{"id":12630,"date":"2017-03-23T00:10:42","date_gmt":"2017-03-23T00:10:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=12630"},"modified":"2026-04-11T16:13:19","modified_gmt":"2026-04-11T14:13:19","slug":"dalla-fine-del-cambriano-allordoviciano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12630","title":{"rendered":"Dal Cambriano all&#8217;Ordoviciano:  viaggio nei proto-mari &#8211; Parte V"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: CAMBRIANO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole: estinzione di massa<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ricorderete nel precedente articolo eravamo arrivati nell&#8217;Era geologica chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">Cambriano <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">che termin\u00f2<\/span> <\/span>circa 510 milioni di anni fa.\u00a0 In quel periodo, improvvisamente (si fa per dire) il pianeta sembr\u00f2 ribellarsi: si scatenarono terribili eruzioni vulcaniche che influenzarono in modo determinante il clima del pianeta, provocando la prima grande estinzione di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019estinzione di massa del Cambriano<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nChe cosa accadde di cos\u00ec drammatico da causare la morte del 96% delle specie marine ed il 70% di quelle terrestri? I geologi ritengono che vi fu un insieme di fattori: la caduta di un asteroide nelle acque dell&#8217;Atlantico occidentale) ed un eccezionale vulcanesimo che soffoc\u00f2 gli ambienti terrestri e marini costieri. L&#8217;insieme dei due eventi comport\u00f2 una variazione del clima che innalz\u00f2 la temperatura terrestre a valori estremi. Questo favor\u00ec la formazione di zone morte negli oceani, esaurendo il contenuto di ossigeno nelle acque. Questa apocalisse planetaria caus\u00f2 la morte di molte specie chimata l&#8217;estinzione del Cambriano. Inizi\u00f2 cos\u00ec una nuova Era, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ordoviciano,<\/span><\/strong> durante il quale la vita sembr\u00f2 voler nuovamente esplodere sul pianeta. I mari del globo registrarono lo sviluppo di nuove forme di vita: <span style=\"color: #008000;\"><strong>trilobiti<\/strong><\/span>, briozoi, i primi pesci corazzati, brachiopodi, graptoliti, echinodermi, conodonti (Comoceras), stomatopori, e i primi pesci corazzati. Un evento, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Great Ordovician Biodiversification Event<\/span><\/strong>, che quadruplic\u00f2 il numero delle specie marine su un pianeta che incominciava a ricoprirsi nuovamente di vita.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Grafico.jpg\" alt=\"Grafico\" width=\"1056\" height=\"943\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;estinzione dell&#8217;Ordoviciano da <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/335870527_Barnes_et_al_1996_In_Global_Events_Event_Stratigraphy_2p_only_The_Pattern_of_Global_Bio-Events_During_the_Ordovician_Periodpdf\">(PDF) Barnes et al_1996_In Global Events &amp; Event Stratigraphy_2p only_The Pattern of Global Bio-Events During the Ordovician Period.pdf (researchgate.net)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Che cosa accadde?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Durante l&#8217;Ordoviciano, il clima si mantenne mite in tutto il globo. All&#8217;epoca, il supercontinente <strong><span style=\"color: #008000;\">Godwana<\/span><\/strong> era posizionato a latitudini tropicali e le favorevoli condizioni climatiche portarono ad un aumento della biodiversit\u00e0 animale\u00a0 e vegetale. In questo grafico potete leggere come la biodiversit\u00e0 cambi\u00f2 dal Cambriano al Siluriano, aumentando all&#8217;inizio dell\u2019Ordoviciano per poi ricrollare all&#8217;inizio del <strong><span style=\"color: #008000;\">Siluriano<\/span><\/strong>, l&#8217;Era in cui <strong><span style=\"color: #008000;\">trilobiti<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">brachiopodi non articolati<\/span><\/strong>\u00a0furono sostituiti da nuove specie come i <strong><span style=\"color: #008000;\">brachiopodi articolati<\/span><\/strong>. In que periodo, tutti gli organismi in grado di secernere una conchiglia di natura carbonatica ebbero un successo evolutivo maggiore. Comparvero i primi <strong><span style=\"color: #008000;\">detrivori<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">carnivori<\/span><\/strong>, dando origine alla pi\u00f9 grande &#8220;sostituzione&#8221; delle specie marine negli oceani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il notevole incremento dell\u2019attivit\u00e0 tettonica comport\u00f2 la creazione di estese piattaforme carbonatiche. Il vulcanismo e l\u2019orogenesi interessarono il continente nordamericano e fecero quasi scomparire l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Oceano Iapeto (o Giapeto)<\/span><\/strong>, un paleo-oceano che si era formato tra 600 e 400 milioni di anni fa nell&#8217;emisfero meridionale, tra i paleo-continenti del<strong><span style=\"color: #008000;\"> Laurentia, del Baltica e di Avalonia<\/span><\/strong>. In particolare, quando si unirono, formarono un enorme continente chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Euramerica<\/span><\/strong> (o Laurussia); a causa della collisione tra il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gondwana<\/span> <span style=\"color: #008000;\">occidentale<\/span> <\/strong>e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Laurentia,<\/span><\/strong>\u00a0l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Oceano Giapeto<\/span><\/strong> fu chiuso a sud dalle orogenesi <strong><span style=\"color: #008000;\">Famatiniana e Taconica<\/span><\/strong>, riducendosi di dimensione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/iapeto-oceano-giapeto-500-milioni-anni.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 iapeto-oceano-giapeto-500-milioni-anni.png\" width=\"1062\" height=\"1058\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">da Cocks, L., &amp; Torsvik, T. (2006). European geography in a global context from the Vendian to the end of the Palaeozoic Geological Society, London, Memoirs, 32 (1), 83-95 DOI: 10.1144\/GSL.MEM.2006.032.01.05<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;Estinzione dell&#8217;Ordoviciano 488 &#8211; 444 Ma<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDurante quella trasformazione straordinaria del pianeta, nacquero nuove forme viventi che dovettero adeguarsi alle condizioni climatiche. Le temperature crollarono e si generarono lunghi periodi di glaciazioni (regionali ma anche molto estese) a causa dei severi cambiamenti climatici. Di questi periodi glaciali ne avvennero almeno due, separati da circa 500.000 anni, che causarono un iniziale abbassamento del livello marino, seguito da una rapida risalita e poi da una nuova regressione. Le testimonianze di quei depositi glaciali, risalenti all&#8217;Ordoviciano, sono presenti in tutto il pianeta e sono state scoperte anche nel deserto del Sahara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quale fu la causa della grande glaciazione Ordoviciana?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019ipotesi pi\u00f9 accreditata \u00e8 che fu dovuta dalla diminuzione della CO<sub>2<\/sub> atmosferica. Prima dell\u2019evento glaciale, la concentrazione di biossido di carbonio (CO<sub>2<\/sub>) era molto alta ma poi cominci\u00f2 a diminuire costantemente a causa sia della diffusione delle prime piante, che accelerarono l&#8217;alterazione delle rocce (serbatoi naturali di biossido di carbonio) sia all&#8217;aumentata produttivit\u00e0 degli oceani.\u00a0Inoltre, a causa della deriva del continente <strong><span style=\"color: #008000;\">Gondwana <\/span><\/strong>verso nord, aument\u00f2 l&#8217;accumulo di ghiaccio e neve con un conseguente aumento dell\u2019albedo che comport\u00f2 un ulteriore calo delle temperature medie a livello globale. Quest&#8217;ultima ipotesi \u00e8 citata in uno studio pubblicato su<span style=\"color: #008000;\"><b> Nature Geoscience<\/b><\/span> secondo il quale la comparsa e la colonizzazione della terraferma da parte delle prime piante, 470 milioni anni fa, avrebbe favorito il progressivo raffreddamento del clima, culminando in una serie di lunghi periodi glaciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La vita nell&#8217;Ordoviciano<\/span><\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel nostro viaggio immaginario, proviamo ora a nuotare in quegli proto-oceani. I mari ci apparirebbero decisamente diversi agli attuali, con la presenza di molti artropodi che, come ricorderete, erano apparsi nel Cambriano. Si trattava di <strong><span style=\"color: #008000;\">trilobiti<\/span><\/strong>, ed altri animali poco noti, chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">graptoliti<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/trilobiti2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12635\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/trilobiti2.jpg\" alt=\"trilobiti2\" width=\"1055\" height=\"791\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/trilobiti2.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/trilobiti2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1055px) 100vw, 1055px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">trilobite Modocia da http:\/\/www.alexstrekeisen.it\/sedi\/trilobiti.php<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il loro aspetto coriaceo i <strong><span style=\"color: #008000;\">trilobiti, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">che vivevano nelle acque calde costiere <\/span>durante l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ordoviciano,<\/span><\/strong> a causa del ritirarsi delle acque conseguente alle glaciazioni, che crearono estese calotte glaciali dalla Mauritania all&#8217;Arabia Saudita, si estinsero. Di fatto, il livello marino si abbass\u00f2 di circa 70 metri, esponendo all&#8217;area molte delle specie che vivevano nelle acque basse. Uguale sorte accadde ai<span style=\"color: #008000;\"><b> graptoliti<\/b>,<\/span> animali che vivevano in grandi colonie galleggianti, uniti a grappolo mediante dei peduncoli. I graptoliti erano suddivisi in dendroidi, simili ad un cespuglio molto intricato, e i graptoloidi,\u00a0 molto comuni nei scisti neri della Sardegna, simili a striscioline seghettate da un lato, pi\u00f9 o meno ramificate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei mari dell&#8217;Ordoviciano si poteva incontrare anche il gigantesco <strong><span style=\"color: #008000;\">camerocerato<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">gen. <i>Cameroceras<\/i><\/span><\/strong>), un genere di cefalopode appartenente ai Nautiloidi, le cui dimensioni erano decisamente importanti. Le sue dimensioni colossali lo rendevano probabilmente un superpredatore del suo habitat in acque profonde, pi\u00f9 confacente alla sua morfologia visto che una conchiglia di tali dimensioni avrebbe di fatto impedito all&#8217;animale di muoversi in acque basse.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cameroceras-size.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12640\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cameroceras-size.jpg\" alt=\"cameroceras-size\" width=\"1049\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cameroceras-size.jpg 605w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cameroceras-size-300x140.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1049px) 100vw, 1049px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">per dare un&#8217;idea delle dimensioni del Cameroceras &#8211; da https:\/\/briantissot.com\/2016\/06\/28\/find-the-kraken-the-search-for-giant-squid\/<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni resti fossili della sua conchiglia mostrano che l&#8217;animale poteva raggiungere una lunghezza di quasi nove metri.\u00a0\u00c8 probabile che le sue prede fossero scorpioni di mare (come il <strong><span style=\"color: #008000;\">Megalograptus<\/span><\/strong>), grandi\u00a0trilobiti di profondit\u00e0 ed altri cefalopodi che catturava con i lunghi tentacoli presenti sul suo capo. Un mostro di oltre 400 milioni di anni fa che non sarebbe stato piacevole incontrare.\u00a0Siamo ancora molto lontani dall&#8217;arrivo dell&#8217;Uomo sul pianeta per cui restate con noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine Parte V &#8211; continua<br \/>\nAndrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11796\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11811\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/52749\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11885\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12630\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12646\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12835\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/52803\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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