{"id":125718,"date":"2026-04-03T00:02:00","date_gmt":"2026-04-02T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=125718"},"modified":"2026-04-01T14:17:50","modified_gmt":"2026-04-01T12:17:50","slug":"la-collina-dei-coccioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718","title":{"rendered":"La collina dei coccioli di Taranto"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: green\">ARGOMENTO: STORIA&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green\">PERIODO: IV-III SECOLO a.C.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: green\">AREA: TARANTO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Murici, porpora, Fenici, Romani, Bizantini<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima dell\u2019avvento della cocciniglia e dell\u2019anilina, il colore porpora veniva ricavato dal murice, un mollusco marino che tutti conoscete. La specie <strong><span style=\"color: #008000\">Bolinus brandaris (Murex brandaris)<\/span><\/strong>, comune nell\u2019intero Mediterraneo, dal colore bruno chiaro piuttosto uniforme, si caratterizza per le dimensioni ed il suo lungo canale sifonale. La struttura \u00e8 a spirale e, lungo i giri di crescita ad intervalli regolari, si rilevano due spine, una alla spalla ed una pi\u00f9 in basso. Inoltre, si nota un altro giro di spine, generalmente meno vistose, verso la met\u00e0 del canale sifonale. La superficie esterna \u00e8 percorsa da numerosi cordoncini spirali irregolari. La porpora era in et\u00e0 imperiale il colore per eccellenza. Per riuscire a tingere anche solo una veste o una tunica occorrevano migliaia di esemplari e settimane di lavoro. Per questo motivo era preziosissima e solo in pochi potevano esibire in pubblico questo colore. Il fiume Galeso, situato a nord di Taranto, con la foce nel Mar Piccolo, \u00e8 storicamente legato alla pastorizia e alla produzione di lane pregiate fin dall\u2019epoca romana e greco-spartana. <strong><span style=\"color: #008000\">Quinto Orazio Flacco<\/span><\/strong> raccontava: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000\">E se il destino avverso mi terr\u00e0 lontano allora cercher\u00f2 le dolci acque del Galeso caro alle pecore avvolte nelle pelli, e gli ubertosi campi che un d\u00ec furono di Falanto lo Spartano<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-127081 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/galeso-Vincenzo-Popio.png\" alt=\"\" width=\"1073\" height=\"506\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/galeso-Vincenzo-Popio.png 496w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/galeso-Vincenzo-Popio-300x142.png 300w\" sizes=\"(max-width: 1073px) 100vw, 1073px\" \/><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">Pascolo lungo il Galeso &#8211; acquerello di Vincenzo Popio<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Virgilio stesso racconta che le lane della citt\u00e0 di Taranto erano talmente pregiate che i pastori mettevano cappotti di pelle alle pecore per preservare il mantello di lana. Le lane, colorate con la porpora, venivano usate dai ricchi cittadini tarantini ed anche inviate a Roma, dove rappresentavano un segno di distinzione sociale. La porpora era in et\u00e0 imperiale il colore per eccellenza. Per riuscire a tingere anche solo una veste o una tunica occorrevano migliaia di esemplari e settimane di lavoro. Per questo motivo era preziosissima e solo in pochi potevano esibire in pubblico questo colore. La loro colorazione con la porpora era quindi un valore aggiunto e l&#8217;estrazione della tintura naturale veniva attuata attraverso un procedimento che ci \u00e8 giunto fino ai nostri giorni; in pratica si individuava una particolare ghiandola e la si &#8220;spremeva&#8221; per ricavarne una goccia di liquido vischioso che veniva poi fatto macerare in una grande vasca di stagno che conteneva acqua salata e che veniva riscaldata per dieci giorni, cuocendo il tutto a fuoco lento.&nbsp;<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse;width: 100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%\">\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-127084\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/960px-Purple_Purpur_retouched.jpg\" alt=\"\" width=\"1061\" height=\"1021\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/960px-Purple_Purpur_retouched.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/960px-Purple_Purpur_retouched-300x289.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/960px-Purple_Purpur_retouched-768x739.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1061px) 100vw, 1061px\" \/><br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Diversi tipi di porpora &#8211; Fonte Mostra del Museo di Storia Naturale di Vienna, 2018 &#8211; Fotografia: U.Name.Me<\/span> <em><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Purple_Purpur_(retouched).jpg\">Purple Purpur (retouched).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #008000\"><strong>Curiosit\u00e0<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"color: #008000\"><strong>In antichit\u00e0 si citavano due tipi di porpora, chiamate rispettivamente porpora di Tiro e porpora di Cassio. Quella di Tiro \u00e8 un colorante a base di cloruro aurico e cloruro stannoso. Il primo cloruro si ottiene da cloro e oro e il secondo da cloro e da stagno. Quella di Cassio si produceva nell\u2019antichit\u00e0 spremendo le ghiandole del Murex brandaris. Oggi si ottiene con una serie di lavorazioni dal bromo, un elemento chimico che a sua volta si ricava dal sale o dall\u2019acqua di mare, ed \u00e8 molto adatto per produrre coloranti.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-127080\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mar-Piccolo-villa-Peripato-da-Taranto-comera-1.png\" alt=\"\" width=\"1062\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mar-Piccolo-villa-Peripato-da-Taranto-comera-1.png 840w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mar-Piccolo-villa-Peripato-da-Taranto-comera-1-300x193.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mar-Piccolo-villa-Peripato-da-Taranto-comera-1-768x494.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1062px) 100vw, 1062px\" \/><strong><span style=\"color: #008000\">Mar Piccolo visto dalla villa Peripato. \u201cTaranto com\u2019era\u201d &#8211; ai tempi della Magna Grecia qui vi erano le fabbriche della porpora<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ciononostante ne valeva sicuramente la pena. La porpora era infatti un prodotto costoso, si dice scoperto dai Fenici che furono i primi a ricavarla dai murici con una particolare tecnica, mantenuta gelosamente segreta. Nel tempo la diminuzione del numero di murici, assieme alla necessit\u00e0 di acquisire sempre pi\u00f9 molluschi, fece s\u00ec che i Fenici iniziassero a fondare oltremare delle colonie che potessero garantire una simile produzione. Alla luce di questo non trascurabile problema, i Romani pensarono in seguito di sviluppare delle proprie tecniche per l\u2019allevamento artificiale del murice e di altri molluschi in conche scavate nella roccia.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-127078\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Basilica_di_San_Vitale_mosaico_di_Teodora_con_la_sua_corte_di_dame_-_panoramio.jpg\" alt=\"\" width=\"1043\" height=\"696\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Basilica_di_San_Vitale_mosaico_di_Teodora_con_la_sua_corte_di_dame_-_panoramio.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Basilica_di_San_Vitale_mosaico_di_Teodora_con_la_sua_corte_di_dame_-_panoramio-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1043px) 100vw, 1043px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Mosaico della Basilica di San Vitale a Ravenna, <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000\">VI secolo &#8211;<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000\"> nel Mosaico si nota l&#8217;imperatrice Teodora che indossa una tunica porpora, un colore destinato ai regnanti ed alle massime autorit\u00e0 che, pur vestendo tuniche preziose hanno colori diversi &#8211;&nbsp; Fonte https:\/\/web.archive.org\/web\/20161021052700\/http:\/\/www.panoramio.com\/photo\/53560586 &#8211; <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000\">Autore Carlo Pelagalli &#8211;<\/span><\/strong><strong><em><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Basilica_di_San_Vitale,_mosaico_di_Teodora_con_la_sua_corte_di_dame_-_panoramio.jpg\">Basilica di San Vitale, mosaico di Teodora con la sua corte di dame &#8211; panoramio.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019antica Roma la <strong><span style=\"color: #008000\">toga di porpora imperiale<\/span><\/strong> era simbolo assoluto di potere e prestigio, un privilegio regolamentato e vietato ai semplici cittadini. <strong><span style=\"color: #008000\">Plinio<\/span><\/strong> racconta che una preziosa toga imperiale richiedeva ben venti grammi di porpora, una quantit\u00e0 che si ricavava da circa quattromila conchiglie.&nbsp; Nella prima et\u00e0 imperiale romana, anche per i suoi altissimi prezzi, era un stoffa riservata solo agli imperatori ed alle alte cariche religiose, militari e di governo: una balza di porpora (<strong><span style=\"color: #008000\">clavus<\/span><\/strong>) sovrapposta alla tunica indicava l\u2019appartenenza: se stretta <strong><span style=\"color: #008000\">(angusticlavium<\/span><\/strong>) all\u2019ordo equester, se larga (<strong><span style=\"color: #008000\">laticlavium<\/span><\/strong>) all\u2019ordo senatorius. Anche i magistrati, come distinzione del loro ufficio, portavano una striscia di porpora sulla toga. Oltre che nella tintura delle stoffe, la porpora era utilizzata anche nella pittura e nell\u2019arte libraria; non ultimo, nell\u2019antichit\u00e0 classica, il residuo del colorante rimasto nelle caldaie era spesso utilizzato come colore per la pittura e per tingere le pergamene dei codici, opportunamente fissato su farina fossile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">Il monte dei Coccioli di Taranto<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-127083 alignleft\" style=\"text-align: justify\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mar-Piccolo-villa-Peripato-da-Taranto-comera-2.png\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mar-Piccolo-villa-Peripato-da-Taranto-comera-2.png 323w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/mar-Piccolo-villa-Peripato-da-Taranto-comera-2-269x300.png 269w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019antichit\u00e0, come testimonia <strong><span style=\"color: #008000\">Plinio il Vecchio<\/span><\/strong>, solo i pi\u00f9 alti rappresentanti delle caste aristocratiche e sacerdotali portavano abiti con la porpora. Di fatto Taranto, fu una formidabile produttrice di porpora come riportato su un\u2019annotazione di <strong><span style=\"color: #008000\">Johann Hermann Von Riedesel<\/span><\/strong>, barone di Eisenbach che nel 1726, nel corso di un gran tour, visit\u00f2 la citt\u00e0 dei due mari. Di quell\u2019esperienza il barone tedesco lasci\u00f2 traccia in una lunga lettera indirizzata a Johann Joachim Winckelmann bibliotecario, storico dell\u2019arte e archeologo tedesco, e suo grande amico. Tra le molte cose raccontate, e dopo una serie di belle considerazioni sul clima dolce, l\u2019onest\u00e0, l\u2019ospitalit\u00e0 della gente e la bellezza delle donne, il viaggiatore osservava che sulle spiagge del Mare Piccolo, che era l\u2019antico porto della citt\u00e0, si trovavano grandi depositi di gusci di murici che gli operai delle tintorie gettavano dopo aver estratto il mollusco. Queste colline artificiali aumentarono negli anni tanto da formare un zona chiamata \u201c<strong><span style=\"color: #008000\">monte dei coccioli<\/span><\/strong>\u201d, formato dai gusci scaricati dalle officine vicine agli \u201c<strong><span style=\"color: #008000\">orti degli Alcantarini<\/span><\/strong>\u201d, cio\u00e8 proprio nella zona del convento dei Frati Minori e della chiesa di San Pasquale Baylon, nella zona dell\u2019attuale <strong><span style=\"color: #008000\">Museo Archeologico di Taranto<\/span><\/strong>. Questa collinetta artificiale si troverebbe quindi nell\u2019area oggi occupata dalla <strong><span style=\"color: #008000\">Villa Peripato<\/span><\/strong> (i bellissimi giardini pubblici tarantini), situati accanto al circolo Ufficiali della Marina Militare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si legge in una guida di Taranto del 1901: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000\">Villa Peripato, venne realizzata sul cosiddetto Monte Testaceo, consistente nella massima parte di avanzi di bivalvi e di murici. Nella zona bassa c\u2019erano le tintorie e in quella alta venivano accumulati gli scarti della produzione, i gusci dei Coccioli&#8221;<\/span><\/em><\/strong>. Di fatto nel corso degli anni, durante lavori e scavi effettuati nell\u2019Arsenale Militare, sono venuti alla luce i resti delle tintorie e moltissimi gusci di murici. Le officine della porpora sorgevano quindi lungo la<strong><span style=\"color: #008000\"> spiaggia orientale del Mar Piccolo<\/span><\/strong>, lontano dal centro abitato che si trovava nell\u2019isola, l\u2019attuale citt\u00e0 vecchia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-127079\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/illiustrazione-fonti-per-la-porpora-taranto-.png\" alt=\"\" width=\"1070\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/illiustrazione-fonti-per-la-porpora-taranto-.png 657w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/illiustrazione-fonti-per-la-porpora-taranto--300x96.png 300w\" sizes=\"(max-width: 1070px) 100vw, 1070px\" \/><strong><span style=\"color: #008000\">Le officine della porpora erano situate lungo la spiaggia orientale del Mar Piccolo; nell\u2019illustrazione di Filippo Girardi, \u00e8 riportato il classico schema con la presenza delle sorgenti (sparse per tutta la citt\u00e0)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella Taranto antica, l\u2019industria della porpora ebbe un grande sviluppo per due motivi principali: l\u2019enorme quantit\u00e0 delle specie che vivono nella citt\u00e0 dei due mari e il lusso smodato dei Tarantini. Possiamo ipotizzare che erano necessari circa 300 murici per ottenere un solo grammo di porpora, ricavato da un liquido giallastro, estratto dalle ghiandole del murice, che diventava violaceo sotto il sole. si otteneva un composto, inizialmente incolore, che, per una reazione fotochimica diventava color porpora non appena veniva lasciato all\u2019aria e alla luce del sole. L\u2019esposizione del liquido alla luce, assieme all\u2019uso prolungato del calore, provocava un odore talmente nauseabondo di ammoniaca da rendere irrespirabile l\u2019aria nei dintorni, anche a grande distanza per cui la maggior parte delle officine per la produzione, con questi accumuli di conchiglie in putrefazione, si trovavano fuori dalle citt\u00e0 e sottovento rispetto alle zone residenziali. Ovviamente quando c\u2019era un cambio di direzione del vento l\u2019odore doveva essere per\u00f2 insopportabile.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-127075\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Monnaie_1_4_de_sicle_.Tyr_Phenicie_btv1b10322884x.jpg\" alt=\"\" width=\"1065\" height=\"1097\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Monnaie_1_4_de_sicle_.Tyr_Phenicie_btv1b10322884x.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Monnaie_1_4_de_sicle_.Tyr_Phenicie_btv1b10322884x-291x300.jpg 291w\" sizes=\"(max-width: 1065px) 100vw, 1065px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">mh sgr (in caratteri fenici). Delfino a destra, su due linee d&#8217;acqua; nel campo inferiore, un murice <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:(Monnaie_1_4_de_sicle_(...)Tyr_(Ph%C3%A9nicie_btv1b10322884x.jpg\">Moneta 1 4 di siclo &#8211; Tyro (Ph\u00e9nicie).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Taranto era gi\u00e0 famosa per la sua lana di pregio e la sua posizione strategica nel Mediterraneo. Inoltre, la fama di Taranto nella lavorazione dei materiali di lusso era conosciuta in tutto il mondo romano. I Tarantini acquisirono la capacit\u00e0 di produrre la porpora, spesso chiamata anche \u201c<strong><span style=\"color: #008000\">porpora di Tiro<\/span><\/strong>\u201d, proprio dai Fenici che colonizzarono la citt\u00e0 facendola diventare un famoso polo industriale, punto di riferimento per i beni di lusso nel mondo greco-romano, tra i quali i suoi tessuti, famosi per la loro morbidezza e qualit\u00e0. In realt\u00e0, le attivit\u00e0 artigianali erano pilastri dell\u2019economia tarantina gi\u00e0 nel IV-III secolo a.C., e la porpora, \u201c<strong><span style=\"color: #008000\">purpura rubra Tarentina<\/span><\/strong>\u201d, seconda solo a Tiro, fu uno dei simboli pi\u00f9 potenti dell\u2019opulenza, del prestigio e della ricchezza della Tarentum nel Mediterraneo. La produzione della tintura continu\u00f2 nell\u2019impero romano d\u2019Oriente fino a quando gli imperatori bizantini non ebbero pi\u00f9 le risorse economiche per portare avanti una simile dispendiosa attivit\u00e0. Mala porpora continu\u00f2 anche a essere il simbolo della regalit\u00e0 per molti secoli sia in Oriente sia in Occidente.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">Vincenzo Popio<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><br \/>\nin anteprima Murex \u2013 autore Judy Gallagher, 2017&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Murex_shell_and_shadows_(39032600172).jpg\">Murex shell and shadows (39032600172).jpg \u2013 Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; ARGOMENTO: STORIA&nbsp; PERIODO: IV-III SECOLO a.C. AREA: TARANTO parole chiave: Murici, porpora, Fenici, Romani, Bizantini . Prima dell\u2019avvento della cocciniglia e dell\u2019anilina, il colore porpora veniva ricavato dal murice, un mollusco marino che tutti conoscete. La specie Bolinus brandaris (Murex brandaris), comune nell\u2019intero Mediterraneo, dal colore bruno chiaro piuttosto uniforme, si caratterizza per le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4443,"featured_media":127082,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"class_list":["post-125718","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia-marina"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La collina dei coccioli di Taranto &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La collina dei coccioli di Taranto &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  7 minuti&nbsp; ARGOMENTO: STORIA&nbsp; PERIODO: IV-III SECOLO a.C. AREA: TARANTO parole chiave: Murici, porpora, Fenici, Romani, Bizantini . Prima dell\u2019avvento della cocciniglia e dell\u2019anilina, il colore porpora veniva ricavato dal murice, un mollusco marino che tutti conoscete. La specie Bolinus brandaris (Murex brandaris), comune nell\u2019intero Mediterraneo, dal colore bruno chiaro piuttosto uniforme, si caratterizza per le [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-04-02T22:02:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Murex_shell_and_shadows_39032600172.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"853\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Vincenzo Popio\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Vincenzo Popio\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718\"},\"author\":{\"name\":\"Vincenzo Popio\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/acd345a9ebc1d45d12ae30a314341696\"},\"headline\":\"La collina dei coccioli di Taranto\",\"datePublished\":\"2026-04-02T22:02:00+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718\"},\"wordCount\":1703,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Murex_shell_and_shadows_39032600172.jpg\",\"articleSection\":[\"Archeologia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718\",\"name\":\"La collina dei coccioli di Taranto &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Murex_shell_and_shadows_39032600172.jpg\",\"datePublished\":\"2026-04-02T22:02:00+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Murex_shell_and_shadows_39032600172.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Murex_shell_and_shadows_39032600172.jpg\",\"width\":1280,\"height\":853},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La collina dei coccioli di Taranto\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/acd345a9ebc1d45d12ae30a314341696\",\"name\":\"Vincenzo Popio\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/50b640bcc069dbca6ec419264b2a560e8b1e141130a99f21b31a15cf024ac1f6?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/50b640bcc069dbca6ec419264b2a560e8b1e141130a99f21b31a15cf024ac1f6?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/50b640bcc069dbca6ec419264b2a560e8b1e141130a99f21b31a15cf024ac1f6?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Vincenzo Popio\"},\"description\":\"Laureato in Scienze Marine presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa con un Ph. D. in Maritime Science e Master in \u201cEnvironmental science and sea pollution research\u201d presso la Pacific Western University di Los Angeles, California, il dottor Popio ha trascorso oltre 32 anni di servizio attivo nella Marina Militare. Ha ricoperto incarichi di Comando a bordo delle unit\u00e0 navali, come Direttore agli Studi presso Istituti di Formazione militare e come rappresentante della Marina presso l\u2019Ufficio del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. Lasciato il servizio attivo, il dr. Popio, ha continuato, in campo civile, a fornire il proprio contributo per la salvaguardia dell\u2019ambiente marino e di tutte le sue specie, collaborando in diversi progetti riguardanti l\u2019ambiente, con le Universit\u00e0 di Bari, Lecce, Napoli e con l\u2019Istituto per l\u2019Ambiente Marino Costiero-CNR di Taranto. Numerosi sono gli articoli pubblicati sulla stampa locale sull\u2019inquinamento (aria, mare, suolo) a Taranto, dovuto alla presenza delle industrie pesanti. Uno studio particolare \u00e8 stato effettuato sul Mar Piccolo e il Mar Grande di Taranto.\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/vincenzo-popio\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La collina dei coccioli di Taranto &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La collina dei coccioli di Taranto &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  7 minuti&nbsp; ARGOMENTO: STORIA&nbsp; PERIODO: IV-III SECOLO a.C. AREA: TARANTO parole chiave: Murici, porpora, Fenici, Romani, Bizantini . Prima dell\u2019avvento della cocciniglia e dell\u2019anilina, il colore porpora veniva ricavato dal murice, un mollusco marino che tutti conoscete. La specie Bolinus brandaris (Murex brandaris), comune nell\u2019intero Mediterraneo, dal colore bruno chiaro piuttosto uniforme, si caratterizza per le [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2026-04-02T22:02:00+00:00","og_image":[{"width":1280,"height":853,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Murex_shell_and_shadows_39032600172.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Vincenzo Popio","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Vincenzo Popio","Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718"},"author":{"name":"Vincenzo Popio","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/acd345a9ebc1d45d12ae30a314341696"},"headline":"La collina dei coccioli di Taranto","datePublished":"2026-04-02T22:02:00+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718"},"wordCount":1703,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Murex_shell_and_shadows_39032600172.jpg","articleSection":["Archeologia"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718","name":"La collina dei coccioli di Taranto &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Murex_shell_and_shadows_39032600172.jpg","datePublished":"2026-04-02T22:02:00+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Murex_shell_and_shadows_39032600172.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Murex_shell_and_shadows_39032600172.jpg","width":1280,"height":853},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/125718#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La collina dei coccioli di Taranto"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/acd345a9ebc1d45d12ae30a314341696","name":"Vincenzo Popio","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/50b640bcc069dbca6ec419264b2a560e8b1e141130a99f21b31a15cf024ac1f6?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/50b640bcc069dbca6ec419264b2a560e8b1e141130a99f21b31a15cf024ac1f6?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/50b640bcc069dbca6ec419264b2a560e8b1e141130a99f21b31a15cf024ac1f6?s=96&d=mm&r=g","caption":"Vincenzo Popio"},"description":"Laureato in Scienze Marine presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa con un Ph. D. in Maritime Science e Master in \u201cEnvironmental science and sea pollution research\u201d presso la Pacific Western University di Los Angeles, California, il dottor Popio ha trascorso oltre 32 anni di servizio attivo nella Marina Militare. Ha ricoperto incarichi di Comando a bordo delle unit\u00e0 navali, come Direttore agli Studi presso Istituti di Formazione militare e come rappresentante della Marina presso l\u2019Ufficio del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. Lasciato il servizio attivo, il dr. Popio, ha continuato, in campo civile, a fornire il proprio contributo per la salvaguardia dell\u2019ambiente marino e di tutte le sue specie, collaborando in diversi progetti riguardanti l\u2019ambiente, con le Universit\u00e0 di Bari, Lecce, Napoli e con l\u2019Istituto per l\u2019Ambiente Marino Costiero-CNR di Taranto. Numerosi sono gli articoli pubblicati sulla stampa locale sull\u2019inquinamento (aria, mare, suolo) a Taranto, dovuto alla presenza delle industrie pesanti. Uno studio particolare \u00e8 stato effettuato sul Mar Piccolo e il Mar Grande di Taranto.","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/vincenzo-popio"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125718","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4443"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=125718"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125718\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":127090,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125718\/revisions\/127090"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/127082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125718"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=125718"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125718"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}