{"id":12560,"date":"2020-09-11T00:10:53","date_gmt":"2020-09-10T22:10:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=12560"},"modified":"2025-08-17T18:31:13","modified_gmt":"2025-08-17T16:31:13","slug":"la-tragedia-del-britannic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12560","title":{"rendered":"Storia della Britannic: da regina del mare a nave ospedale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: RELITTI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Britannic<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una classe sfortunata<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTutto inizi\u00f2 a seguito della perdita della <strong><span style=\"color: #008000;\">Titanic<\/span><\/strong>. La compagnia armatoriale <strong><span style=\"color: #008000;\">White Star Line<\/span><\/strong>, sulla base dell&#8217;inchiesta sul naufragio, decise di apportate diverse modifiche ai progetti delle restanti navi della classe <strong><span style=\"color: #008000;\">Olimpic<\/span><\/strong>. Essendo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Britannic<\/span> <\/strong>l&#8217;ultima nave della classe furono apportati cambiamenti strutturali fino a prima del varo. Le principali variazioni furono l&#8217;aumento della larghezza della nave (portata da 2 piedi, 0,61 m, a 94 piedi ovvero 29 m) allo scopo di creare un doppio scafo lungo il locale motori e caldaie e l&#8217;innalzamento di 6 delle 15 paratie stagne fino al ponte B.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/BRITANNIC-640px-RMS_Britannic.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BRITANNIC-640px-RMS_Britannic.jpg\" width=\"865\" height=\"477\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>RMS Britannic &#8211; Artist&#8217;s conception of the\u00a0<a class=\"extiw\" title=\"en:HMHS Britannic\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/HMHS_Britannic\"><i>Britannic<\/i><\/a> in her intended White Star Line livery &#8211; Fonte: ibiblio.org<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:RMS_Britannic.jpg\">RMS Britannic.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per compensare l&#8217;aumento della larghezza dello scafo fu necessario aumentare la potenza del sistema di propulsione a 18.000 cavalli (13.000 kW), 2.000 cavalli motore oltre il progetto originale. Per chi ricorda la tragedia del Titanic, il numero insufficiente di scialuppe fu una delle cause di morte di tanti passeggeri per cui sul Britannic furono montate grandi gruette, ognuna alimentata da motori elettrici, capaci di gestire ognuna sei imbarcazioni di salvataggio. L&#8217;obiettivo di installare un numero maggiore di gruette (8 invece di sei) per la messa a mare delle scialuppe fu quello di consentire l\u2019impiego di tutte le 48 scialuppe (in grado di trasportare almeno 75 persone ciascuno) pi\u00f9 che sufficienti per ospitare il numero massimo di persone che la nave avrebbe potuto \u00a0trasportare. In realt\u00e0, sebbene il nuovo progetto prevedesse otto serie di gruette, solo cinque furono effettivamente installate prima che la nave entrasse in servizio di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma iniziamo dal principio<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Vi sono molte leggende sulla grande nave, partendo dal suo nome. Anche se mai confermato dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">compagnia White Star Line<\/span><\/strong>, alcune fonti sostengono che la nave si sarebbe dovuta chiamare <strong><span style=\"color: #008000;\">Gigantic,<\/span><\/strong> come risulterebbe da una bozza del manifesto iniziale con quel nome. Il nome <strong><span style=\"color: #008000;\">Britannic<\/span> <\/strong>apparve in un secondo tempo nei disegni ufficiali e fu poi mantenuto. Tredici mesi dopo il varo della seconda unit\u00e0 della classe, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Olympic<\/span><\/strong>, furono impostate le prime ordinate della chiglia del Britannic (il 30 novembre 1911) presso il cantiere navale <strong><span style=\"color: #008000;\">Harland and Wolff di Belfast. <\/span><\/strong>A\u00a0causa dei miglioramenti introdotti a seguito del disastro del Titanic, la costruzione non fu per\u00f2 avviata fino al 26 febbraio 1914.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_gOa9r5gb0R0\"><div id=\"lyte_gOa9r5gb0R0\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/gOa9r5gb0R0\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gOa9r5gb0R0\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/gOa9r5gb0R0\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E scoppi\u00f2 la I guerra mondiale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel mese di agosto 1914, ovvero prima che il <strong><span style=\"color: #008000;\">Britannic<\/span> <\/strong>potesse iniziare il suo servizio come transatlantico sulla\u00a0rotta New York e Southampton, scoppi\u00f2 la prima guerra mondiale. Immediatamente le autorit\u00e0 navali britanniche requisirono un gran numero di navi da crociera mercantili armandole e utilizzandole per il trasporto delle truppe. In realt\u00e0 l&#8217;Ammiragliato britannico non requis\u00ec le grandi navi da crociera optando per le navi pi\u00f9 piccole che erano decisamente molto pi\u00f9 facili da utilizzare. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">RMS Olympic<\/span><\/strong> ritorn\u00f2 quindi a Belfast il 3 novembre 1914 mentre il lavoro di costruzione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Britannic<\/span> <\/strong>continu\u00f2 a rilento. Con il proseguo del conflitto, crebbe la necessit\u00e0 di navi di maggiore stazza in supporto alle operazioni navali nel Mediterraneo orientale e, nel maggio del 1915, i lavori di approntamento furono accelerati ed il Britannic, con appena quattro settimane di preavviso, entr\u00f2 in servizio. Proprio\u00a0nel mese in cui la <strong><span style=\"color: #008000;\">RMS Lusitania<\/span><\/strong> venne silurata vicino alla costa irlandese dal sommergibile tedesco<strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0SM U-20<\/span><\/strong>. In quel periodo, il capo politico della Royal Navy era un giovane ambizioso che si reputava anche un abile stratega militare. Il suo nome era <strong><span style=\"color: #008000;\">Winston Churchill<\/span><\/strong> che, con molta modestia, amava dire \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">I have it in me to be a successful soldier. I can visualize great movements and combinations<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Il giovane Churchill, che grazie alla famiglia della moglie godeva di largo consenso, ricopriva all&#8217;epoca l&#8217;incarico di <strong><span style=\"color: #008000;\">First Lord of the Admiralt<\/span><span style=\"color: #008000;\">y<\/span><\/strong>, propose un colpo audace che, a suo parere, avrebbe permesso di vincere la guerra. Abbandonando il piano di invadere la Germania dal Mar Baltico, pens\u00f2 di colpire 1.000 miglia pi\u00f9 ad Est, inviando la flotta britannica con molti soldati attraverso i Dardanelli, lo stretto canale di 38 miglia che congiunge il Mar Mediterraneo con il Mar Nero. In estrema sintesi, il piano britannico era di conquistare Costantinopoli, dando all&#8217;alleato russo un chiaro appoggio per sconfiggere l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Impero Ottomano <\/span><\/strong>che, nell&#8217;ottobre 1914, sebbene con qualche riluttanza, si era unito agli Imperi Centrali. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">British War Office<\/span><\/strong> rifiut\u00f2 di inviare un gran numero di truppe su quel fronte ma<strong><span style=\"color: #008000;\"> Churchill<\/span><\/strong>, in maniera sconsiderata, forz\u00f2 la mano, inviando la flotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;attacco a <strong><span style=\"color: #008000;\">Gallipoli<\/span> <\/strong>inizi\u00f2 la mattina del 19 febbraio 1915, con un pesante bombardamento costiero effettuato dalle corazzate inglesi e francesi. Nonostante il successo iniziale, le batterie turche, armate con moderni cannoni Krupp, ed i campi minati difensivi posati nello stretto, misero in stallo le forze britanniche. Fu l&#8217;inizio della fine di quella folle offensiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giugno 2015, il <strong><span style=\"color: #008000;\">British Admiralty<\/span> <\/strong>decise di impiegare le grandi navi passeggeri per il trasporto delle truppe nella campagna di Gallipoli (chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Servizio Dardanelli<\/span><\/strong>). Le prime navi impiegate furono la <strong><span style=\"color: #008000;\">RMS Mauretania<\/span><\/strong> e l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">RMS Aquitania<\/span><\/strong>. Il tentativo di sbarco a Gallipoli fu per\u00f2 disastroso e le forze britanniche subirono un numero enorme di vittime, dovuto soprattutto all&#8217;incapacit\u00e0 tattica dei comandanti britannici. In una sanguinosa mattanza emerse la necessit\u00e0 di inviare delle grandi navi ospedale per il trattamento e l&#8217;evacuazione dei feriti.\u00a0 Inizialmente, nel mese di agosto, fu inviata la <strong><span style=\"color: #008000;\">RMS Aquitania<\/span><\/strong> (il suo posto come trasporto truppe fu preso dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">RMS Olimpic<\/span><\/strong> in settembre). Il 13 novembre 1915, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Britannic<\/span><\/strong> fu requisita come nave ospedale mentre era ancora in porto a Belfast. Rapidamente ridipinta di bianco con grandi croci rosse ed una striscia orizzontale verde venne ribattezzata <strong><span style=\"color: #008000;\">HMHS Britannic<\/span> <\/strong>(per Sua Maest\u00e0 Nave Ospedale) e posta sotto il comando del capitano <strong><span style=\"color: #008000;\">Charles Alfred Bartlett<\/span><\/strong> (1868-1945).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/HMHS_Britannic.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-12570 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/HMHS_Britannic.jpg\" alt=\"HMHS_Britannic\" width=\"2560\" height=\"1432\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/HMHS_Britannic.jpg 2560w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/HMHS_Britannic-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/HMHS_Britannic-1024x573.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">durante la I guerra mondiale &#8211; autore foto Allan Green \u00a0<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMHS_Britannic.jpg\">HMHS Britannic.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">L&#8217;ultimo viaggio<\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Dopo aver fatto la spola cinque volte tra il Medio Oriente ed il Regno Unito per trasportare i tanti malati e feriti, il Britannic part\u00ec nuovamente da Southampton per <strong><span style=\"color: #008000;\">Lemnos<\/span><\/strong> il 12 novembre 1916, per il suo sesto viaggio verso il Mar Mediterraneo.\u00a0 Dopo aver superato Gibilterra fece sosta a Napoli per rifornirsi di carbone ed acqua; avrebbe dovuto ripartire verso la sua destinazione finale ma avverse condizioni meteorologiche ritardarono la sua partenza fino alla domenica pomeriggio. <strong><span style=\"color: #008000;\">Bartlett<\/span> <\/strong>decise di approfittare di una breve pausa meteorologica per continuare la navigazione verso il canale di Messina e, la mattina del 21 novembre, il\u00a0 Britannic entr\u00f2 a tutta velocit\u00e0 nel canale di\u00a0 Kea, precisamente tra il Capo Sounion, il punto pi\u00f9 meridionale dell&#8217;Attica, e l&#8217;isola di Kea. In quel momento sul Britannic si trovavano 1.065 persone di cui \u00a0673 dell&#8217;equipaggio, 315 Royal Army Medical Corps e 77 infermieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei registri ufficiali venne riportato che alle ore 08:12 del 21 novembre 1916, una forte esplosione scosse la nave. Si pens\u00f2 inizialmente ad un siluro ma, come vedremo, la vera causa fu una mina ormeggiata posata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile tedesco SM U-73<\/span><\/strong> al comando di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gustav Siess<\/span><\/strong>. Il sommergibile era in agguato nelle acque profonde del Canale di Kea e aveva posato alcune mine il 28 ottobre. L&#8217;esplosione avvenne sul lato dritto, danneggiando una paratia stagna del gavone di prua. I primi quattro compartimenti stagni adiacenti si riempirono rapidamente e l&#8217;acqua e attravers\u00f2 con violenza il portellone, il &#8220;passo uomo&#8221; della caldaia che collegava i locali dei fuochisti a prua con il locale caldaia Nr. 6, che fu gravemente danneggiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bartlett<\/span><\/strong> ordin\u00f2 di chiudere le porte stagne ed invi\u00f2\u00a0 un segnale di soccorso ordinando all&#8217;equipaggio di preparare le scialuppe di salvataggio. Un segnale di SOS fu immediatamente inviato ma non fu possibile verificarne la ricezione in quanto l&#8217;esplosione aveva rotto i fili delle antenne tra gli alberi della nave. Oltre alla porta stagna del lungo tunnel dei fuochisti, la porta stagna tra i locali delle caldaie 6 e 5 non si chiuse correttamente, per cui l&#8217;acqua continu\u00f2 ad entrare nella stanza della caldaia 5. In breve tempo la Britannic raggiunse il suo limite massimo di galleggiabilit\u00e0 con sei compartimenti stagni allagati. \u00a0Fu la fine del grande colosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo due minuti dopo l&#8217;esplosione, i locali caldaia 5 e 6 furono evacuati. Bartlett diede l&#8217;ordine di dirigere la nave con tutta la potenza possibile verso l&#8217;isola di Kea, ma il panico si era ormai diffuso fra tutti i passeggeri. Alcuni membri dell\u2019equipaggio, senza autorizzazione, ammainarono \u00a0due scialuppe di salvataggio dalle gruette di poppa del ponte barche di dritta. Le due scialuppe di salvataggio precipitarono con violenza con i loro occupanti in acqua e finirono sulle eliche che essendo ancora in rotazione li macinarono. Dovette essere una scena terrificante ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Bartlett<\/span><\/strong>, realizzando che il Britannic non avrebbe mai potuto raggiungere la costa dell\u2019isola per potersi arenare, diede l\u2019ordine di fermare i motori e di abbandonare la nave. Erano le ore 8:35.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si racconta che <strong><span style=\"color: #008000;\">Bartlett<\/span><\/strong>, alle ore 09:00, dopo aver effettuato due lunghi squilli\u00a0 con il fischietto, per liberare il personale delle macchine, raggiunse il ponte con l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Assistant Commander Dyke<\/span><\/strong>. Scorse una piccola scialuppa che raggiunse a nuoto continuando a coordinare le operazioni di abbandono della nave. Nel frattempo, la poppa del Britannic si sollev\u00f2 di un centinaio di piedi fino a quando, con un &#8220;ruggito&#8221; finale scomparve rapidamente nelle profondit\u00e0. Erano passati solo 55 minuti dopo l&#8217;esplosione. I primi ad arrivare sul luogo dell\u2019affondamento furono i pescatori greci di Kea con i loro caicchi, che raccolsero molti dei superstiti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/britannic.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 britannic.gif\" width=\"858\" height=\"286\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine sonar composita &#8211; 2003 diving expedition (courtesy of Bill Smith)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finiva cos\u00ec la sua vita una grande signora del mare. Il relitto del\u00a0<i>Britannic<\/i> si trova a\u00a0<span class=\"plainlinks nourlexpansion\"><span class=\"geo-default\"><span class=\"geo-dms\" title=\"Mappe, foto aeree e altri dati per questa posizione\"><span class=\"latitude\">37\u00b042\u203205\u2033N<\/span>\u00a0<span class=\"longitude\">24\u00b017\u203202\u2033E<\/span><\/span><\/span><\/span> a circa 120 m di profondit\u00e0, cosa che lo rende visitabile solo da subacquei esperti. Quando il relitto fu scoperto dal comandante Cousteau, il 3 dicembre 1975, basandosi sui danni visibili alle lamiere, pens\u00f2 che il grande piroscafo fosse stato affondato da un siluro. Da allora molti audaci lo hanno visitato ed il relitto del Britannic \u00e8 oggi visitato da subacquei tecnici sia a livello ricreativo che di studio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ALDO-FERRUCCI-RELITTO-RMS-BRITANNIC-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ALDO-FERRUCCI-RELITTO-RMS-BRITANNIC-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quest&#8217;ultima foto della grande nave \u00e8 di Aldo Ferrucci, scattata nell&#8217;estate 2023<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche lui un giorno scomparir\u00e0: le sue lamiere collasseranno definitivamente ricoperte da nuove forme di vita ma le immagini raccolte dai subacquei resteranno un&#8217;ultima testimonianza di questa grande signora del mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<\/strong>Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: RELITTI PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Britannic , Una classe sfortunata Tutto inizi\u00f2 a seguito della perdita della Titanic. La compagnia armatoriale White Star Line, sulla base dell&#8217;inchiesta sul naufragio, decise di apportate diverse modifiche ai progetti delle restanti navi della classe Olimpic. 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