{"id":125909,"date":"2026-04-15T00:02:00","date_gmt":"2026-04-14T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=125909"},"modified":"2026-04-07T17:45:45","modified_gmt":"2026-04-07T15:45:45","slug":"spazio-potenza-e-deterrenza-nel-xxi-secolo-una-nuova-guerra-fredda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125909","title":{"rendered":"Spazio, potenza e deterrenza nel XXI secolo: una nuova Guerra Fredda? di Andrea Lancioli"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ANALISI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Grandi potenze, XXI secolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni, il lessico della competizione internazionale ha progressivamente recuperato un\u2019espressione che si riteneva archiviata con la fine del XX secolo: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Guerra Fredda<\/span><\/strong>\u201d. Il ritorno di questo concetto non \u00e8 casuale, n\u00e9 puramente mediatico. Esso riflette la percezione diffusa di un confronto strutturato, duraturo e sistemico tra grandi potenze, caratterizzato da tensioni permanenti, soglie di conflitto attentamente calibrate e dall\u2019assenza \u2013 almeno per ora \u2013 di uno scontro militare diretto generalizzato. Tuttavia, parlare di \u201cnuova Guerra Fredda\u201d senza precisazioni rischia di produrre pi\u00f9 confusione che chiarezza. Il confronto attuale non \u00e8 una replica del bipolarismo USA\u2013URSS: cambiano gli attori, gli strumenti, lo spazio operativo e, soprattutto, la natura dell\u2019ordine internazionale in cui tale competizione si sviluppa. L\u2019obiettivo di questo contributo \u00e8 dunque definire la cornice strategica del confronto contemporaneo, individuandone le logiche profonde e le principali differenze rispetto al passato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-72711\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/guerra-fredda-e1771777177585.jpg\" alt=\"\" width=\"1066\" height=\"711\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Guerra Fredda del Novecento si fondava su un equilibrio relativamente stabile tra due blocchi contrapposti, sorretti da ideologie universali, alleanze rigide e una netta divisione del mondo in sfere di influenza. Il sistema attuale \u00e8, al contrario, pi\u00f9 fluido, meno ideologico e strutturalmente asimmetrico. Gli Stati Uniti rimangono l\u2019unica potenza con capacit\u00e0 militari globali pienamente integrate; la Russia \u00e8 una potenza militare di primo piano, ma con un orizzonte prevalentemente regionale; la Cina si afferma come attore sistemico, ancora prudente sul piano militare diretto ma sempre pi\u00f9 incisivo su quello strategico. Non si tratta quindi di un semplice ritorno al bipolarismo, bens\u00ec di una competizione multilivello e multi-dominio, in cui la dimensione militare resta centrale ma non esclusiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un primo elemento distintivo della \u201cnuova Guerra Fredda\u201d risiede nel modo in cui le grandi potenze concepiscono e difendono le proprie aree geostrategiche di interesse. Per Washington, l\u2019area di interesse primaria non coincide con confini geografici definiti, bens\u00ec con la tenuta dell\u2019ordine internazionale costruito nel secondo dopoguerra. La presenza militare globale, il sistema di alleanze e la deterrenza avanzata rispondono a una logica precisa: impedire che potenze revisioniste possano alterare gli equilibri regionali in modo tale da minacciare il sistema nel suo complesso. La strategia statunitense non mira tanto alla difesa del territorio nazionale \u2013 raramente direttamente minacciato \u2013 quanto alla gestione delle crisi lontano dal centro, prima che esse si trasformino in fattori destabilizzanti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-52717\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Trump-China-e1475552175103.png\" alt=\"\" width=\"1043\" height=\"708\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Trump-China-e1475552175103.png 697w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Trump-China-e1475552175103-300x204.png 300w\" sizes=\"(max-width: 1043px) 100vw, 1043px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la Federazione Russa, il concetto di area di interesse principale assume una valenza ben diversa. La sicurezza nazionale \u00e8 concepita in termini territoriali e storici: profondit\u00e0 strategica, continuit\u00e0 geografica e controllo dello spazio vicino rappresentano requisiti essenziali di sopravvivenza. In questa prospettiva, l\u2019allargamento delle alleanze occidentali verso est non \u00e8 percepito come un fatto politico, ma come una minaccia militare diretta. Da qui l\u2019uso pi\u00f9 disinvolto della forza nello spazio post-sovietico e una dottrina che accetta l\u2019escalation controllata come strumento legittimo di deterrenza.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-72237\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/putin-e1747200983317.jpg\" alt=\"\" width=\"1044\" height=\"695\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene non ancora protagonista militare globale, la Cina introduce un terzo modello. La sua area di interesse primaria resta regionale, con epicentro nell\u2019Indo-Pacifico, ma l\u2019approccio \u00e8 incrementale e prudente. Pechino privilegia il rafforzamento progressivo delle capacit\u00e0, la negazione dell\u2019accesso (Anti-Access\/Area-Denial \u2013 A2\/AD) e l\u2019uso politico-militare della \u201czona grigia\u201d, evitando lo scontro diretto finch\u00e9 i rapporti di forza non risultino pi\u00f9 favorevoli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-78436\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/xi-xiping.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/xi-xiping.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/xi-xiping-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/xi-xiping-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/xi-xiping-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/xi-xiping-1200x675.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come nella Guerra Fredda storica, anche oggi la deterrenza resta un pilastro centrale. Tuttavia, essa opera in un contesto profondamente mutato. Non si tratta pi\u00f9 soltanto di equilibrio nucleare, ma di una deterrenza multidominio, che integra spazio, cyber, informazione, economia e percezione pubblica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Il conflitto non \u00e8 assente: \u00e8 spostato sotto la soglia della guerra dichiarata. Pressione militare, manovre, interventi indiretti, guerra ibrida, competizione tecnologica, economica e finanziaria \u2013 fino alla corsa alle materie prime strategiche \u2013 costituiscono le forme quotidiane di uno scontro continuo, calibrato per evitare una spirale incontrollata ma sufficiente a produrre effetti strategici.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza pi\u00f9 rilevante rispetto alla Guerra Fredda del Novecento non risiede nell\u2019esistenza della competizione in s\u00e9 \u2013 allora come oggi intensa e pervasiva \u2013 bens\u00ec nel contesto di stabilit\u00e0 strategica entro cui essa si svolgeva. Durante il confronto bipolare, la competizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica era incanalata all\u2019interno di un quadro relativamente strutturato, caratterizzato da regole implicite, meccanismi di comunicazione e da una progressiva consapevolezza reciproca dei limiti dell\u2019escalation.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto attuale, al contrario, la competizione tra grandi potenze si sviluppa in un ambiente meno regolato e pi\u00f9 instabile, in cui le soglie di impiego della forza risultano pi\u00f9 ambigue, i meccanismi di controllo pi\u00f9 fragili e la fiducia strategica in larga parte erosa. Non si tratta dunque di una competizione \u201cnuova\u201d per intensit\u00e0, ma di una competizione pi\u00f9 diffusa, frammentata e meno prevedibile, estesa a domini che durante la Guerra Fredda erano marginali o del tutto assenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-119899\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/groenlandia-nasa-e1763657798354.jpeg\" alt=\"\" width=\"1042\" height=\"588\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli avvenimenti di questi giorni attorno alla Groenlandia \u2013 tra pressioni statunitensi, frizioni con Copenaghen, proteste locali e posture dimostrative della NATO \u2013 mostrano come anche spazi considerati periferici possano trasformarsi in focolai di competizione strategica. Non si tratta di episodi isolati, ma di segnali che confermano la natura diffusa e poco regolata del confronto contemporaneo, in cui le linee rosse vengono ridefinite attraverso atti di pressione e segnali di deterrenza pi\u00f9 che tramite accordi formali. La stessa logica selettiva emerge anche nel caso iraniano, dove la risposta statunitense alle recenti proteste non ha assunto forme di sostegno diretto, ma si \u00e8 articolata attraverso pressioni diplomatiche e canali indiretti. In un contesto ben diverso da quello venezuelano, segnato dalla prossimit\u00e0 di Russia e Cina e dal potenziale nucleare di Teheran, Washington ha calibrato la propria azione per evitare un acuirsi della tensione potenzialmente non controllabile, confermando come la competizione contemporanea imponga scelte differenziate a seconda del rischio sistemico associato a ciascuna crisi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-65477\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/us-navy-fleet-pacific-e1769527818653.jpg\" alt=\"\" width=\"1041\" height=\"781\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro, la dimensione militare riacquista centralit\u00e0 come strumento ordinario della competizione politica, non necessariamente orientato alla guerra totale, ma impiegato in modo calibrato per esercitare pressione, segnalare determinazione e influenzare il comportamento degli avversari. Azioni militari limitate, posture dimostrative e interventi indiretti assumono cos\u00ec una funzione che va oltre il piano operativo: diventano atti di comunicazione strategica, attraverso i quali le potenze cercano di ridefinire \u2013 o imporre \u2013 nuove linee rosse in assenza di un consenso condiviso sulle regole del confronto. In questa prospettiva, anche iniziative statunitensi in aree considerate periferiche, ma ad alta sensibilit\u00e0 geopolitica, possono essere lette come tentativi di riaffermare spazi non negoziabili e di ristabilire soglie di tolleranza all\u2019interno di una competizione sempre pi\u00f9 priva di cornici stabilizzanti. Parlare di \u201cnuova Guerra Fredda\u201d \u00e8 dunque legittimo, a patto di intenderla non come una riedizione del passato, bens\u00ec come una forma aggiornata di confronto strategico, adattata a un mondo multipolare, tecnologicamente interconnesso e politicamente frammentato.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Lancioli<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Pubblicato originariamente su <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/2026\/01\/21\/spazio-potenza-e-deterrenza-nel-xxi-secolo-una-nuova-guerra-fredda\/?_gl=1*bvpwky*_up*MQ..*_ga*MTQ2OTY5ODg3Ni4xNzcxNzc1NzQz*_ga_MD36JQF5XS*czE3NzE3NzU3NDMkbzEkZzEkdDE3NzE3NzU3NTIkajUxJGwwJGgw\">DIFESAONLINE<\/a><br \/>\nimmagini da wikipedia Common Use<\/p>\n<p>in anteprima \u00a0Flight deck personnel prepare to launch an F\/A-18 F Super Hornet assigned to Strike Fighter Squadron (VFA) 22 on the flight deck aboard Nimitz-class aircraft carrier USS Carl Vinson (CVN 70). Carl Vinson and Carrier Air Wing (CVW) 17 are deployed to the U.S. 5th Fleet area of responsibility. (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class James R. Evans\/Released)<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 20px;\">Bibliografia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Clausewitz, C. von (2024), Della guerra, ed. integrale, a cura di Mini F., IBEX.<br \/>\nAron, R. (2003), Peace and War: A theory of International Relations, Routledge.<br \/>\nGaddis, J. L. (2005), The Cold War: A New History, Penguin Press;<br \/>\nBull, H. (2012), The Anarchical Society: A Study of Order in World Politics, Palgrave Macmillan.<br \/>\nFreedman, L. (2013), Strategy: A History, Oxford University Press.<br \/>\nSchelling, T. C. (1966), Arms and Influence, Yale University Press.<br \/>\nBuzan, B. &amp; W\u0153ver ,O. (2004), Regions And Powers: The Structure of International Security, Cambridge University Press.<br \/>\nIkenberry, J. (2001), After Victory: Institutions, Strategic Restraint, and the Rebuilding of Order After Major Wars, Princeton University Press.<br \/>\nBrands, H &amp; Beckley, M. (2022), Danger Zone: The Coming Conflict with China, WW Norton &amp; Co. Inc..<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: ANALISI parole chiave: Grandi potenze, XXI secolo Negli ultimi anni, il lessico della competizione internazionale ha progressivamente recuperato un\u2019espressione che si riteneva archiviata con la fine del XX secolo: \u201cGuerra Fredda\u201d. Il ritorno di questo concetto non \u00e8 casuale, n\u00e9 puramente mediatico. 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