{"id":12646,"date":"2017-03-30T00:10:58","date_gmt":"2017-03-30T00:10:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=12646"},"modified":"2026-04-11T16:15:21","modified_gmt":"2026-04-11T14:15:21","slug":"dal-siluriano-al-devoniano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12646","title":{"rendered":"Viaggio nei proto-mari, dal Siluriano al Devoniano &#8211; Parte VI"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: SILURIANO AL DEVONIANO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>parole: archeomari<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Continuiamo il nostro viaggio nelle Ere geologiche. Eravamo arrivati alla fine dell&#8217;Ordoviciano ed entriamo ora nel Siluriano, circa 444 milioni di anni fa. \u00a0<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Siluriano, chiamato anche Gotlandiano dall&#8217;isola di Gotland,<\/span><\/strong> fu il periodo geologico in cui comparvero i primi veri predatori dei mari, inquietanti scorpioni (<strong><span style=\"color: #008000;\">Euripteridi<\/span> <\/strong>come il <strong><span style=\"color: #008000;\">Mixopterus<\/span><\/strong>) che probabilmente si cibavano dei pesci corazzati che frequentavano le acque basse. Certo a vedere le loro ricostruzioni, basate sui fossili ritrovati, ci viene da pensare che forse fu questo il motivo che spinse i primi pesci a spingersi fuori dall&#8217;acqua ed a cominciare la colonizzazione della terraferma. Come ricordate da altri articoli, in quell&#8217;Era geologica le piante avevano provveduto ad arricchire l\u2019atmosfera primordiale di ossigeno e resa respirabile. L&#8217;aumento straordinario delle piante provoc\u00f2 un innalzamento del CO<sub>2<\/sub> e contribu\u00ec all&#8217;aumento delle temperature atmosferiche del Carbonifero. Fra i pi\u00f9 grandi invertebrati vi era il <strong><span style=\"color: #008000;\">Pterigoto<\/span> <\/strong>che superava i tre metri di lunghezza con una coda dotata di aculei velenosi; era un animale carnivoro, simile ad uno scorpione, che si cibava di molluschi ed altri invertebrati. Tra gli animali marini si potevano osservare gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Ostracodermi<\/span><\/strong>, primi rappresentanti dei proto-pesci, animali \u00a0senza mascelle, rivestiti di corazze formate da placche ossee. Questi animali si nutrivano filtrando il sedimento sul fondo marino e vivevano presso i grandi estuari dove le acque dolci si mischiavano a quelle salmastre.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il\u00a0periodo dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Siluriano<\/span><\/strong> all&#8217;inizio del <strong><span style=\"color: #008000;\">Devoniano<\/span><\/strong><em>, <\/em>apparvero i primi vertebrati, gli <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Agnati<\/span><\/strong> (<\/em>da a-privativo+greco gn\u01cethos, mascella, ovvero senza mascella<em>);<\/em>\u00a0essi vivevano sul fondo ed erano molto simili ai pesci odierni.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Agnati<\/span> <\/strong>sono molto importanti nella catena dell&#8217;evoluzione animale perch\u00e9 rappresentano non solo i progenitori di molte specie \u00a0di pesci ma anche dei primi anfibi. Essi vennero chiamati &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ostracodermi<\/span><\/strong>&#8221; (da ostrakon, guscio, e derma pelle). Non possedevano mascelle n\u00e9 denti e quindi non erano in grado di masticare e triturare le prede. Si nutrivano filtrando particelle microscopiche dal fango dei fondali (un p\u00f2 come i pesci pulitori degli acquari) o mangiando il plancton superficiale. Dal punto di vista morfologico, essi possedevano uno scheletro completamente cartilagineo ed erano rivestiti da un grande numero di piccole scaglie ossee strettamente connesse che formavano un ampio scudo che li proteggeva dall&#8217;attacco dei predatori. Maggiori descrizioni di questi eccezionali progenitori possono essere trovati seguendo\u00a0questo interessantissimo l<a href=\"http:\/\/www.copernico.bo.it\/sito_old\/subwww\/lavoro%20evoluzione\/agnati\/agnati.htm\">ink<\/a>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Siluriano fu il periodo di massimo sviluppo dei primi vertebrati, con delle specie che per\u00f2 scomparvero alla fine del Devoniano.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Euphanerops-un-agnato-fossile.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12650\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Euphanerops-un-agnato-fossile.jpg\" alt=\"Euphanerops, un agnato fossile\" width=\"1061\" height=\"494\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Euphanerops-un-agnato-fossile.jpg 329w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Euphanerops-un-agnato-fossile-300x140.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1061px) 100vw, 1061px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Euphanerops, un agnato fossile probabilmente vicino ai cyclostomi <a href=\"http:\/\/paleostories.blogspot.com\/2014\/11\/microbrachius-e-la-ricerca-del-nuovo.html\">PaleoStories: Microbrachius e la ricerca del nuovo. Parte 2: organi riproduttivi fossili e la complessit\u00e0 della copulazione<\/a> <a href=\"http:\/\/paleostories.blogspot.com\/p\/licenza.html\">\u00a0Licenza<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">I ritrovamenti fossili conosciuti sono circoscritti all&#8217;emisfero settentrionale; in particolare, sono stati ritrovati in Europa, in Asia, nelle Svaalbard e nel Nord America, ma si pensa che la diffusione di questi protopesci interessasse anche altre regioni del pianeta.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;evoluzione delle specie animali progred\u00ec velocemente e nei mari comparvero i primi pesci muniti di una vera e propria mandibola (<strong><span style=\"color: #008000;\">Acantodi<\/span><\/strong>), seguiti da un altro gruppo di pesci, i <strong><span style=\"color: #008000;\">Placodermi<\/span><\/strong>, caratterizzati da una mole imponente. Essi erano ricoperti da grandi placche corazzate sulla testa, sulle mascelle e in gran parte del corpo. \u00a0La comparsa\u00a0delle mascelle, deriv\u00f2 dalla trasformazione del primo arco branchiale che si spost\u00f2 in avanti e fu incorporato dalla bocca, mentre il secondo arco rinforz\u00f2 la struttura permettendo cos\u00ec una pi\u00f9 efficiente articolazione. Le mascelle, inizialmente composte da piastre ossee molto taglienti per tagliare e triturare le prede, divennero nel tempo un&#8217;arma terribile.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a questi organismi nei mari dell&#8217;Ordoviciano vivevano anche degli enormi mostri marini, gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Euripteridi<\/span> <\/strong>noti anche come &#8220;scorpioni di mare&#8221; anch&#8217;essi temibili predatori. I pi\u00f9 grandi, come\u00a0il gi\u00e0 citato\u00a0<i><a title=\"Pterygotus\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pterygotus\">Pterygotus,<\/a><\/i> potevano superare due metri di lunghezza, anche se le\u00a0dimensioni medie erano intorno ai 20 centimetri di lunghezza. La maggior parte di questi animali erano predatori dei proto-pesci e, come ricorderete, avevano avuto origine nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Cambriano<\/span><\/strong> (circa 510 milioni di <strong><span style=\"color: #008000;\">anni<\/span><\/strong> fa), e poi si erano diversificati nell&#8217;Ordoviciano\u00a0e nel Siluriano. Si ritiene che si estinsero nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Permiano<\/span><\/strong> ovvero circa 260 milioni di anni fa. Vissero principalmente in acque dolci (anche se alcune forme primitive abitarono i protomari) e, nonostante l&#8217;aspetto terrificante, non erano scorpioni. Il pi\u00f9 noto fu l&#8217;<i><a title=\"Eurypterus\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eurypterus\">Eurypterus<\/a>.<\/i><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1280px-Eurypterus_remipes-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1280px-Eurypterus_remipes-1024x768.jpg\" width=\"1043\" height=\"782\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> <i>Eurypterus remipes,<\/i> Cosmocaixa, Barcelona &#8211; foto di Eduard Sol\u00e0 V\u00e1zquez <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Eurypterus_remipes.jpg\">File:Eurypterus remipes.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Siti paleontologici del Siluriano affiorano in varie parti del mondo<\/span><br \/><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">In Italia, nel bacino del Flumendosa e nel Serrabus (Sardegna), tra le rocce scistose si possono ritrovare esemplari fossili di questi straordinari organismi caratteristici di quell&#8217;Era lontana. <\/span>Le formazioni geologiche assumono a volte forme straordinarie come\u00a0 quella del tacco di <strong><span style=\"color: #008000;\">Perda e&#8217; Liana<\/span><\/strong>, uno degli elementi simbolici della storia geologica della Sardegna: questo monumento naturale \u00e8 il frutto del modellamento erosivo di due montagne sovrapposte, una &#8220;recente&#8221;, formata dal sollevamento di sedimenti depositati da un mare del Mesozoico, l&#8217;altra pi\u00f9 antica, formata dal sollevamento di sedimenti depositati nel Paleozoico da due differenti oceani a partire da circa 500 milioni di anni fa. Fra questi, i gi\u00e0 citati <strong><span style=\"color: #008000;\">Graptoliti<\/span><\/strong>, diversi <strong><span style=\"color: #008000;\">Nautiloidi<\/span><\/strong> del genere Orthoceras, invertebrati, ma anche Briozoi e Brachiopodi di varie specie.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Devoniano<\/span><\/strong><\/span><br \/>Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Devoniano<\/span><\/strong> prese il nome dal<strong><span style=\"color: #008000;\"> Devonshire<\/span><\/strong>, una contea dell&#8217;Inghilterra dove gli affioramenti di questo periodo sono molto abbondanti. L&#8217;Era geologica pu\u00f2 essere collocata tra i 410 ed i 355 milioni di anni or sono. Il Devoniano fu nuovamente un periodo di grandi trasformazioni geologiche ed evolutive con la colonizzazione delle terre emerse da parte dei primi vegetali, alghe e muschi primitivi. Tra gli animali che vissero in quell&#8217;Era lontana vi erano degli enormi millepiedi, aracnidi, e dei grossi scorpioni predatori (<strong><span style=\"color: #008000;\">Palaeophonus<\/span><\/strong>), derivanti probabilmente dagli Euripteridi. Nei mari del Devoniano si incontravano i primi Celacanti che erano comparsi circa 410 milioni di anni fa. Sebbene ritenuti estinti,\u00a0 in realt\u00e0 ne sopravvivono due specie del genere Latimeria, <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Latimeria chalumnae<\/span><\/em><\/strong> e <span style=\"color: #008000;\"><strong><i>Latimeria menadoensis<\/i><\/strong><\/span>, recentemente filmati nel loro ambiente naturale.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1200px-Latimeria-1024x430.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1200px-Latimeria-1024x430.jpg\" width=\"1055\" height=\"443\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Latimeria chalumnae specimen, Zoologisk Museum, Copenhagen &#8211; author FunkMonk (Michael B. H.) <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Latimeria.jpg\">File:Latimeria.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;importanza del <strong><span style=\"color: #008000;\">coelacanthus<\/span> <\/strong>risiede nel fatto che pu\u00f2 considerarsi un cugino stretto dell&#8217;Eusthenopteron, un pesce che circa 360 milioni di anni fa si spinse, strisciando, sulla terra ferma e viene oggi considerato l&#8217;antenato di tutti gli anfibi, dei rettili e dei mammiferi.\u00a0<\/p>\r\n<table style=\"height: 528px; background-color: #fff678; width: 98.5477%;\" width=\"577\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #000000;\">Periodo<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #000000;\">Epoca<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #000000;\">Piano<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #000000;\">et\u00e0 (Ma)<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">CARBONIFERO<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Missisippiano<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tournaisiano<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pi\u00f9 recente<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td>\u00a0<\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>Superiore<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>Famenniano<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>359,5 -374,5<\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td>\u00a0<\/td>\r\n<td>\u00a0<\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>Frasniano<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>374,5 -385,3<\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>DEVONIANO<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>Medio<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>Givetiano<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>385,3 &#8211; 391,8<\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td>\u00a0<\/td>\r\n<td>\u00a0<\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>Eifeliano\u00a0<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>391,8 &#8211; 397,5<\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td>\u00a0<\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>Inferiore<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>Emsiano<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>397,5 &#8211; 407,0\u00a0<\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td>\u00a0<\/td>\r\n<td>\u00a0<\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>Praghiano<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>407,0 &#8211; 411,2<\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td>\u00a0<\/td>\r\n<td>\u00a0<\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>Lochkoviano<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #0000ff; font-size: 14pt;\"><strong>411,2 &#8211; 416,0<\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #ff0000; font-size: 14pt;\"><strong>SILURIANO<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #ff0000; font-size: 14pt;\"><strong>Pridoliano<\/strong><\/span><\/td>\r\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00a0<strong><span style=\"color: #ff0000;\">&#8211;\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #ff0000; font-size: 14pt;\"><strong>pi\u00f9 antico<\/strong><\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo accennato, l&#8217;evento pi\u00f9 importante per la conquista dell&#8217;ambiente terrestre fu l\u2019evoluzione dei primi vertebrati anfibi \u00a0derivanti dai Celacantidi e dai Dipnoi che svilupparono la capacit\u00e0 di strisciare e respirare. Fra questo gruppo vi era un pesce, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Eusthenopteron<\/span><\/strong>, considerato il primo animale in grado di sopravvivere respirando sulla terraferma, l\u2019antenato degli Anfibi. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia. Uno dei giacimenti devoniani pi\u00f9 conosciuti in Europa \u00e8 senza dubbio il <a href=\"http:\/\/www.fossilmuseum.net\/Fossil_Sites\/Bundenbach\/Bundenbach.htm\">giacimento fossilifero di Bundenbach<\/a>, ubicato nei pressi di Idar-Oberstein nella regione della Slesia, Germania. Nelle sue caratteristiche rocce nere scistose si pu\u00f2 trovare una ricchissima fauna composta da Trilobiti, Graptoliti, pesci ossei, Ofioroidi, Stelleroidi, ma anche meduse, spugne, crinoidi, coralli, Cefalopodi, Oluturoidi, che popolavano \u00a0quel ricchissimo \u00a0proto-mare.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1200px-Furcaster_palaeozoicus_Bundenbach-1024x740.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1200px-Furcaster_palaeozoicus_Bundenbach-1024x740.jpeg\" width=\"1059\" height=\"765\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Furcaster palaeozoicus<\/i>, una stella di mare, photo dal Hunsr\u00fcck Fossilienmuseum Bundenbach, Devoniano inferiore (primo Emsiano, 396-390 Ma) &#8211; autore commons Wikimedia Dwergenpaartje <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Furcaster_palaeozoicus_Bundenbach.JPG\">File:Furcaster palaeozoicus Bundenbach.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi organismi \u00a0gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Asteroidi<\/span> <\/strong>(<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Astropecten schluteri<\/span><\/em><\/strong>), e gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Ofiuroidi<\/span> <\/strong>(<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Furcaster palaeozoicus<\/span><\/em><\/strong>). Tra i\u00a0pesci si ritrovano i primi Agnati che si sono conservati integralmente quando furono ricoperti dal fango di improvvise frane sottomarine (<strong><span style=\"color: #008000;\">torbiditi<\/span><\/strong>), o da enormi depositi di sedimento trasportato dalle tempeste (<strong><span style=\"color: #008000;\">tempestiti<\/span><\/strong>). <a href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/4847\">Ricordate l&#8217;articolo di Aaronne Colagrossi a riguardo<\/a>\u00a0delle tempestiti?<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Effettuando delle radiografie a questi fossili i paleontologi furono in grado di osservare nei pi\u00f9 minimi dettagli le strutture anatomiche di questi animali che erano sostituite, nella fase di fossilizzazione, da un minerale ferroso, che tutti conoscete, la pirite. Alla fine del Devoniano scomparve circa il 60% delle specie viventi a causa di una nuova estinzione di massa che alcuni studiosi attribuiscono all&#8217;impatto di un asteroide, probabilmente nuovamente in Atlantico. Ma non tutte le forme viventi perirono &#8230; per fortuna.\u00a0Nel nostro viaggio fantastico siamo siamo arrivati a circa 360 milioni di anni orsono, al rigoglioso <strong><span style=\"color: #008000;\">Carbonifero,<\/span><\/strong>\u00a0di cui parleremo in un prossimo articolo.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine Parte VI &#8211; continua<br \/>Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10.0pt;\">\u00a0<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11796\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11811\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/52749\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11885\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12630\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12646\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12835\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/52803\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a><\/p>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, .ARGOMENTO: GEOLOGIAPERIODO: SILURIANO AL DEVONIANOAREA: DIDATTICAparole: archeomari.. 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