&#8217;UFO scese lentamente verso la superficie del mare, ad una distanza di circa mezzo miglio dal sottomarino, e si immerse sott&#8217;acqua. I sonar del sottomarino registrarono uno strano e intenso sibilo con una durata molto breve, poi pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse non fu il primo avvistamento da parte di un battello russo ma nemmeno l&#8217;ultimo. File russi recentemente declassificati hanno rivelato avvistamenti di UFO e di oggetti sconosciuti colti mentre si immergevano negli oceani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei casi pi\u00f9 inquietanti fu <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.ibtimes.sg\/ufo-expert-calls-probe-after-declassified-russian-files-reveal-alien-encounters-26219\">il caso del sottomarino sovietici K-222<\/a><\/span><\/strong> (?) che in una missione nell&#8217;Oceano Pacifico meridionale intercett\u00f2 degli oggetti immersi non identificati (USO) che viaggiavano in formazione ad una velocit\u00e0 superiore a 265 miglia orarie. L&#8217;evento non fu mai chiarito e ci sono molti dubbi sull&#8217;evento in quanto il battello, uno dei pi\u00f9 veloci e prestanti sottomarini nucleari sovietici, oper\u00f2 principalmente in Atlantico. Una bufala della guerra fredda o uno scambio di identit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Yargora<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel luglio del 1978 un\u2019altra nave russa, la<strong><span style=\"color: #008000;\"> Yargora<\/span><\/strong>, osserv\u00f2 tra le 07:30 e le 08:40, uno strano\u00a0 oggetto nel Mediterraneo. Una fonte anonima russa rifer\u00ec che il capitano della nave, <strong><span style=\"color: #008000;\">Cherepanov<\/span><\/strong>, invi\u00f2 immediatamente una segnalazione all&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Accademia Sovietica delle Scienze<\/span><\/strong> segnalando l\u2019avvistamento ma non ebbe mai risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le coordinate dell\u2019avvistamento erano approssimativamente latitudine 37 gradi Nord, longitudine 3 gradi 40 primi Est, praticamente a nord della costa algerina. L&#8217;oggetto osservato dai marinai sovietici aveva la forma di una sfera appiattita di color perla con tre strutture sporgenti nella parte inferiore del UFO che assomigliavano ad antenne. Questo avvistamento fu menzionato in un articolo del 2001, scritto da <strong><span style=\"color: #008000;\">Valentin Psalomschikov<\/span><\/strong>, che venne pubblicato sulla rivista russa NLO, trascrizione dal russo <strong><span style=\"color: #008000;\"><span lang=\"ru\" xml:lang=\"ru\"><i>\u041d\u041b\u041e<\/i><\/span>, per\u00a0<i>\u041d\u0435\u0432\u0435\u0440\u043e\u044f\u0442\u043d\u043e\u0435, \u041b\u0435\u0433\u0435\u043d\u0434\u0430\u0440\u043d\u043e\u0435, \u041e\u0447\u0435\u0432\u0438\u0434\u043d\u043e\u0435<\/i><\/span><\/strong> (<i>Incredible, Legendary, Evident),<\/i> un settimanale russo che si occupa di paranormale; il giornale, fondato nel 1994, allude chiaramente all&#8217;abbreviazione russa dell&#8217;acronimo UFO (<strong><span style=\"color: #008000;\">\u041d\u041b\u041e<\/span><\/strong>). Ma non finisce qui &#8230; torneremo presto con altri strani avvistamenti.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine prima parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12702\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12720\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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